La pizza, famosa e apprezzata a livello mondiale, tanto da essere considerata Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco, è uno dei simboli più importanti del nostro Paese. Profondamente radicato nella nostra cultura, questo simbolo della buona cucina nostrana affonda le sue radici in un passato molto lontano.
Antiche Origini: Dalla Preistoria ai Greci
Pensate che una versione più semplice e rudimentale di questo piatto si preparava già nella preistoria. Dalla scoperta del fuoco al forno a legna il passo è stato breve, e proprio da questo antichissimo alimento, piano piano è nato un pane dalla forma appiattita, assimilabile alla focaccia o alla pizza. Le coltivazioni di cereali, e in particolare di grano, trasformate in farina sono state le prime basi per creare un impasto senza alcuna lievitazione da cuocere su delle pietre.
Un tipo di pizza molto semplice, senza pomodoro e formaggio, era già conosciuto e apprezzato anche ai tempi degli antichi Greci. Si trattava di un disco di pasta piatto non uniforme sul quale venivano disposti altri cibi, che poteva anche essere consumato alla fine del pasto. Era tra gli alimenti più noti e diffusi in Grecia, anche se la parola pizza, stando alle testimonianze degli antichi, ha iniziato ad essere adoperata soltanto molto tempo dopo. Si narra che persino Dario il Grande, re dei Persiani, amasse un tipo di pane farcito di datteri e formaggio che molto ricorda una focaccia schiacciata.
L'Evoluzione nel Regno di Napoli
Il termine “pizza” è già documentato in alcune fonti medievali, ma la vera e propria pizza napoletana nasce quando il pomodoro, originario delle Americhe, arriva in Europa nel XVI secolo. La scoperta del pomodoro in America e il suo arrivo in Europa hanno segnato una svolta inaspettata per la pizza. Fu a Napoli nel XVI secolo che i pomodori iniziarono ad essere usati come cibo. All'inizio il pomodoro era considerato velenoso, ed era riservato al giardinaggio, come elemento decorativo. Non era considerato un alimento fino al giorno in cui un povero contadino napoletano che non aveva molto da mangiare decise di metterlo sul suo pane. Trovò il composto delizioso e, poiché non mostrava segni di avvelenamento, le famiglie povere di Napoli iniziarono a guarnire il loro pane secco con i pomodori. Questa combinazione di pane al pomodoro è diventata così una prelibatezza molto popolare nella città di Napoli.
Nel tempo in cui la città era ancora la capitale del Regno delle Due Sicilie, Francesco De Bourcard in “Usi e costumi di Napoli e contorni descritti e dipinti” arrivò a citare una sorta di rudimentale ricetta della pizza Margherita, preparata con mozzarella e basilico. Il pomodoro non era ancora una dei condimenti tipici, per la pizza; tanto che, nella descrizione degli ingredienti si legge la dicitura “quel che vi viene in testa”, per indicare i condimenti della pizza.
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Successivamente, i venditori ambulanti hanno iniziato a offrire le loro pizze per strada.Fu nel XVII secolo in Italia, a Napoli, che la pizza divenne il piatto popolare che conosciamo oggi. La prima pizzeria fu aperta nel 1830 a “Port'Alba”, così in pochi credettero al suo successo. Al giorno d'oggi, continua ad essere aperto.
La Pizza Mastunicola e Altre Varianti Antiche
L'origine della pizza può essere fatta risalire a molto prima del XIX Secolo, in un periodo storico compreso fra il ‘500 e il ‘600, sempre nel Regno di Napoli.Il prodotto di cui parliamo, nato prima dell'arrivo del pomodoro in Italia, è la cosiddetta pizza Mastunicola, il cui nome, che significa "maestro Nicola", rappresenta il primo esempio dell'abitudine di dare un nome ad un piatto per distinguerlo da altre varianti.
Nel Settecento, visto che era facile da preparare, saporita ed economica, questa pizza riscosse così tanto successo che tutti i forni della città iniziarono a produrne grandi quantità. Fu così che, per effetto di questo record di vendite, nacquero le prime pizzerie da strada, veri e propri luoghi d'incontro, nei quali era possibile acquistare questa bontà per poi consumarla sul posto, oppure passeggiando. Una pizza che, a guardarla bene, ha uno spessore e un aspetto che la fanno assomigliare a una focaccia salata, e ricorda un po' la proposta del menu di una pizzeria gourmet. Ci vorrà ancora qualche secolo per arrivare ad avere in tavola le pizze sottili che noi tutti conosciamo.
