Fermentazione Malolattica: Un Pilastro dell'Enologia

La fermentazione malolattica (FML) è un processo biologico fondamentale nella produzione del vino. Attraverso l'azione di batteri lattici, l'acido malico, naturalmente presente nell'uva, viene trasformato in acido lattico e anidride carbonica. Questo processo non solo riduce l'acidità del vino, ma ne influenza anche il profilo sensoriale, conferendo morbidezza, stabilità microbiologica e complessità aromatica.

Cos'è la Fermentazione Malolattica?

La fermentazione malolattica (FML) è una reazione chimica che porta alla perdita di una molecola di anidride carbonica, passando dall’acido malico all’acido lattico. Dal punto di vista biochimico, è una decarbossilazione. Questo processo avviene grazie all'attività di batteri lattici, principalmente Oenococcus oeni, che consumano l'acido malico e producono acido lattico e anidride carbonica. La presenza di anidride carbonica, anche se in quantità ridotta, è il motivo per cui viene identificata come "fermentazione".

Durante la FML, l’acido malico, caratterizzato da un gusto aspro, viene convertito in acido lattico, più morbido e meno acido. Questo processo avviene grazie all’attività di batteri lattici che, in condizioni favorevoli, consumano l’acido malico e producono acido lattico e anidride carbonica. La FML è generalmente più apprezzata nei vini rossi, ma è stata introdotta anche in alcuni vini bianchi corposi per migliorarne la morbidezza e la complessità aromatica.

Quando Avviene la Fermentazione Malolattica?

La fermentazione malolattica è un evento successivo alla fermentazione alcolica e avviene nel contesto dell’affinamento/maturazione del vino, e può seguire sia la vinificazione in bianco che quella in rosso. I batteri lattici a causa del rialzo termico che solitamente si viene a creare in primavera (18-20 °C) innescano la fermentazione malolattica del vino.

Per favorire la FML, è necessario che il vino presenti determinate caratteristiche:

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  • pH: superiore a 3,5.
  • Temperatura: tra 18°C e 24°C. Per ottenere la fermentazione malolattica spontanea di solito si aspetta l’alzamento della temperatura primaverile, intorno ai 18-20°.
  • Contenuto di alcol: inferiore al 15%. L’etanolo infatti dovrebbe essere al di sotto dei 15%. Se il titolo alcolometrico aumenta, i batteri vengono inibiti e la fermentazione malolattica diventa molto più complicata da raggiungere.
  • Concentrazione di SO₂: bassa, preferibilmente inferiore a 50 mg/L.
  • Disponibilità di nutrienti: presenza di amminoacidi, vitamine e minerali.

Non tutti i vini subiscono una FML. Per far sì che ciò accada si devono riscontrare alcune condizioni che permettano ai batteri lattici di crescere e prolificare.

Come Innescare e Gestire la Fermentazione Malolattica

Per garantire una FML controllata e prevedibile, molti enologi ricorrono all’inoculo di ceppi selezionati di Oenococcus oeni. Questi ceppi, disponibili in commercio, sono scelti in base alla loro capacità di svolgere la FML in specifiche condizioni ambientali e al loro profilo aromatico. L’inoculo può avvenire in diverse modalità: co-inoculo (contemporaneamente alla fermentazione alcolica), inoculo precoce o inoculo sequenziale.

Strategie di Inoculo

Esistono diverse strategie di inoculo per gestire e innescare la fermentazione malolattica, ognuna con vantaggi e svantaggi specifici:

  • Inoculo Precoce: Inoculo dei batteri malolattici 24-48h dopo l’inoculo dei lieviti. Riduce i tempi totali, offre una buona sinergia lieviti/batteri, minimizza il rischio di contaminazioni e presenta una bassa produzione di SO₂. Tuttavia, richiede il monitoraggio della temperatura e dei nutrienti e attenzione al pH (≥ 3,2).
  • Inoculo Sequenziale: Inoculo dei batteri dopo la fine della fermentazione alcolica. Permette un controllo separato dei due processi ed è flessibile per vini da affinamento, risultando utile in condizioni sfavorevoli. Presenta però un maggiore rischio microbiologico, tempi più lunghi e necessità di un ambiente igienicamente sicuro.
  • Co-Inoculo Simultaneo: Inoculo contemporaneo di lieviti e batteri all’inizio della FA. Offre massima velocità, minimizza gli interventi successivi, migliora la protezione contro Brettanomyces e favorisce una migliore espressione aromatica integrata. Richiede però condizioni ottimali iniziali ed è più rischioso in vini ad alta gradazione o pH basso.

