La ceramica, con la sua storia millenaria e il suo fascino senza tempo, racconta storie di tradizione, innovazione e creatività. Dai vasi etruschi ai piatti decorativi moderni, questo mondo affascina appassionati e curiosi. Questo articolo esplora i concetti fondamentali della ceramica, partendo dai termini essenziali e arrivando alle tecniche più iconiche, con un focus specifico sul "biscotto ceramico".
Cos'è il Biscotto Ceramico?
La ceramica in biscotto è una tipologia di ceramica che ha subito una prima cottura ad alta temperatura, che indurisce l’argilla senza però applicare smalti o rivestimenti. È una fase intermedia nel processo di creazione di un oggetto ceramico, che lo rende solido ma ancora poroso. Successivamente, la smaltatura aggiunge un tocco finale, rendendo la superficie lucida e protetta.
Materie Prime e Preparazione dell'Argilla
L'argilla è il cuore di ogni creazione ceramica. Esistono diversi tipi di argilla, ognuno con caratteristiche uniche che influenzano il risultato finale:
- Argilla rossa (terracotta): Come dice il nome stesso, la caratteristica principale dell’argilla rossa è il colore che assume dopo la cottura. Molto plastica, facile da lavorare e anche più economica rispetto alle altre varietà, la terracotta è sicuramente la più adatta per chi è alle prime armi. Come ogni materiale poroso, deve essere smaltata per diventare impermeabile.
- Argilla bianca (terraglia): Anche in questo caso la denominazione fa riferimento diretto al suo colore. L’argilla bianca, detta anche terraglia, è spesso utilizzata per la realizzazione di oggetti come sottovasi, piatti, posacenere o cornici. Poche le differenze con l’argilla rossa, colorazione a parte: anche la bianca è abbastanza facile da lavorare e relativamente economica rispetto alle altre tipologie.
- Gres: Per via della sua durezza e resistenza il gres è un tipo di argilla particolarmente comune nella realizzazione di pavimentazioni e rivestimenti domestici, ma può essere usato anche in altre maniere.
- Porcellana: Forse la tipologia più conosciuta, insieme all’argilla rossa, la porcellana è anche la più pregiata. La materia prima di cui è costituita, il caolino, è infatti priva di impurità, a differenza dei sedimenti che compongono le altre argille.
I diversi tipi di argilla possono essere con o senza chamotte. La chamotte è un preparato che si ottiene dalla macinazione di argilla cotta e viene mescolato con l’impasto di argilla per aggiungere consistenza. La chamotte favorisce inoltre un’asciugatura più uniforme e dona maggiore resistenza alla ceramica. Nota bene: se desideri realizzare oggetti per uso alimentare, come piatti, stoviglie o tazze, l’argilla usata deve essere senza chamotte.
Ogni creazione ceramica è il frutto di un processo meticoloso che inizia con la preparazione dell’argilla, un passaggio fondamentale per eliminare impurità e bolle d'aria che potrebbero compromettere il risultato finale.
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Tecniche di Lavorazione dell'Argilla
Una volta impastata, l’argilla può essere lavorata in diversi modi, ognuno dei quali conferisce all'oggetto caratteristiche uniche:
- Tornitura: Affascinante ed evocativa, la lavorazione al tornio è probabilmente la più conosciuta tra le tecniche per la ceramica. Ed è anche una delle più difficili da padroneggiare. Dal punto di vista meccanico, il tornio non è altro che un piatto girevole sul quale viene posizionato il panetto di argilla, e la modellazione si realizza con le mani, applicando pressione durante la rotazione. Ma per riuscire a ottenere risultati di qualità, e soprattutto a replicarli, sono necessari anni di pratica e di esperienza.
