Cesenatico, perla della Riviera Romagnola, è rinomata per la sua bellezza, la sua storia e, soprattutto, la sua eccellente offerta gastronomica. Tra i tanti piatti che deliziano il palato, il fritto di pesce occupa un posto d'onore. Ma dove trovare il fritto perfetto? Questa guida vi condurrà alla scoperta dei ristoranti che offrono un'esperienza indimenticabile, tra tradizione e innovazione.
L'Arte del Fritto Misto Perfetto: Croccantezza e Sapore Autentico
Il fritto misto perfetto? Croccante fuori, umido dentro, sapido ma non salato. E soprattutto, preparato con pesce che conserva le lische, custodi del sapore autentico del mare. A dirlo è Andrea Bartolini, erede di una tradizione di ristoratori romagnoli, che nei suoi locali celebra il mare e i suoi frutti.
Il filo conduttore dei locali di Bartolini è il mare, e il piatto-manifesto dell'Osteria Bartolini di Cesenatico, con affaccio sul Porto Canale Leonardesco, a pochi metri dalle barche da pesca che ogni mattina dettano il menù, è proprio il Gran Fritto dell’Adriatico.
Un'Eredità di Sapore: La Tradizione del Gran Fritto
«Per noi non è solo una ricetta: è un’eredità. È un gesto che si ripete da decenni, da quando mio nonno, pescatore, cucinava sulla barca con quello che restava. Il pesce non commerciabile - piccolo, con la carne tenera - diventava così la base di una cucina istintiva, fatta con braci, mani, sale, e pazienza».
I Segreti per un Fritto Impeccabile: L'Olio e la Temperatura
«La prima cosa è l’olio», aggiunge Andrea Bartolini. «Noi usiamo solo quello di semi di girasole e non di oliva, perché risulta troppo invasivo: il nostro obiettivo è infatti esaltare il sapore del pesce, non sovrastarlo». Poi c’è il metodo che fa la differenza: «Due paioli. Il primo serve a scottare il pesce ancora freddo, appena uscito dalla cella. Il secondo - già stabile a 190°C - per la cottura vera e propria. È una sorta di passaggio tecnico che consente di mantenere l’olio alla temperatura corretta, per ottenere una croccantezza leggera. In cucina abbiamo macchine progettate su misura, con vasche d’acciaio studiate per sfruttare i moti convettivi dell’olio. Ma anche a casa si può fare qualcosa di simile».
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La Panatura Perfetta: Un Velo Croccante
«Nessuna pastella. Solo una panatura sottilissima, ottenuta con farina doppio zero e una lavorazione quasi maniacale: il pesce va tenuto al freddo, poi scolato bene e passato nella farina asciutta, setacciata in continuo. Così, in cottura, la panatura diventa un velo croccante».
Il Momento Giusto: Ascoltare l'Olio
È fondamentale non perdere mai di vista la pentola: «La bolla dell’olio, che all’inizio è grande e rumorosa, a un certo punto comincia a restringersi. Quando si fa fine, silenziosa, sappiamo che è il momento. Allora scoliamo, tamponiamo due volte - prima su carta assorbente bianca, poi su carta gialla - e lo lasciamo riposare un minuto».
La Composizione del Gran Fritto: Varietà e Sorprese
Oltre ai piccoli pesci interi, nel Gran Fritto dell'Adriatico dell'Osteria Bartolini ci sono i crostacei: «Mazzancolla, scampo, granchio, e - in stagione - le moeche, piccole e deliziose. Tra i molluschi prediligiamo i totanetti, soprattutto in primavera, quando sono teneri e delicati». Poi ci sono gli ospiti inattesi, che danno ritmo al piatto: «Chips di patate tagliate sottilissime, con la buccia, rosmarino e sale grosso». Oppure - sorpresa - un cubetto di crema fritta, «un omaggio alla zuppa inglese originaria romagnola, quella senza alchermes. Nel nostro locale di Bologna, per dire, si trova in fondo al cono da passeggio».
