Dolci Tipici Napoletani Natalizi: Un Viaggio nel Gusto della Tradizione

A Napoli, il Natale è un'esplosione di sapori autentici e tradizioni culinarie che si tramandano di generazione in generazione. La tavola si imbandisce di dolci tradizionali, veri e propri gioielli della pasticceria partenopea, che rispecchiano la ricchezza e la diversità della cultura gastronomica locale. Se cercate un modo per portare in tavola qualcosa di diverso dal solito panettone o pandoro, la pasticceria napoletana natalizia rappresenta una scelta irresistibile che conquisterà tutti i vostri ospiti.

Gli Struffoli: Simbolo del Natale Napoletano

Gli struffoli sono probabilmente i più famosi dolci natalizi di Napoli e forse la ricetta dolce napoletana più celebre in tutta Italia. Si tratta di piccole sfere di pasta dolce, originariamente fritte nello strutto, che vengono immerse nell'olio bollente, per poi essere avvolte in un velo di miele caldo, impreziosite da canditi di cedro, arancia, zucca e vivaci confettini colorati. Questo dolce, che affonda le sue radici nella cultura greca dove era noto come "strogulos" per la sua forma sferica, è un emblema della semplicità e della generosità napoletana.

Preparazione:

Per preparare gli struffoli, si inizia versando la farina a fontana su una spianatoia. Al centro si aggiungono le uova, i tuorli, lo zucchero, il burro morbido, la scorza di limone grattugiata e un pizzico di sale. Si lavorano energicamente gli ingredienti fino a ottenere un impasto liscio, elastico e omogeneo. Dopo un tempo di riposo, l'impasto viene diviso in porzioni più piccole e lavorato formando dei cordoncini dello spessore di circa 1 centimetro. Gli struffoli vengono fritti in abbondante olio di semi a 170°C, girandoli delicatamente fino a quando non saranno dorati uniformemente. Infine, vengono trasferiti su un piatto da portata, componendoli a forma di ciambella o di cupola e decorati con diavolilli colorati, canditi e scorzette d’arancia mentre il miele è ancora caldo e appiccicoso.

I Mostaccioli: Biscotti dal Gusto Ricco e dalla Storia Affascinante

I mostaccioli o mustaccioli si distinguono per il loro gusto ricco e la loro storia affascinante. Questi biscotti nascono da un impasto sapientemente lavorato, che unisce farina, acqua, zucchero, mandorle, cacao amaro, e chiodi di garofano. Rivestiti da un'irresistibile glassa di cioccolato fondente, i mostaccioli affondano le loro radici in un passato di eleganza e ricercatezza. Il nome, un omaggio ai "mustacchi", i baffi distintivi dell'epoca ottocentesca, rivela un legame storico con la moda e la società dell'epoca. Sebbene alcune versioni più antiche del dolce potrebbero aver incluso il mosto, elemento comune nelle ricette contadine, l'utilizzo di spezie e ingredienti pregiati sottolinea un'origine aristocratica.

Preparazione:

Per preparare i mostaccioli napoletani, si uniscono in una ciotola la farina, lo zucchero, il cacao, il lievito, la cannella, la noce moscata e le mandorle tritate. Si mescolano bene gli ingredienti secchi, poi si aggiungono il miele precedentemente scaldato e l’acqua tiepida. Si impasta fino a ottenere un composto omogeneo e compatto. L'impasto viene steso su una spianatoia infarinata fino a raggiungere uno spessore di circa 1,5 centimetri. Con un coltello, si taglia l’impasto prima a strisce larghe 4-5 centimetri, poi in diagonale per ottenere i caratteristici rombi. I mostaccioli vengono disposti su una teglia rivestita di carta forno e cotti in forno preriscaldato a 180°C per 20-25 minuti, fino a quando non risultano sodi ma non troppo duri. Dopo averli fatti raffreddare completamente, si scioglie il cioccolato fondente a bagnomaria e si immerge la superficie superiore di ogni mostacciolo nel cioccolato o lo si versa con un cucchiaino.

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Varianti e Consigli:

Se non si trova il pisto, si può cercare nelle drogherie oppure crearlo in casa o anche mettere solo cannella e chiodi di garofano. È importante non far scaldare eccessivamente il cioccolato per la copertura altrimenti si rischierà che diventi biancastro.