Quando Usare i Diversi Tipi di Inoculo?

La scelta del tipo di inoculo dipende dalle condizioni del vino e dagli obiettivi enologici:

  • Vino giovane, fresco, da imbottigliare presto: Inoculo precoce (rapidità e semplicità).
  • Vino strutturato, da barrique o affinamento lungo: Inoculo sequenziale (maggiore controllo e flessibilità).
  • Vinificazioni rapide e in ambienti a rischio (es. alto pH, uve stressate): Co-inoculo simultaneo (massima protezione ed efficienza).

Monitoraggio della Fermentazione Malolattica

Il monitoraggio della FML è cruciale per verificarne l’avvenuta completa. Gli strumenti utilizzati includono:

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  • Analisi Enzimatiche: per misurare la concentrazione di acido malico e lattico.
  • Test sensoriali: per valutare la presenza di note di burro o altri aromi caratteristici.
  • Controllo della temperatura e del pH: per assicurare condizioni ottimali. La temperatura influisce significativamente sulla FML. Temperature troppo basse rallentano il processo, mentre temperature elevate possono inibirlo. È fondamentale mantenere una temperatura stabile e ottimale durante tutta la durata della fermentazione.

Come Evitare e Bloccare la Fermentazione Malolattica

In alcuni casi, è preferibile evitare la FML, specialmente per vini bianchi freschi e aromatici. Le tecniche di inibizione includono:

  • Aggiunta di SO₂: per inibire l’attività batterica. I solfiti aggiunti sono utilizzati per bloccare una fermentazione malolattica che non si desidera svolgere.
  • Filtrazione: per rimuovere i batteri lattici. Per evitare la fermentazione malolattica si può ricorrere ad alte dosi di solforosa o alla filtrazione sterile, entrambe con un impatto negativo sul profilo organolettico del vino.
  • Uso di acido fumarico: secondo la risoluzione OIV-OENO 581A-2021, l’acido fumarico è ammesso come additivo per inibire la FML, con dosi consigliate di 300-600 mg/L.
  • Uso di chitosano: Oenovegan Micro e Micro FA, sono due composti a base di chitosano proveniente da Aspergillus Niger utili alla prevenzione della della FML indesiderata in vini e/o mosti, gia dalle prime fasi a uva con Micro FA e successivamente con Micro durante la FA.
  • Raffreddamento del vino al termine della fermentazione alcolica a circa 8 gradi per una decina di giorni, successivamente si può fare un’aggiunta di 4-8 g/hl di metabisolfito di potassio.

L'Impatto della Fermentazione Malolattica sui Diversi Tipi di Vino

La FML ha effetti diversi a seconda del tipo di vino:

Nei Vini Rossi

Nei vini rossi, la FML contribuisce a:

  • Morbidezza: riducendo l’astringenza e migliorando la struttura tannica.
  • Equilibrio: armonizzando gli elementi acidi e alcolici.
  • Profilo aromatico: armonizzandolo e sviluppando note di spezie, cuoio e sensazioni più mature ed evolute. Nei rossi è molto più comune perché rende più profondo e persistente il patrimonio organolettico del vino. La fermentazione malolattica ha come impatto principale la riduzione di acidità del vino. L’acido lattico è infatti più “debole” del malico, e decisamente più delicato. Dona dunque ai vini maggiore equilibrio, rotondità, e profumi più fini tendenti alle spezie e alle note burrose. Ha la caratteristica di rendere i vini più morbidi e avvolgenti, meno pungenti e schietti. In questo senso, a livello olfattivo percepiremo meno le sensazioni erbacee e la frutta, tipico sentore primario di numerosi vitigni. Invece, andranno a svilupparsi sensazioni di vaniglia, tostature e spezie. La fermentazione malolattica nei vini rossi è preferibile nel caso di vini corposi, possibilmente che affinano in legno e che dunque mirano a sviluppare importanti profumi terziari. Se il vino rosso è prodotto in zona del clima fresco inoltre, l’acidità di partenza sarà più elevata.

Nei Vini Bianchi

Nei vini bianchi, la FML può:

  • Aggiungere complessità: con note di burro e nocciola.
  • Ridurre l’acidità: conferendo una maggiore morbidezza.
  • Stabilizzare il vino: prevenendo rifermentazioni indesiderate. Anche i vini bianchi aromatici si prestano bene alla malolattica: Moscato, Malvasia,.. Ma anche Friulano e Ribolla gialla potrebbero usufruirne positivamente.