- Colombino: Questa tecnica è molto semplice ed efficace, tra le più indicate per chi sta cominciando a realizzare semplici oggetti in ceramica. Per realizzare un oggetto con la tecnica del colombino, stendi l’argilla in una sfoglia uniforme, taglia delle strisce e arrotolale con le mani fino a trasformarle in cilindri della lunghezza desiderata: a questo punto puoi creare la base del tuo oggetto disponendo il primo dei cilindri (o colombino) sul piano di lavoro. Procedi applicando un secondo cilindro di argilla accanto o sopra al primo, e lavora i bordi con le mani per unirli tra loro. Continua così con gli altri cilindri: in questo modo, ad esempio, puoi creare una tazza o un bicchiere procedendo per cerchi concentrici prima (per creare la base) e sovrapposti poi (per realizzare i bordi).
- Colaggio: Questa tecnica è particolarmente indicata per realizzare statuine e oggetti a tutto tondo. Per utilizzare la tecnica del colaggio è necessario avere a disposizione uno stampo in gesso, all’interno del quale versare l’argilla che sarà stata opportunamente diluita fino a creare un composto liquido detto “barbottina”. Per realizzare la barbottina si usa in genere l’acqua unita a sostanze specificamente create per aumentare la fluidità del composto. Una volta asciugata, l’argilla può essere estratta dallo stampo e rifinita togliendo sbavature o segni lasciati dallo stampo.
- Modellazione a mano: libera la creatività dell'artigiano. Tra le tecniche più diffuse troviamo il pizzico, che permette di plasmare l'argilla direttamente con le dita, e l'uso delle lastre, dove l'argilla viene stesa in fogli e assemblata come un puzzle tridimensionale.
Una volta modellato, il pezzo deve asciugarsi lentamente durante la fase di essiccazione, per evitare crepe o deformazioni.
La Prima Cottura: Trasformazione in Biscotto
Una volta terminata la lavorazione, è il momento della cottura. Prima di essere inserita in forno, tuttavia, l’argilla va lasciata asciugare, e i tempi di essiccazione dipenderanno ovviamente dal tipo di impasto usato, ma anche dalla tipologia di oggetto e dalle sue dimensioni. In linea generale, è bene lasciar asciugare l’argilla in un luogo fresco, non troppo umido.
La cottura avviene subito dopo la fase di essiccazione e, di norma, la ceramica viene cotta due volte. La prima cottura trasforma l'argilla in "biscotto", un materiale solido ma ancora poroso, ideale per assorbire smalti e colori.
Esistono svariati metodi per la cottura della ceramica e ciascuno richiede grandi livelli di conoscenza. Ci sono persone che pensano possa avvenire nel forno di casa, purtroppo mi tocca dirtelo.. no, non è possibile cuocere nel forno domestico ma sono necessari appositi forni. Esistono diversi metodi di cottura, infatti in questo processo può avvenire la trasformazione dei materiali utilizzati oppure può essere proprio questo a donare le proprietà al manufatto ceramico. Oggi il metodo di cottura più utilizzato è quello elettrico o a gas, anche se esistono ancora artigiani che come nel passato utilizzano legno e carbone e che usano forni da loro costruiti. La cottura può avvenire in appositi forni ma anche a cielo aperto.. e quest’ultimo caso la difficoltà è massima perché la temperatura non si mantiene costante. Le temperature di cottura di tutti i materiali ceramici vanno da un minimo di 960°C ad un massimo di 1300°C. Le condizioni termiche della cottura vengono decise in base al risultato che si vuole ottenere e vengono definite nei diagrammi di cottura. Cambia molto anche a seconda della tipologia di oggetto che dobbiamo cuocere. Per esempio dei pezzi di grandi dimensioni avranno bisogno di una curva più lenta di cottura. Quindi ogni infornata sarà fatta di oggetti simili per dimensioni e materiale.
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La cottura è un momento molto delicato: se la temperatura non è corretta o se il riscaldamento non è uniforme e graduale, la ceramica può cuocersi troppo in fretta, o in modo non uniforme, può ritirarsi o spaccarsi. Il nostro consiglio, quindi, è di rispettare sempre le indicazioni dei produttori in termini di temperatura, ma soprattutto di utilizzare un forno adeguato al tipo di cottura di cui hai bisogno. La qualità del forno utilizzato è essenziale anche per il raffreddamento, che deve essere graduale esattamente come la cottura.