Un Consiglio Prezioso: Niente Limone!
Infine, la regola aurea: «Sul menù è scritto chiaro: il limone non si mette. Non per snobismo, ma per rispetto. Il limone, sul fritto, rompe l’equilibrio, ammorbidisce la crosta, cancella il mare».
La Ricetta del Gran Fritto dell'Adriatico (Adattata da Osteria Bartolini)
Ingredienti per 4 persone:
- 400 gr di pesce di paranza (sardoncini, moletti, zanchetti, piccole triglie di scoglio, sgombretti, scorfano, gallinella di mare…) pulito e senza testa
- 400 gr di calamari tagliati a piccoli tranci e calamaretti interi, privati di pelle e interiora
- 400 gr di crostacei: piccole mazzancolle e scampi (interi)
- 200 gr di granchietti da rete, privati del carapace superiore (se disponibili)
- Farina 00 q.b.
- Olio di semi di girasole (abbondante, per frittura in casseruola profonda)
- Sale fino q.b.
Procedimento:
- La freschezza è tutto. Pulire ogni varietà di pesce rispettando la sua delicatezza: privare i pesci di paranza delle interiora e della testa, tagliare a piccoli tranci i calamari, lasciare interi crostacei e granchietti (senza guscio superiore).
- Riporre tutto in acqua e ghiaccio fino al momento della frittura: questo aiuta a preservarne tono e consistenza.
- Nel frattempo, portare l’olio in due casseruole alte a 190°C. È cruciale che la temperatura resti stabile: il segreto di un fritto perfetto sta proprio qui.
- Asciugare bene il pesce con carta assorbente.
- Infarinare leggermente ogni pezzo con farina 00 e poi passarli al setaccio, per eliminare l’eccesso: la farina deve essere appena accennata, come una polvere invisibile che protegge, ma non copre.
- Ora si tratta di friggere pochi pezzi alla volta, separando le diverse tipologie di pesce per garantire cottura uniforme.
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Osteria Bartolini: Il Regno del Fritto
Nata come "Osteria del Gran Fritto" circa 10 anni fa, l'Osteria Bartolini ha fatto del fritto il suo cavallo di battaglia. Con sedi anche a Milano Marittima e Bologna, questa famiglia, già proprietaria del ristorante stellato La Buca, propone una "cucina di peschereccio" a base di pesce dell'Adriatico e ricette della tradizione romagnola. L'Osteria Bartolini è il luogo ideale per chi cerca un fritto autentico e generoso, preparato con pesce fresco dell'Adriatico e servito in un'atmosfera conviviale. Si trova in Corso Garibaldi 41, Cesenatico. Qui si mangia il miglior fritto misto di Cesenatico. Locale perfetto per un pranzo nel suo dehors che affaccia sul canale.
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Cosa provare:
- Gran Fritto di Pesce dell’Adriatico: Un classico imperdibile.
- Fritto di Pesce senza spine per i Vagabondi: Perfetto per chi non vuole preoccuparsi delle spine.
- Fritto di calamaretti e totanetti: Una delizia per gli amanti dei molluschi.
- Sarde spinate: Un must della cucina romagnola.
Sirocco: Fritto di Pesce da Manuale
Situato nella tranquilla Igea Marina, Sirocco è un ristorante di pesce senza compromessi, segnalato nella Guida Osterie d'Italia di Slow Food.
Riesling Griglia & Cucina: Una Sorpresa Ravennate
Chiedete a un ravennate qual è il fritto di pesce migliore della Riviera e la sua risposta sarà quasi sempre: il Riesling. Questo ristorantino sul litorale ravennate si distingue per la moderata creatività delle proposte, la qualità del pesce e un fritto di paranza che vi ricompenserà di anni di fritti sbagliati. Riesling Griglia & Cucina è la meta perfetta per chi vuole scoprire un fritto di pesce sorprendente, lontano dai circuiti turistici più battuti.
