Introduzione
La figura di Simone Salvini, chef vegano di fama internazionale, è diventata popolare anche al di fuori della cerchia degli addetti ai lavori, grazie all'imitazione che ne ha fatto il comico Maurizio Crozza. Ma chi è veramente Simone Salvini e cosa c'è dietro il personaggio parodiato?
Un Percorso Eclettico: Dagli Studi Umanistici alla Cucina Naturale
Nato a Firenze nel 1969, Simone Salvini ha intrapreso un percorso di studi variegato, conseguendo una laurea in Lettere e un dottorato in Psicologia con specializzazione in ayurvedica. Questo background culturale si riflette nella sua filosofia culinaria, che unisce la conoscenza delle tradizioni orientali con la ricerca di un'alimentazione sana e consapevole.
Dopo aver lavorato in Irlanda e in India, approfondendo la cucina ayurvedica, nel 2005 Salvini è diventato capo della brigata del «Joia» di Pietro Leemann a Milano, un ristorante stellato noto per la sua cucina vegetariana. Questa esperienza ha segnato una svolta nella sua carriera, portandolo a diventare uno dei più apprezzati chef vegani in Italia.
La Filosofia di Simone Salvini: Rispetto per la Natura e Sensibilità Verso il Cibo
Vegetariano da vent'anni e vegano dal 2011, Simone Salvini si definisce un "ambasciatore del cibo pacifico ed empatico". La sua cucina è basata sul rispetto per la natura e sulla consapevolezza dell'impatto che le nostre scelte alimentari hanno sull'ambiente e sugli altri esseri viventi.
Sulla questione cruciale se soffra di più una melanzana o una cipolla non ha una risposta certa. Ma di una cosa lo chef vegano Simone Salvini è davvero sicuro: «Anche le verdure piangono». Lo ha detto durante una puntata di «Vegetale», il programma di cucina di cui è andata in onda su Gambero Rosso channel la prima serie condotta insieme all’amico «food-dj» barese Nick Difino. E lo ha ripetuto ieri. Una zucca, per dire, «ferita» dal taglio del coltello può lacrimare. E allora anche la cucina vegetariana può essere crudele?
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Salvini è convinto che anche le piante abbiano una sensibilità, sebbene minore rispetto a quella degli animali. Per questo motivo, invita a cucinare con amore e a trattare gli ingredienti con rispetto. «Alla fine è fondamentale cucinare con amore - aveva raccontato una volta -. Eliminare gli ingredienti animali stimola a cercare altre soluzioni, cibi gustosi, belli da guardare e che fanno bene. Ma ripeto: ci vuole amore». Anche per la zucca che piange.
"Anche la verdura piange. Vedi - parlando con il suo aiutante - questa zucca sta piangendo, l’abbiamo tagliata e lei si è ferita. Sai cosa fanno gli indiani per ovviare a questo problema? Pregano. Il rimando alla preghiera indiana non è casuale: Salvini, fiorentino di 57 anni, ha fatto pratica di cucina ayurvedica in India.
Nel mondo vegano più ortodosso c’è anche chi pensa che sia giusto mangiare solo i frutti già caduti dagli alberi e chi crede ci sia differenza tra un pomodoro e una carota: il primo non soffre perché basta staccarlo dalla pianta, la seconda sì perché viene estirpata da terra. Ecco, io non sono così radicale. Mangio tutto. Ma, mi creda, ormai è stato dimostrato che anche i vegetali hanno una sensibilità, sebbene minor della nostra. Delle verdure bisogna avere rispetto».
Eliminare gli ingredienti animali stimola a cercare altre soluzioni, cibi gustosi, belli da guardare e che fanno bene.
L'Impegno per la Diffusione della Cucina Naturale
Oltre all'attività di chef, Simone Salvini è impegnato nella diffusione della cucina naturale attraverso corsi, lezioni e collaborazioni con diverse realtà. Dal 2008 è docente in alcuni Istituti alberghieri di Milano; ha anche collaborato alla formazione dei cuochi interni della Camera dei Deputati a Roma. Dal 2009 è Chef docente dell’Associazione Vegetariani Italiana e dell’Istituto Europeo di Oncologia di Umberto Veronesi. «La cucina vegana viene sempre descritta come un mondo di privazioni - dichiara Salvini in una lezione alla scuola Master della cucina italiana - ma in realtà è una cucina consapevole, d’indagine, che si pone delle domande, che non è impoverente ma arricchente. A me piace utilizzare moltissimo le erbe, oppure le spezie al fine di ottenere dei sapori interessanti, stimolanti.