Tecniche Avanzate e Approcci Innovativi

Fermentazione Malolattica in Botti

Condurre la FML in botti di legno può influenzare positivamente il profilo aromatico del vino, favorendo la biotrasformazione di composti odorosi e migliorando l’integrazione con le note legnose. Se il vino deve essere maturato in legno, molti produttori ritengono che vi sia migliore e più armoniosa integrazione degli aromi terziari nel vino quando la malolattica avviene nelle botti.

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Vinificazione a Basso Impatto e Naturale

L’interesse crescente verso metodi di vinificazione “naturali” ha riportato l’attenzione su pratiche meno interventiste anche nella gestione della fermentazione malolattica. In assenza di solforosa e filtrazioni spinte, la FML rappresenta un importante alleato per stabilizzare il vino in maniera biologica. Tuttavia, questa strada presenta anche rischi: l’assenza di controllo può favorire lo sviluppo di microbi indesiderati (Lactobacillus brevis, Pediococcus damnosus) con conseguenti problemi di alterazioni aromatiche, acidità volatile e deviazioni sensoriali.

Per questo motivo, anche in contesti naturali, si tende sempre più a monitorare strettamente il decorso della FML, talvolta affiancando pratiche come:

  • Microossigenazione per aiutare i batteri lattici.
  • Utilizzo di lieviti enologici non-Saccharomyces con attività batteriostatica.
  • Inoculo spontaneo, ma selettivo, da fondi di vinificazioni precedenti.

Questo approccio, ibrido tra tecnica e spontaneità, si sta affermando come uno dei futuri trend della vinificazione artigianale.

Aspetti Regolatori e Normative

La fermentazione malolattica è riconosciuta e disciplinata dalle normative internazionali in ambito enologico. Alcuni riferimenti fondamentali includono:

  • OIV - Organisation Internationale de la Vigne et du Vin: l’uso di additivi e coadiuvanti enologici, come l’acido fumarico o i batteri lattici selezionati, è regolato da risoluzioni OIV aggiornate annualmente. In particolare, la OIV-OENO 581A-2021 permette l’uso dell’acido fumarico fino a 600 mg/L per inibire la FML in vini bianchi.
  • Regolamento (UE) 2019/934: stabilisce l’elenco dei coadiuvanti tecnologici autorizzati nella vinificazione, tra cui i ceppi di Oenococcus oeni e l’acido DL-malico come correttore dell’acidità, strumento utile per controllare la cinetica della FML.
  • Codex Enologico Internazionale: documento di riferimento per la gestione microbiologica della cantina, indica i parametri chimico-fisici entro cui la FML può essere gestita con sicurezza.

È fondamentale, soprattutto per chi produce vini destinati all’esportazione, rispettare le normative vigenti in materia di additivi, residui e pratiche enologiche consentite, per evitare problematiche in sede di analisi doganali o certificazioni di qualità.

Errori Comuni nella Gestione della FML

Anche i tecnici esperti possono incorrere in errori durante la gestione della fermentazione malolattica. Alcuni dei più frequenti includono:

  • Inoculo in condizioni non ottimali: inserire i batteri lattici in un vino troppo freddo o con un tenore di solforosa troppo alto può condurre a una mancata presa di fermentazione.
  • Scarso controllo dell’ossigeno: un errato apporto di ossigeno può favorire l’insorgenza di batteri acetici, che producono acidità volatile e alterazioni del vino.
  • Non verificare la fine della FML: lasciare tracce di acido malico nel vino può causare fermentazioni indesiderate in bottiglia, con torbidità e sovrapressione, soprattutto nei vini imbottigliati senza filtrazione sterile. Di contro una FML completata, ma non monitorata, rischia di favorire lo sviluppo di batteri acetici se il vino non viene correttamente solfitato.
  • Confusione con la fermentazione alcolica: talvolta si pensa che la FML sia una prosecuzione automatica della fermentazione alcolica. In realtà, i due processi rispondono a condizioni diverse e richiedono controlli mirati.

La formazione costante del personale e il dialogo tra cantina e laboratorio d’analisi sono strumenti fondamentali per evitare questi errori e garantire la buona riuscita del processo, per questo analisi come le reazioni enzimatiche possono darci la certezza di cosa sta avvenendo in quel preciso momento della FML.

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