A ciascuno il suo, anche per i sogni. E per le interpretazioni. Molti sognano di essere Gigi Riva, di segnare un gol e correre sotto la curva, indossando la maglia bianca con il colletto rossoblù. Un sogno ricorrente, un gesto di esultanza antico, puro, che non ha bisogno di essere pensato. Un eroe bello come Aiace, fiero, riflesso negli sguardi altrettanto fieri dei tifosi. Come scriveva Javier Marías, «il pallone è il recupero settimanale della nostra infanzia».
Dalle Battaglie di Cornus allo Stadio Amsicora
La storia di Gigi Riva si intreccia con la storia della Sardegna, una terra di conquiste e resistenze. Nel giugno del 215 a.C., nella piana di Cornus, un piccolo esercito sardo-punico guidato dal giovane Josto attaccò le legioni romane. Fu un massacro, ma la resistenza continuò con il padre di Josto, Amsicora, che guidò le tribù barbaricine contro l'invasione romana.
Della città di Cornus non resta quasi traccia, ma il nome di Amsicora è legato allo stadio di Cagliari, dove nel 1970 i sardi vinsero il loro storico scudetto. E da allora, il volto di Amsicora si fonde con quello di Gigi Riva, un lombardo diventato sardo d'elezione.
Passione per la Velocità e un Debole per Bandini
A Giggirriva piaceva guidare le macchine e correre. Aveva un debole per Lorenzo Bandini, pilota di Formula 1, morto a Montecarlo nel 1967. Amava sfrecciare con l'Alfa 1600 lungo la costa da Cagliari a Villasimius.
Cagliari: Un Amore Nascosto
Nel 1963, Gigi Riva non voleva andare a Cagliari. La Sardegna, all'epoca, non era la Costa Smeralda, ma un luogo dove mandavano i carabinieri per punizione. Ma qualcosa cambiò.
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«Sono arrivato a Cagliari massacrato dalla vita, incazzato, chiuso e anche cattivo, se mi toccavano reagivo. Ero senza famiglia e ne ho trovate tante: quella del pescatore che m'invitava a cena, quella dell'edicolante, del macellaio, del pastore. Quando giocavamo a Milano, a Torino, c'erano cinque-seimila sardi che arrivavano dalla Germania, dalla Svizzera, dalla Francia. Mi dispiace di non aver tenuto tutte le loro lettere, ne basterebbe una o due per far capire perché abbiamo amato Cagliari, la Sardegna. Tutti, non solo io. E nessuno di noi giocatori era sardo. Ma eravamo un gruppo forte, solido, senza che nessuno ci avesse mai chiesto di fare gruppo. Rappresentavamo tutta l'isola, lo sapevamo e ci piaceva».
Giggirriva e Fabrizio De André, due nordici che hanno trovato in Sardegna la loro casa.
L'Europeo del '68 e il Gol Decisivo
Il 10 giugno 1968, allo Stadio Olimpico di Roma, l'Italia giocò la finale del Campionato europeo contro la Jugoslavia. Riva, dopo essere stato escluso dalla semifinale, scese in campo e segnò il gol del vantaggio, aprendo la strada alla vittoria.
«Eravamo campioni d’Europa, lo ero anch’io e non mi sembrava vero. Non dimenticherò mai la fiaccolata spontanea della folla. Tutto il pubblico dell’Olimpico prese i giornali che allora venivano distribuiti all’ingresso e li accese.»
Fausta: La Famiglia Ritrovata
Fausta, la sorella maggiore, fu per Riva una vera famiglia, proteggendolo dai giornalisti e dalle pressioni esterne.
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I Gol Indimenticabili: Tra Rovesciate e Prodezze Balistiche
Quale gol scegliere? Quello contro la Jugoslavia, che aprì la strada alla vittoria nell'Europeo? Il colpo di testa in tuffo contro il Galles? O i due gol che stesero l'Inter a San Siro?
Ma la leggendaria rovesciata allo stadio Romeo Menti di Vicenza, il 18 gennaio 1970, rimane l'icona di un calcio meraviglioso, simbolo di acrobazia e ribellione.
