Che ogni momento sia perfetto per intraprendere un viaggio, siamo tutti d’accordo. In ogni viaggio tuttavia, ci sono sempre dei fattori comuni che ci accompagnano. Uno di questi fattori, tra i più importanti, spicca quello legato alla cucina del paese, della regione o della città che stiamo per visitare. La cucina italiana, essendo tra le cucine più rinomate al mondo, è in grado di offrire un ventaglio molto ampio di prodotti tipici locali. Questo articolo è un viaggio attraverso i dolci tipici italiani, regione per regione, un'esplorazione del gusto che svela la ricchezza e la diversità della tradizione dolciaria del nostro paese.
Valle d’Aosta: Crema di Cogne
Una delizia che proviene dalle montagne della Valle d’Aosta, un mix di cioccolato, panna, mandorle, uova e rhum che si scioglie in bocca.
Lombardia: Sbrisolona
Si tratta di una torta povera di ingredienti, ma ricchissima di gusto! Il nome si deve alla sua caratteristica unica: a ogni boccone cadranno molte briciole. La sbrisolona è realizzata con ingredienti semplici e facile da preparare. Questo dolce è apprezzato sia nella versione dolce sia in quella salata, ed è composto da diversi tipi di farine, bianca e gialla, strutto e nocciole. La sua caratteristica è la croccantezza, data dalla cottura e dalla presenza della frutta secca, che la rende un dolce che deve essere rotto con le mani e non tagliato a fette. Farina di mais, strutto, nocciole: capolavoro di sbriciolitudine (da cui chiaramente deriva il nome), fuori da Mantova però rischia di diventare antipatica, troppo invernale, troppo pesante, troppo pianura padana.
Piemonte: Krumiri
Biscotti tipici di Casale Monferrato, nati nella seconda metà del XIX secolo, con la loro inconfondibile zigrinatura, sono delle vere delizie a base di burro. Sono i Krumiri la cui ricetta fu inventata, nel lontano 1870, da un pasticcere. Per la forma di questi biscotti, il pasticcere piemontese si era ispirato ai baffi a manubrio. Per preparare a casa questi deliziosi dolcetti, mescolate 250 g di farina bianca con 250 g di farina gialla, formate una fontana e versate al centro 4 uova, 170 g di zucchero, una bustina di vanillina, un pizzico di sale e 300 g di burro ammorbidito. Impastate e lasciate riposare per un’ora. Trasferite la pasta in una sac à poche con bocchetta rigata e formate dei lunghi grissini, disposti su una leccarda rivestita di carta da forno. Tagliate dei bastoncini di 10 cm circa e ripiegateli un po’ ad arco per dare ai biscotti la loro forma tipica. Infornate a 200° per circa 20 minuti.
Liguria: Canestrelli
Piccoli biscotti di burro ricoperti da un sottile strato di zucchero a velo, sebbene questa bontà si trovi in quasi tutta l’Italia, l’origine è da attribuire alla Liguria. Restando in tema di biscottini golosi, tra i dolci tipici del nord Italia ci sono anche i canestrelli, diffusi in diversi ambiti regionali ma famosi soprattutto in Liguria e Piemonte. Ne esistono diverse varianti, e i più famosi sono quelli biellesi, perfetti per l'inzuppo!
Leggi anche: Ricette Dolci per la Dieta Candida
Veneto: la Fregolotta
Rimanendo in tema di torte e di briciole, questo gustosissimo dolce tipico del Veneto è una vera delizia per tutti i palati. Il sapore più intenso lo scoprirete in Friuli. Il dolce a chiocciola è adatto per tutte le feste dell’anno. Uno tra i dolci italiani per antonomasia è il tiramisù che nasce in Veneto negli anni '70. Una dolce e cremosa farcia al mascarpone che lascia in bocca una sapore vellutato e dolce, davvero irresistibile. L'aroma di caffè in cui si bagnano i savoiardi (i biscotti che sono la base solida di questa preparazione) lo rende una vera delizia per il palato, sposando sapori inconfondibili che si uniscono insieme in un morbido connubio. Il primo strato in cui il cucchiaio affonda è quello del cacao che svela, poi, tutta la bontà di questo italianissimo dessert. La storia narra che le origini del tiramisù siano da ricercare nello sbatutin, un dolce povero che consisteva in un tuorlo montato con lo zucchero che doveva diventare una spuma molto chiara e cremosa. Ma piano piano, questo tripudio di gusto ed energia, viene pensato dai pasticceri come la base ideale per creare qualcosa di sensazionale. Il primo ristorante a servire ai suo clienti questo dessert è stato Le Beccherie di Treviso. Adatto a qualsiasi occasione, la ricetta tipica forse è più indicata per gli adulti, ma ci sono moltissime varianti anche adatte ai bambini sopra i 3 anni.
