La Toscana, terra di sapori autentici e tradizioni culinarie secolari, piange la scomparsa di tre figure emblematiche che hanno contribuito a plasmare e diffondere la sua ricca cultura gastronomica: Giuseppe Bigazzi, Sergio Lorenzi e Fabio Picchi. Questi uomini, con le loro passioni, intuizioni e il loro amore per la cucina, hanno lasciato un'impronta indelebile nel panorama gastronomico italiano e internazionale.
Giuseppe Bigazzi: Il Valdarnese Difensore delle Tradizioni
Giuseppe Bigazzi, affettuosamente conosciuto come "Beppe", ha conquistato il cuore del pubblico grazie alla sua partecipazione al programma "La prova del cuoco" su Rai1, condotto da Antonella Clerici. Originario del Valdarno, Bigazzi era un profondo conoscitore dell'enogastronomia italiana.
Dalle Aziende alla Gastronomia
La sua carriera iniziò in tutt'altro settore: Bigazzi era un dirigente d'azienda con una forte passione per la cucina. A partire dalla metà degli anni '90, fece il suo ingresso in Rai curando la rubrica "La borsa della spesa" all'interno della trasmissione "Uno Mattina". Dal 1997 al 1999, curò la rubrica "Luoghi di Delizia" sul quotidiano Il Tempo, e nel 1997 pubblicò il libro "La Natura come Chef".
La Controversia e la Sospensione
La sua carriera televisiva fu segnata da una controversia nel 2010, quando fu sospeso da "La prova del cuoco" per aver citato un proverbio toscano durante una puntata. Il proverbio, "A Berlingaccio chi non ha ciccia ammazza il gatto", faceva riferimento a un'usanza passata di cibarsi di gatti in periodi di scarsità di carne. Bigazzi non si limitò a citare il proverbio, ma descrisse anche il metodo di preparazione della carne di gatto per migliorarne il sapore, ammettendo di averla consumata in passato. Le reazioni degli animalisti furono immediate e indignate, portando alla sua sospensione dal programma.
Un Precursore del Buon Cibo
Nonostante la controversia, Bigazzi fu un precursore nel promuovere abitudini alimentari sane e la valorizzazione delle materie prime di qualità. Come lui stesso affermava, "Ho avuto il privilegio di nascere in campagna e, potendo studiare grazie ai sacrifici dei miei genitori, di crescere con il nostro paese: un figlio di contadini, di un piccolo paese del Valdarno in Toscana, che è arrivato a dirigere, con grande successo, alcune industrie del nostro paese Lanerossi, Agip, Maserati, Innocenti… Ho vissuto i cambiamenti nel passaggio dalla campagna alla città, dall'Italia ad altri continenti, e altre culture: con semplicità, dalla cucina contadina toscana, a quella di città in un periodo di trasformazioni mai verificatesi in così breve tempo e in pace, a quella di altri paesi". Bigazzi credeva fermamente che la tradizione gastronomica italiana avesse un'anima antica che andava preservata.
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Sergio Lorenzi: L'Inventore della Tagliata e Ambasciatore della Cucina Toscana nel Mondo
Pisa piange la scomparsa di Sergio Lorenzi, chef di Camaiore ma pisano d'adozione. Protagonista dell'evoluzione della gastronomia italiana dal dopoguerra, ha lasciato un'eredità profonda.
La Stella Michelin e l'Invenzione della Tagliata
Creatore della celebre "tagliata", Lorenzi è stato uno dei primi cuochi-ristoratori italiani a far conoscere la cucina italiana nel mondo. Nel 1978, il suo ristorante "Da Sergio" a Pisa conquistò la stella Michelin, che mantenne fino alla chiusura.
Fabio Picchi: L'Anima del Cibrèo e Innovatore della Cucina Fiorentina
Fabio Picchi, cuoco e patron del Cibrèo e di altri iconici locali a Firenze, è scomparso all'età di 67 anni. Picchi era un personaggio poliedrico: cuoco, scrittore, volto televisivo, animatore di iniziative culturali e maestro con l'accademia di Cibrèo - Cibrèo Academy.
