Il Panino Matto: Storia, Ricetta e Leggenda di un'Icona Gastronomica

Il mondo del cibo è costellato di storie affascinanti, aneddoti curiosi e ricette che si tramandano di generazione in generazione. Alcune pietanze diventano vere e proprie icone, simboli di un'epoca o di un personaggio. Tra queste, spicca il "Panino Matto", un'eccentrica creazione gastronomica legata indissolubilmente al re del rock and roll, Elvis Presley.

L'Elvis Sandwich: Un Tributo al Re del Rock

In occasione dell’uscita nelle sale del biopic su Elvis Presley, vogliamo celebrare il leggendario cantante di Memphis parlando del panino più amato dal cantante: un sandwich che definire junk food è probabilmente riduttivo. Pare proprio che il re del rock fosse una discreta forchetta e, con le sue abitudini alimentari non proprio da atleta (specialmente nella fase finale della sua vita), ha senza ombra di dubbio contribuito alla notorietà di un particolare panino. Negli Stati Uniti oggi lo chiamano anche, per l’appunto, Elvis Sandwich, ed è una pietanza decisamente caratteristica, considerati gli ingredienti utilizzati.

Gli Ingredienti di un Mito

Due belle fette di pane a contenere enormi quantità di burro d’arachidi (pare che Elvis amasse utilizzarne quasi un barattolo intero), un chilo di bacon (ma qui ci sono versioni discordanti), marmellata e una banana a fette.

Fool’s Gold: L'Origine del Panino del Matto

Leggenda narra come per sei settimane il re del rock si sia nutrito esclusivamente di questa pietanza, chiamata originariamente Fool’s Gold, oro del matto. Solamente per provare a mangiare una cosa del genere, in effetti, bisogna essere un po’ pazzi… Il Fool’s Gold e la fuga notturna di Elvis Pare che questo panino sia stato inventato a Denver. Nella sua ricetta originale prevede peanut butter, confettura d’uva (oggi sostituita da una qualunque marmellata) e bacon, anche se su quest’ultimo ingrediente esistono opinioni discordanti. Per non sbagliare, comunque, sembra che il Re di Memphis amasse farcire la baguette, riscaldata in forno, anche con della pancetta croccante, arricchendo il tutto con una banana a fette.

La Leggenda del Volo a Denver

Il mito del sandwich è, inoltre, legato a un racconto specifico che ben spiega l’amore nutrito da Elvis. Non si tratta di una leggenda, ma di un fatto realmente accaduto. Una sera del febbraio 1976 (un anno e mezzo prima della prematura scomparsa) Elvis, nella sua Memphis con alcuni amici, venne colto da un’improvvisa voglia del Fool’s Gold originale, quello preparato a Denver. In men che non si dica la decisione del cantante: tutti sul suo jet privato verso la Capitale del Colorado. Due ore di volo per arrivare in città, farsi recapitare direttamente in aereo i panini e gustarseli con champagne e acqua Perrier. Dopo il leggero spuntino di mezzanotte, il ritorno a Memphis. Quel giorno, di fatto, il Panino del Matto entrò nella leggenda oltre che nella cultura gastronomico-popolare del Paese. Oggi la sua preparazione viene anche proposta in vari ricettari statunitensi.

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Ricetta del Panino di Elvis

Ecco una possibile ricetta per preparare l'Elvis Sandwich, tenendo conto delle varianti e delle preferenze del Re:

Ingredienti:

  • 2 fette di pane in cassetta (o una baguette)
  • Burro d'arachidi (abbondante)
  • Bacon affumicato (circa 100g)
  • Marmellata (uva, fragole o quella preferita)
  • 1 banana

Preparazione:

  1. Cuocere il bacon in padella fino a renderlo croccante.
  2. Spalmare generosamente il burro d'arachidi su entrambe le fette di pane.
  3. Aggiungere la marmellata su una delle due fette.
  4. Disporre le fette di banana sopra la marmellata.
  5. Aggiungere il bacon croccante sopra le banane.
  6. Chiudere il panino e gustare!

Oltre il Panino di Elvis: Un Viaggio tra i Panini Iconici

C'è un fascino innegabile nelle passioni e nelle abitudini, a volte eccentriche, delle figure reali. La compianta Regina Elisabetta II, ad esempio, pur avendo avuto accesso alle cucine più raffinate del mondo, nutriva un affetto particolare per la semplicità. I suoi gusti culinari, legati spesso a ricordi d'infanzia, rivelano un'anima che apprezzava i piaceri genuini della vita. Questo articolo esplora il mondo dei panini preferiti, dalle ricette regali ai classici intramontabili, fino alle creazioni innovative che esaltano i sapori del territorio.

