Meno celebrati rispetto ai primi e ai secondi piatti, i dolci tipici romani possiedono un'identità unica e un sapore che meritano di essere scoperti. Questo articolo esplora le delizie della capitale, svelando sette prelibatezze imperdibili e approfondendo le loro origini storiche e culturali.
Un Assaggio di Storia e Tradizione
La cucina romana, rinomata per i suoi primi piatti iconici, custodisce anche una ricca tradizione di dolci, alcuni risalenti all'antica Roma, altri più moderni. La pasticceria romana ha subito un'evoluzione nel corso dei secoli, arricchendosi di influenze e incorporando ricette provenienti da tutta la penisola.
Il Maritozzo: Un Classico Intramontabile
Il maritozzo, una pagnotta dolce e soffice tagliata a metà e farcita con abbondante panna montata, è un simbolo della pasticceria romana. La sua semplicità squisita è la chiave del suo successo. L'impasto, a base di farina, burro o olio, uova e zucchero, è tradizionalmente arricchito con pinoli, uvetta e scorza d'arancia. Sebbene esistano varianti con creme e gelato, la versione classica rimane un must per chi lo assaggia per la prima volta.
L'origine del maritozzo è antica, e il nome deriverebbe dall'usanza di regalarlo alle future spose come dichiarazione d'amore, a volte nascondendovi un anello all'interno.
Crostata di Ricotta e Visciole: Un Tesoro del Ghetto Ebraico
La crostata di ricotta e visciole è una prelibatezza con radici nella tradizione del ghetto ebraico di Roma. Due strati di frolla croccante racchiudono un ripieno di ricotta di pecora zuccherata e marmellata di visciole. Le visciole, simili alle amarene, offrono un equilibrio unico tra dolcezza e acidità, conferendo al dolce un gusto inimitabile.
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La ricetta sembra essere nata dopo il 1775, quando un editto papale proibì agli ebrei di vendere pane, latticini e carne ai cristiani. I fornai ebrei, per aggirare i controlli, iniziarono a nascondere la ricotta dolce all'interno di crostate.
Bignè di San Giuseppe: Un Omaggio al Santo
Variante romana della zeppola napoletana e della sfincia siciliana, i bignè di San Giuseppe sono deliziosi bignè rotondi fritti e ripieni di crema pasticcera. Tradizionalmente preparati e regalati il 19 marzo, in occasione della festa del papà, sono disponibili in tutta Roma in questo periodo. Esistono anche versioni al forno per chi preferisce un'opzione più leggera.
La tradizione dei bignè di San Giuseppe è legata a celebrazioni in onore del santo, con banchetti in cui i dolci venivano fritti e distribuiti.
Pangiallo: Un Augurio di Prosperità
Il pangiallo, un dolce tondo e dorato, era tradizionalmente regalato durante il solstizio d'inverno come augurio per il ritorno del sole. Oggi, è un simbolo del Natale romano. L'impasto mescola farina, miele e frutta secca (mandorle, noci, pinoli, nocciole), uva passa, canditi, cioccolato e spezie, simile al panpepato. Il colore giallo è dato dallo zafferano o dal tuorlo d'uovo.
Ciambelle al Vino dei Castelli: Un Sapore Autentico
Le ciambelline al vino, bianco o rosso, sono biscotti croccanti tipici del Centro Italia. A Roma e nel Lazio, sono preparate con il vino dei Castelli, che conferisce loro un sapore unico. L'impasto classico non prevede uova né burro, ma spesso include semi d'anice. Conosciute anche come "mbriachelle", queste ciambelline rustiche sono un simbolo della cucina contadina romana.
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Mostaccioli Romani: Un Classico Natalizio
I mostaccioli romani, un tempo preparati con il mosto d'uva durante la vendemmia, sono biscotti a forma romboidale preparati con farina, albumi, noci, miele, pepe e cannella. Cotti al forno, sono gustati in compagnia durante le feste natalizie.
Gelato alla Ricotta: Una Fresca Delizia
Il gelato alla ricotta, un dessert fresco e cremoso, può essere utilizzato anche come ripieno per un ottimo maritozzo. La cucina giudaico-romanesca ha radici antiche, e la combinazione di ingredienti come ricotta, miele, frutta secca e canditi riflette una tradizione unica.
La Cucina Giudaico-Romanesca: Un'Influenza Storica
La comunità ebraica di Roma, la più antica d'Europa, ha influenzato la cucina romana per secoli. Nel 1492, l'arrivo di ebrei dalla Spagna portò nuove ricette e tradizioni, creando un connubio tra cucina ebraica romana e spagnola (sefardita). Il ghetto di Roma, istituito nel 1555, divenne un centro di sapienza gastronomica, con ricette uniche sviluppate dagli ebrei romani.
Oltre ai piatti salati, i dolci della tradizione giudaico-romanesca sono una delizia che racconta un pezzo di storia di Roma. Ingredienti come frutta secca, miele, cannella e canditi dominano queste creazioni.
Altri Dolci della Tradizione Giudaico-Romanesca
- Pizza di Beridde: Un dolce non lievitato arricchito con frutta secca, uvetta e frutta candita, celebrativo della nascita di un figlio maschio.
- Cassola: Una torta di ricotta di pecora preparata per la festività ebraica di Shavuot, senza farina ma ricca di zucchero, uova e aromi.
- Tortolicchio: Un biscotto secco a base di miele e pasta di mandorle, regalato in occasioni speciali.
Ingredienti Chiave e Consigli
Nella preparazione dei dolci romani, il burro e la ricotta sono ingredienti fondamentali. Il burro è essenziale per la pasta frolla alla romana, per i bignè di San Giuseppe e per le frappe. La ricotta è la farcitura perfetta per molti dolci, come i bocconotti, la pizza di polenta e la pizza ricresciuta di Pasqua.
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