La frittura, con la sua croccantezza e il suo sapore invitante, è una tecnica di cottura amata in tutto il mondo. Dalla frittura mista all’italiana alla frittura di paranza, dai fiori di zucca alle patatine, la lista dei cibi che possono essere esaltati da questo metodo è infinita. Tuttavia, la frittura è spesso associata a dubbi sulla sua salubrità. Mangiare frittura il giorno dopo fa male? Questo articolo esplora i benefici e i rischi della frittura, offrendo consigli per gustarla in modo sano ed equilibrato.
Il Fascino della Frittura
Il fritto dona un sapore particolare e gradito praticamente a tutti. Si sente dire spesso che il fritto è “pesante” o “difficile da digerire” oppure che è “molto calorico”. Nella corretta alimentazione questo tipo di cottura non è proibito ma si consiglia di adottarlo raramente, il che potrebbe voler dire un paio di volte al mese.
Frittura: Amica o Nemica della Salute?
Contrariamente a quanto si crede, il fritto non è necessariamente dannoso. Dire che il fritto faccia male non è corretto, bensì che una frittura non sana e fatta in modo scorretto possa arrecare danni alla salute di chi la consuma con eccessiva frequenza. Cuocere rapidamente una verdura in assenza di acqua può portare a produrre quella gustosissima guaina croccante al suo esterno che funge da barriera per trattenere importanti sali minerali e vitamine, soprattutto quelle idrosolubili, per esempio la vitamina C, le quali andrebbero perse se la verdura venisse cotta in acqua.
Tuttavia, è importante considerare che, come tutti gli eccessi, mangiare cibi fritti con eccessiva frequenza può causare problemi, soprattutto a carico del tratto gastrointestinale, sotto forma di nausea, reflusso, ma anche gastrite e colite. In più, l’eccesso di grassi potrebbe favorire l’accumulo di adipe addominale viscerale, con un aumento del rischio cardiovascolare e di patologie di tipo infiammatorio o steatosi epatica.
Uno studio pubblicato sul British Medical Journal ha suggerito che il consumo regolare di fritti, soprattutto se a base di pollo o pesce, è associato a un aumento del rischio di morte in generale e anche riconducibile specificamente alle malattie cardiovascolari. I ricercatori hanno verificato le abitudini alimentari delle oltre 31.500 donne che nel frattempo erano decedute (9.320 per malattie cardiovascolari, 8.358 per tumore e 13.880 per altre cause), e le hanno confrontate con quelle delle altre partecipanti, trovando alcune associazioni molto interessanti. Controllando poi il tipo di alimento, il risultato è che mangiare una volta alla settimana pollo fritto si associa a un rischio di morte per qualunque causa superiore del 13% e per una malattia cardiovascolare del 13% rispetto a chi non ne consuma; per i pesci e i molluschi fritti i valori corrispondenti sono risultati essere +7% e +13%.
Leggi anche: Ricette Dolci per la Dieta Candida
Le Regole d'Oro per una Frittura Sana
Non è il fritto in sé a dover essere “discriminato” ma le errate procedure seguite per ottenere la frittura dell’alimento. Se la crosticina non si crea subito, direttamente sull’alimento oppure sulla pastella o la farina o il pan grattato che lo ricoprono ecc., il grasso viene assorbito causando un conseguente aumento delle calorie e un fritto non croccante.
Ecco alcuni consigli per preparare una frittura croccante e sana:
- Scegliere l'olio giusto: Tra i metodi di frittura più salutari rientrano sicuramente quelli che sfruttano oli vegetali con il più alto punto di fumo. Friggere con oli dall’alto punto di fumo, per esempio quello di arachidi o quello extravergine d’oliva, garantisce di ottenere un fritto qualitativamente migliore, non solo dal punto di vista della palatabilità, ma anche, e soprattutto, degli effetti sulla salute.