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Dal 2011 è executive chef di Organic Academy, accademia di alta cucina naturale e vegetariana. Si definisce “uno che lotta quotidianamente per i suoi principi: lavora incessantemente per trasmettere al mondo il suo pensiero e il suo modo più naturale, sensato ed ecologico di intendere la cucina. Anche l’alta cucina”.
Si definisce “un ambasciatore del cibo ‘pacifico’ e empatico. Dal 2000 si mette alla prova con molte realtà vegetariane, inclusa quella indiana. Nel corso di un viaggio nel Punjab e a New Delhi approfondisce la cucina ayurvedica. Oggi è responsabile dello sviluppo di prodotti per conto di Alce Nero con cui partecipa a Expo Milano 2015 dove si occupa della ristorazione per il padiglione dedicato al biologico e al naturale.
L'Imitazione di Crozza: Un Riconoscimento Inaspettato
La parodia di Maurizio Crozza, con il personaggio di Germidi Soia del ristorante Satùt-de-Cartòn, ha portato Simone Salvini alla ribalta del grande pubblico. L'imitazione, che prende spunto dalle sue teorie sulla sensibilità delle verdure, ha suscitato l'ilarità del pubblico e dello stesso Salvini, che ha dichiarato di essersi divertito molto.
Con lo sketch andato in onda venerdì sera durante Crozza nel paese delle meraviglie - «Non lavo la verdura perché non è detto che abbia voglia di farsi il bagno» la frase già diventata cult del cuoco Germidi Soia del ristorante Satùt-de-Carton - si pensava all’ultimo colpo di genio del comico genovese. Ma il «vero» Simone Salvini è ancora meglio dell’imitazione.
Travolto da popolarità improvvisa anche tra i non addetti ai lavori, lo chef ha riso: «Mi sono divertito molto, Crozza è un gigante, il numero uno», ha detto ieri da Torino dove ha inaugurato «Binaria», il centro commensale del gruppo Abele di don Ciotti.
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L’ha visto poi il giorno dopo a Torino con Don Ciotti. Non si è per nulla scomposto, anzi. «Arrabbiarmi? E perché mai? Crozza ha parlato di me e delle bellezze del mondo vegetariano con ironia, senza volgarità. Continuare a mangiare carne non fa bene né a noi né all’ambiente, è il pianeta che ci chiede sensibilità su questi temi. E poi ha detto quello che dico sempre anche io: anche le piante hanno un sistema nervoso».
Salvini si dichiara “vicino al mondo induista ma seguo spesso i ritiri spirituali di padre Antonio Gentili”. L'imitazione di Crozza lo ha sorpreso mentre stava leggendo un libro su Tiziano Terzani. “Arrabbiarmi? E perché mai?”, ha dichiarato al Corriere della sera. “Crozza ha parlato di me e delle bellezze del mondo vegetariano con ironia, senza volgarità. Continuare a mangiare carne non fa bene né a noi né all’ambiente, è il pianeta che ci chiede sensibilità su questi temi. E poi ha detto quello che dico sempre anche io: anche le piante hanno un sistema nervoso”.
E pure il nome del suo chef non è da meno: Germidi Soia. Tuttavia l'invenzione del comico genovese pare fermarsi praticamente qui (o poco oltre). Stiamo parlando della nuova parodia andata in onda lo scorso 26 febbraio in "Crozza nel Paese delle Meraviglie", destinata senz'altro a diventare il tormentone dei suoi moltissimi fans e, insieme, la croce di vegetariani e vegani. Che da oggi saranno inevitabilmente associati allo chef Simone Salvini e alle sue teorie.
Ad avere ispirato il nuovo personaggio di Crozza, infatti, non è un vegano qualunque ma un super chef dalla carriera stellata. Ex collaboratore di Pietro Leemann, il fiorentino Simone Salvini oggi lavora al ristorante Lord Bio di Macerata, ma è pure docente dell'Organic Academy e può vantare una laurea in lettere, un dottorato in filosofia e un'approfondita conoscenza della cultura ayurvedica appresa direttamente a Nuova Delhi, in India. Insomma è uno dei più grandi e culturalmente sofisticati cucinatori di verdure esistenti in Italia.
Specialmente alla luce dei commenti di Simone Salvini raccolti dal Corriere il giorno seguente alla messa in onda dello show. "Crozza ha detto quello che dico sempre anche io: le piante hanno un sistema nervoso", si legge nell'intervista. E ancora: "nel mondo vegetariano c'è anche chi mangia solo i frutti già caduti dagli alberi e chi fa differenza tra un pomodoro colto dalla pianta e una carota estirpata dalla terra perché la seconda soffre di più".