L'inizio degli anni Ottanta ha segnato un periodo di cambiamenti epocali, influenzando profondamente la nostra cultura e il nostro modo di vivere. In questo contesto, il Cacao Meravigliao, nato come parodia all'interno del programma televisivo "Indietro Tutta!", si è trasformato in un fenomeno culturale, un simbolo della satira televisiva italiana e un esempio del potere della pubblicità.
Un Contesto di Trasformazioni Culturali
L’inizio degli anni Ottanta per più motivi è stato contrassegnato dall’evidenziazione di mutamenti epocali, già avviati e presenti da tempo, che in modo irreversibile hanno condizionato il nostro modo di vivere, la nostra cultura, e di cui si sono occupati vari sociologi. Nel 1979, a seguito della morte di Marcuse, Gian Enrico Rusconi, ricordando come da un decennio fosse scomparso anche Adorno, scriveva sulle pagine culturali del quotidiano “Avanti!”.
In un numero della rivista "Quindi" dell'ottobre 1982, scritti di Accornero, Bifo, Cacciari, Gallino, Perniola e Verdiglione possono evidenziare come vi fosse la consapevolezza di essere in un periodo di grandi cambiamenti, ma mancasse una visione complessiva di quanto accadeva nei vari ambiti del contesto culturale e sociale. Bifo notava come la generazione del ’68 avesse “la sensazione sempre più forte di aver fatto la cosa più importante della propria vita”, e che arrivati a quel punto l’alternativa poteva essere solo tra un “ci si vende, quindi c’è la depressione”, oppure assumere “l’atteggiamento della sfida al successo”; rilevava inoltre come si stesse diffondendo l’idea che il mondo in cui si viveva fosse “il migliore dei mondi possibili”, mentre per lui si trattava di un mondo con il quale bisognava “non avere nulla a che fare”.
Mario Perniola osservava come la situazione sarebbe apparsa “assai meno confusa” se si prendevano in considerazione alcune teorie riguardanti i mass-media, che per Mc Luhan erano un mezzo capace di trasformare il mondo, la realtà, e per autori come Boorstin, Baudrillard, Berger conducevano invece ad una totale de-realizzazione, mentre secondo un’ulteriore teoria, che a Perniola sembrava porre in modo più radicale il problema del rapporto tra sapere e società, ed era reperibile in un saggio di Jacques Attali, gli stessi mass-media potevano esser ricondotti ad oggetto, “cosa”.
"Indietro Tutta!" e l'Eruzione del Cacao Meravigliao
"Indietro Tutta!", andato in onda alla fine degli anni '80, era un programma rivoluzionario per l'epoca. Irriverente, parodistico e ricco di trovate geniali, prendeva di mira la televisione commerciale, le sue convenzioni e i suoi eccessi. In questo contesto, il Cacao Meravigliao si inserisce come una delle gag più riuscite.
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L'idea nasceva come parodia delle televendite e degli spot pubblicitari, spesso eccessivi e ridondanti. Ragazze brasiliane, con movenze esotiche e sorrisi smaglianti, cantavano un jingle accattivante, ripetendo ossessivamente il nome del prodotto: Cacao Meravigliao. Il tutto era volutamente esagerato, quasi caricaturale, ma incredibilmente efficace. La trasmissione Rai, che era condotta da Arbore con Nino Frassica, era una parodia delle tv commerciali di Berlusconi: programmi pieni zeppi di ballerine, sponsor, quiz e tanti premi da vincere. una tv opulenta, dorata che seduceva il pubblico. In questo contesto, tutte le sere, veniva lanciata la promozione del Cacao Meravigliao, una sorta di finto spazio promozionale in cui veniva pubblicizzato una marca di cacao inesistente.
Un Prodotto Inesistente che Diventa un Fenomeno di Massa
La forza del Cacao Meravigliao risiedeva proprio nella sua assurdità. Era un prodotto di fantasia, completamente inventato, eppure il pubblico lo voleva. I telespettatori si recavano nei supermercati e nelle drogherie chiedendo del Cacao Meravigliao, convinti che fosse un prodotto reale. La reazione spiazzata dei commessi di fronte a questa richiesta surreale divenne una scena ricorrente e un aneddoto popolare. Molti rimasero delusi apprendendo che non esisteva.
