Marmellata di Prugne di Lentigione: Un Tesoro Gastronomico della Bassa Reggiana

Nel cuore della Bassa Reggiana, avvolta dalle nebbie mattutine e inebriata dal profumo della terra fertile, si cela un tesoro dolce e prelibato: la Marmellata di Prugne di Lentigione. Questa non è una semplice confettura, ma un vero e proprio concentrato di storia, tradizione e sapori genuini, strettamente legato a un territorio e a una varietà di prugna unica, la Prugna Zucchella di Lentigione.

Preparare questa marmellata significa riscoprire un rituale antico, un gesto d'amore che si tramanda di generazione in generazione, portando sulle nostre tavole il gusto autentico delle conserve fatte in casa, proprio come le preparavano le nostre nonne. I produttori sottolineano come “gustando la nostra marmellata si potrà rivivere l’atmosfera delle mitiche ed abbondanti colazioni di Peppone e Don Camillo che amavano consumarla semplicemente spalmata sul pane o nella famosa crostata”.

La Prugna Zucchella di Lentigione: Un Frutto Unico e Prezioso

Tutto inizia con la Prugna Zucchella, un ecotipo locale che trova il suo habitat ideale nei terreni di Lentigione, frazione del comune di Brescello, in provincia di Reggio Emilia. Questi terreni, un tempo lambiti dalle acque del fiume Po, sono particolarmente ricchi di ferro e minerali, peculiarità che conferisce al frutto caratteristiche organolettiche uniche. La terra di qui ha, infatti, caratteristiche organolettiche particolari che rendono la prugna zucchella ancora più buona.

La Prugna Zucchella si distingue per il suo colore viola intenso, quasi bluastro a piena maturazione, e per la sua polpa succosa e zuccherina. Piccola e soda, probabilmente il suo appellativo trae origine da “sughella”, piena di sugo. Andrea Artoni, vicepresidente dell’Associazione per la valorizzazione della prugna Zucchella di Lentigione, afferma: «La caratteristica principale, come dice il nome, è che è una prugna molto succosa: Zucchella da “sughella”, sugosa». È una prugna piccola e soda, di forma allungata, con buccia viola-rossastra ricoperta da un velo biancastro protettivo e polpa giallo-ambrato.

La sua raccolta avviene tra luglio e agosto, un periodo in cui il sole estivo ha donato al frutto la giusta dose di dolcezza e profumo. Si raccoglie tra luglio e agosto e si può consumare fresca o trasformata in confettura. Una volta veniva utilizzata anche per la produzione della grappa.

Leggi anche: Marmellata di fichi troppo liquida: soluzioni

A differenza di altre varietà di prugne, la Zucchella possiede una naturalmente elevata concentrazione di zuccheri, tanto da rendere superfluo l'aggiunta massiccia di zucchero nella preparazione della marmellata. Questa caratteristica non solo esalta il sapore autentico del frutto, ma permette anche di ottenere una confettura meno dolce e più genuina, perfetta per chi ricerca i sapori di un tempo e desidera limitare l'apporto di zuccheri aggiunti. La sua polpa, inoltre, è particolarmente adatta alla cottura, mantenendo una consistenza piacevole e rilasciando un profumo intenso e avvolgente durante la preparazione. Tale conserva ha una portentosa originalità organolettica, lasciando libera la materia prima di esaltare le sue caratteristiche, facendosi notare per un’intensa acidità che la rende molto golosa, in un formidabile intreccio di asprezza agrumata e dolcezza di sottobosco.

La Prugna Zucchella di Lentigione non è solo un frutto, ma un simbolo di un territorio e di una cultura contadina che ha saputo preservare la biodiversità e le tradizioni locali. Alcune testimonianze storiche del frutto risalgono ai primi dell’800, ammantandosi con elementi di tradizione orale secondo i quali Maria Luigia d’Austria, nel periodo della dominazione asburgica, avrebbe fatto arrivare in questi territori contadini slavi con piante di prugna tipica dei loro territorio, dove venivano utilizzati per dare vita a un distillato ancora oggi identitario, lo Sliwovitz, un’acquavite di prugne dai profumi strepitosi. Originaria delle terre fertili del Po, la Prugna Zucchella venne introdotta nel XIX secolo, durante il Ducato di Maria Luigia d’Austria, quando le popolazioni slave portarono a Brescello questa varietà di susino. Da allora, grazie ai terreni ferrosi lasciati dal corso del fiume Enza, la Prugna di Lentigione ha trovato un habitat perfetto, sviluppando caratteristiche organolettiche uniche.