Il Panino "Jam Pennies" della Regina Elisabetta: Un Tuffo nell'Infanzia

Lo chef Darren McGrady, che ha servito la famiglia reale per 15 anni, ha svelato in un video su YouTube un dettaglio sorprendente: il panino preferito della Regina Elisabetta erano i "jam pennies", semplici panini alla marmellata. Questi piccoli bocconi di felicità l'accompagnavano fin dai tempi dell'asilo nido, diventando un irrinunciabile piacere durante il tè pomeridiano.

Ingredienti e Preparazione dei "Jam Pennies"

La ricetta è di una semplicità disarmante:

  • Pane bianco
  • Marmellata di fragole (preferibilmente fatta in casa)
  • Burro

Preparazione:

  1. Imburrare accuratamente una fetta di pane.
  2. Spalmare generosamente con marmellata di fragole.
  3. Coprire con un'altra fetta di pane.
  4. Utilizzando un coppapasta o una formina per biscotti a forma di cerchio, ritagliare il panino per ottenere la caratteristica forma "penny".

Marmellata di Fragole Fatta in Casa: Il Segreto di un Sapore Autentico

Per un'esperienza ancora più regale, si può preparare la marmellata di fragole in casa, seguendo questa ricetta:

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Ingredienti:

  • 1 kg di fragole mature e fresche
  • 700 g di zucchero semolato
  • Il succo di 1 limone
  • 1 pizzico di sale

Preparazione:

  1. Lavare delicatamente le fragole e asciugarle. Rimuovere i piccioli e tagliarle a metà o in quarti.
  2. In una ciotola, unire le fragole, lo zucchero, il succo di limone e il sale. Mescolare e lasciare riposare per 1-2 ore.
  3. Trasferire la miscela in una pentola e portare a ebollizione a fuoco medio-alto.
  4. Ridurre il fuoco e lasciare sobbollire, mescolando frequentemente, per circa 30-40 minuti.
  5. Verificare la consistenza: versare un cucchiaino di marmellata su un piattino freddo e inclinarlo. Se cola lentamente e si addensa, è pronta.
  6. Versare la marmellata calda nei vasetti sterilizzati, chiuderli ermeticamente e capovolgerli per creare il sottovuoto.
  7. Conservare in un luogo fresco e asciutto.

Il "Pasqualino" di Alberobello: Un Classico Popolare della Tradizione Pugliese

Ogni regione ha il suo panino tipico, un simbolo di identità e di sapori locali. Ad Alberobello, in Puglia, il panino per eccellenza è il "Pasqualino", nato intorno al 1966 e diventato rapidamente un must tra gli abitanti. Il "Pasqualino" è un panino imbottito, ricco e gustoso, ma anche economico e popolare.

La Storia del "Pasqualino": Un Omaggio all'Amicizia

Secondo la tradizione, il "Pasqualino" è stato inventato da Pasquale Dell'Erba, proprietario di una salumeria ad Alberobello. I suoi amici, frequentatori abituali del negozio, iniziarono a ordinare sempre più spesso un panino con tonno e salame, che divenne noto come "Pasqualino" in loro onore. Il successo fu tale che Pasquale iniziò a preparare cesti di panini già imbottiti per soddisfare la crescente domanda.

L'Arte di Preparare il Panino Perfetto: Consigli e Suggerimenti

Indipendentemente dagli ingredienti e dalla ricetta, ci sono alcuni accorgimenti che possono trasformare un semplice panino in un'esperienza gastronomica memorabile:

  • Il Pane: Scegliere un pane di qualità, fresco e adatto al ripieno. Il pane integrale o ai cereali si abbina bene a ripieni dal gusto deciso, mentre un pane più neutro è ideale per sapori delicati. Scaldare leggermente il pane per renderlo croccante, evitando di seccarlo troppo.
  • La Salsa: Non deve mai mancare una salsa per evitare che il panino risulti asciutto. La salsa deve essere ben bilanciata, né troppo liquida né troppo abbondante.
  • La Freschezza: Aggiungere sempre qualcosa di fresco, crudo o appena scottato, per dare croccantezza e vivacità al panino.
  • Gli Ingredienti: Utilizzare ingredienti semplici ma di qualità, tenendo conto del sapore, della consistenza, della temperatura e della stagionalità.
  • La Degustazione: Mangiare il panino con le mani, avvolgendolo in un tovagliolo per evitare che gli ingredienti fuoriescano. Consumare il panino in giornata per apprezzarne al meglio la freschezza.

I Panini alla Mantovana di Elisabetta Arcari: Un Omaggio al Territorio

La maestra di cucina Elisabetta Arcari ha creato una serie di panini che celebrano le eccellenze del territorio mantovano, utilizzando ingredienti di alta qualità e abbinamenti originali.

Il Panino Prokorn: Un'Esplosione di Sapori Integrali

Questo panino è preparato con pane Prokorn di Forneria Carra, un pane integrale con farina speciale arricchita con semi di girasole, lino, mais e soia.