Trentino Alto Adige: frittelle di mele
Un dolce che non ha bisogno di presentazioni, nella regione in cui le mele hanno un sapore semplicemente squisito. Da provare soprattutto nei mesi invernali.
Emilia Romagna: la torta Susanna
Tipica della città di Parma, si tratta di una crostata alla crema di ricotta ricoperta da un sottile strato di crema al cioccolato fondente, per un valzer di bontà! Bustrengo o Bostrengo (Emilia Romagna - Marche): Può, un dolce regionale, non avere una ricetta vera e propria ed essere, piuttosto, uno stato mentale? Si può ancora parlare di tipicità? Cos’è tipico, in questo caso? La serie di ingredienti o il mood di mescolare un po’ tutto quel che ti capita a tiro (tanto che nelle Marche soprattutto il Bostrengo viene anche chiamato puliscicredenza)?
Toscana: Torta co' Bischeri
Tipica della città di Pisa, si tratta di una crostata a base di riso e cioccolato. I bischeri non sono un ingrediente, bensì le forme che si trovano sul margine della crostata. E arriviamo in Toscana che ci regala le sue specialità tipiche, ricette di dolci conosciuti da tutti e che, grazie a una commistione tutta italiana, si trovano sulla tavola di tante altre cucine dello stivale. La torta co’ bischeri è il primo dolce che viene alla mente se si pensa a questa regione. Per preparare in casa questa delizia Toscana, ovunque voi siate, setacciate 300 g di farina 00 con un pizzico di sale e disponetela sul piano di lavoro; rompete al centro un uovo e un tuorlo, aggiungete 150 g di zucchero, la buccia grattugiata di un limone e 150 g di burro ammorbidito. Lavorate velocemente, formate una palla e mettetela in frigo per un’ora, avvolta nella pellicola. In una casseruola, cuocete a fuoco dolce per 30 minuti 1 litro di latte con 150 g di riso, un pizzico di sale e una bustina di vanillina. Lasciate intiepidire e incorporate 100 g di cioccolato fondente grattugiato, 100 g di zucchero, 100 g di canditi, 4 g di pinoli, la scorza d’arancia grattugiata e un bicchierino di rum. Montate a neve due albumi e aggiungeteli, con i tuorli, al composto. Prendete dal frigo la pasta frolla, dividetela a metà, rivestite uno stampo imburrato con una delle due metà e versateci il composto; coprite con la pasta rimanente ripiegando i bordi verso l’interno. I cantuccini sono solitamente serviti a fine pasto come dessert e inzuppati in un bicchierino di vin santo.
Lazio: Pangiallo di Palestrina
Si tratta di un dolce le cui origini risalgono addirittura ai secoli dell’Impero Romano. Noci, pinoli, miele, uva passa, cioccolato e nocciole sono la base di questo gioiello culinario. Pangiallo: una sorta di “panettone” antico, a base di miele, noci, pinoli, mandorle e uvetta, con origini che si perdono nei secoli dell’Impero Romano. Qua c’è in ballo la semplicità del dolce paniforme, come nel caso dei colleghi friulani e liguri, e la deliziosa universalità - o l’universale delizia, se preferite - della panna. Ma a far salire sul podio il dolce romano par excellance è l’irriproducibilità dell’esperienza al di fuori del Grande Raccordo Anulare. Perché l’ingrediente segreto del maritozzo è la luce del sole che si specchia sui resti di Caput Mundi al tramonto - o all’alba.
Leggi anche: Sapori Autentici di Nuoro
Marche: Castagnole e Frappe
In questa regione non esiste Carnevale senza castagnole e frappe. Le prime sono delle palline di massa, fritte finché non risultino belle gonfie e dorate e infine fatte rotolare nello zucchero in modo da ricoprirle interamente. Le frappe, anche dette sfrappe o "chiacchiere", sono delle sfoglie di uova, zucchero e farina, fritte e condite con una miscela di miele e alchermes.