«Em bycicleta è un gesto tecnico e atletico che racchiude il senso d’imponderabile tipico della “favolosità” del calcio, e in genere dello sport. “Andare em bycicleta” è dunque una prova di eccellenza che resta impressa nella memoria; è una sfida alla normalità, alle leggi della materia, in senso fisico. Ma anche in senso retorico, per tentare di librarsi lontano dall’insostenibile pesantezza della chiacchiera sportiva. È acrobazia, è follia dell’inconsueto, è guardare il mondo alla rovescia, e leggere il contrario di quello che i padroni dello sport vorrebbero farci vedere. È anche, come scrive Gianni Brera, «un salto mortale all’indietro», forse nel passato quando em bycicleta ci andavano Peppin Meazza e Silvio Piola, Carletto Parola e Gigi Riva…».
Hud il Selvaggio e l'Anima di Ichnusa
Nel 1963, il film "Hud il Selvaggio" influenzò i compagni di squadra del Cagliari, che iniziarono a chiamare Riva "Hud". Allo stesso tempo, Riva incarnava l'anima selvaggia e orgogliosa di Ichnusa, l'isola a forma di orma di piede.
Gli Anni Difficili e il Collegio
La vita di Luigi Riva non fu sempre facile. Orfano di padre, venne mandato in collegio, un'esperienza che lo segnò profondamente.
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Martiradonna e l'Amore per Cagliari
Mario Martiradonna, difensore del Cagliari, fu un compagno di squadra fondamentale per Riva. Quando si sparse la voce di un possibile trasferimento di Riva, Martiradonna gli disse: «Per favore, resta. Devo finire di pagare la cucina». Un aneddoto che testimonia l'attaccamento di Riva alla squadra e alla città.
I "No" di Riva: Una Scelta di Vita
Gigi Riva preferì dire di no alle offerte di Juventus e Inter, scegliendo di rimanere a Cagliari, fedele alla sua gente e alla sua terra.
Gli Infortuni e la Forza d'Animo
La carriera di Riva fu segnata da gravi infortuni, tra cui la frattura di tibia e perone nel 1971. Ma la sua forza d'animo gli permise di superare ogni difficoltà.
Rombo di Tuono: Un Battesimo di Gianni Brera
Fu Gianni Brera a soprannominare Riva "Rombo di Tuono", un appellativo che ne esaltava la potenza e l'esplosività.
«Il Cagliari ha subito infilato e umiliato l’Inter a San Siro. Oltre 70.000 spettatori: se li è meritati Riva, che qui soprannomino Rombo di tuono. Il Cagliari ha giocato mezz’ora, non di più. Poi si è rifatto alla difesa… Il tripallico Riva avrebbe potuto segnare anche il doppio. Non ha voluto. E soprattutto non hanno voluto i suoi compagni…».
Sigarette, Poker e Scopigno: Un Allenatore Filosofo
Riva amava fumare e giocare a poker con i compagni di squadra. L'allenatore Manlio Scopigno, detto il "filosofo", non si preoccupava di questi vizi, purché i giocatori dessero il massimo in campo.
Trentasette Milioni e Trentacinque Gol: I Numeri di un Campione
Trentasette milioni di lire fu la cifra spesa dal Cagliari per acquistare Riva dal Legnano. Trentacinque sono i gol segnati da Riva in maglia azzurra, un record ancora imbattuto.
Viggiù e il Collegio: Un'Esperienza Dolorosa
A Viggiù, Riva visse un'infanzia difficile in collegio, segnata dalla povertà e dalla disciplina rigida.
Zeffirelli e il Cinema: Un'Offerta Rifiutata
Nel 1971, Franco Zeffirelli offrì a Riva il ruolo di San Francesco nel film "Fratello Sole, Sorella Luna", ma Riva rifiutò.
Riva Oggi: Un Uomo Semplice Lontano dai Riflettori
Oggi, Gigi Riva è un uomo semplice che preferisce la tranquillità e la riservatezza. Vive a Cagliari, circondato dall'affetto della sua famiglia e dei suoi tifosi.
I Calciatori Non Sono Eroi: Un Messaggio Importante
«Scrivetelo, i calciatori non sono degli eroi». Un messaggio forte e chiaro, che invita a non idealizzare i calciatori e a riconoscere il valore delle persone comuni.
La Rovesciata: Un Gesto di Ribellione
La rovesciata è un gesto di ribellione, un modo per sfidare le leggi della fisica e dell'ordinario. E la rovesciata di Gigi Riva al Menti di Vicenza rimane un simbolo di un calcio più umano e autentico.
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