Caffetteria Al Salam: Una Storia di Palestina a Bologna, Tra Tradizione e Innovazione

La storia di Al Salam, presto rinominata Ciao, è una narrazione affascinante di come la cultura palestinese si è radicata nel cuore di Bologna, attraverso il cibo e l'impegno di una famiglia. Questo articolo esplora il percorso di Jamil Shihadeh, fondatore di Al Salam, e di suo figlio Omar, che oggi porta avanti l'eredità paterna con un tocco di modernità.

Le Radici: Jamil Shihadeh e la Nascita di Al Salam

La storia inizia con Jamil Shihadeh, un farmacista palestinese con una passione innata per la cucina. Arrivato in Italia, Jamil non dimentica le sue origini e, nel 1991, insieme alla moglie Fatima, decide di aprire la Caffetteria Al Salam. Questo piccolo locale diventa rapidamente un punto di riferimento per chi a Bologna cerca sapori autentici del Medio Oriente.

"La storia non ci manca" è così che solitamente Omar Shihadeh inizia a raccontarsi e raccontare la storia della sua famiglia che è anche una storia imprenditoriale, oggi gestita da lui con l'aiuto di alcuni soci, ma soprattutto una storia di resistenza, di desiderio di promuovere una cucina culinaria distante, quella che per la famiglia di Omar rappresenta la terra natale.

Al Salam si distingue subito per la sua autenticità. Jamil, fedele alla tradizione, rifiuta categoricamente l'uso di ketchup e maionese, servendo il kebab come vuole la tradizione mediorientale. Questo approccio conquista un pubblico eterogeneo, dagli studenti universitari ai professori, fino ad arrivare a personalità come Enrico Berlinguer, che durante la Festa dell'Unità del 1980 apprezzò particolarmente i falafel di Jamil.

Un Omaggio alla Tradizione Palestinese

Il rispetto per la tradizione è un valore fondamentale nella cucina della famiglia Shihadeh. Jamil era solito affermare: "né ketchup né maionese entrano nel mio locale". Proprio per questo, fu tra i primi a servire il kebab nella sua forma tradizionale, come viene preparato in Medio Oriente.

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Il Nuovo Corso: Da Al Salam a CiaoKebab

Dopo trent'anni di attività, Al Salam si prepara a un nuovo capitolo, trasformandosi in CiaoKebab. Questo cambiamento, voluto dal figlio di Jamil, Omar, e dal suo socio Lorenzo Costa, rappresenta un equilibrio tra tradizione e innovazione. Il nome "Ciao" è un omaggio all'Italia, mentre i sapori rimangono orgogliosamente palestinesi. Il logo stesso include un ritratto stilizzato di Jamil, un modo per onorare la sua memoria e il suo contributo alla diffusione della cucina mediorientale a Bologna.

Il locale, pur mantenendo un'atmosfera informale e accogliente, si rinnova con un servizio più veloce e smart. CiaoKebab punta su asporto e delivery, con un'attenzione particolare alla sostenibilità: vini da agricoltura naturale, verdure da cooperative sociali e carne di filiera corta.

«Essendo rimasto uno degli ultimi ristorantini di quartiere vogliamo che Ciao resti un punto di riferimento per chi dovesse avere bisogno» prosegue Shihadeh.

Il Menu: Un Viaggio nei Sapori Palestinesi

Il menu di CiaoKebab è un'esplosione di sapori autentici. Shawarma, hummus e falafel sono i protagonisti, preparati con ricette di famiglia tramandate e raffinate nel tempo. L'obiettivo è quello di elevare il kebab da "junk food" a cibo di qualità, utilizzando ingredienti freschi e preparazioni casalinghe. Non mancano i dolci, provenienti da pasticcerie artigianali specializzate.

Le preparazioni saranno casalinghe mentre il menu si riduce per «mantenere elevatissima la qualità».