Umbria: Brustengolo
Mele, uvetta e pinoli si amalgamano con la farina di mais, per dare vita a questa delizia tipica della provincia di Perugia. Localisticità: 5, Universalità di gusto: 4. L’idea di base è quella di un piatto di pastasciutta, condito però - anziché con olio, parmigiano, pomodoro o quel che vi pare - con miele, nocciole, alkermes e cioccolato. Un’idea che sarebbe potuta venire agli americani, per intenderci. Per amanti della pasta fredda e dei condimenti strambi, ma non per quelli della tradizione.
Abruzzo: Parrozzo
La forma è molto simile a quella del panettone e, come per quest’ultimo, viene prodotto soprattutto in occasione del Natale. Una prelibatezza di cioccolato.
Molise: Ostia Ripiena
Il Molise produce uno dei dolci più gustosi di sempre: Ostie gustosissime con un ripieno composto da miele, mandorle e cioccolato.
Campania: Cannoli alla Sorrentina
I cannoli in Campania, a differenza della Sicilia, vengono riempiti di crema pasticcera. Il risultato è sempre lo stesso: una prelibatezza gastronomica. La Campania ci regala uno dei dolci più popolari di Napoli, il babà. Ma la cucina partenopea di certo non si ferma qui e, tra piatti succulenti e appetitosi, annovera anche dolci del calibro della pastiera napoletana, una squisita torta a base di ricotta e cioccolato e degli struffoli, dolci palline di pasta ricoperte di miele e zuccherini. Anche sull'origine degli struffoli ci sono diverse teorie, ma quel che è certo è che la cucina napoletana li ha resi famosi come dolcetti tipici del periodo natalizio. Quando un dolce tipico viene abbracciato da una specie di benevolenza ecumenica, o peggio ancora passa attraverso il tritacarne della reinterpretazione globalizzata, diciamocelo, assistiamo sempre in qualche modo a un campanile che si sgretola.
Leggi anche: Tradizioni Siciliane di Ognissanti
Basilicata: Strazzate
Dolce originario di Matera, sono dei biscotti squisiti a base di zucchero, cacao e mandorle.
Calabria: Crocette
Dolce tipico della zona di Cosenza, caratterizzato da fichi secchi, cannella, zucchero, noci e mandorle. Qualora non dovesse bastare è possibile aggiungere miele di fichi e cioccolato. Il vermouth, il miele, l’uva passa, quel meraviglioso senso di disordine e abbondanza, la trama rosiforme che sembra San Giovanni in Fiore ripresa dall’alto, sotto una coltre di neve: trovateci un dolce che sia più rappresentativo del posto in cui è nato.
Puglia: Sasanelli
Soffici biscotti al gusto di fichi e noci, conditi da mandorle. Tipici della zona di Gravina di Puglia. La Puglia, invece, è famosa per le sue cartellate, frittelle del periodo di Natale, da preparare sempre in grandissime quantità. Nelle strade pugliesi, il profumo di cartellate comincia a sentirsi già dai primi giorni di dicembre e, per il giorno dell'Immacolata, le panetterie, le pasticcerie e le case, sono già pervase da questo profumo inconfondibile. Vista la loro semplicità di preparazione, altre regioni hanno elaborato la loro versione di questi dolci, si pensi alle nevole calabresi e alle rose o crispedde diffuse in Basilicata. Per preparare le cartellate pugliesi unite, su una spianatoia, 1 kg di farina, 2 tuorli, 200 g di olio, 100 g di zucchero. Impastate, come vuole la tradizione, con il succo di mandarino o con il vino bianco caldo. Lasciate riposare per mezz’ora, quindi stendete la sfoglia con la macchina per la pasta a uno spessore di circa tre millimetri, ritagliate dei rombi e fate un taglio al centro per fare uscire un’estremità della striscia. Una barca di frolla, con la stiva piena di crema, e al centro della stiva un’amarena sciroppata: la semplicità ancestrale di uscire in mare alle prime luci dell’alba, di saper cavalcare tanti mari ma nessuno con la stessa confidenza affettuosa delle coste salentine.