Cosa provare:
- Fritto di paranza: Un mix di piccoli pesci freschissimi, fritti alla perfezione.
Kalamaro Fritto: Non Solo Fritto
Non fatevi ingannare dal nome: Kalamaro Fritto è un locale curato che offre molto più del semplice fritto.
Cosa provare:
- Calamaro, il fritto acido: Un'esperienza unica e sorprendente, che vi farà scoprire un nuovo modo di gustare il fritto.
Guido: Innovazione e Tradizione
Guido è il ristorante ideale per chi cerca un'esperienza gastronomica di alto livello, con piatti creativi e innovativi che reinterpretano la tradizione romagnola.
Altre Opzioni per Gustare il Fritto a Cesenatico
Oltre ai locali già citati, Cesenatico offre una vasta gamma di ristoranti dove poter gustare un ottimo fritto di pesce. Ecco alcuni suggerimenti:
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- Marè: Un ristorante e stabilimento balneare con una bellissima terrazza vista mare. Il menu è semplice e allettante, con proposte che spaziano dal crudo al fritto. Da provare la mazzancolla con squacquerone e i monfettini mantecati alle seppie, vongole, canocchie e inchiostro. Si trova in Molo di Levante 74, Cesenatico.
- Locanda Remare: Un ristorante moderno ed elegante con una cucina di pesce raffinata e creativa. Da provare il menu "al buio", con piatti decisi dallo chef. Si trova in via Carlo Armellini 1, Cesenatico.
- Tracina: Un ristorante giovane e di qualità, che mette in primo piano la materia prima, ma usando tecniche innovative. Da provare il Gambero Bianco fritto. Si trova in via Marino Moretti 26, Cesenatico.
- Ristorante Teresina: Un locale storico che propone una cucina di mare fatta con passione, con ingredienti freschissimi e del territorio. Da provare il fritto avvolto nella carta gialla, un classico intramontabile.
- La Buca: Un locale raffinato ed elegante che propone piatti di mare e della tradizione, con un'attenzione particolare all'essenzialità e all'autenticità dei sapori.
- Da Beppe: Un locale curato ed elegante che esalta il sapore del mare e racconta un territorio, con pesce rigorosamente a chilometro zero. Da provare il fritto misto (senza spine).
- Cafè Lidó: Un ristorante dalle atmosfere suggestive e marinare, con un dehor che si affaccia sul Porto Canale.
Un Tuffo nella Storia: Il Brodetto, Antenato del Fritto
La prima zuppa di pesce o Brodetto di cui si narra è quella preparata da Venere in persona per ammansire l’ingenuo Vulcano dubbioso della fedeltà della dea; poi se ne ha traccia nella “zuppa bruna marinara” dei Focesi (popolazione greca) o “Brodetto nero” di Licurgo, risalente all’VIII-VII secolo a.C. In passato non c’era la possibilità di fare quel fumetto che oggi arricchisce di aromi, di corpo e di sapidità il “coccio” e … il peperoncino nemmeno lo si conosceva! E i pesci? Anguille di mare, Granchi (granzèli), Pesci Ragno, Pesci Prete, Mazzole, Triglie, Code di Rospo, Cagnoli (pesce della famiglia degli squalidi, simili al Palombo, dalle carni prive di lische e molto delicate), Scampetti e Scorfanini. A turno, ogni pescatore si serviva prendendo un pezzo di pesce attraverso dei sottili bastoncini appuntiti simili a spiedi e … c’erano i più avidi e meno rispettosi (di solito i giovani inesperti, i mozzi) che si avventavano sui tranci più grossi; per questo il marinaio addetto alla cucina, subito prima di servire il Brodetto, a volte “nascondeva” fra il pesce dei grossi pezzi di sughero.
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