Casa del Biscotto Collegno: Una Storia di Dolci, Famiglia e Rinascita

La storia di Casa del Biscotto a Collegno è una saga affascinante che intreccia l'imprenditoria, l'arte e la tenacia di una famiglia italiana. Un racconto che parte dalle campagne astigiane, attraversa il boom economico e, dopo un periodo di oblio, rinasce grazie alla passione delle nuove generazioni.

Gli Anni d'Oro: Nascita di un Impero Dolciario

Negli anni '60, in un'Italia in piena crescita economica, Torino viveva un periodo di splendore, affermandosi come capitale del nord. In questo contesto florido, la famiglia Maggiora getta le basi per un impero dolciario destinato a lasciare un segno indelebile.

Tutto ha inizio nel 1929, quando Ermenegildo Maggiora, detto "Gildo", un giovane di Refrancore d'Asti proveniente da una famiglia contadina, dimostra un'innata intraprendenza. Invece di lavorare la terra, Gildo acquista a credito un intero vagone di gorgonzola e, con la sua bicicletta, inizia a vendere il formaggio nei dintorni. Con i guadagni ricavati, rileva una pasticceria (inizialmente una rivendita alimentare) nel centro del suo paese.

Ma è nel secondo dopoguerra che la storia di Casa del Biscotto prende una svolta decisiva. Con l'ingresso in azienda del figlio Giuseppe, il piccolo laboratorio si trasforma in un vero e proprio stabilimento industriale a Collegno, arrivando a impiegare 2500 dipendenti.

Innovazione e Marketing: La Ricetta del Successo

Giuseppe Maggiora si dimostra un visionario, introducendo tecnologie all'avanguardia, packaging innovativi e tecniche di vendita moderne. Intuisce l'importanza della pubblicità e investe in campagne di grande impatto, sfruttando il potere della televisione e di Carosello. Come testimonial, ingaggia personaggi popolari come la Signorina Buonasera Aba Cercato e la cantante Marisa Sannia.

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Giuseppe comprende anche l'importanza del design aziendale, curando l'immagine del marchio e dei prodotti. Il Biscottificio Maggiora diventa sinonimo di qualità e innovazione, conquistando il mercato italiano con i suoi Finocchini, il frollino Gran Dorato, i wafer, i panettoni e le caramelle Toujours.

La Scuola di Cucina e l'Anima Artistica

Parallelamente all'ascesa dell'azienda, Elena, moglie di Giuseppe Maggiora e cuoca Cordon Bleu, apre nel 1973 la prima scuola d'arte culinaria del Piemonte, all'interno di uno dei laboratori del Biscottificio. Villa La Maggiorana diventa un punto di riferimento per gli appassionati di cucina, un luogo dove tramandare la tradizione gastronomica italiana.

Ma Giuseppe Maggiora non è solo un imprenditore di successo, è anche un artista con una profonda sensibilità. Le sue opere, rimaste a lungo nascoste, rivelano un mondo interiore ricco e complesso. La Casa del Conte Verde ha dedicato una mostra antologica alla sua figura, esponendo una selezione di opere che spaziano dalla figura femminile all'erotismo, dalle tele dedicate alla guerra del Vietnam ai ritratti dei membri della sua famiglia.

Lo stile di Giuseppe è influenzato dalla pittura figurativa italiana del primo Novecento, dall'espressionismo, dal post-modernismo e dalla pop-art. Le sue opere riflettono temi universali come la creatività, la fertilità, il dolore e l'amore.

Crisi, Oblio e Rinascita

Purtroppo, la favola di Casa del Biscotto non ha un lieto fine immediato. Negli anni '70, l'azienda entra in crisi e viene ceduta al finanziere siciliano Michele Sindona. Successivamente, passa alla Venchi Unica e poi alla Doria, senza che nessuna di queste gestioni riesca a rilanciarla. Giuseppe Maggiora lascia l'azienda nel 1972, segnando la fine di un'era. Con i soldi della cessione, si dedica all'impresa de Le Fronde di Avigliana, uno dei campi da golf più prestigiosi del Piemonte.

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Sembra la fine di una storia, ma la passione e l'amore per il marchio Maggiora non si spengono. Le eredi, Erica (figlia di Giuseppe) con le figlie Camilla e Carolina, decidono di riacquistare il marchio con l'obiettivo di far rivivere l'attività di famiglia.

Il Ritorno del Panettone: Un Sogno che Continua

Per il Natale 2021, Maggiora rinasce con la produzione di un panettone artigianale in edizione limitata (mille pezzi), realizzato con un lievito madre di oltre 100 anni, i migliori canditi italiani e una glassa di nocciole Piemonte IGP. La confezione è impreziosita da un fiocco della Fabbrica Passamaneria Massia Vittorio.

"I sogni non finiscono mai", racconta Erica. "Siamo orgogliose delle fatiche e dell'impegno che ci portano qui oggi. Realizzare questo panettone significa un grande traguardo di una realtà appena sbocciata".

L'obiettivo è quello di "dare valore al marchio storico e posizionarci in una fascia alta con prodotti di qualità nel rispetto della salute dei consumatori e dell'ambiente". Per ora, la produzione è esternalizzata, ma in futuro chissà. Le eredi Maggiora stanno lavorando su altri prodotti da riprendere e lanciare.

Una Storia di Famiglia e di Donne Forti

La storia di Casa del Biscotto è una storia di famiglia, di imprenditoria, di arte e di rinascita. Ma è soprattutto una storia di donne forti che non mollano, che credono nei loro sogni e che portano avanti la tradizione di famiglia con passione e dedizione.

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"Siamo alla seconda generazione di mamme e figlie che lavorano fianco a fianco, tra gioie e dolori personali, ambizioni lavorative e crescite individuali. Non è sempre semplice", racconta Erica.

Gli insegnamenti di Ermenegildo e Giuseppe, esempi di imprenditoria e visione pionieristica, continuano a vivere in Erica e nelle sue figlie Carolina e Camilla. Villa La Maggiorana, con la Scuola di Arte Culinaria, è il luogo dove questo fuoco creativo viene salvaguardato e trasmesso.

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