La pasta, in particolare gli spaghetti, rappresenta un pilastro della cultura gastronomica italiana, un universo di sapori e tradizioni che si rinnova costantemente. L'articolo esplora la storia e le curiosità legate a questo formato di pasta, partendo dalle sue origini fino alle interpretazioni moderne, senza tralasciare aneddoti e riferimenti culturali che ne hanno segnato l'evoluzione.
Spaghetti: Un Viaggio Attraverso la Storia e le Varianti
L'avvento degli spaghetti al bronzo, l'ultima creazione della famiglia Barilla, testimonia la continua ricerca di innovazione nel mondo della pasta. Questa nuova varietà si aggiunge alla vasta gamma di formati di pasta lunga, come bavettine, bucatini, capellini, linguine, reginette e tagliatelle, ognuno con le proprie peculiarità.
La denominazione "spaghetti al bronzo" fa riferimento al metodo di trafilatura, una caratteristica che accomuna diverse tipologie di pasta. Tuttavia, la parola "spaghetti" ha assunto un significato più ampio, estendendosi a designare una miriade di primi piatti a base di pasta, arricchiti da condimenti di ogni genere.
Dalle Ricette Storiche alle Interpretazioni Regionali
Già nel XIX secolo, Pellegrino Artusi, nel suo celebre "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene", proponeva numerose ricette a base di spaghetti, tra cui spaghetti colle acciughe, spaghetti coi naselli, spaghetti col sugo di seppie, spaghetti da quaresima, spaghetti alla rustica, spaghetti coi piselli e spaghetti con la balsamella.
Oggi, i menù dei ristoranti offrono un'infinita varietà di primi piatti a base di spaghetti, con nomi che evocano gli ingredienti principali, come spaghetti al burro, al pomodoro, alle vongole, alle arselle, alle cozze, alla bottarga, o le regioni di provenienza, come spaghetti all'amatriciana, alla Nerano o alla napoletana.
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Non mancano poi le ricette che prendono il nome da pittoreschi contesti umani, come gli spaghetti alla carbonara, cucinati alla maniera dei carbonari, gli spaghetti alla trappitara, preparati dai lavoratori dei frantoi, gli spaghetti alla carrettiera e gli spaghetti alla puttanesca, la cui origine è avvolta da un alone di mistero.
L'Etimologia della Parola "Spaghetti" e le Origini Parmigiane
L'etimologia della parola "spaghetti" è inequivocabile: si tratta di un diminutivo di "spago", termine che indica una corda sottile o un filo. L'uso del termine "spago" nel senso di "filo adoperato dai calzolai" risale addirittura a Dante, che nell'Inferno cita "il cuoio e a lo spago".
Ma torniamo agli spaghetti. L'attenzione che Barilla dedica ai suoi spaghetti al bronzo affonda le radici in una storia parmigiana. Esistono valide ragioni per ritenere che questa pasta sia stata battezzata proprio a Parma, dove l'azienda ha sede.
Le origini della pasta si perdono nella notte dei tempi, e in Italia i vermicelli siciliani medievali possono essere considerati tra i suoi antenati. A Napoli, gli spaghetti sono tradizionalmente chiamati "maccheroni". Tuttavia, la denominazione "spaghetti" si sarebbe imposta in Italia e nel mondo non tanto da un'antica voce di origine orientale, importata dalla Cina da Marco Polo, quanto dal termine parmigiano "spaghètt".
Un'analisi dei lessici dialettali e italiani conferma che "spaghetti", come nome di pasta, è con ogni probabilità una denominazione d'origine parmigiana. Prima che in italiano, dove la parola compare per la prima volta tra gli anni Quaranta e Cinquanta dell'Ottocento, e prima che in altri dialetti italiani, il termine "spaghetti" compare nel Dizionario Parmigiano-italiano di Ilario Peschieri, nel 1828, come sinonimo di "vermizzoeu".
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Nel 1858, il parmigiano "spaghètt" figura tra i nomi delle "Paste per minestra" nel Vocabolario Parmigiano-italiano di Carlo Malaspina, tradotto non con "spaghetti", ma con "spilloncini". Solo un anno dopo, Malaspina traduce "spaghètt" con "spaghetti".
Questi elementi suggeriscono che la parola "spaghetti", oggi simbolo della gastronomia italiana nel mondo, sia un parmigianismo, al pari dei maccheroni. Gli spaghetti, come trenette, tagliatelle, tortellini, cappelletti, fettuccine, bucatini, rigatoni e fusilli, possono essere considerati nomi italiani di pasta presi in prestito dai dialetti.
Barilla: Una Storia di Famiglia e di Successo
La storia di Barilla è costellata di volti noti che hanno prestato la loro immagine per promuovere i prodotti dell'azienda, da Giorgio Albertazzi e Dario Fo a Mina e Steffi Graf. L'archivio online del marchio conserva migliaia di fotografie, filmati, oggetti promozionali e pubblicazioni che ripercorrono 141 anni di storia.
L'Archivio Storico Barilla testimonia l'attenzione dell'azienda alla qualità e racconta l'evoluzione del gusto e dei costumi della società italiana. La pasta arriva nel panificio nel 1898, con l'acquisto di un piccolo torchietto in legno. Negli anni del boom economico, Pietro Barilla adotta la confezione di cartone per la pasta, fino a quel momento venduta sfusa.
Negli anni Sessanta, Barilla interpreta i fenomeni di vacanze, emigrazione, sviluppo edilizio e benessere. Nel 1969, a Parma, inaugura il più grande pastificio del mondo. Negli anni Settanta, l'azienda viene venduta alla multinazionale americana W.R. Grace, ma nel 1979 Pietro Barilla riesce a riacquistarla.
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Nel 2004, Barilla inaugura Academia Barilla, un centro dedicato alla cultura gastronomica.
Nuovi Libri da Leggere nel 2025: Un'Anteprima Letteraria
Il 2025 si preannuncia ricco di novità letterarie, con romanzi, saggi, manuali, raccolte di poesie, racconti, manga, fumetti, graphic novel e libri per bambini e ragazzi. Tra i titoli più attesi, spiccano "Quello che so di te" di Nadia Terranova, "Never Flinch" di Stephen King e "Io sono Emilia Del Valle" di Isabel Allende.
Il 2025 sarà anche l'anno del centenario della nascita di Andrea Camilleri, con numerose iniziative e una nuova collana dedicata alla sua opera. Tra i primi titoli, "La forma dell'acqua", "La rivoluzione della luna", "La concessione del telefono" e "La strage dimenticata e La bolla di componenda".
Tra le altre uscite di rilievo, "L'amore mio non muore" di Roberto Saviano, "Malbianco" di Mario Desiati, "Serge" di Yasmina Reza, "Libro bianco" di Han Kang e "The Golden Road" di William Dalrymple.