Alla Ricerca del Salame Più Lungo del Mondo: Un Viaggio tra Tradizione, Record e Solidarietà

Il mondo è costellato di eccellenze gastronomiche, e la competizione per il "più grande" o "più lungo" aggiunge un tocco di folclore e orgoglio locale. In questa cornice, la ricerca del salame più lungo del mondo si trasforma in un viaggio attraverso diverse regioni, tradizioni e iniziative benefiche.

Sant'Olcese e la Liguria: Un Legame Indissolubile con il Salame da Record

In Liguria, precisamente a Sant'Olcese, la tradizione salumiera è particolarmente sentita. Dopo la cerimonia del taglio del salame più lungo del mondo, il cui record di 40 metri sembrava poter essere detenuto solo in Liguria, il governatore Giovanni Toti ha ricevuto un riconoscimento speciale. Già nominato protettore di questa prelibatezza, è stato insignito del bastone del mandriano, simbolo dei protettori più fedeli che si sono impegnati per tutelare l’eccellenza gastronomica dal 2011.

L’idea di questa cerimonia, tanto bizzarra quanto legata alla promozione del territorio, è nata dal marchese Andrea Pedemonte Cabella, titolare di uno dei salumifici paesani. Chi viene insignito del titolo di protettore deve impegnarsi per portare in alto il nome di Sant’Olcese e del suo simbolo alimentare.

La strada che attraversa il borgo si è trasformata in un palcoscenico per ospitare i 40 metri di lunghezza del "Salame più lungo del mondo". A tagliare la prima fetta, insieme al presidente della Liguria Giovanni Toti, erano presenti la sindaca di Sant'Olcese Sara Dante, il sindaco metropolitano Marco Bucci e i due storici produttori locali del salame, Cabella e Parodi, per una volta uniti. L'occasione era la festa dei comuni del Trenino, per la riapertura dell'intera tratta del trenino di Casella.

"È una giornata di festa per il nostro entroterra - ha commentato Toti - perché il trenino non è solo un mezzo per turisti ma un'importante alternativa di viabilità per gli abitanti. Ha un tracciato complesso che richiede molta manutenzione ma siamo felici di mantenerlo in funzione, il nostro entroterra con le sue tradizioni anche gastronomiche rappresenta una ricchezza per l'offerta turistica ligure che non è solo mare".

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La sindaca Sara Dante ha aggiunto: "Questo è un modo per fare conoscere il territorio e per ringraziare Amt e la regione degli investimenti fatti per riattivare il trenino". Marco Bucci, presente a Sant’Olcese per l’occasione con il bastone da "Protettore del salame", ha espresso soddisfazione per la riapertura del tratto della linea Genova-Casella: "È la festa dei comuni delle nostre valli e delle nostre tradizioni Genova è anche questo".

La presidente di Amt Ilaria Gavuglio ha sottolineato l'importanza del trenino: "Il trenino è una signora elegante di 93 anni che va preservata - Ogni curva regala uno scorcio meraviglioso".

Per realizzare il salame più lungo al mondo, le due storiche famiglie produttrici di Sant’Olcese, rappresentate da Manuela Parodi e Andrea Cabella, si sono dovute coalizzare: "Fare questo salame è stata una sfida anche logistica per l'insaccatura, ma è stato bello lavorarci insieme anche per appianare le nostre divergenze, è una festa di tutta la comunità".

Pisogne e la Famiglia Turmolli: Un Salame Gigante per la Beneficenza

La competizione per il salame più lungo non si ferma alla Liguria. A Calcio, la famiglia Turmolli ha prodotto un salame da record di ben 28 metri. Come ogni anno, i Turmolli, ormai conosciuti in tutta Italia per gli insaccati dalle ingenti dimensioni, hanno superato se stessi, arrivando a 28 metri, due in più rispetto all'anno precedente. Per realizzarlo, sono stati utilizzati 220 chili di carne, acquistata in uno spaccio agricolo della zona. L’insaccatura è avvenuta il 9 febbraio in un budello naturale, con successiva stagionatura di 70 giorni nei locali di un vecchio mulino a Gallignano di Soncino, mantenendo la giusta umidità.

Questo nuovo record si aggiunge alla lista di successi della famiglia Turmolli, che negli anni scorsi ha prodotto salami da 11, 14, 19, 21, 23, 25 e 26 metri. Ma la particolarità di questa iniziativa risiede nello scopo benefico. Il salame è stato tagliato a Pasquetta a Pisogne (Brescia), sul lago d’Iseo, e il ricavato è stato devoluto in beneficenza.

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L’insaccato è stato protagonista di una sfilata per le vie del paese, trainato da alcuni buoi della Fattoria di Pontoglio e da alcuni membri delle associazioni cittadine. Successivamente, è stato esposto in piazza Umberto I, per poi essere tagliato e impiattato insieme a uova e “boch”, l’ortaggio tipico che compone il tradizionale piatto bergamasco del giorno di Pasquetta. A servire i piatti, anche Grigio chef e il suo staff. I piatti sono stati venduti a tutti i presenti a una cifra simbolica.

Varallo e il Record Insuperabile: 564,88 Metri di Pura Eccellenza

La competizione per il salame più lungo del mondo ha visto anche un'altra località italiana protagonista: Varallo, nel Vercellese. Qui, è stato stabilito un record apparentemente insuperabile: un salame di ben 564,88 metri, certificato dal Guinness dei primati. Questo risultato eclissa il precedente record di "soli" 486,80 metri.

Tandil e l'Argentina: Un Salame da Record in Terra Latinoamericana

Anche l'America Latina ha il suo campione: a Tandil, in Argentina, è stato realizzato il salame più lungo dell’America Latina. L’insaccato, che misura ben 16 metri, è stato presentato in occasione del Festival de la Sierra - Encuentro Nacional del Folclore y el Salame Tandilero, che si è tenuto nella cittadina, fondata nel 1823, nella grande provincia di Buenos Aires.

Si tratta di un risultato di cui tutta la città va fiera. Come ha sottolineato Juana Etchezarreta, presidente dell’associazione Consiglio di Denominazione di Origine del salame di Tandil: “il prodotto misura 16.1 metri e pesa 45,65 chilogrammi. Il record, anche se non è stato approvato da alcuna organizzazione è stato però certificato da un notaio".

Il Salame di Tandil, una produzione tipica di questa zona, vanta un marchio di denominazione dal 2010. Per questo motivo deve rispettare un disciplinare di produzione rigoroso. La carne deve provenire da allevamenti della zona, essere costituita da carne di maiale (dal 54 al 60%), di carne bovina (dal 18 al 21%) e dal 25% di strutto. Lo stesso vale per la conservazione e la stagionatura, che ben si adatta al clima della città argentina, freddo ma non troppo, umido e ventoso.

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