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Gli Ingredienti e la Preparazione

CiaoKebab nasce dalla volontà di portare un Kebab artigianale, genuino e gustoso a Bologna, preparato secondo una ricetta studiata negli anni e tramandata di padre in figlio. I prodotti sono studiati con cura, preparati con amore e attenzione.

La carne è carne di manzo minuziosamente selezionata, lasciata riposare per lungo tempo in una marinatura a base di spezie segrete frutto di anni e anni di ricerca e studio. La carne viene cotta dolcemente, in modo lento e uniforme, per garantirle la tipica succulenza.

I falafel sono una ricetta familiare preziosissima, morbidi e gustosi, croccanti all’esterno e umidi all’interno, studiati in modo tale da trattenere pochissimo olio di frittura e risultare leggeri e digeribili.

Le salse sono artigianali, fatte in casa, perfezionate spezia dopo spezia, un granello di sale alla volta.

Un Locale Semplice e Accogliente

Il locale è semplice: niente fronzoli, niente orpelli, niente "sorrisini" studiati a tavolino nelle scuole alberghiere. Accogliente, semplice.

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E' da apprezzare questo posto per la sua qualità primaria, ossia il non aver inquinato le proprie pietanze con occidentalizzazioni/commercializzazioni varie.

Tè e Caffè Orientale

Ottimi il te caldo alla menta e il caffè orientale al cardamomo.

La Missione: Cambiare la Percezione del Kebab

CiaoKebab si pone un obiettivo ambizioso: cambiare la percezione del kebab, trasformandolo da semplice cibo da strada a espressione di una cucina ricca e complessa. Omar Shihadeh e il suo team lavorano duramente sui social media e sulle piattaforme di food delivery per comunicare la qualità dei loro prodotti e l'attenzione che dedicano alla preparazione di ogni piatto.

Reazioni al Cambiamento

La vecchia caffetteria Al-Salam era in questo posto dal 1991. Come ha reagito la clientela nel vedere il cambiamento persino dal nome? Onestamente, ha reagito meglio di quanto credessi.

Sì, qualcuno ha anche reagito male, ma ci stava e me lo aspettavo. Una signora si è addirittura permessa di dire che mio padre non avrebbe mai accettato questo cambiamento, senza sapere che mio padre stesso prima di lasciarci aveva accolto di buon grado questa ventata di modernità. Da quando abbiamo riaperto non c’è stato un cambio drastico di clientela, anzi, se n’è aggiunta di nuova.

La missione è cambiare nella testa delle persone il nome del kebab ma anche darne un nuovo concetto. Non a caso, abbiamo lavorato tantissimo sulle piattaforme di food delivery e sui social e ci siamo reinventati su alcune cose e su molti aspetti.

Un Aneddoto Storico: Berlinguer e i Falafel di Al Salam

La storia di Al Salam è costellata di aneddoti interessanti. Uno dei più significativi risale al 1980, quando Jamil Shihadeh servì i suoi falafel a Enrico Berlinguer durante la Festa dell'Unità. Il leader del Partito Comunista apprezzò talmente tanto il piatto da diventarne un affezionato cliente. Questo episodio testimonia come Al Salam sia riuscito a conquistare persone di ogni estrazione sociale, grazie alla sua autenticità e alla qualità dei suoi prodotti.

Prospettive Future

Il futuro di CiaoKebab è ricco di progetti e ambizioni. L'idea è quella di espandere il marchio, aprendo altri locali in città e, perché no, in tutta Italia. Il logo con il volto di Jamil potrebbe diventare un simbolo riconoscibile, sinonimo di qualità e tradizione palestinese.

L'Eredità di Jamil: Un'Ispirazione per il Futuro

La storia di Al Salam e CiaoKebab è un esempio di come la passione, la dedizione e il rispetto per le proprie origini possano portare al successo. Jamil Shihadeh ha lasciato un'eredità importante, che suo figlio Omar porta avanti con orgoglio e determinazione. CiaoKebab non è solo un ristorante, ma un luogo dove la cultura palestinese si incontra con quella italiana, creando un'esperienza unica e indimenticabile.

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