Durante la cottura avvengono importanti trasformazioni fisiche e chimiche:
- Dilatazione: La dilatazione del manufatto è il primo cambiamento fisico. Da non scordare è che l’argilla quando viene modellata ha una determinata misura, essiccando poi si restringe anche del 20% o 30%.
- Evaporazione dell’acqua: Tra i 250-300° C si ha l’evaporazione dell’acqua assorbita dai materiali argillosi ed è anche la temperatura in cui i pezzi non perfettamente essiccati potrebbero scoppiare nel forno (e in questo caso si sente proprio lo scoppio da fuori).
- Reazioni chimiche: Tra i 450-650° C si hanno le prime reazioni chimiche. La temperatura aumenta in maniera progressiva. E’ di massima importanza eseguire il corretto ciclo di cottura, non solo per non rovinare gli oggetti o addirittura il forno stesso ma anche per non creare oggetti nocivi. I pezzi quando scoppiano a causa dell’essiccazione fatta male.
Decorazione e Smaltatura del Biscotto
Una volta terminata la prima cottura, e ottenuto quello che viene chiamato biscotto, si può procedere alla decorazione e successivamente alla smaltatura, che in seconda cottura renderà il prodotto impermeabile. Colori, smalti e cristalline e colori sottocristalline sono tutte tipologie di prodotti che si usano in questa fase. Su Hobbyland puoi trovare una ricca selezione di colori, smalti e cristalline di alta qualità e di facile utilizzo. Tutto quello che ti serve per realizzare fantastiche decorazioni per la tua ceramica! Gli Smalti Colorobbia Fairy Dust donano un effetto smaltato metallizzato, senza bisogno di applicazione di cristallina. I colori di Bellissimo Glaze sono adatti per tutti i tipi di decorazione: pennello, drops, spugna, hand printing.
La decorazione è l’anima di ogni pezzo.
La Seconda Cottura: Fissaggio di Colori e Smalti
Nella panoramica sull’uso delle argille e la lavorazione della ceramica, non resta che la seconda cottura: la fase che conclude la lavorazione, fissando il colore e la smaltatura sulle superfici. Una cosa importante da sapere riguardo alla seconda cottura è che mentre le argille a bassa temperatura richiedono una seconda cottura a temperatura inferiore (di circa il 30% rispetto alla prima), per le argille ad alta temperatura il processo è l’inverso: il gres, ad esempio, va cotto in prima cottura a 1000° e a 1200° in seconda.
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Bicottura: Un Approfondimento
Le piastrelle in bicottura sono prodotte grazie ad un metodo produttivo che prevede due distinte fasi di cottura. Nella prima fase si realizza il supporto, realizzato con argilla pressata e cotta e prende il nome di "biscotto". Il biscotto potrà poi essere decorato mediante smalti colorati e applicazioni di serigrafie sulla superficie e quindi cotto per la seconda volta.
Il supporto della piastrella viene realizzato utilizzando argilla, sabbia e feldspati con funzione fondente. Mentre gli smalti necessari per la superficie sono preparati miscelando argilla, rocce calcaree, quarzo, feldspati miscelate a vari composti inorganici, come minerali particolarmente puri, ossidi coloranti e, infine, a vetri preformati che consentono di ottenere le caratteristiche tecniche e gli effetti voluti (opacità, resistenza superficiale, colorazione). La natura vetrosa dello smalto è importante e consente di raggiungere gli specifici requisiti del rivestimento ceramico, come la resistenza all’abrasione superficiale, agli agenti macchianti e agli aggressivi chimici, e le sue caratteristiche di igienicità.
La produzione del biscotto si suddivide in: macinazione delle argille (realizzabile con il metodo ad umido o con quello a secco), pressatura delle stesse tramite compressione del tampone sullo stampo per ottenere il "supporto crudo", essiccamento, che ha la funzione di eliminare il contenuto d’acqua (che era necessaria per la pressatura) prima della cottura e cottura, che permette di ottenere finalmente il cosiddetto biscotto, il supporto su cui dovranno essere successivamente posti gli smalti.
