Chi non ha mai sognato di scartare un Bacio Perugina, scoprendo il messaggio d'amore nascosto sotto la carta argentata? Questo piccolo gesto racchiude un rituale che ha contribuito a scrivere la storia dell'arte cioccolatiera italiana. Un'arte ricca di stile e di sapori, che si snoda dal Piemonte alla Sicilia, in un percorso del gusto che merita di essere esplorato.
Il Trigono Cioccolatiero del Piemonte: Novi, Bra e Sassello
Novi Ligure, Bra e Sassello formano un triangolo magico, unito dalla maestria artigianale dell'ex "Fabbrica Italiana di Confetture, Cioccolato e Affini". Oggi parte del gruppo Elah Dufour Novi, l'azienda fu fondata nel 1903 come cooperativa di grossisti e dettaglianti del settore dolciario. La sua forza risiede nella territorialità di un ingrediente fondamentale: la nocciola Piemonte IGP, che conferisce un sapore unico alle sue creazioni.
Caffarel: La Nascita del Gianduia a Luserna San Giovanni
A Luserna San Giovanni, un piccolo comune incorniciato dalla bellezza delle Alpi, si trova la fabbrica di Paul Caffarel. La sua fama è legata all'invenzione del cioccolato gianduia nel 1852 e al lancio commerciale del gianduiotto nel 1865, opera di Paul Caffarel e Michel Prochet. Lo stabilimento ospita anche un museo che espone rari macchinari d'epoca, offrendo ai visitatori un tuffo nella storia del cioccolato.
Lindt: Il Cioccolato che si Scioglie in Bocca da Varese al Mondo
"Mai la natura ha racchiuso un nutrimento di così alto valore in uno spazio piccolo come quello del seme di cacao", affermava Alexander von Humboldt. Un pensiero che ben si adatta a Lindt, un altro nome storico legato al "cioccolato che si scioglie in bocca". Con sede a Varese, Lindt è famosa per il Lindor, la ricetta più "scioglievole" di tutte. Anche in questo caso, il gusto si trasforma in un rituale sensoriale: quando il guscio si rompe, il morbido ripieno inizia a sciogliersi in bocca, come suggeriscono i Maîtres Chocolatiers di Lindt. Il cioccolato Lindor ha fatto molta strada da quando è stato commercializzato per la prima volta sotto forma di tavoletta. Nel 1967 è apparso sul mercato come una boule in edizione speciale per Natale. Questo è stato solo l'inizio di un successo che ha portato alla ricetta ad essere venduta e distribuita in più di 100 paesi in tutto il mondo per oltre 60 anni.
Venchi: Innovazione e Tradizione dal 1878
Dall'inconfondibile forma a barchetta del gianduiotto al "cioccolatino immangiabile", ultima creazione di Venchi, altro pilastro della tradizione cioccolatiera piemontese. Se il "cioccolatino da cucina" in quadretti monodose a base di burro di cacao non è destinato al consumo diretto ma all'uso in cucina, le praline e le tavolette che contraddistinguono l'offerta di Venchi dal 1878 sono vere e proprie delizie per il palato.
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Amedei: L'Esotismo del Cioccolato a Pontedera
Un salto geografico ci porta a Pontedera, cittadina toscana ricca di arte e di estro dolciario grazie ai fratelli Alessio e Cecilia Tessieri, fondatori nel 1990 di Amedei. Grandi viaggiatori, "gli Amedei" esplorano le frontiere del gusto approdando in paesi esotici come Venezuela, Ecuador e Madagascar. Fiore all'occhiello è la tavoletta Chuao, prodotta con fave di criollo provenienti dall'omonima penisola venezuelana, dal piacevole retrogusto di frutti rossi. Tutte le fasi di lavorazione si svolgono nel laboratorio di Pontedera, dalla torrefazione delle fave di cacao fino al concaggio del cioccolato, che dura ben 72 ore.
Maglio: I Colori del Cioccolato nel Salento
Scendendo verso Sud, il Salento ci accoglie con i colori delle sue case, dei suoi palazzi e delle sue orchidee, ma anche con i cioccolatini Maglio, che cambiano veste come le collezioni di alta moda. Grazie alla licenza ottenuta nel 1875 dalla famiglia Maglio per aprire un "decente caffè", oggi si può affermare che il gusto dolce del Salento ha la sua anima a Maglie, il paese in provincia di Lecce dove ha sede l'azienda dei Maglio, originari di Ariano di Puglia. Qui, come Paul McCartney, si può rimanere estasiati da un "limoncello" che non si beve ma si morde, o dalla "Galatina" (tra i prodotti di lusso), creata con una ricetta segreta tramandata di generazione in generazione: due strati di crema di mandorla su uno strato di pan di Spagna, uniti da un velo di perata (marmellata di pere a pezzetti), il tutto avvolto da cioccolato extra bitter. Il cuore di Maglie è piazza Aldo Moro, e proprio accanto ad essa si trovano i locali della fabbrica, resi ancora più belli da un'opera di restauro che dal 2003 ha interessato anche la piazza stessa, grazie all'interesse dei Maglio.
Modica: Il Cioccolato a Freddo e la "Mpanatigghia"
Ancora più a Sud, in Sicilia, è il suono onomatopeico della "mpanatigghia" che bisogna tenere a mente, prima di scoprire il cioccolato lavorato a freddo con la "Pasta amara" di Modica. In questa perla del barocco siciliano, tutelata dall'Unesco come patrimonio mondiale dell'umanità, l'arte del "cioccolato a forma rettangolare" è ormai protetta da un Consorzio a cui aderiscono ben 17 realtà produttive. Ma cos'è la "mpanatigghia"? Un panzerotto a forma di semiluna, ripieno di carne tritata (un tempo esclusivamente di selvaggina), mandorle tostate, cioccolata, canditi, cannella e noce moscata.
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