Il Natale in Abruzzo è un’esplosione di sapori autentici e tradizioni culinarie secolari. Mentre le cucine si animano con il profumo di farina, cioccolato e uova, i dolci tipici natalizi abruzzesi rappresentano un vero e proprio patrimonio gastronomico, tramandato di generazione in generazione. Questo articolo è un invito a scoprire alcuni dei dolci più emblematici di questa regione, custodi di storie e sapori unici.
Il Parrozzo: Un'Icona della Pasticceria Abruzzese
Il parrozzo è un dolce abruzzese per eccellenza, originario di Pescara, la cui invenzione risale al 1920 grazie a Luigi D’Amico. Ispirato al "pane rozzo" contadino, D’Amico volle riprodurne i colori e le forme in un dolce che celebrasse la semplicità e la genuinità degli ingredienti locali. Il giallo del granturco è rievocato dalle uova, arricchite con farina di mandorle, mentre il colore scuro della crosta del pane cotto nel forno a legna è ricreato con una copertura di cioccolato fondente.
L'Ispirazione Contadina e il Tocco di D'Annunzio
L'idea di D'Amico nacque dall'osservazione del pane rozzo, un alimento base dei contadini abruzzesi, preparato con farina di mais e cotto in forni a legna. La crosta scura di questo pane ne garantiva una lunga conservazione. D'Amico trasformò questo umile pane in un dolce raffinato, dove il giallo del mais era sostituito dalle uova e la crosta scura dal cioccolato.
Il successo del parrozzo fu immediato, tanto da conquistare il cuore di Gabriele D’Annunzio, che gli dedicò un madrigale musicato da Vittorio Pepe. I versi di questo componimento sono ancora oggi riportati sulle scatole del dolce, testimonianza del legame indissolubile tra il parrozzo e la cultura abruzzese.
La Ricetta del Panrozzo Abruzzese
Ecco una ricetta del panrozzo abruzzese, con le dosi per 8-10 persone:
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Ingredienti:
- 3 uova
- 240 g di zucchero semolato
- 100 ml di olio di semi di girasole
- 100 ml di vermouth
- 240 g di farina 00
- 8 g di lievito per dolci
- 25 g di mandorle amare
- 200 g di cioccolato fondente
- 2 cucchiaini di olio di semi di girasole (per la glassa)
Preparazione:
- Preriscaldate il forno a 170 gradi. Imburrate e infarinate uno stampo per parrozzo da 18 cm di diametro.
- Montate le uova con lo zucchero fino a renderle gonfie e spumose.
- Unite l'olio e il vermouth.
- Con una spatola incorporate la farina setacciata con il lievito e, infine, aggiungete anche le mandorle ridotte in farina.
- Versate l’impasto nello stampo e infornate per circa un’ora.
- Sfornate e lasciate intiepidire, eliminate lo stampo e fate freddare completamente su una griglia.
- Tritate il cioccolato e lasciatelo fondere a bagnomaria o nel microonde, unite l’olio e mescolate bene.
- Versate la glassa ottenuta sul parrozzo ormai freddo e lasciate riposare finché il cioccolato non si sarà solidificato.
Varianti e Consigli
Come per tutte le ricette tradizionali, esistono diverse varianti del parrozzo. Alcuni utilizzano il liquore amaretto, il rum o l’essenza di mandorle al posto del vermouth. Altri aggiungono olio e burro all’impasto per renderlo più morbido. Il parrozzo si conserva per 3-4 giorni sotto una campana per dolci.
Il Torrone Abruzzese: Un Classico Irrinunciabile
Il torrone è un altro dolce simbolo del Natale abruzzese, declinato in diverse varianti a seconda della zona di produzione. A Sulmona, il torrone è realizzato con nocciole tostate, miele e cacao, e ricoperto dalla classica ostia. A L’Aquila, il torrone tenero al cioccolato è una specialità della famiglia Nurzia, la cui ricetta è custodita gelosamente da oltre un secolo. Questo torrone si presenta nella tipica forma a barretta, con le nocciole tostate in bella mostra sui lati e l’ostia che lo riveste. A Guardiagrele, il torrone è piccolo e compatto, di consistenza croccante e dal gusto deciso e bilanciato in dolcezza.
Il Torrone Tenero al Cioccolato Aquilano (Torrone Nurzia)
Il torrone tenero al cioccolato aquilano, noto anche come torrone Nurzia, è una particolare varietà di torrone caratterizzata dalla presenza di cacao, nocciole, miele e vaniglia. Su proposta della Regione Abruzzo, è stato inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali (P.A.T.). Le origini di questo dolce risalgono a oltre un secolo fa, quando la famiglia Nurzia iniziò a produrlo artigianalmente, custodendo gelosamente la ricetta.