Una volta ottenuto il supporto si procede con la seconda fase e cioè la smaltatura dello stesso e la successiva seconda cottura che darà luogo al prodotto finito: la bicottura appunto. La preparazione degli smalti consiste nel dosaggio delle materie prime (fritti, caolini, sabbie silicee, ossidi diversi, pigmenti coloranti, etc) e nella loro macinazione in acqua per ottenere una sospensione contenente circa il 40- 50 % di acqua già pronta per l’applicazione. Si tratta quindi di vari liquidi differenti a seconda delle finalità decorative che si vogliono ottenere. Una volta confezionati gli smalti si tratterà di applicarli al supporto.
La smaltatura avviene mediante macchine di distribuzione di tipo diverso, a seconda dell’effetto estetico che si vuole dare alla piastrella: filiere e campane servono per distribuire uno strato uniforme di smalto; i gocciolatoi applicano lo smalto sotto forma di gocce casualmente distribuite sulla piastrella, gli aerografi, permettono di spruzzare lo smalto. Molto importanti sono le macchine serigrafiche che arricchiscono la piastrella con disegni e forme spalmando gli smalti attraverso un retino e, ultime nate, le stampanti digitali che applicano gli smalti a goccia tramite microscopici ugelli in modo simile al metodo con cui le stampanti a getto d'inchiostro stampano su carta. Queste ultime riproducono immagini digitali ad alta risoluzione con effetti sorprendenti di fedeltà sulla lastra ceramica.
Il prodotto ceramico, una volta smaltato, viene stoccato all’interno di appositi box, in attesa di essere cotto nuovamente. Dei dispositivi automatici provvedono al prelievo e alla immissione in forno del supporto smaltato che viene cotto a temperature di circa 900 gradi.
Al termine della cottura seguirà la fase della scelta, operazione necessaria al fine di verificare la qualità (planarità, tonalità e mancanza di difetti superficiali) delle piastrelle finite. Il controllo va fatto piastrella per piastrella, non a campione. Potranno esservi piccole differenze cromatiche all'interno del lotto produttivo, per questo è necessario suddividere il lotto produttivo in diversi sub-lotti caratterizzati da differenti "toni" e "calibri". L'operazione di scelta viene eseguita controllando ogni singola piastrella prodotta sia mediante apparecchiature elettroniche computerizzate che con controllo visivo da parte di operatori. Oggigiorno le attrezzature elettroniche sono in grado di controllare sia gli aspetti fisici (planarità, l’ortogonalità e il calibro dello piastrelle) che gli scostamenti dalle tolleranze previste dalle norme europee o i più rigidi parametri che le aziende ceramiche più serie si impongono, sia mediante controllo visivo da parte di operatori. Al termine della scelta verranno classificati come "seconda" o "terza scelta" quei pezzi che presentano difetti superficiali o marcate variazioni di tonalità. Sulla confezione viene stampigliato "PRIMA" o "SECONDA" o "TERZA" in modo da rendere immediatamente nota la classificazione anche all'utente finale. I prezzi delle diverse scelte sono differenti: una seconda scelta può costare da un 30% ad un 50% in meno della prima scelta.
La Bicottura consente, rispetto alla monocottura ed al gres, di ottenere delle piastrelle più brillanti, più lucide, con una perfetta definizione degli smalti e dei colori. Per questo sopravvivono molte aziende che tuttora utilizzano la bicottura per produrre splendidi rivestimenti. Un esempio sono le piastrelle artistiche o artigianali che generalmente vengono prodotte secondo il processo di bicottura appena descritto.
Gres Porcellanato vs. Bicottura: Quale Scegliere?
Gres porcellanato o piastrella a bicottura? La scelta tra questi due materiali può sembrare complessa. Tuttavia, è certo che ciascuno offre caratteristiche distintive, ideali per rispondere a necessità specifiche in base all'ambiente in cui verranno posati.
- Gres porcellanato: questo materiale è noto per la sua robustezza e resistenza, grazie a un processo di cottura unica a temperature molto elevate.