Negli ultimi anni, grazie all'impegno dell'Associazione per la valorizzazione della prugna Zucchella di Lentigione, si è assistito a una riscoperta e a una valorizzazione di questa varietà, con l'obiettivo di tutelarne la coltivazione e promuoverne la conoscenza presso un pubblico più ampio. Questa associazione, che riunisce produttori locali e appassionati, si impegna a mantenere vivo il legame con la tradizione, promuovendo la coltivazione secondo metodi rispettosi dell'ambiente e la preparazione della marmellata secondo la ricetta tradizionale, quella tramandata dalle nonne.

Andrea Artoni è nato e cresciuto tra le prugne Zucchelle. «La mia famiglia le coltiva da generazioni: da non meno di 100 anni, - dice. Oggi Artoni è vicepresidente dell’Associazione per la valorizzazione della prugna Zucchella di Lentigione. «Con tutti i produttori che hanno aderito abbiamo messo a punto una sorta di disciplinare - spiega -.

La Ricetta Tradizionale della Marmellata di Prugne di Lentigione: Un Rito Antico

Preparare la Marmellata di Prugne di Lentigione è un'arte semplice ma che richiede attenzione e rispetto per la materia prima. La ricetta tradizionale, quella che si tramanda nelle famiglie di Lentigione, prevede pochi e semplici ingredienti: prugne zucchelle mature, zucchero (in quantità variabile a seconda della dolcezza naturale delle prugne e del gusto personale) e, talvolta, un po' di succo di limone per esaltare il sapore e favorire la conservazione. Non sono ammessi addensanti artificiali, coloranti o conservanti: la genuinità è la parola d'ordine. La confettura zuccherata è preparata in modo artigianale, con una ricetta che rispetta la tradizione delle rezdore emiliane. Contiene 151 g di frutta per 100 g di prodotto finito e solo 45 g di zucchero per 100 g di prodotto: una quantità minima che permette di esaltare la dolcezza naturale della prugna senza coprirne il sapore autentico.

Leggi anche: Ricetta Marmellata Zucca

Ecco i passaggi fondamentali per preparare la Marmellata di Prugne di Lentigione secondo la tradizione:

  1. Selezione e preparazione delle prugne: Scegliere prugne zucchelle ben mature, al punto giusto di dolcezza. Lavarle accuratamente sotto acqua corrente e asciugarle delicatamente. Dopodiché, denocciolarle e tagliarle a pezzetti o spicchi, a seconda della consistenza desiderata per la marmellata finale. Alcuni preferiscono anche sbucciare le prugne per una marmellata più liscia, ma la tradizione spesso prevede di lasciare la buccia, ricca di pectina, che contribuisce alla gelificazione naturale. Lavare e snocciolare le susine.
  2. Cottura delle prugne: In una pentola capiente, preferibilmente in acciaio inox o rame (evitare l'alluminio), versare le prugne a pezzi. Aggiungere lo zucchero. La quantità di zucchero è variabile: per una marmellata meno dolce, si può utilizzare un rapporto di 1:3 (zucchero:prugne), mentre per una marmellata più tradizionale si può arrivare a un rapporto di 1:2 o anche 2:3. È importante considerare la dolcezza naturale delle prugne: se sono molto mature e zuccherine, si può ridurre la quantità di zucchero aggiunto. Metterle in una pentola d’acciaio con fondo alto, unire lo zucchero e lasciare macerare per 12 ore. Mescolare bene per amalgamare lo zucchero alle prugne. Aggiungere, se si desidera, il succo di mezzo limone (per circa 1 kg di prugne), che contribuirà a esaltare il sapore e a bilanciare la dolcezza.
  3. Fase di ebollizione e gelificazione: Portare la pentola sul fuoco a fiamma media, mescolando frequentemente per evitare che la marmellata si attacchi al fondo. Quando inizia a bollire, abbassare la fiamma e continuare la cottura a fuoco dolce, mescolando di tanto in tanto. La durata della cottura varia a seconda della quantità di marmellata e della consistenza desiderata. Generalmente, ci vogliono circa 40-60 minuti. Fare bollire a fuoco medio per almeno 5 ore, fino a quando raggiunge una buona consistenza. Per verificare se la marmellata è pronta, si può fare la prova del piattino: versare un cucchiaino di marmellata su un piattino freddo e inclinarlo. Se la marmellata si addensa e non cola via velocemente, è pronta. In alternativa, si può utilizzare un termometro da cucina: la marmellata è pronta quando raggiunge una temperatura di circa 104-105°C.
  4. Imbottigliamento e sterilizzazione: Mentre la marmellata cuoce, preparare i vasetti di vetro. È fondamentale utilizzare vasetti di vetro a chiusura ermetica, precedentemente sterilizzati. La sterilizzazione può essere effettuata in diversi modi: in forno a 100°C per circa 20 minuti, oppure facendoli bollire in acqua per circa 10 minuti. Anche i coperchi devono essere sterilizzati. Sterilizzare i vasetti e i tappi in acqua bollente e fare asciugare. Una volta pronta, versare la marmellata bollente nei vasetti sterilizzati, riempiendoli fino a circa 1 cm dal bordo. Chiudere ermeticamente i vasetti. Invasare la marmellata ancora bollente, chiudere bene il tappo e capovolgere il vasetto. Per una maggiore sicurezza e una conservazione più lunga, si consiglia di sterilizzare i vasetti pieni. Esistono diverse tecniche di sterilizzazione: la bollitura (immergere i vasetti in una pentola d'acqua bollente per circa 20-30 minuti), la sterilizzazione a vapore, o la sterilizzazione in forno (seguendo procedure specifiche). Oppure si può fare il “bagnomaria”. La sterilizzazione crea il sottovuoto all'interno del vasetto, garantendo una conservazione ottimale della marmellata per diversi mesi, se conservata in un luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce diretta del sole.