Un’altra preparazione che si diffuse nel Regno di Napoli, sempre in quest'epoca, fu la pizza alla cecinelli. Questa pizza era condita con i bianchetti (in dialetto cecinelli), che sono dei pesci molto piccoli. Un'antenata della famosa pizza con i frutti di mare.
La Consacrazione della Pizza Margherita
Il momento chiave nella storia della pizza napoletana avvenne nel 1889, quando il pizzaiolo Raffaele Esposito inventò una pizza speciale in onore della visita del re Umberto I e della regina Margherita di Savoia. Durante la loro visita alla città campana e alla Reggia di Capodimonte, i sovrani furono accolti dal cuoco Raffaele Esposito, il più bravo pizzaiolo dell’epoca, che realizzò per loro due pizze tipiche partenopee e una novità, ideata per l'occasione: la pizza alla Mastunicola (una pizza bianca preparata con strutto, formaggio e basilico), la pizza Marinara (fatta con pomodoro, aglio, olio, origano) e la pizza Napoli con pomodoro e mozzarella (pomodoro, olio, mozzarella, origano), realizzata proprio in onore della regina Margherita ed i cui colori richiamavano intenzionalmente la bandiera tricolore italiana. Il verde era dato dal basilico, le cui foglie guarnivano la superficie, il bianco spiccava al centro grazie alla mozzarella filante, mentre il rosso era quello dei pomodori adagiati sullo sfondo, il tutto per esaltare appunto i colori della bandiera italiana.
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La sovrana apprezzò quest’ultima creazione talmente tanto che volle ringraziare ed elogiare il suo inventore per iscritto. Il modo che il pizzaiolo ritenne più appropriato per contraccambiare l'onore riservatogli dalla Sovrana fu quello di dare il nome della regina alla sua pizza tricolore, che divenne così la pizza più famosa di tutti i tempi: la pizza Margherita.
La Pizza alla Marinara: Una Curiosità sul Nome
Una curiosità sulla pizza alla marinara, che forse pochi conoscono, riguarda proprio il suo nome. Anche se il termine “marinara” fa pensare ad una pizza a base di pesce, sembra che il suo nome alluda ai marinai del porto di Napoli. Si racconta che i pescatori di Napoli, passando lunghi periodi in mare, per sfamarsi velocemente, preparassero una semplice pizza condita con salsa di pomodoro, aglio, origano e olio d’oliva.
La Diffusione in Italia e nel Mondo
Verso la fine dell’Ottocento, la pizza col pomodoro e mozzarella attraversa l'oceano e arriva in America, grazie agli italiani emigrati a New York. Fu sicuramente il caso delle città con vaste popolazioni italiane, come San Francisco, Chicago e New York, dove la pizza fu inizialmente venduta sulle strade dei quartieri italiani. Tuttavia, sarà solo negli anni sessanta del '900 che avverrà un grande aumento della popolarità di questo cibo prelibato, che diventerà davvero famoso in tutto il mondo. Ben presto la pizza iniziò a farsi conoscere e apprezzare oltre i confini d'Italia e alla fine conquistò il mondo.
Negli anni Sessanta, poi, le pizzerie arrivano praticamente in tutto il Paese. E nel giro di qualche anno, in tutto il mondo. Dalla Cina al Medio Oriente, dall’Europa dell’est all’America del sud. Tutti non sanno più farne a meno.
La Pizza Napoletana Oggi: Tra Tradizione e Innovazione
Oggi, la pizza napoletana è protetta da una denominazione di origine controllata (DOC) e da una certificazione STG (Specialità Tradizionale Garantita) a livello europeo, che ne regolamenta la preparazione e gli ingredienti. Secondo la tradizione, l’impasto deve essere lavorato a mano e cotto in un forno a legna ad alta temperatura per pochi minuti. Per ottenere la giusta consistenza e la qualità desiderata dell’impasto, è consigliato l’utilizzo di forni professionali che rispettino tutte le caratteristiche della cottura indicate nel disciplinare, riuscendo a rispettare la tradizione Napoletana garantendo performance perfette.
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Ogni regione del mondo ha messo il proprio tocco sulla pizza. La pizza New York style è sottile e pieghevole, mentre la pizza Chicago style è alta e ricca. In Giappone, la pizza è spesso condita con ingredienti come maionese e uova sode. La pizza rappresenta un legame tra culture e tradizioni culinarie. Ovunque tu vada, la pizza è un piatto con cui le persone possono connettersi. Infatti è possibile trovare pizzerie in praticamente ogni angolo del mondo, ognuna con il proprio stile unico.