Sicilia: Nocattolo
In Sicilia avrete solo l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda la buona cucina. Se volete provare qualcosa di unico, tipico della provincia di Enna, questa bontà a base di ricotta è perfetta per ogni occasione. Con la sua abbondanza di dolcezza e colore, anche la Sicilia ci regala dei veri e propri capolavori dell’arte della pasticceria come i cannoli che, accanto alla cassata, rendono famosa la Sicilia in tutto il mondo. La cassata siciliana è un prodotto tipico di questa regione, che unisce con sapienza ricotta, zucchero, Pan di Spagna, frutti canditi e pasta reale, per creare una torta bella da vedere e golosissima da mangiare. Per preparare i cannoli siciliani che, anticamente, erano un dolce tipico del carnevale, lavorate 400 g di farina con 60 g di zucchero, 50 g di strutto, un pizzico di sale e 4 cucchiai di Marsala. Tirate una sfoglia sottile e ritagliate delle forme circolari grandi 10 cm. Avvolgetele attorno ai cilindri di alluminio e saldate i lembi con un po’ di acqua. In una padella, sciogliete lo strutto e tuffate i cilindri con la pasta. Una volta pronti, fateli scolare e farciteli con un composto di ricotta, zucchero, vaniglia, scaglie di cioccolato, zucca candita, buccia d’arancia candita. Highest peak della sicilianità, ancor più del cannolo, la cassata è il Kofi Annan dei dolci siculi, nel senso che riesce a mettere d’accordo i cateti e l’ipotenusa della Trinacria. Nonostante abbia vissuto lo stesso processo di riproducibilità a ogni latitudine del babà, ad essere diverso è proprio l’approccio: al babà ci si avvicina con l’intento di scimmiottarlo; alla cassata, con timore reverenziale.
Sardegna: Papassino
Il nome deriva dalla parola “papassa”, che in sardo significa uva sultanina (l’ingrediente chiave del dolce). Viene preparato soprattutto all’inizio di novembre in occasione di Ognissanti. Fritto, si dice, è buono tutto. Ma il segreto delle seadas risiede molto più a fondo, nel cuore morbido di formaggio e nelle scorze di agrume, nell’acidità del latticino bilanciata dal miele, nello crepitio gioioso di un’evocatività che non ha pari, che sa di Sardegna, che ha la forma della Sardegna, quando si staglia - succulenta isolanità - nel mare sfrigolante: che ti porta, anche se non sei là, in Sardegna.
Altri Dolci Tipici Italiani
Oltre a quelli regionali, esistono dolci che trascendono i confini e sono amati in tutta Italia.
- Torta di mele: Nella lista dei dolci italiani famosi, non può certo mancare quella deliziosa e fragrante torta alla frutta, che tutti noi immaginiamo a raffreddare sui davanzali delle case di campagna. La torta di mele parte dall’Alto Adige e conquista tutta una tradizione che lega questa semplice torta, nell’immaginario collettivo, ai dolci di una volta, fatti in casa con cura e amore, e alla merenda dalla nonna. Ma dalla tradizione è facile prendere spunto per creare cose diverse, particolari e sempre gustose come la torta di mele e yogurt, adatta alla merenda dei bambini sopra i 3 anni, ma anche come dessert per una cena informale con gli amici, accompagnata, magari, da una pallina di gelato alla crema con una spolverizzata di cannella.
- Amaretti: Tipici della Lombardia sono gli amaretti, deliziosi dolci con le mandorle amare, da cui prendono il nome. Buonissimi gustati da soli, sono adatti anche a essere aggiunti in altre preparazioni di dolci. Sono ideali anche come base per una cheesecake al torrone, o in una crema al mascarpone, insieme a croccanti pezzetti di mandorla. Il sapore degli amaretti si sposa molto bene anche con le pesche, quindi vi suggeriamo di servirli sbriciolati sopra una semplicissima crema pasticcera preparata con 3 uova, 120 g di zucchero, 500 ml di latte e 50 g di farina, insieme alle pesche sciroppate a pezzettini. Una vera delizia!
