Cristeta Comerford: Storia e Curiosità della Chef che ha Conquistato la Casa Bianca

Cristeta Comerford, nata a Sampaloc, un distretto di Manila, è un simbolo della multiculturalità americana. La sua storia è un esempio di come, con impegno e passione, si possano raggiungere traguardi importanti, superando barriere culturali e di genere. Chef super riservata, ha guidato per 16 anni le cucine della Casa Bianca, dopo 6 anni come sous-chef, rimanendo per oltre due decenni salda in testa a una delle cucine più famose, ma paradossalmente meno conosciute, del mondo.

Dalle Filippine alla Casa Bianca: un Percorso Inaspettato

La storia di Cristeta inizia nelle Filippine, dove fin da piccola impara i segreti della cucina tradizionale dalla madre, Erlinda Gomez, mentre il padre dirigeva una scuola pubblica. Questi "pasti semplici - come riso, verdura, pesce o pollo, a volte con patate extra per allungare il pasto" segnano profondamente la sua formazione e la sua passione per il cibo. Dopo il diploma scientifico e alcuni anni di studio in tecnologie alimentari, decide di emigrare negli Stati Uniti in cerca di fortuna.

Dopo un’esperienza a Vienna, viene "arruolata" alla Casa Bianca, iniziando un percorso folgorante nelle cucine della residenza più famosa al mondo. Inizia la sua carriera nelle cucine degli hotel, dove incontra il marito John, da cui ha preso il cognome. Poi l’opportunità di trasferirsi a Washington. “Non volevo andare - ha detto ancora Cris Comerford - per non allontanarmi dalla famiglia. Chi l’avrebbe mai detto che sarebbe stato il trasferimento più straordinario della mia vita…”.

L'Ascesa al Successo: Determinazione e Supporto Familiare

La sua ascesa non è stata priva di ostacoli. Tra 450 application per la posizione da sous-chef, la selezione si riduce a 10, poi a 3, e infine a 1 sola: lei. Per arrivare a ricoprire il ruolo di executive chef, Cristeta ha potuto contare sul sostegno del marito, anche lui executive chef, che ha deciso di fare un passo indietro per occuparsi della figlia Danielle, all'epoca di 8 anni. “Anche lui è executive chef, ma, quando è arrivata la notizia, mi ha detto che siccome questo lavoro avrebbe richiesto da parte mia molte energie avrebbe fatto lui un passo indietro per occuparsi di nostra figlia che all’epoca aveva 8 anni”.

Entrata con un contratto part-time durante l'amministrazione Clinton, è diventata sous chef nel 1995. La svolta arriva nel 2005, quando viene nominata executive chef da Laura Bush, diventando la prima donna e la prima persona di colore a ricoprire questo ruolo prestigioso. La conferma arriva nel 2009 da Michelle Obama. Lei, prima chef donna, prima persona di colore a guidare la cucina del primo presidente di colore.

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L'Influenza delle First Ladies e la "Diplomazia Culinaria"

Il suo lavoro alla Casa Bianca è stato influenzato dalle diverse First Ladies con cui ha collaborato. Laura Bush è stata la prima a volerla come chef, seguita poi dalla conferma da parte di Michelle Obama. Durante il periodo di Barack Obama, la svolta salutista promossa da Michelle ha portato a un'attenzione maggiore verso una dieta sana e stagionale, influenzando anche le cucine della White House. Michelle Obama: “È anche mamma di una bambina e c’è con Cris una prospettiva condivisa sull'importanza di un'alimentazione sana e di famiglie sane”.

Cristeta ha sempre sottolineato l'importanza della "diplomazia culinaria", adattando i menu alle esigenze e ai gusti dei diversi ospiti, tenendo conto di allergie, specificità religiose e preferenze personali. “Prendiamo in considerazione la sicurezza alimentare, le allergie e le specificità connesse alla religione di ciascuno”, ha dichiarato a Madame Figaro. “Assicuriamo di preparare pasti sani. Abbiamo imparato a cucinare ogni cosa con prudenza”. L’essenziale è che i piatti tornino vuoti in cucina: allora il gradimento è acclarato, perché ciò che conta è soddisfare i desideri di tutti i convitati.

