L'idea di esplorare la Corsica in bicicletta è nata da un'antica fascinazione per l'isola, coltivata fin dall'infanzia sfogliando atlanti geografici. I nomi dei luoghi, con i loro suoni strani e poco familiari, alimentavano un senso di curiosità e avventura. Questo viaggio è diventato realtà, tracciando un percorso su RideWithGps, seguendo le strade più suggestive e panoramiche, le riserve naturali e le zone isolate dell'entroterra. Gran parte del percorso ha seguito la GT20, la "grande traversata" in bici dell'isola, un'iniziativa dell'Agenzia per il Turismo della Corsica per promuovere il cicloturismo.
Preparazione e Imprevisti: Da Savona a Livorno
La pianificazione del viaggio ha richiesto un delicato equilibrio tra preparazione dettagliata e improvvisazione. Nonostante la meticolosa pianificazione, gli imprevisti sono sempre dietro l'angolo. In questo caso, la cancellazione del traghetto notturno da Savona, ha costretto a riorganizzare il viaggio, optando per la tratta pomeridiana da Livorno. Un cambio di programma che ha comportato una levataccia per prendere l'Intercity, ma che ha regalato mezza giornata extra e una notte in più sull'isola.
Al porto di Livorno, l'eterogeneità dei passeggeri in attesa del traghetto per la Corsica ha preannunciato la varietà di esperienze che l'isola ha da offrire: famiglie, giovani, coppie e appassionati di trekking. Solo un ciclista solitario, pronto ad affrontare le sfide e le bellezze dell'isola su due ruote.
Bastia: Un Primo Impatto Urbano
Dopo una traversata veloce, la costa della Corsica si è profilata all'orizzonte, rivelando un profilo montuoso imponente. L'arrivo a Bastia ha offerto un primo impatto diverso dalle aspettative. Lungi dall'essere una città portuale pittoresca, Bastia si è presentata come un centro commerciale vivace e autentico, vissuto dai corsi. Una città seria, indaffarata, che accoglie il visitatore con il caos del traffico e il suono dei clacson. Per questo motivo, dopo aver sistemato le borse sulla bici, l'attraversamento è stato rapido, puntando subito verso ovest, in salita, in direzione del Col de Teghime.
Col de Teghime e il Tramonto sul Golfo di San Fiorenzo
Il Col de Teghime, importante via di comunicazione tra Bastia e la costa nord, si è rivelato meno trafficato del previsto. Mentre il sole calava dietro la montagna, il panorama sullo stagno di Biguglia ha offerto un primo assaggio della bellezza selvaggia dell'isola. Dopo un'ora di pedalata, la cima del colle ha svelato la vista mozzafiato sul Golfo di San Fiorenzo, illuminato dai colori del tramonto. La discesa verso lo spot per il wild camping ha regalato emozioni e scorci indimenticabili, tra curve veloci e paesaggi suggestivi. Un breve passaggio attraverso i villaggi di Patrimonio e Farinole, con i loro abitanti curiosi e i cani abbaianti, ha preceduto l'arrivo sulla costa, lungo la D80, la strada costiera che circumnaviga Capo Corso.
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La D80: Una Strada Costiera da Amare
La D80, scavata nella roccia, a picco sul mare, stretta, tortuosa e spesso senza parapetto, è una strada che divide. Ma per chi ama l'avventura e i panorami mozzafiato, è un vero paradiso. Il sentiero per raggiungere lo spot per il campeggio si è rivelato più impegnativo del previsto, con tratti da percorrere a piedi spingendo la bici. Ma la fatica è stata ripagata dalla scoperta di un luogo magico: le rovine di un convento affacciato sul mare, un'oasi di silenzio e tranquillità.
Silenzio e Stelle: La Magia del Wild Camping
Il silenzio del convento, interrotto solo dal rumore delle onde, ha offerto un contrasto stridente con il caos della città. Un momento di profonda connessione con la natura, prima di montare la tenda e addormentarsi sotto un cielo stellato.
San Fiorenzo e il Deserto delle Agriate
Il risveglio all'alba, con la luna piena ancora alta nel cielo, ha regalato un'ultima emozione prima di riprendere la strada verso ovest. A San Fiorenzo, un borgo di pescatori ricco di storia, una sosta allo SPAR ha permesso di fare provviste di canistrelli, biscotti tipici corsi, e di liquidi. Dopo San Fiorenzo, una salita ha condotto nel Deserto delle Agriate, un territorio selvaggio e brullo, caratterizzato da rocce e gariga. Lontano dalla costa e dal traffico, il calore del sole si è fatto sentire, rendendo indispensabile l'idratazione continua.
Ile-Rousse e Calvi: Bellezze Costiere
Il ritorno sulla costa ha offerto un paesaggio mozzafiato, anche se disturbato dal traffico intenso. Ile-Rousse, un gioiello incastonato in una baia delimitata da isolotti di porfido rosso, ha offerto l'occasione per una sosta all'Auchan. A Calvi, invece, un bagno rinfrescante in spiaggia ha preceduto la ripartenza verso la Corsica più nascosta.
La D81: La Strada Costiera Più Bella del Mondo
La D81, una sequenza di curve e controcurve a picco sul mare, si è rivelata ancora più spettacolare delle aspettative. Un serpentone scavato nella rocca, tra salitelle, discesine, ponticelli, rocce, calanchi, scogliere, una vallata con vigneti, calette, spiagge sabbiose e zero traffico. Un vero paradiso per i ciclisti. A metà della D81, un campeggio accogliente ha offerto un rifugio per la notte, in attesa di affrontare l'ultima parte della strada costiera e la successiva scalata alla Bocca di Verghju.
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Bocca di Palmarella e il Golfo di Girolata
La partenza del terzo giorno è avvenuta di buon mattino, affrontando subito la salita alla Bocca di Palmarella. Dalla cima, la vista sul Golfo di Girolata e sul Golfo di Porto ha ripagato la fatica. In lontananza, la penisola dei Calanchi di Piana e di Capo Rosso, una delle scogliere più alte d'Europa, ha promesso un ritorno futuro.
Calanche di Piana e di Capo Rosso
Il tratto finale della D81, con le "calanche di figa baleri", è un'esperienza indimenticabile. Una strada stretta e incastonata nella roccia, a picco sul mare. Nei pressi di Porto, una sosta allo SPAR ha permesso di rifocillarsi e di prepararsi per la scalata alla Bocca de Verghju.
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