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Il Panino e Ri-Bollito: Un Riciclo Goloso con Salsa Verde

Questo panino è un modo creativo per riutilizzare il bollito avanzato. Gli ingredienti sono:

  • Pane pugliese di grano duro di Forneria Carra
  • Bollito di manzo avanzato (cappello del prete e lingua di Carne Sicura)
  • Salsa verde (prezzemolo, peperoncini verdi sott'aceto, acciughe sott'olio, capperi, limone, sale, pepe e olio extravergine di oliva)

L'abbinamento ideale è con il vino Col Fiorì di Tenuta Maddalena.

Panini De Santis a Milano: Un'Esperienza di Gusto Unica

Milano è una città ricca di paninerie, ognuna con la propria identità e specialità. La Panineria De Santis si distingue per la qualità degli ingredienti e per le ricette originali e gustose.

Il Segreto del Successo: Ingredienti Freschi e di Alta Qualità

De Santis utilizza solo ingredienti freschi e pregiati, dalla carne ai formaggi, fino alle verdure. Questa attenzione alla qualità si traduce in un sapore autentico e in un'esperienza di gusto superiore.

Panini Creativi e Combinazioni Sfiziose

La panineria offre diverse combinazioni di sapori, tra cui panini allo speck abbinati a ingredienti come Fontina DOP, Salsa Rosa, Caprino, Vino Bianco e Paté di Carne Bianca. Che si tratti di un pranzo veloce o di uno spuntino sfizioso, De Santis è in grado di soddisfare anche i palati più esigenti. Per chi è di fretta, De Santis offre anche un comodo servizio di take-away.

Il Tordo Matto: Un Involtino Laziale con una Storia Affascinante

Cos’è? Il Tordo Matto è un piatto laziale tipico di Zagarolo, paese di 18 mila anime vicino a Frascati e dunque a pochi chilometri dalla capitale. La tradizione vuole che gli involtini si mettano a riposare per 24 ore nel vino, al fine di rendere la carne più morbida e saporita. A quel punto si infilzano nello spiedo e si cuociono alla brace di “Troppe”, ovvero un fuoco che arde rametti di viti ricavati da vigneti “stincati” (dismessi).

La Leggenda del Lanzichenecco e del Tordo Matto

La nascita del Tordo Matto è legata ad uno degli avvenimenti più drammatici mai vissuti dalla capitale, il sacco di Roma. Nel maggio del 1527 l’imperatore Carlo V per punire il Papa, alleatosi con la Francia, inviò nella Penisola i lanzichenecchi. Questi erano soldati mercenari, che spinti dalla fame e dall’avversione per il cattolicesimo (erano infatti di fede protestante), finirono per devastare la città santa. L’occupazione causò danni ingenti: furono razziati i beni artistici, umiliati i religiosi e morirono ben 50 mila romani.

A questo punto finisce la storia e inizia la leggenda. Si narra che un giorno un lanzichenecco, seguito dal suo cavallo in fin di vita, raggiunse una capanna nei pressi di Zagarolo. La capanna era abitata da un’anziana coppia di contadini, che si prodigò per aiutare l’ospite ferito, curandolo e condividendo con lui il modesto desinare: un po’ di verdure, qualche uova e della frutta. Ma il soldato affamato non gradì per nulla quel pasto frugale e per manifestare tutto il suo disappunto iniziò ad urlare la parola Drossel. Fortunatamente a salvare la situazione ci pensò il cavallo che di lì a poco spirò. Così la contadina poté usare la carne tagliata a fettine per comporre degli involtini aromatizzati con lardo, erbe e spezie varie. Gli involtini vennero poi infilzati nella lancia del Lanzichenecco e cotti alla brace. Il soldato stavolta apprezzò e mangiò avidamente, bevendo tanto di quel vino da ubriacarsi come un ciuco. Durante il banchetto l’anziana coppia insegnò la ricetta ai vicini e raccontò loro quanto accaduto la sera prima e cioè come il piatto avesse placato la fame di quel soldato matto, che non faceva altro che ripetere sempre la stessa parola, Drossel. Più tardi nel 1820 il medico condotto Paolo Montorsolo in un saggio inviato al principe Rospigliosi, oltre a raccontare la leggenda, spiegò anche la ragione del successo di questa specialità: la presenza di molti cavalli ed asini nel territorio di Zagarolo.

La Sagra del Tordo Matto

Oggi per preparare l’involtino si usano solo carni di animali giovani provenienti dai vicini allevamenti locali. Preparato l’involtino, bastano dieci minuti sulla brace per rosolarlo e gustarlo poi su un piatto o in un panino. Se non siete di Roma e volete assaggiare questa specialità, tenera e saporita, basta recarsi a Zagarolo, dove ogni anno a fine giugno si tiene la sagra del Tordo Matto. La sagra, nata nel 1992 e organizzata dalla confraternita di San Antonio da Padova, è un evento vivace che, oltre a tanta carne di cavallo, mette in passarella musica, balli e rappresentazioni rinascimentali.

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