Senza voler scendere troppo sui dettagli sulle preferenze dei presidenti (“sì, Biden ama la pasta”, e si è limitata a questo), la chef salutando la Casa Bianca ha voluto sottolineare solo come “la diplomazia culinaria è tutto”, facendo sfoggio a sua volta di buone doti diplomatiche.

Un Modello di Ispirazione: Orgoglio Femminile e Asiatico

La Comeford non è solo un orgoglio femminista (il mestiere di chef rimane ancora molto legato alla figura maschile, tant’è che in Francia è stata sdoganata la parola cheffe per rimarcare la svolta n.d.r.), ma è soprattutto un orgoglio per l’Asia e per il suo paese natale, le Filippine. La sua storia è un esempio di successo per le donne e per le minoranze, dimostrando che con impegno e talento si possono superare barriere e pregiudizi.

Mai prima la cucina di Pennsylvania Avenue era stata affidata a una donna o a un’asiatica. Eppure, Laura Bush non ha gradito meno di Michelle Obama, conquistata da una cucina sana e stagionale, che celebra i prodotti americani. “Ciò che conta per me, è rappresentare l’America e quello che offre in termini di prodotti di stagione, dai formaggi della California alle specialità del Maine, passando per i frutti di mare di Boston”. Senza dimenticare le origini, però: nel 2018 a celebrarle è uscito un suo libro, intitolato New Filipino Kitchen: Stories and Recipes from around the globe.

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L'Eredità di Cristeta Comerford

Dopo aver servito per quasi trent’anni cinque presidenti e le loro famiglie, l’executive chef Cristeta Comerford dice addio alla Casa Bianca. La moglie di Joe Biden, Jill, ha così voluto ricordare come “con la sua carriera rivoluzionaria, la chef Cris ha guidato la sua squadra con calore e creatività, e ha nutrito le nostre anime. Io e Joe siamo grati con tutto il cuore per la sua devozioni e i suoi anni di servizio".

La sua eredità è quella di una cucina che celebra la diversità, la salute e la tradizione, unendo sapientemente sapori americani e influenze internazionali. Cristeta Comerford ha lasciato un segno indelebile nella storia della Casa Bianca, diventando un modello di ispirazione per le future generazioni di chef.

Curiosità

  • Il Club des Chefs des Chefs: Cristeta Comerford fa parte dell'esclusivo "Club des Chefs des Chefs", che riunisce i cuochi dei potenti del mondo.
  • La dieta di Andre Rush: Un altro chef della Casa Bianca, Andre Rush, è diventato famoso per la sua dieta e i suoi allenamenti extralarge, esibendo bicipiti impressionanti.
  • La candidatura delle Cesarine: Dopo l'addio di Cristeta Comerford, l'Italia ha proposto la candidatura delle Cesarine, la più antica rete italiana di cuochi non professionisti, per sostituirla.
  • L'importanza della tradizione: L'ex chef Walter Scheib ha sottolineato l'importanza di cucinare per la famiglia presidenziale i piatti dell'infanzia, a cui sono particolarmente legati.
  • L'uovo di Pasqua e il tacchino del Thanksgiving: Tra le ricorrenze immancabili alla Casa Bianca, ci sono l'elaborazione artigianale dell'uovo di Pasqua e il tacchino del Thanksgiving, definito dalla stampa Usa «ben più di un semplice tacchino».

Altri Chef che Hanno Servito i Potenti

La storia della cucina alla Casa Bianca è costellata di figure interessanti. Il primo chef della storia democratica statunitense si chiamava Hercules. Era uno schiavo che George Washington aveva fatto arrivare dalla sua residenza di Mount Vernon e fuggì, liberandosi, nel 1797, il giorno del compleanno del primo presidente. Erano schiave, d'altronde, anche le donne che cucinavano per Thomas Jefferson e rispondevano a un cuoco francese.

Enrico Derflingher, ad esempio, è stato il primo cuoco italiano alla corte inglese dopo una lunga tradizione di francesi, fino ad arrivare alla Casa Bianca, dove è stato per due anni responsabile delle cucine, facendosi amare da George Bush senior.

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