- Piastrelle in bicottura: come suggerisce il nome, queste piastrelle subiscono due cicli di cottura, uno per la ceramica di base, della “biscotto” e uno per la smaltatura.
Entrambe le opzioni offrono vantaggi specifici, ma differiscono per resistenza, finitura e destinazione d’uso. Il gres porcellanato è famoso per la sua durezza e longevità, qualità che lo rendono una scelta eccellente per ambienti sia interni che esterni. Impermeabilità: questo materiale ha un bassissimo assorbimento d’acqua, il che lo rende adatto per ambienti umidi come bagni e cucine. Facilità di manutenzione: il gres porcellanato è facile da pulire e non richiede trattamenti particolari per mantenere la sua bellezza nel tempo. Rigidità e durezza: proprio per la sua durezza, il gres porcellanato può risultare più freddo e rigido al tatto rispetto ad altre soluzioni. Difficoltà di posa: la posa delle piastrelle per rivestimenti in gres richiede particolare precisione e materiali di posa di alta qualità, per evitare il rischio di fessurazioni o sollevamenti.
Le piastrelle per rivestimenti in bicottura sono realizzate attraverso un processo che prevede due cotture, il che consente di ottenere superfici lisce, brillanti e ricche di colori vivaci. Versatilità di design: le piastrelle in bicottura sono disponibili in una vasta gamma di colori, motivi e finiture, consentendo di personalizzare ogni spazio.
Per la cucina, un ambiente soggetto a umidità, calore e frequente utilizzo, il gres porcellanato risulta la scelta migliore per i pavimenti, mentre le piastrelle per rivestimenti in bicottura sono perfette per decorare le pareti. Anche nel bagno, è consigliabile utilizzare rivestimenti in gres porcellanato per pavimenti e zone sottoposte a frequente contatto con l’acqua, come l’area intorno alla doccia. La resistenza all’umidità e all’usura del gres porcellanato è ideale per garantire la longevità del rivestimento in questo ambiente. Per il living le possibilità sono varie e la scelta dipende dallo stile desiderato. I rivestimenti in gres porcellanato con effetto legno o cemento possono aggiungere eleganza e modernità. Per le aree esterne, come terrazze e balconi, il gres porcellanato è sostanzialmente l’unica opzione, grazie alla sua resistenza agli agenti atmosferici. Pulizia del gres porcellanato: questo materiale è estremamente resistente e può essere pulito con detergenti neutri.
Il Ciclo della Ceramica: Un Riepilogo
La ceramica è la definizione di un prodotto finito, ovvero una tazza già finita e pronta all’uso si può definire ceramica, tutto il resto: l’argilla, il biscotto, il pezzo smaltato non si può definire ceramica. La ceramica quindi arriva dopo un lungo processo di lavorazione che si separa in 5 fasi:
- Modellazione
- Essiccamento
- Prima cottura (biscotto)
- Smaltatura o invetriatura
- Seconda cottura
Come Iniziare con la Ceramica
Per entrare in questo affascinante universo, è utile partecipare a un corso base presso laboratori o scuole d'arte, dove è possibile apprendere le tecniche fondamentali. In alternativa, puoi iniziare a sperimentare da casa con materiali di base come argilla modellabile e strumenti semplici. Per chi non possiede un forno, c’è la possibilità di utilizzare delle argille autoindurenti: è un’ottima soluzione per chi è alle prime armi e deve prendere dimestichezza con la modellazione dell’argilla senza doversi preoccupare dell’investimento di un forno. Disponibili in bianco naturale, extra bianco e in color terracotta, le argille autoindurenti sono anche ideali per i bambini!
La Ceramica in Biscotto Personalizzata
La ceramica in biscotto è perfetta per chi cerca oggetti decorativi autentici e dal fascino naturale. La sua finitura grezza e la superficie materica donano calore e personalità agli ambienti. Esistono servizi di personalizzazione su richiesta. Il processo è articolato e richiede tempo e attenzione ai dettagli. In media, una produzione può durare da alcuni giorni a qualche settimana, in base alla complessità del pezzo, al tipo di finitura e alle condizioni di asciugatura e cottura.