I Roccocò: Ciambelle Rustiche dal Sapore Intenso

I roccocò vengono preparati con farina, mandorle tostate, zucchero, uovo e bucce d'arancia, arricchiti dal pisto, un'aromatica miscela di cannella, noce moscata, chiodi di garofano, coriandolo e anice. Questi biscotti a forma di ciambella dal diametro di circa 10 cm si caratterizzano per la loro consistenza particolarmente dura, che li rende ideali per essere inzuppati nel Marsala, nel Vermouth o nello spumante. La loro origine risale al 1320, presso il Real convento della Maddalena, dove venivano preparati tradizionalmente per la festività dell'Immacolata.

Preparazione:

Per preparare i roccocò, si tritano finemente le mandorle tostate. In una ciotola capiente, si mescola la farina con lo zucchero, le mandorle tritate, le scorze grattugiate e il pisto napoletano. Si aggiunge gradualmente l’acqua tiepida e si inizia a impastare con le mani. L’impasto deve risultare compatto ma rustico, non troppo liscio. Si prelevano porzioni di impasto e si formano dei cilindri che si chiudono a formare delle ciambelline di circa 8-10 centimetri di diametro. Le ciambelline vengono disposte su una teglia rivestita di carta forno, distanziandole tra loro, e infornate a 180°C per circa 20-25 minuti. I roccocò devono risultare dorati e molto duri: è la loro caratteristica principale!

I Susamielli: Biscotti a Forma di "S" dal Profumo Avvolgente

I susamielli si distinguono per la loro caratteristica forma a "S". Questi biscotti sono creati a partire da un impasto di farina, miele e zucchero, impreziosito da mandorle tostate, frutta candita e un'aromatica miscela di spezie che comprende cannella, chiodi di garofano, noce moscata e vaniglia, conferendo loro un profumo intenso e avvolgente. Conosciuti anche come "sapienze", i susamielli traggono le loro origini dal Seicento, epoca in cui venivano preparati dalle monache clarisse del Convento di Santa Maria della Sapienza.

I Raffiuoli: Morbide Tortine dalla Consistenza Simile al Pan di Spagna

I Raffioli (Raffiuoli) sono dei dolci natalizi tipici della tradizione napoletana. Si tratta di morbide tortine basse dalla forma ovale simile a Pan di spagna, pennellate di confettura e ricoperte di glassa bianca fatta di zucchero, acqua e succo di limone. Una bontà che nasce nel 1700 per opera delle monache benedettine del Convento di San Gregorio Armeno a Napoli, che crearono questi ravioli dolci, ispirandosi proprio ai ravioli di pasta fresca tipici del Nord Italia. Come ogni ricetta regionale esistono diverse varianti, tra cui i golosissimi Raffiuoli ‘a Cassata’ ripieni di ricotta e gocce di cioccolato e successivamente glassati, così chiamati perché ricordano proprio la Cassata siciliana.

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Preparazione:

La preparazione dei raffiuoli è semplice ma richiede attenzione per alcuni passaggi, tra cui montare bene le uova affinché in cottura le basi risultino soffici, essendo un impasto senza lievito. Il segreto per un risultato da pasticceria è nella glassatura doppia, in modo che risulti bianca e spessa oltre che croccante al morso e scioglievole.

La Cassata Napoletana: Un'Esplosione di Sapori e Colori

La cassata napoletana, un gioiello della pasticceria campana, è il dolce natalizio per eccellenza, celebrativo della raffinatezza e creatività della tradizione partenopea. Fu il pasticcere Mario Scaturchio a reinventare la tradizionale cassata siciliana, dando vita a una versione più essenziale e leggera. Questa innovativa variazione, accolta con entusiasmo, si diffuse rapidamente a Napoli, diventando la celebre cassata napoletana che tutti apprezziamo. Questa cassata unisce la delicatezza del pan di Spagna, la dolcezza della ricotta, arricchita con gocce di cioccolato e frutta candita.

