Fratelli Panini Modena: Una Storia di Successo Italiana

Le figurine Panini non sono semplici pezzi di carta stampata, ma un vero e proprio fenomeno culturale che ha connesso generazioni, culture e passioni. La storia dei Fratelli Panini di Modena è una storia di intuizione, innovazione e legame familiare, che ha trasformato un’edicola locale in un’azienda di successo mondiale.

Gli Inizi: Un'Edicola nel Cuore di Modena

Tutto comincia nel 1945, quando Olga Panini, madre di Giuseppe, Benito, Umberto e Franco, acquista un’edicola nel centro di Modena. Questa edicola in Via Emilio Po, diventerà il punto di partenza per l'avvicinamento al mercato editoriale. L'attività cresce gradualmente, con Giuseppe e Benito in prima linea, mentre Franco, pur lavorando in banca, contribuisce alla gestione finanziaria. Umberto, appassionato di meccanica, emigra temporaneamente in Sud America.

La Svolta: L'Intuizione delle Figurine

La svolta arriva nel 1961, quando i fratelli Panini acquistano un lotto di figurine di calciatori invendute dalla casa editrice milanese Nennina. Intuiscono il potenziale di questo prodotto e decidono di imbustarle e rivenderle. Il successo è immediato e inaspettato.

Forte di questo successo, i fratelli crearono il primo album dedicato alla stagione 1961/1962. L'elevato successo porta in pochi anni alla partecipazione a tempo pieno di tutti e quattro i fratelli.

La Fifimatic e l'Espansione dell'Azienda

Umberto, rientrato dal Venezuela, apporta un contributo fondamentale inventando la Fifimatic, una macchina rivoluzionaria per l'imbustamento automatico delle figurine. Questa innovazione permette di produrre e distribuire le figurine su larga scala, rendendole accessibili a un pubblico sempre più vasto.

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Con il passare del tempo l’azienda si espande e allarga i suoi interessi ad altri settori, tra cui spicca la pallavolo con la fondazione del Gruppo Sportivo Panini che otterrà numerosi successi nazionali e internazionali, oltre a costituire le fondamenta del movimento pallavolistico italiano che culminerà con “la generazione d’oro”.

Il "Celo, Celo, Manca" e il Fenomeno Sociale

L’idea vincente dei fratelli Panini è quella di creare un album in cui raccogliere le figurine, dando vita al famoso rituale dello scambio "celo, celo, manca". Questo scambio non era solo un’attività sociale, ma anche un’esperienza educativa. La sorpresa di scoprire quali figurine si trovavano all’interno di ogni bustina creò un’immediata dipendenza e diede il via al fenomeno del “celo, celo, manca”, lo scambio tra i bambini per completare le collezioni.

Le figurine Panini diventano un fenomeno sociale, un linguaggio universale che unisce bambini e adulti di diverse generazioni e culture. Ogni figurina racconta una storia: quella del giocatore, della squadra, del campionato, ma anche quella del collezionista che la scambia o la incolla nell’album. «La figurina ebbe una funzione sociale tra le persone molto forte - sottolinea Marco - Era un modo per giocare, che voleva dire avviare delle amicizie, degli scambi, delle relazioni, era un modo interdisciplinare per comunicare con gli altri e giocare».

Gli Anni d'Oro e l'Affermazione Internazionale

Gli anni '70 segnano una crescita esponenziale per la Panini. L'azienda perfeziona il processo produttivo e introduce macchinari sempre più sofisticati. Il "Calciatori" rimane il prodotto di punta, ma il marchio inizia a diversificare la sua offerta.

Un passo fondamentale per l’affermazione internazionale fu l’acquisizione, nel 1970, dei diritti esclusivi per la produzione delle figurine dei Mondiali di Calcio in Messico. Fu un successo clamoroso che aprì le porte dei mercati esteri. L’azienda non si limitò solo alla vendita di figurine, ma divenne anche un editore di successo, pubblicando fumetti e riviste.

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Passaggi di Proprietà e Ritorno al Made in Italy

Nel 1986 muore Benito, due anni prima della cessione della società all’editore inglese Maxwell. Giuseppe per alcuni anni continua a dedicarsi alla pallavolo, prima di cedere la squadra a causa dell’aumento dei costi.

Dal 1988 la proprietà dell'azienda Panini cambiò dal Gruppo Maxwell a Bain Gallo Cuneo, dalla De Agostini fino alla Marvel Entertainment Group, ossia il gruppo di fumetti più importante al mondo, ma il ritorno al made in Italy avvenne l'8 Ottobre 1999 quando fu ceduta ad una cordata guidata dalla Fineldo S.p.A di Vittorio Merloni.