Questo fenomeno dimostra il potere suggestivo della televisione e della pubblicità. "Indietro Tutta!", attraverso la parodia, aveva involontariamente creato un desiderio nel pubblico, un bisogno di possedere qualcosa che non esisteva. In un'epoca in cui il consumismo iniziava a diventare una forza dominante, il Cacao Meravigliao rappresentava una critica satirica ma, allo stesso tempo, un esempio concreto della sua efficacia.
Altre persone, più furbe, se ne approfittarono e provarono a lanciare il Cacao Meravigliao sulle bancarelle, ma ovviamente si trattava di un prodotto contraffatto, non registrato e realizzato apposta per cavalcare il successo di Indietro tutta. Ne scaturì una causa in tribunale.
Il Significato Ironico e la Critica al Consumismo
La canzone "Cacao Meravigliao" non aveva un significato letterale profondo. Era un jingle creato per essere orecchiabile e facilmente memorizzabile. Tuttavia, il contesto in cui veniva presentato, all'interno di "Indietro Tutta!", gli conferiva un significato ironico e critico.
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La ripetitività ossessiva del nome, l'ambientazione esotica e stereotipata, e l'esagerazione delle qualità del prodotto erano tutti elementi che miravano a smascherare le tecniche persuasive della pubblicità. Il Cacao Meravigliao diventava così un simbolo del consumismo acritico, della tendenza ad acquistare prodotti senza valutarne realmente la necessità o la qualità.
L'Eredità del Cacao Meravigliao
A distanza di anni, il Cacao Meravigliao continua ad essere un simbolo della cultura pop italiana. Viene citato, ripreso e parodiato in diversi contesti, a testimonianza della sua longevità e del suo impatto sulla memoria collettiva.
Il suo successo dimostra la capacità della satira di penetrare nel tessuto sociale e di stimolare la riflessione critica. Il Cacao Meravigliao ci ricorda che la televisione e la pubblicità possono influenzare profondamente i nostri desideri e le nostre scelte, e che è importante sviluppare un atteggiamento consapevole e critico nei confronti di questi messaggi.
Il Cacao nella Storia: Un Breve Excursus
Sebbene il Cacao Meravigliao sia un prodotto di fantasia, il cacao, ingrediente base del cioccolato, ha una storia lunga e affascinante. Infatti, fino a quel momento il cioccolato esisteva, fin dai tempi antichissimi delle civiltà precolombiane dei Maya e degli Aztechi, solamente in America Centrale in una forma abbastanza diversa da quella che conosciamo. Originario dell'America Centrale e del Sud, era considerato una bevanda sacra dalle civiltà Maya e Azteca. Come abbiamo già detto, i Maya usavano chiamare il cacao “cibo degli dei”, già consapevoli delle sue molteplici e benefiche proprietà.Ed è vero: il cioccolato fa bene e può rappresentare un vero toccasana per adulti e bambini!Il merito principalmente è del cacao che conferisce all’alimento il caratteristico delizioso sapore e lo arricchisce di preziose sostanze quali vitamine, sali minerali e tanti antiossidanti.
Cristoforo Colombo, durante il suo quarto viaggio nel Nuovo Mondo nel 1502, portò con sé alcuni semi di cacao in Europa. Nel XVII secolo, insieme al caffè e al tè, la cioccolata calda divenne quindi una delle bevande più popolari in Europa e poiché le bevande furono i primi alimenti ad essere trasformati in dessert surgelati, il cioccolato fu dunque uno dei primi gusti di gelato ad essere creato! Tuttavia, fu solo con l'arrivo degli spagnoli che il cacao iniziò a diffondersi nel Vecchio Continente. Inizialmente, veniva consumato come bevanda amara e speziata, ma nel corso del tempo venne arricchito con zucchero e altri ingredienti, trasformandosi nel cioccolato che conosciamo oggi. Nel XIX sec.