Artoni spiega che l'associazione ha messo a punto una sorta di disciplinare con tutti i produttori che hanno aderito. La ricetta è «la più semplice possibile, quella che usavano le nostre nonne, le nostre zie: solo frutta e un po’ di zucchero aggiunto». È stato individuato un laboratorio a conduzione familiare a Carpineti e tutti gli associati, utilizzando lo stesso logo, producono lì la confettura.

Consigli utili per una marmellata perfetta:

  • Utilizzare prugne di alta qualità, preferibilmente Prugne Zucchelle di Lentigione, raccolte al giusto punto di maturazione.
  • Regolare la quantità di zucchero in base alla dolcezza delle prugne e al proprio gusto personale. Ricordare che la Prugna Zucchella è naturalmente dolce, quindi si può ridurre la quantità di zucchero rispetto ad altre ricette generiche.
  • Mescolare frequentemente durante la cottura per evitare che la marmellata si attacchi al fondo e bruci.
  • Non cuocere eccessivamente la marmellata, altrimenti diventerà troppo dura e caramellata. La prova del piattino o il termometro sono strumenti utili per verificare la giusta consistenza.
  • Sterilizzare accuratamente vasetti e coperchi per garantire una conservazione sicura e prolungata.
  • Se si desidera una marmellata più profumata, si possono aggiungere aromi naturali come un pezzetto di stecca di cannella, un baccello di vaniglia, o qualche chiodo di garofano durante la cottura. Tuttavia, la ricetta tradizionale predilige la semplicità e l'esaltazione del sapore naturale della prugna.

Lentigione e la Bassa Reggiana: Un Territorio Vocato ai Sapori Autentici

La Marmellata di Prugne di Lentigione è indissolubilmente legata al suo territorio d'origine, la Bassa Reggiana. Questa zona della provincia di Reggio Emilia, caratterizzata da una pianura fertile e attraversata dal fiume Po, vanta una lunga tradizione agricola e culinaria. La coltivazione della Prugna Zucchella a Lentigione affonda le sue radici nella storia contadina locale, e la preparazione della marmellata rappresenta un rito familiare che si ripete ogni anno, alla fine dell'estate.

La Bassa Reggiana è una terra ricca di sapori autentici e tradizioni gastronomiche. Oltre alla Prugna Zucchella e alla sua marmellata, la zona è rinomata per altri prodotti tipici, come il Parmigiano Reggiano, l'aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia, i salumi, i tortelli d'erbetta e i vini locali. La cucina della Bassa Reggiana è una cucina semplice ma ricca di gusto, basata su ingredienti freschi e di stagione, e legata alle tradizioni contadine. La Marmellata di Prugne di Lentigione si inserisce perfettamente in questo contesto, rappresentando un esempio di eccellenza gastronomica locale, frutto di un saper fare artigianale e di un profondo legame con il territorio.