- Mantenere la temperatura corretta: Non bisognerebbe mai friggere a una temperatura inferiore a 160°C e superiore a 190°C perché è durante questo intervallo che, con un tempo adeguato, si ottiene la migliore cottura (dorata) senza che vi sia liberazione di sostanze tossiche. Utilizzate un termometro da cucina e immergete il cibo quando l’olio ha raggiunto i 170°C, inoltre non friggete grandi quantità tutte insieme per non rischiare che la temperatura si abbassi di colpo.
- Preparare adeguatamente il cibo: Prima e durante la frittura, il cibo non deve essere né salato direttamente né spolverato con spezie (un pizzico di sale nella pastella invece ci può stare) perché il sale richiama l’acqua all’esterno dell’alimento e rallenta la formazione della crosticina.
- Utilizzare una pastella leggera: Consiglio, a scelta, farina di riso, di frumento, di ceci, amido di mais e acqua gassata fredda perché la superficie fredda dell’alimento facilita la formazione della crosticina evitando che penetri troppo olio. Se si è intolleranti al glutine si può fare riso e amido di mais. Aggiungendo tè matcha o rosmarino si aumenta l’effetto antiossidante.
- Friggere in piccole quantità: Non friggere mai troppi pezzi insieme perché si abbassa la temperatura dell’olio con il rischio che inzuppi il cibo.
- Asciugare bene il cibo fritto: Dopo la frittura, adagiare il cibo su carta assorbente per eliminare l'olio in eccesso.
La Frequenza Ideale: Quante Volte a Settimana si Può Mangiare Fritto?
Sarebbe meglio parlare di frequenza mensile. In cucina, l’utilizzo della frittura come metodo di cottura andrebbe sfruttato una o due volte al mese. Ovviamente, tutto dipende da che tipo di frittura si stia realizzando. Infatti, se ci limitassimo alle verdure, si potrebbe aumentare la frequenza a una volta a settimana. Una piccola precisazione va fatta per un tipo di frittura marginale come il “soffritto”. In questo caso, soprattutto se fatta non abusando di olio, si parla di una strategia che può aiutare la cistifellea e il fegato a produrre e immagazzinare la bile, essenziale per regolare l’assorbimento di zuccheri e grassi e l’eliminazione di quelli in eccesso, in primis il colesterolo, che può garantire una migliore funzionalità dei due organi. Dunque, anche in questo caso, quando si tratta di verdure, possono essere consumate anche una volta a settimana.
Quando Evitare il Fritto
Se si soffre di patologie gastrointestinali quali reflusso, gastrite o colite, l’uso della frittura andrebbe fortemente controllato per via del suo potere proinfiammatorio, il quale favorirebbe la comparsa o la persistenza dei sintomi. Andrebbe poi fatta molta attenzione alla frittura anche in casi di persone che soffrano di patologie infiammatorie in generale, nonché di deficit immunitari. Infine, attenzione anche a chi ha calcoli alla colecisti o ha subito una colecistectomia. Questa ghiandola si occupa di immagazzinare la bile, essenziale per garantire una corretta digestione e lo smaltimento dei grassi, più abbondanti nel caso di una frittura rispetto ad altri metodi di cottura.
Consigli Extra per un Fritto Più Leggero
- Abbinare il fritto a verdure: Utilizzare frutta e verdura insieme alla frittura garantisce un corretto apporto di acqua di vegetazione, ma anche di sali minerali, vitamine, enzimi e sostanze antiossidanti.
- Copiare dai centenari delle "zone blu": Mangiano il fritto nei giorni di festa, non più di una volta alla settimana e prima consumano un grande piatto di verdure ricche di fibre solubili, per esempio cicoria, cipolle, carciofi o topinambur. Nell’apparato digerente le fibre fanno da calamita e attirano parte dei grassi riducendone l’assorbimento.
Leggi anche: Recensioni dei ristoranti di sushi a Padova
Leggi anche: Mangiare 20 biscotti al giorno: fa male?