Le patatine fritte in busta sono uno snack intramontabile, amato da grandi e piccini. Tra le innumerevoli marche presenti sul mercato, Pringles si distingue per la sua forma iconica e il packaging inconfondibile. Ma cosa si nasconde dietro questo snack apparentemente semplice? Questo articolo esplora a fondo il processo di produzione delle Pringles, la loro storia, le curiosità e le alternative disponibili sul mercato.
Come scegliere le migliori patatine fritte in busta
Prima di addentrarci nel mondo delle Pringles, è utile capire quali sono le caratteristiche che contraddistinguono una buona patatina fritta in busta. Ecco alcuni aspetti da tenere in considerazione:
- Fragranza: La freschezza è fondamentale. Controllare la data di scadenza (non superiore a 6-8 mesi) per assicurarsi che le patatine siano ancora fragranti.
- Colore: Un bel giallo dorato è sinonimo di qualità. Evitare patatine con venature verdognole (segno di patate di bassa qualità) o bruciature.
- Etichetta: Per le patatine classiche, pochi ingredienti sono un buon segno: patate (con indicazione della provenienza), olio (in percentuale non superiore al 50%) e sale.
- Forma: Una forma media è ideale per evitare che le patatine si sbriciolino facilmente.
- Salatura: La salatura deve essere delicata e superficiale per non coprire il gusto delle patate.
- Consistenza: Le patatine devono essere fragranti e croccanti al palato.
- Spessore: Uno spessore di 1-2 mm permette una frittura uniforme.
Il processo di produzione delle Pringles
A differenza delle patatine tradizionali, ottenute da fette di patate, le Pringles sono prodotte a partire da un impasto disidratato. Questo processo conferisce loro la forma uniforme e impilabile che le contraddistingue. Ecco i passaggi principali:
- Preparazione dell'impasto: Un composto costituito per due terzi da acqua e per un terzo da una polvere di patate mista a mais viene preparato.
- Formatura: L'impasto viene lavorato da un macchinario che crea dei rettangoli dal bordo arrotondato tramite stampini. La pastella in eccesso viene eliminata.
- Conformatura: Le forme ottenute passano attraverso altri macchinari che le rendono concave.
- Frittura: Le patatine vengono fritte in olio.
- Aromatizzazione: Vengono aggiunti aromi, sale e altri ingredienti per conferire il gusto desiderato.
- Confezionamento: Le patatine vengono confezionate in atmosfera protettiva per preservarne la freschezza.
Tra gli ingredienti delle Pringles troviamo farine di mais, grano e riso, grassi, emulsionanti, sale, aromi artificiali ed esaltatori di sapidità come il glutammato monosodico.
Breve storia delle patatine fritte in busta e delle Pringles
L'idea di confezionare le patatine fritte in sacchetti si deve a Laura Clough Scudder, che negli anni '20 cercava un modo per mantenerle fresche più a lungo. I sacchetti di carta oleata con la data di confezionamento furono una vera innovazione. Nel 1933, la Dixie Wax Paper Company introdusse i pacchetti incerati "a prova di unto", che contribuirono al successo delle patatine come snack.
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La storia delle Pringles inizia nel 1956, quando la Procter & Gamble incaricò il chimico Fredric J. Baur di creare una patatina perfetta, che non si rompesse nel sacchetto. Baur inventò il packaging cilindrico nel 1966 e fu così fiero della sua invenzione che chiese di essere sepolto con un tubo di Pringles. Le prime Pringles Originals furono lanciate nel 1968 con il nome di "Pringles Newfangled Potato Chips", poi abbreviato in Pringles.
Nel 2012, la Kellogg's ha acquisito il marchio Pringles dalla Procter & Gamble per 2,7 miliardi di dollari.
Curiosità sulle Pringles
- La forma delle Pringles è stata studiata per evitare rotture durante il trasporto.
- Fredric J. Baur, l'inventore del packaging delle Pringles, fu sepolto con un tubo di Pringles Original.
- Esistono numerose varianti di Pringles, con gusti che spaziano dal sour cream al barbecue, fino a edizioni regionali.
- Il nome Pringles potrebbe derivare da Mark Pringle, un inventore che brevettò un metodo per la lavorazione delle patate nel 1937, oppure essere stato scelto casualmente da un elenco telefonico.
Patatine industriali "sane" e "fatte a mano": pubblicità ingannevole?
Negli ultimi anni, si è assistito a un aumento dell'offerta di patatine "artigianali" o "rustiche", presentate come alternative più sane rispetto alle patatine tradizionali. Tuttavia, è importante valutare attentamente gli ingredienti e i valori nutrizionali per evitare di cadere in pubblicità ingannevole.
Un'analisi comparativa tra diverse marche di patatine (Amica Chips, Pata, San Carlo, Coop, Esselunga, Pam e Despar) rivela che gli ingredienti base sono sempre gli stessi: patate, olio e sale. Le differenze principali riguardano il tipo di olio utilizzato (olio di girasole, olio di palma, olio di girasole alto oleico) e la presenza di aromi aggiuntivi.
Le patatine "light" o "a ridotto contenuto di grassi" spesso contengono aromi e la riduzione dei grassi è calcolata rispetto alla media dei prodotti dello stesso marchio, non rispetto alla media delle patatine in commercio.
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Il Nutri-Score, un sistema di etichettatura nutrizionale che valuta gli alimenti su una scala da A (più salutare) a E (meno salutare), attribuisce alle patatine un punteggio C o D, a causa dell'elevato contenuto di grassi e sale.
È quindi fondamentale consumare le patatine con moderazione, indipendentemente dalla marca o dalla tipologia.
Alternative alle Pringles e alle patatine tradizionali
Per chi desidera uno snack più sano, esistono diverse alternative alle Pringles e alle patatine tradizionali:
- Patatine di verdure: Realizzate con carote, barbabietole, zucchine o altri ortaggi, sono spesso cotte al forno anziché fritte.
- Popcorn: Uno snack leggero e ricco di fibre.
- Frutta secca: Noci, mandorle, nocciole e altri frutti secchi sono una fonte di grassi sani e proteine.
- Edamame: Fagioli di soia lessati o al vapore, ricchi di proteine e fibre.
- Gallette di riso o mais: Uno snack leggero e versatile, da condire con verdure, formaggio spalmabile o altri ingredienti.
Stabilimento San Carlo di Lavis: un esempio di produzione di patatine di qualità
Per capire meglio come vengono prodotte le patatine, è interessante visitare uno stabilimento di produzione. Lo stabilimento San Carlo di Lavis, in provincia di Trento, è un esempio di eccellenza nel settore. Qui vengono prodotte le patatine 1936 Antica Ricetta e 1936 nel nuovo gusto pomodoro, prezzemolo e basilico.
Il processo di produzione è altamente controllato e automatizzato. Le patate vengono lavate, pelate, tagliate a fette sottilissime e fritte in olio di girasole alto oleico. Una macchina Loc (Low oil chamber) assorbe l'olio in eccesso, garantendo che il contenuto di grassi nel prodotto finale non superi il 25%. Infine, le patatine vengono condite con sale o con il condimento al pomodoro, prezzemolo e basilico e confezionate in atmosfera protettiva.
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