Uno dei frutti più buoni d’Italia viene non a caso da uno dei territori che hanno legato la propria immagine proprio al mondo rurale intatto e carico di profondi valori umani, quello della Brescello già immortalata nelle pellicole che hanno visto come protagonisti Peppone e Don Camillo, simbolo dell’Italia migliore che oggi sempre più si evoca nostalgicamete. Va infatti ricordato che il territorio di Lentigione è stato spesso utilizzato per le scene in campagna dei famosi film; proprio qui, nella Corte di S. Richiama la corte di San Giorgio con il campanile romanico, tipico di Lentigione. «È la corte - ricorda orgoglioso Artoni - dove sono state girate alcune scene del primo film di Peppone e Don Camillo.

Leggi anche: Consigli per un Dolce Perfido

I produttori sottolineano come “gustando la nostra marmellata si potrà rivivere l’atmosfera delle mitiche ed abbondanti colazioni di Peppone e Don Camillo che amavano consumarla semplicemente spalmata sul pane o nella famosa crostata”.

Riscoprire la Marmellata di Prugne di Lentigione significa non solo gustare un prodotto prelibato, ma anche immergersi in un mondo di tradizioni, sapori autentici e legami con la terra. È un'esperienza che va oltre il semplice atto di mangiare, diventando un viaggio alla scoperta di un patrimonio culturale e gastronomico unico e prezioso.

Consigli Generali per la Preparazione di Marmellate Fatte in Casa

Anche se la Marmellata di Prugne di Lentigione ha le sue specificità legate alla varietà di prugna e alla tradizione locale, alcuni consigli generali sono validi per la preparazione di qualsiasi marmellata fatta in casa, con qualsiasi tipo di frutta:

  • Scegliere frutta di stagione e di qualità: La qualità della frutta è fondamentale per il risultato finale della marmellata. Utilizzare frutta matura al punto giusto, profumata e senza ammaccature. La frutta di stagione è generalmente più saporita e ricca di nutrienti.
  • Bilanciare la quantità di zucchero: La quantità di zucchero dipende dalla dolcezza naturale della frutta e dal proprio gusto personale. In generale, si consiglia un rapporto di 1:2 o 2:3 (zucchero:frutta), ma si può ridurre lo zucchero per frutti molto dolci o per chi preferisce marmellate meno zuccherate. Esistono anche alternative allo zucchero bianco, come lo zucchero di canna integrale o il fruttosio, ma è importante considerare che possono influenzare il sapore e la consistenza della marmellata.
  • Utilizzare il succo di limone: Il succo di limone, oltre a esaltare il sapore della frutta, aiuta a preservare il colore brillante della marmellata e favorisce la gelificazione grazie alla sua acidità e al contenuto di pectina (anche se in quantità minore rispetto alla frutta stessa).
  • Cuocere a fuoco dolce: La cottura a fuoco dolce permette alla frutta di cuocere lentamente e di sprigionare tutti i suoi aromi, senza bruciare o caramellare eccessivamente lo zucchero. Mescolare frequentemente durante la cottura per evitare che la marmellata si attacchi al fondo.
  • Verificare la consistenza: La prova del piattino o il termometro da cucina sono strumenti utili per verificare se la marmellata ha raggiunto la giusta consistenza. Ricordare che la marmellata tende ad addensarsi ulteriormente raffreddandosi.
  • Sterilizzare vasetti e coperchi: La sterilizzazione è fondamentale per garantire la conservazione della marmellata e prevenire la formazione di muffe o batteri. Seguire attentamente le procedure di sterilizzazione.
  • Conservare correttamente: Conservare i vasetti di marmellata in un luogo fresco, asciutto e al riparo dalla luce diretta del sole. Una volta aperto un vasetto, conservarlo in frigorifero e consumarlo entro pochi giorni.

Preparare la marmellata in casa è un gesto semplice ma gratificante, che ci permette di riscoprire i sapori autentici della frutta di stagione e di creare conserve genuine e prelibate, da gustare durante tutto l'anno.

La Marmellata di Prugne Zucchella: Un Prodotto Versatile in Cucina

La confettura di prugna Zucchella è molto versatile in cucina. LaConfettura di Prugna Zucchella di Lentigione con zucchero è una delle eccellenze gastronomiche più autentiche dell’Emilia.

tags: #marmellata #di #lentigione