Panini Oggi: Tra Tradizione e Innovazione

Nonostante l’era digitale, l’amore per le figurine Panini non è mai tramontato. Le figurine hanno «la capacità di innovare però rimanendo fedele alle tradizioni». Marco parla di come le figurine simboleggiano un’interazione genuina che va anche al di là del mondo digitale, stimolando il dialogo e il gioco di squadra.

L’avanzamento tecnologico degli anni 2010 ha portato la Panini a confrontarsi con la realtà digitale, e in quest’ottica l’azienda ha saputo integrare il mondo fisico delle figurine con quello virtuale. Nel 2006 Panini ha lanciato insieme a The Coca-Cola Company la prima raccolta di figurine virtuale in occasione dei mondiali di calcio.

Oggi, Panini è una multinazionale con sedi e attività in numerosi paesi del mondo. Ha saputo trasformare un semplice gioco in un fenomeno culturale e sociale che ha unito generazioni. Dalle piccole bustine di figurine ai complessi sistemi di licenze internazionali, dalla stampa alle applicazioni digitali, la sua storia è un esempio straordinario di come un’intuizione semplice ma geniale possa dare vita a un’azienda di successo planetario, il cui nome è ormai indissolubilmente legato alla gioia del collezionismo e alla passione per lo sport.

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Il Museo della Figurina di Modena

Per raccontare la storia di questa passione, oggi, a Modena c’è un luogo magico, il Museo della figurina. Nato dalla passione di Giuseppe Panini, a sua volta contagiato dalla mania del collezionismo, il Museo raccoglie centinaia di migliaia di pezzi, donati nel 1992 al Comune della città, ormai considerata la capitale mondiale di questo piccolo oggetto di grande contemplazione.

La storia della figurina viene raccontata per filo e per segno, dai suoi antecedenti più antichi all’invenzione della stampa cromolitografica, per arrivare agli sviluppi moderni del fenomeno: l’esordio francese nella seconda metà dell’Ottocento, l’avventura italiana dei concorsi a premio negli anni Trenta del Novecento, la storica collezione della Liebig (la più famosa del mondo), fino alle immagini sportive e agli album dal secondo dopoguerra.

Insieme alle figurine propriamente dette, la raccolta comprende materiali affini: piccole stampe antiche, scatole di fiammiferi, bolli chiudilettera, carta moneta, menu, calendarietti, segnaposto, etichette d’albergo, album pubblicati dalle ditte per raccogliere le serie o creati per passatempo dai collezionisti seguendo solamente il proprio gusto e la propria fantasia… La stessa fantasia, la stessa passione che hanno spinto intere generazioni a passare ore e ore nell’attesa del momento fatidico. Quello che ti illuminava gli occhi: “Ce l’ho… Ce l’ho… Mi manca!”.

Franco Cosimo Panini Editore

I fratelli Panini vendono la celebre azienda di figurine e Franco Cosimo ne rileva il ramo editoriale: nasce la Franco Cosimo Panini Editore. Sono anni cruciali nella storia dell’azienda.

Nel 1994 Franco Cosimo Panini pubblica il primo volume della collana Mirabilia Italiae diretta da Salvatore Settis. Nel 1995 presenta l’edizione in facsimile della Bibbia di Borso d’Este, primo volume della prestigiosa Biblioteca Impossibile. È un periodo di grande crescita per Franco Cosimo Panini: le tre divisioni dell’azienda (editoria d’arte, editoria per l’infanzia e scuola) ampliano e differenziano la propria produzione. La divisione scuola acquisisce le licenze di celebri marchi e Comix conquista la leadership di mercato. La Biblioteca Impossibile e la collana Mirabilia Italiae si arricchiscono di nuovi titoli, contemporaneamente esce “La vera storia di Ravenna”, primo volume della collana di lezioni d’arte del Premio Nobel Dario Fo.

Nel 2007 dopo la scomparsa di Franco Cosimo Panini, il timone della casa editrice passa ai cinque figli: Laura, Silvia, Teresa, Lucia e Luca. Sotto la loro guida nasce nel 2014 la nuova divisione museale che offre a musei e istituzioni, oltre all’attività editoriale, un’ampia gamma di servizi. Con l’obiettivo di diversificare la propria produzione e i propri servizi, nel 2017 la casa editrice acquisisce Haltadefinizione, la tech company specializzata nella fotografia in Gigapixel, nella riproduzione di opere d’arte e nella digitalizzazione di beni culturali. Franco Cosimo Panini entra nel mondo della digitalizzazione 3D e multispettrale: nel 2022 investe in Memooria, Hyperborea e Mida Digit e si apre al mercato internazionale con il lancio della nuova società tedesca Haltadefinizione GmbH. Nel 2024 nasce il Gruppo Panini Cultura.