Il Cibrèo: Un'Istituzione Fiorentina
La sua ricerca culinaria assidua e incessante si concretizzava nei piatti dei suoi locali: il Cibrèo, con oltre 40 anni di storia alle spalle, il Cibreino, il Caffè Cibrèo. La sua ultima creazione fu il C.Bio - Cibo Buono Italiano e Onesto, una grande bottega gourmet, e aveva aperto diverse attività al mercato di Sant'Ambrogio. Picchi incarnava lo spirito e l'anima del quartiere di Sant'Ambrogio e, idealmente, di tutta la città.
Un Custode della Tradizione Gastronomica Fiorentina
Fabio Picchi era un custode della sapienza gastronomica fiorentina e delle tradizioni. Viene ricordato per il famoso risotto preparato per Massimo D'Alema al programma "Porta a Porta" di Bruno Vespa. Quando Stanley Tucci visitò Firenze per girare il suo docufilm "Searching for Italy", fece tappa da Picchi. La trasmissione Geo lo ricorda come un grande esponente della cultura gastronomica italiana: "per tanti anni ha arricchito il nostro programma con i suoi piatti, i suoi racconti, il suo amore per la vita, la luce della sua intelligenza e del suo grande cuore".
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Un Divulgatore Appassionato
Picchi si era raccontato in diverse occasioni, ad esempio nel libro dvd "Soffriggo per te" edito da Rai Eri. Il titolo fu poi ripreso per un programma radiofonico "Soffriggo per te, pensieri e parole in fricassea" insieme a Raffaele Palumbo su Controradio. Fabio Picchi è stato un appassionato divulgatore e ha scritto numerosi libri, tra cui "Papale papale: ricette che salvano l'anima" (2016), "Passeggiate tra cibo e laica civiltà. Guida al cuore di Firenze", "Ho fame di te e di paradiso. Appunti di cucina e intingoli per la voglia di cucinare bene e affrontare i prossimi 1000 anni", "Senza vizi e senza sprechi", "I dieci comandamenti per non fare peccato in cucina" e "Il segreto della mezzaluna".
L'Eredità di Picchi: Arte, Convivialità e Piacere della Tavola
Arte, convivialità e piacere della tavola erano i tratti distintivi di Picchi. La vicepresidente Stefania Saccardi sottolinea il suo impegno costante "per la cucina di qualità, per il cibo biologico, per la toscanità e per la filiera corta che deve rappresentare per noi il suo generoso lascito". Il C.bio e il Caffè Cibreo sono rimasti aperti, quasi a dare un tacito segnale che lo show deve andare avanti.
Il Teatro del Sale
Nel 2003, Picchi fondò con la moglie il Teatro del Sale, un luogo dove, mangiando, si poteva ascoltare musica di ogni genere, vedere spettacoli e assistere alla nascita di produzioni teatrali. "Con lui - sottolinea il presidente della Toscana, Eugenio Giani - se ne va un pezzo di Firenze e di Toscana che si è fatta conoscere e apprezzare nel mondo per la sua creatività e genialità". "Picchi - prosegue - è stato un ambasciatore del gusto e dei sapori della nostra regione, capace di esaltare la semplicità e genuinità della nostra cucina e farne un veicolo di cultura: cultura enogastronomica ma anche cultura nel senso più ampio, in una tradizione intimamente toscana che sa mettere insieme arte, convivialità e piacere della tavola".
Consigli Preziosi e Ricette Indimenticabili
Picchi era prodigo di consigli per tutti in cucina. Preziosissime erano le sue dritte antispreco, per sfruttare tutto ciò che c'era in frigorifero o in dispensa. Tra le sue ricette più famose, si ricordano la panzanella croccante, le cozze ripiene e i suoi tanti modi per esaltare il sapore del baccalà.
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