Crispelle Fritte Abruzzesi: Un Viaggio nel Gusto della Tradizione

Le crispelle fritte abruzzesi rappresentano un’autentica espressione della cucina tradizionale di questa regione, un tesoro gastronomico tramandato di generazione in generazione. Questi deliziosi bocconcini, semplici ma ricchi di sapore, evocano ricordi d’infanzia, profumi di casa e la convivialità delle feste in famiglia.

Un Assaggio di Storia e Tradizione

Le crispelle, note anche come "pizzonte", affondano le loro radici nella cultura contadina abruzzese. Nate come cibo povero, preparato con ingredienti semplici e facilmente reperibili, sono diventate nel tempo un simbolo della gastronomia regionale. Ogni famiglia custodisce gelosamente la propria ricetta, tramandandola di madre in figlia, arricchendola con piccoli segreti e varianti locali.

Diverse Varianti Regionali

La ricetta delle crispelle fritte abruzzesi varia leggermente a seconda della zona. Nel chietino e nel pescarese, ad esempio, è comune aggiungere uova e zucchero all'impasto, conferendo alle crispelle un sapore più dolce e una consistenza più soffice. A Teramo, invece, si possono trovare sia crispelle dolci che salate, a testimonianza della versatilità di questa preparazione.

Gli Ingredienti Chiave

Gli ingredienti principali per preparare le crispelle fritte abruzzesi sono pochi e semplici:

  • Farina: La base dell'impasto, preferibilmente di tipo 00 per una consistenza più leggera.
  • Lievito: Fondamentale per la lievitazione, può essere di birra fresco o disidratato.
  • Patate: L'aggiunta di patate lessate e schiacciate rende le crispelle più morbide e saporite (variante tipica del chietino e del pescarese).
  • Acqua: Tiepida, serve a sciogliere il lievito e ad amalgamare gli ingredienti.
  • Sale: Per bilanciare i sapori (nella versione salata).
  • Zucchero: Per dolcificare l'impasto (nella versione dolce).
  • Olio extra vergine di oliva: Per friggere, conferisce un sapore autentico e genuino.

La Preparazione: Un Rito Antico

La preparazione delle crispelle fritte abruzzesi è un vero e proprio rito, un momento di condivisione e di festa. Ecco i passaggi fondamentali:

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  1. Preparazione dell'impasto: In una ciotola capiente, sciogliere il lievito nell'acqua tiepida. Aggiungere gradualmente la farina, le patate lessate e passate (se utilizzate), il sale (o lo zucchero per la versione dolce). Impastare fino ad ottenere un composto omogeneo ed elastico.
  2. Lievitazione: Trasferire l'impasto su una spianatoia leggermente infarinata e lavorarlo per qualche minuto. Formare un panetto, inciderlo a croce, coprirlo con pellicola trasparente e lasciarlo lievitare in un luogo caldo e asciutto fino al raddoppio del volume (circa 2-3 ore).
  3. Formatura: Una volta lievitato, riprendere l'impasto e formare delle palline o dei cilindri allungati, a seconda della tradizione locale.
  4. Frittura: Scaldare abbondante olio extra vergine di oliva in una padella capiente. Immergere le crispelle nell'olio bollente, poche alla volta, e friggerle fino a doratura su entrambi i lati.
  5. Scolatura e servizio: Scolarle su carta assorbente per eliminare l'olio in eccesso. Servire calde, spolverate di zucchero (per la versione dolce) o accompagnate da salumi e formaggi (per la versione salata).

Consigli e Varianti

  • Per una consistenza più leggera, si può sostituire parte della farina con fecola di patate.
  • Per un sapore più intenso, si può aggiungere all'impasto un pizzico di scorza di limone grattugiata.
  • Le crispelle possono essere farcite con crema, marmellata o nutella, per una golosa variante dessert.
  • Nella versione salata, si possono accompagnare con olive, pomodorini secchi o verdure grigliate.

Scrippelle 'mbusse: Un Primo Piatto Iconico

Oltre alle crispelle fritte, un altro piatto tipico abruzzese a base di scrippelle sono le "scrippelle 'mbusse". Si tratta di crespelle sottili, simili alle crêpes francesi, arrotolate e servite in un brodo caldo di carne, generalmente di gallina.

Storia e Leggenda

Le scrippelle 'mbusse hanno una storia affascinante, legata a un aneddoto curioso. La leggenda narra che siano nate per caso, quando un cuoco di Teramo, Enrico Castorani, fece cadere un vassoio di crespelle in un recipiente di brodo durante un banchetto. Da questo incidente fortuito nacque un piatto che oggi è un simbolo della cucina teramana.

Preparazione

Per preparare le scrippelle 'mbusse, si realizzano delle crespelle sottili con farina, acqua e uova. Una volta pronte, vengono arrotolate e tagliate a listarelle. Nel frattempo, si prepara un brodo di carne ricco e saporito. Le listarelle di crespelle vengono immerse nel brodo bollente e servite con una generosa spolverata di parmigiano grattugiato o, meglio ancora, di pecorino abruzzese.

Consigli

  • Le scrippelle 'mbusse vanno gustate appena preparate, per evitare che le crespelle si ammorbidiscano troppo nel brodo.
  • Per un brodo più ricco, si possono aggiungere verdure come carote, sedano e cipolla.
  • Alcune varianti prevedono l'aggiunta di carne macinata o polpettine al brodo.

Scrippelle al Forno: Una Variante Sfiziosa

Le scrippelle possono essere utilizzate anche per preparare gustosi piatti al forno, come cannelloni o timballi. In questo caso, le crespelle sostituiscono la pasta sfoglia, creando un involucro leggero e saporito per il ripieno.

Timballo di Scrippelle

Il timballo di scrippelle è un piatto ricco e scenografico, perfetto per le occasioni speciali. Le crespelle vengono farcite con ragù di carne, mozzarella, scamorza e altri ingredienti a piacere, disposte a strati in una teglia e cotte in forno fino a doratura.

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Cannelloni di Scrippelle

I cannelloni di scrippelle sono un'alternativa leggera e gustosa ai classici cannelloni di pasta. Le crespelle vengono farcite con ricotta e spinaci, ragù di carne o altri ripieni a piacere, arrotolate e disposte in una teglia con salsa di pomodoro e parmigiano grattugiato.

Un Ponte tra Abruzzo e Francia

La somiglianza tra le scrippelle abruzzesi e le crêpes francesi è evidente. Alcune fonti sostengono che siano stati proprio gli abruzzesi ad esportare le scrippelle in Francia, facendole conoscere Oltralpe in seguito all'occupazione militare. Che sia vero o meno, questo legame sottolinea l'influenza reciproca tra le cucine regionali e la ricchezza del patrimonio gastronomico europeo.

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