- Crostata: Quando si parla di torte italiane non si può dimenticare la crostata, uno tra i dolci più semplici della nostra tradizione, immancabile protagonista di tante feste. Buonissima per grandi e bambini sopra i 3 anni, un dolce talmente versatile e buono che vanta ricette con qualsiasi ingrediente e si adatta davvero a tantissime occasioni. La crostata di fragole è sicuramente una delle più note e quando questo frutto, amato da tutti, arriva sui banconi dei mercati, è facile che il pranzo della domenica preveda nel menu questo dessert goloso. Ma le varianti sono tante e tutte buonissime e la base di pasta frolla si può arricchire in base ai gusti e alle idee. Le crostate possono avere la cottura cieca, una preparazione a cui si ricorre quando devono essere farcite con la crema pasticcera. Si stende la pasta sulla tortiera imburrata e infarinata, si fa aderire bene e si inforna, ricoperta di carta da forno e fagioli secchi; non appena il bordo diventa dorato, la vostra crostata è pronta per essere farcita una volta raffreddata.
- Panettone e Pandoro: Se di Natale si parla, è chiaro che il dolce pensiero va a uno dei dolci più buoni italiani, ossia al panettone, con e senza uvetta, utilizzato in tante dolci ricette come quella del semifreddo al panettone. Il pandoro è anche lui protagonista indiscusso della tavola natalizia, declinato anche come zuccotto e ai dolci di mandorla, immancabili in questo periodo, in tutte le regioni d'Italia. Se per le prossime festività volete stupire i vostri commensali potete osare con la fantasia, servendo il tipico pandoro in modo particolare, per esempio scomponendolo e accompagnandolo con degli sbuffi di panna o delle golose creme al mascarpone e cioccolato. Panettone e Pandoro: due icone del Natale italiano, rivali per eccellenza. Il panettone, simbolo milanese, nasce da una leggenda cittadina e oggi si trova in infinite varianti, da quella classica con uvetta e canditi fino alle versioni gourmet e vegane. Il pandoro, invece, proviene da Verona (al confine con il Veneto) e si distingue per la sua forma a stella e la morbidezza senza canditi.
- Bunèt: una sorta di budino al cucchiaio, cotto al forno, a base di cacao, latte, uova e amaretti secchi, spesso aromatizzato al rum. Insieme al tiramisu, il crème caramel è forse il dessert che più ha vissuto sulla propria pelle un processo di spersonalizzazione plenilatitudinario. Il bunet, al crème caramel, somiglia proprio assai: uova, zucchero, latte, cacao, rum, amaretti, epperò una certa alterigia sabauda che fa sì che un bunet mangiato altrove, in un altrove che non sia Torino, boh: non ha mica così tanto senso.
- Tiramisù: nato tra Treviso e Venezia, il tiramisù è forse il dolce italiano più famoso al mondo, grazie alla sua semplicità e al gusto inconfondibile.
- Cantucci: i celeberrimi biscotti secchi alle mandorle, ideali per essere inzuppati nel Vin Santo, sono simbolo della pasticceria toscana ma hanno origine nel territorio tra Prato e Siena.
Dolci Semplici per Tutti
I dolci italiani semplici rappresentano un punto di ingresso perfetto per chi vuole avvicinarsi alla pasticceria senza timori: non servono attrezzature sofisticate né competenze da chef stellati, ma solo ingredienti di base e la voglia di mettersi in gioco. Questi dolci, infatti, sono pensati per essere replicati anche da principianti, senza rinunciare al piacere del risultato finale. Ecco perché, tra le mura domestiche, dolci italiani semplici come ciambellone, crostata, panna cotta, budino al cioccolato e torta caprese sono da sempre i preferiti di chi desidera una coccola dolce senza troppe pretese.
- Ciambellone: Un classico senza tempo, il ciambellone è la torta “infallibile” per eccellenza. Sbatti uova e zucchero, unisci olio, farina, lievito, buccia di limone e un pizzico di sale. Mescola bene e versa in uno stampo per ciambella imburrato e infarinato. Cuoci a 180°C per circa 40 minuti (verifica con uno stecchino). Consiglio: puoi aggiungere gocce di cioccolato o noci tritate per una variante golosa.
- Crostata di marmellata: La crostata di marmellata è il dolce italiano semplice per eccellenza: una base friabile, una farcitura golosa e tanta praticità. Lavora burro e zucchero, aggiungi uovo e farina, poi impasta rapidamente. Lascia riposare in frigo 30 minuti. Stendi la frolla in una teglia, copri con la marmellata preferita e decora con strisce di pasta. Cuoci a 180°C per circa 25 minuti.