L'Album dei Sogni: Un Romanzo sulla Famiglia Panini

«L’album dei sogni» di Luigi Garlando, edito da Mondadori, prima edizione ottobre 2021 pp. La narrazione si svolge in un arco temporale che va dal maggio del 1916 fino all’ottobre del 1988; i protagonisti sono i componenti di un “ramo” della famiglia Panini, e cioè Antonio Panini, classe 1897, sua moglie Olga e i loro otto figli: Veronica, Norma, Maria Luisa, Giuseppe, Edda, Benito, Umberto e Franco. Il romanzo è diviso in tre parti.

Il romanzo racconta la storia di Antonio e Olga, sposatisi nell’agosto del 1920, in dieci anni avevano avuto otto figli e le condizioni della famiglia erano a dir poco precarie. “Antonio non ha la furbizia del commerciante, il pelo sullo stomaco dell’affarista, l’ostinazione paziente per far crescere una nuova attività … è un aviatore che ha bisogno di volare da un’occupazione all’altra per non annoiarsi”. Ai richiami di Olga, solida e pratica madre di famiglia, Antonio “atterra”, impiegandosi presso l’Accademia Militare di Modena, con mansioni di “famiglio”, vale a dire “servire ai tavoli, aiutare in cucina” e “deve badare alla caldaia a vapore, che sbuffa, romba, promette un decollo, ma resta inesorabilmente inchiodata a terra, lontana dalle nuvole” (p.

Grazie al salario sicuro del capofamiglia, i Panini possono permettersi di affittare mezzo appartamento in città, l’altra metà è infatti abitata da un’altra famiglia. Il bagno è nella porzione “Panini”; “ovviamente anche gli altri hanno diritto di usarlo”, puntualizza il padrone di casa (avvocato Ramazzini, alto, magro, un Abramo Lincoln modenese), al quale Antonio ha nascosto il vero numero dei figli, dichiarando “solo” tre femmine e un maschio.

Nell’estate del 1941 Antonio si ammala; non guarirà. Prima che il cancro lo uccida lascia ai figli una raccomandazione: “La testa. Usate sempre la testa e non sarete mai servi di nessuno”, a tu per tu con Giuseppe, il più grande dei figli maschi, apprendista in un’azienda meccanica, gli sussurra: “Quando scattano i sedici anni, ti dovranno dare l’aumento. Ricordatelo”. E poi: “Da stasera a cena ti siedi a capotavola”. La morte arriva il 9 novembre, è anche il sedicesimo compleanno di Giuseppe Panini che riceve in dono dal dolore la responsabilità della famiglia: è lui ora il più anziano dei maschi. Paga di tasca sua le spese del funerale”.

Dicembre del 1944, Olga continua ad abitare con gli otto figli il “mezzo” alloggio, miracolosamente salvo dai bombardamenti; è donna tanto pragmatica quanto intuitiva: si presenta l’opportunità di acquistare un’edicola al centro di Modena, ed è lei a convincere i figli riluttanti (specialmente Giuseppe) che occorre fare il sacrificio e rilevare l’attività. Belle parole, ma la realtà è dura: “In effetti, per ora, l’edicola è uno sgabuzzino striminzito, vuoto e sporco, con un banchetto di legno malmesso.” (p. 112). “In quei primi giorni di edicola si contano più raid aerei che copie vendute.

Giuseppe è soprannominato dai fratelli “Il Vecio”, Benito “gode” di più soprannomi, uno è “Tullio”, forse perché l’originale “Tirabusciùn” (cavatappi, a causa delle orecchie a sventola) è troppo lungo da pronunciare, Umberto sarà il “Biàtta”, (parola che indica genericamente un utensile da officina), a sottolineare la sua passione e dedizione per la meccanica. Franco, il più piccolo, diventerà “Uellas”, la traduzione in dialetto modenese di Wallace, perche appassionato, fin da ragazzo, dei gialli di Edgar Wallace.

La seconda parte del romanzo è il racconto del passaggio all’età adulta dei fratelli Panini, dei loro amori, dei successi, dei tanti lavori fatti e dei sogni inseguiti, a volte realizzati, a volte sfumati per poco. Il lettore è coinvolto in una rappresentazione corale, che sembra fatta apposta per lanciare la grande svolta: la confezione e distribuzione delle figurine dei calciatori del campionato italiano di Serie A.

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