La Pastiera Napoletana: Un'Icona della Pasticceria Partenopea

La pastiera napoletana, con la sua inconfondibile fragranza di fiori d'arancio e la sua ricca farcitura di grano e ricotta, è una delle icone della pasticceria partenopea. La preparazione della pastiera è un vero e proprio rito domestico, un insieme di gesti accurati e segreti tramandati di generazione in generazione. Tradizionalmente legata alla festività di Pasqua, questa prelibatezza ha recentemente trovato il suo posto anche nelle celebrazioni natalizie. Ogni famiglia a Napoli vanta una versione unica di questo dolce, variando la ricetta con tocchi personali: alcuni optano per grano tritato, altri incorporano crema pasticciera, mentre alcuni preferiscono escludere i canditi.

Preparazione:

Per preparare la pastiera napoletana, si inizia preparando il grano facendolo cuocere nel latte con un pezzetto di scorza di limone fino a quando il latte non sarà completamente assorbito. Si lascia raffreddare. Nel frattempo, si prepara la frolla lavorando il burro freddo a pezzetti con la farina fino a ottenere un composto sabbioso. Si aggiungono lo zucchero, i tuorli, la scorza di limone e il sale. Per il ripieno, si lavora la ricotta con lo zucchero fino a renderla cremosa. Si incorporano le uova una alla volta, poi si aggiungono il grano raffreddato, i canditi, le scorze grattugiate, la vanillina, l’acqua di fiori d’arancio e la cannella. Si stende due terzi della frolla e si fodera uno stampo da 28 centimetri di diametro. Si versa il ripieno e si livella. Si cuoce in forno preriscaldato a 180°C per circa 90 minuti. La pastiera è pronta quando la superficie risulta dorata. Si lascia raffreddare completamente nello stampo prima di sformarla.

Le Zeppole dell'Immacolata: Deliziose Frittelle Dolci

Le Zeppole dell'Immacolata, tipiche di Castellammare di Stabia ma amate in tutta la Campania, si distinguono nettamente dalle più note zeppole di San Giuseppe. Queste deliziose frittelle dolci sono create con un impasto di farina, patate, lievito, uova, burro, zucchero e scorze di limone, simili agli strufoli del Centro Italia. Una volta fritte, le zeppole vengono ricoperte con glassa al miele aromatizzata con anice, scorza di limone e mandarino e decorate con confettini colorati.

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Preparazione:

In assoluto regine dei dolci “poveri” napoletani natalizi, le zeppole sono anche abbastanza semplici da preparare. Si tratta di base di un impasto di acqua e farina e pochi altri ingredienti da far lievitare. Si scioglie il lievito nell’acqua tiepida. In una ciotola capiente, si versa la farina, si fa una fontana e al centro si aggiungono l’acqua con il lievito e il pizzico di sale. Si impasta fino a ottenere un composto liscio e appiccicoso. Si copre con un canovaccio e si lascia lievitare in un luogo tiepido per circa 2 ore, fino al raddoppio del volume. Si scalda abbondante olio in una padella alta. Con le mani leggermente unte, si prelevano piccole porzioni di impasto e si fanno cadere nell’olio caldo. Le zeppole si gonfieranno assumendo forme irregolari. Si friggono fino a doratura, girandole su tutti i lati. Si scolano su carta assorbente e, ancora calde, si passano nello zucchero semolato o si irrorano con miele liquido.

La Pasta Reale: un Tripudio di Mandorle e Colori

La pasta reale, conosciuta anche come pasta di mandorle, è un dolce tipico sia della Sicilia che di Napoli, soprattutto durante il periodo natalizio. Questa preparazione, a base di mandorle, succo di limone, cannella, ostie, uova e bicarbonato, viene plasmata in deliziose forme che ricordano frutta e altri elementi, simili alla celebre frutta martorana siciliana. La pasta di mandorle è un ingrediente fondamentale della pasticceria napoletana, utilizzata per realizzare svariati dolci, come i pizzicotti di pasta di mandorle.

Le Paste del Divino Amore: Un Omaggio alla Tradizione Monastica

Questi deliziosi dolcetti sono frutto di un impasto di uova, zucchero, acqua e mandorle, arricchito da scorze di limone, vaniglia e canditi. Successivamente, vengono avvolti in ostie, spalmati con marmellata di albicocche e ricoperti di una delicata glassa colorata. Queste paste di mandorla si distinguono per il loro gusto ricco e l'aroma intenso. Le loro radici storiche affondano nel XIII secolo, quando le suore del convento del Divino Amore a Spaccanapoli li crearono per la prima volta, in omaggio a Beatrice di Provenza, madre del re di Napoli Carlo II d'Angiò.

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