- Panna cotta: Scalda la panna con lo zucchero e la vaniglia, poi aggiungi la colla di pesce ammollata e strizzata. Mescola fino a sciogliere, versa in stampini e lascia raffreddare in frigo per almeno 4 ore. Sformala su un piatto e accompagna con frutti di bosco o coulis di frutta.
- Budino al cioccolato: Scalda il latte con la vanillina. In una ciotola mescola zucchero, amido e cacao, poi unisci poco latte freddo, mescolando per evitare grumi. Versa il composto nel latte caldo e cuoci a fuoco medio, mescolando, fino a quando si addensa. Trasferisci nelle coppette e lascia raffreddare in frigo.
- Torta Caprese: Trita finemente le mandorle, sciogli il burro e il cioccolato a bagnomaria. Sbatti i tuorli con lo zucchero, unisci il composto di cioccolato e burro, poi incorpora le mandorle e il lievito. Monta gli albumi a neve e aggiungi delicatamente all’impasto. Versa in una teglia imburrata e infarinata e cuoci a 170°C per circa 40 minuti.
Tutte le ricette proposte hanno in comune alcune caratteristiche: ingredienti comuni, passaggi chiari, cottura a misura di forno domestico e una grande tolleranza a piccole variazioni. Non è necessario essere precisi come in pasticceria professionale: un po’ più o un po’ meno di un ingrediente, una cottura leggermente diversa, una decorazione improvvisata non rovineranno il risultato. Inoltre, questi dolci italiani semplici permettono di imparare le basi della pasticceria: come montare le uova, come lavorare la frolla, come cuocere dolci da forno o al cucchiaio. I dolci italiani semplici sono la dimostrazione che la pasticceria può essere divertente, creativa e alla portata di tutti.
Dolci di Carnevale
Carnevale è la festa più allegra dell’anno in cui trionfano scherzi, maschere, travestimenti, colori sgargianti, ma anche tanti dolci tipici di questa festa, che contraddistinguono le tradizioni delle diverse regioni italiane. Quindi, dimenticate le diete e lasciatevi tentare da uno dei tanti dolcetti fritti che la fanno da padrone durante questi festeggiamenti. Tra i più noti ci sono le chiacchiere, che sono prodotte in tutta Italia e prendono un nome diverso (frappe, cenci, bugie…). La loro origine risale addirittura all'antica Roma, dove erano chiamate “fritcilia” perché fritte nel grasso di maiale e prodotte in grande quantità in occasione dei Saturnali. Bugie o chiacchiere di Carnevale. Le castagnole sono un altro dolce tipico di Carnevale, diffuso in tutto il Paese, anche se nato nell’Italia settentrionale e ha la De.Co. del Comune di Bordighera. Nel Mantovano si preparano i riccioli (in dialetto, risulèn) ossia biscotti preparati con la farina di mais macinata molto sottile (fioretto), a cui si aggiunge burro, zucchero, strutto, tuorli d'uova e scorza di limone grattugiata. In molte zone della Lombardia si è soliti festeggiare con i làciàditt, piccole frittelline di mele tipiche del Carnevale ambrosiano. Dalla Toscana arrivano il berlingozzo, un dolce tipico a forma di ciambella, e la schiacciata alla fiorentina, torta semplice e soffice che riporta lo stemma della città a forma di giglio. Sono marchigiani gli arancini di Carnevale, una pasta sfoglia fritta con succo e buccia d’arancia, da non confondere con i celebri arancini di riso siciliani. In alcune regione del sud (Abruzzo e Molise) ma anche del centro Italia (Umbria) si prepara la cicerchiata, una piramide o una corona di palline di pasta fritte, mescolate con miele bollente che, raffreddandosi, unisce le palline tra loro dandole forma e struttura. La pignolata glassata è invece un dolce tipico del Carnevale siciliano. Le zeppole sarde sono dolcetti fritti a forma di ciambella o a forma di sottili serpentini di pasta arrotolati della tradizione carnevalesca isolana. Appartiene invece alla tradizione napoletana il migliaccio, dolce un tempo preparato con la farina di miglio (da cui deriva il nome) e che oggi è invece a base di semolino. L’elenco dei dolci di Carnevale italiani potrebbe continuare ancora, anche perché di quasi tutti i dolci menzionati ne esiste più di una variante che cambia da una regione all’altra o anche solo da una città all’altra. Insomma a Carnevale tutto è ammesso.