Le Origini Affascinanti della Pizza: Un Viaggio nella Storia del Simbolo Culinario Italiano

La pizza, icona indiscussa della gastronomia italiana, è amata in ogni angolo del globo. Ma qual è la vera storia di questo piatto semplice e delizioso? Tra aneddoti, leggende e documenti storici, ripercorriamo le tappe fondamentali che hanno portato alla nascita e all'evoluzione della pizza, con un focus particolare sulle sue origini napoletane.

Le Radici Antiche: Dai Pani Schiacciati alle Focacce Medievali

L’idea di un pane basso cotto in forno a legna ha radici profonde nella storia dell’umanità. Diverse culture hanno sviluppato versioni simili, come la pita greca, il naan indiano e l’ingera etiope, tutti dischi di pasta utilizzati per accompagnare altri cibi. Queste preparazioni possono essere considerate antenati della pizza, nati nel Neolitico con la scoperta della coltivazione dei cereali e la trasformazione dei chicchi in farina.

Le prime forme di pizza erano molto diverse da quelle che conosciamo oggi: si trattava di schiacciate non lievitate, cotte direttamente sul fuoco o su pietre roventi, realizzate con farine diverse dal grano duro.

L'Etimologia della Parola "Pizza": Un Mosaico di Influenze Linguistiche

L'origine della parola "pizza" è avvolta nel mistero e diverse ipotesi sono state formulate nel corso del tempo. Alcuni studiosi la fanno risalire al latino "(placenta) pinsa", ovvero "focaccia schiacciata", mentre altri la collegano al greco "(maza) pétea", "focaccia di crusca". Un'altra teoria suggerisce una derivazione dall'albanese "pite", con radici nel proto-indoeuropeo *pi-tu "cibo". Franco Fanciullo ipotizza invece una connessione con il gastronomo latino Apicio.

La prima attestazione scritta del termine "pizza" risale al 997, in un documento latino di Gaeta. Successivamente, nel 1354, la parola compare in un libro contabile del Sacro Convento di S. Francesco in Assisi, dove indica un tipo di formaggio dalla forma rotonda. Nel corso del Cinquecento, la parola "pizza" inizia a diffondersi in tutta Italia, indicando diverse tipologie di focacce e torte, sia dolci che salate.

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Napoli e la Pizza: Un Legame Indissolubile

È tra il 1700 e il 1800 che la pizza si lega indissolubilmente alla città di Napoli. In questo periodo, Napoli era una città densamente popolata, dove la gente viveva in condizioni modeste e aveva bisogno di un cibo economico, nutriente e facile da consumare. La pizza divenne così il cibo ideale per le classi popolari, tanto da spingere all'apertura dei primi forni dedicati esclusivamente alla sua preparazione: nacquero le prime pizzerie.

I pizzaioli vendevano le loro creazioni direttamente per strada, conservandole in stufe di metallo per mantenerle calde. I napoletani mangiavano la pizza anche fredda, piegandola a "libretto".

La Pizza Margherita: Tra Storia e Leggenda

La leggenda narra che nel giugno del 1889, il cuoco Raffaele Esposito della pizzeria Brandi, per onorare la Regina Margherita di Savoia, preparò una pizza con i colori della bandiera italiana: pomodoro (rosso), mozzarella (bianco) e basilico (verde). La regina apprezzò talmente tanto questa creazione che il pizzaiolo decise di chiamarla "Pizza Margherita" in suo onore.

Tuttavia, alcune testimonianze suggeriscono che una pizza simile, condita con pomodoro, mozzarella e basilico, esistesse già a Napoli prima del 1889. Francesco De Bourcard, nel suo libro "Usi e costumi di Napoli e contorni descritti e dipinti" (1858), descrive una pizza con mozzarella e pomodoro, anche se quest'ultimo era considerato un ingrediente opzionale.

Indipendentemente dalla sua vera origine, la Pizza Margherita è diventata il simbolo della pizza napoletana e uno dei piatti italiani più conosciuti e apprezzati al mondo.

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L'Espansione Globale della Pizza: Un Successo Inarrestabile

Nel corso del Novecento, la pizza continua a riscuotere un successo crescente in Italia e nel mondo. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la pizza si diffonde anche nel nord Italia, grazie all'emigrazione di molti napoletani verso le città industriali. Negli anni Sessanta, le pizzerie si moltiplicano in tutto il Paese e, in breve tempo, la pizza conquista il mondo intero.

Oggi, la pizza è un piatto globale, reinterpretato in mille modi diversi, ma che conserva sempre il suo fascino e la sua capacità di unire le persone.

La Pizza Napoletana: Un Patrimonio da Proteggere

La pizza napoletana è un'arte che si tramanda di generazione in generazione, un patrimonio culturale da proteggere e valorizzare. Per questo motivo, la pizza napoletana è stata riconosciuta come Specialità Tradizionale Garantita (STG) dall'Unione Europea, un marchio che ne tutela la ricetta tradizionale e gli ingredienti utilizzati.

L'arte del pizzaiolo napoletano è stata anche candidata a patrimonio immateriale dell'umanità UNESCO, un riconoscimento che ne sottolinea l'importanza culturale e il valore universale.

La Ricetta di Gino Sorbillo: Un Assaggio di Autentica Pizza Napoletana

Per chi desidera cimentarsi nella preparazione della pizza napoletana fatta in casa, ecco la ricetta di Gino Sorbillo, uno dei più celebri pizzaioli napoletani:

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  1. Sciogliere il lievito nell'acqua.
  2. Aggiungere una parte della farina e impastare con un cucchiaio.
  3. Aggiungere gradualmente la restante farina e il sale.
  4. Trasferire l'impasto su un piano di lavoro e impastare energicamente per alcuni minuti.
  5. Riporre l'impasto in un recipiente coperto con pellicola e lasciare lievitare per quattro ore.
  6. Dividere l'impasto in panetti da circa 280 g ciascuno e lasciare riposare per altre quattro ore.
  7. Lavorare i panetti per formare i dischi di pizza.
  8. Condire a piacere e cuocere in forno ben caldo.

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