I Caggionetti (o Calcionetti): Ravioli Dolci Fritti
I caggionetti, chiamati anche calcionetti o "caggiunitt'" in dialetto locale, sono dolci tipici del periodo invernale e natalizio, diffusi in tutta la regione. Si presentano come ravioli ripieni a forma di mezzaluna, composti da un involucro esterno a base di farina, uova, vino bianco e olio, farcito con un composto di purea di ceci, zucchero, rum, mandorle e cioccolato fondente tritati. Una volta formati, vengono fritti in olio bollente fino a presentare tante piccole bollicine in superficie, per poi essere spolverizzati di zucchero a velo.
Un Tripudio di Sapori e Consistenze
Croccanti fuori e morbidi al morso, i caggionetti sono perfetti da gustare al termine del pranzo di Natale, accompagnati da un bicchierino di genziana, apprezzatissimo digestivo locale, ma anche con un caffè espresso o del vino liquoroso. Come tutte le ricette antiche, anche questa viene spesso realizzata in diverse versioni, a seconda della zona e della famiglia.
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La Ricetta dei Caggionetti
Ecco una ricetta per preparare i caggionetti:
Ingredienti:
- Per il ripieno:
- Purea di ceci
- Zucchero
- Rum
- Mandorle tritate
- Cioccolato fondente tritato
- Per l'impasto:
- Farina
- Uova
- Vino bianco
- Olio extravergine di oliva
- Olio di semi di arachide per friggere
- Zucchero a velo per guarnire
Preparazione:
- Preparate il ripieno mescolando la purea di ceci con lo zucchero, il rum, le mandorle tritate e il cioccolato fondente tritato. Riponete il composto in frigorifero.
- Preparate l'impasto versando la farina in una ciotola o nella planetaria, aggiungete l'uovo, il vino bianco e l'olio extravergine di oliva. Impastate energicamente fino ad ottenere un impasto liscio e compatto.
- Lasciate riposare l'impasto per almeno 30 minuti.
- Dividete l'impasto in tre o quattro porzioni e stendete ogni porzione con una macchinetta sfogliatrice o con un matterello fino ad ottenere delle sfoglie sottili (1-2 mm).
- Disponete dei mucchietti di ripieno sulla sfoglia, ben distanziati tra loro.
- Ripiegate la sfoglia su sé stessa, in modo da coprire il ripieno, e premete delicatamente tutt'intorno al ripieno per sigillare la pasta ed evitare la formazione di bolle d'aria.
- Utilizzate una rotella dentellata per ritagliare dei ravioli a forma di mezzaluna.
- Scaldate abbondante olio di semi di arachide in una padella capiente e friggete i caggionetti, pochi pezzi alla volta, girandoli spesso e bagnandoli con l'olio caldo, finché non saranno ben dorati, con tante bollicine in superficie.
- Scolate i caggionetti e sistemateli su un piatto foderato di carta assorbente per eliminare l'olio in eccesso.
- Sistemate i caggionetti su un piatto da portata o un vassoio e spolverizzateli di zucchero a velo.
Consigli per la Conservazione
I caggionetti si conservano a temperatura ambiente, ben chiusi in un contenitore ermetico, per 4-5 giorni. Si consiglia di spolverizzarli di zucchero a velo solo poco prima di servirli, affinché restino fragranti più a lungo.
Altri Dolci Natalizi Abruzzesi da Scoprire
Oltre ai dolci già citati, la tradizione natalizia abruzzese offre una vasta gamma di prelibatezze, tra cui:
- Celli pieni (cill pijn): Dolcetti ripieni di marmellata d'uva o mostarda.
- Sfogliatelle di Lama dei Peligni: Simili alle sfogliatelle napoletane, ma più morbide e con strati di sfoglia più sottili.
- Nevole di Ortona: Cialde sottili e croccanti aromatizzate all'anice.
- Pizzelle (Ferratelle): Cialde sottili cotte su una piastra speciale, decorate con motivi tradizionali.
- Totere casolane: Biscotti rustici a base di farina di mais e frutta secca.
- Bocconotto di Castel Frentano e Montorio al Vomano: Piccoli dolci ripieni di cioccolato e mandorle.
- Mostaccioli: Biscotti speziati a base di miele e frutta secca.
- Mandorle atterrate: Mandorle caramellate ricoperte di zucchero.
- Scrippelle: Frittelle allungate e attorcigliate, ricoperte di zucchero.
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