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Il cioccolato ha infatti un buon contenuto di flavonoidi, antiossidanti che proteggono il nostro corpo dai radicali liberi, piccole molecole che si generano durante i normali processi metabolici la cui eccessiva produzione danneggia le cellule divenendo i maggiori responsabili dell’invecchiamento e di tutte le malattie legate all’età.Cosa fanno i flavonoidi? Contrastano questo meccanismo, spazzando via i radicali liberi dalle cellule limitando i danni che potrebbero provocare.
Il Cacao: Dal Chicco al Cioccolato
Il processo di trasformazione del cacao in cioccolato è complesso e richiede diverse fasi. I semi di cacao vengono raccolti, fatti fermentare ed essiccare. Successivamente, vengono tostati e macinati per ottenere la pasta di cacao.
La pasta di cacao viene poi miscelata con zucchero, burro di cacao e altri ingredienti per creare il cioccolato. Esistono diverse varietà di cioccolato, a seconda della percentuale di cacao presente: cioccolato fondente, cioccolato al latte e cioccolato bianco.
Analisi Approfondita: Perché il Cacao Meravigliao Funzionò?
Il successo del Cacao Meravigliao non fu un caso. Diversi fattori contribuirono a trasformare uno sketch televisivo in un fenomeno di costume. Innanzitutto, il programma "Indietro Tutta!" era già estremamente popolare, con un pubblico vasto e affezionato. L'irriverenza e la satira del programma lo rendevano un punto di riferimento per chi cercava un'alternativa alla televisione tradizionale.
In secondo luogo, il jingle del Cacao Meravigliao era incredibilmente orecchiabile e facile da memorizzare. La ripetizione ossessiva del nome e la melodia semplice e accattivante lo rendevano irresistibile. Anche chi non seguiva assiduamente il programma finiva per canticchiarlo.
In terzo luogo, la presentazione del Cacao Meravigliao era volutamente esagerata e caricaturale. Le ragazze brasiliane, i costumi sgargianti e le movenze esotiche creavano uno spettacolo visivamente stimolante e memorabile. L'esagerazione era parte integrante della satira e rendeva il tutto ancora più efficace.
Infine, il fatto che il Cacao Meravigliao fosse un prodotto inesistente contribuì al suo fascino. La gente era incuriosita e divertita dalla sua assurdità. La ricerca del Cacao Meravigliao nei supermercati diventò una sorta di gioco, un modo per partecipare alla satira del programma.
Il Cacao Meravigliao e la Psicologia del Consumo
Il fenomeno del Cacao Meravigliao offre spunti interessanti per riflettere sulla psicologia del consumo. Dimostra come la pubblicità possa creare desideri e bisogni anche in assenza di un prodotto reale. La suggestione, la ripetizione e l'associazione a immagini positive possono influenzare profondamente le nostre scelte di acquisto.
Il Cacao Meravigliao ci ricorda che è importante essere consapevoli delle tecniche persuasive della pubblicità e sviluppare un atteggiamento critico nei confronti dei messaggi che riceviamo. Dobbiamo chiederci se abbiamo realmente bisogno di un determinato prodotto o se il nostro desiderio è stato indotto dalla pubblicità.
Il Cacao Meravigliao: Un Esempio di Marketing Virale Ante Litteram
Seppur in un'epoca pre-internet, il Cacao Meravigliao può essere considerato un esempio di marketing virale ante litteram. La sua popolarità si diffuse rapidamente grazie al passaparola e alla sua presenza costante nel programma televisivo. La gente ne parlava, lo imitava e lo cercava nei supermercati, contribuendo a creare un fenomeno di massa.
Il Cacao Meravigliao dimostra che un'idea originale e ben eseguita può diffondersi rapidamente e raggiungere un pubblico vasto, anche senza l'ausilio dei moderni strumenti di marketing digitale.
Il Cacao Meravigliao e la Memoria Collettiva Italiana
Il Cacao Meravigliao fa parte della memoria collettiva italiana. Chi ha vissuto l'epoca di "Indietro Tutta!" lo ricorda con affetto e nostalgia. È un simbolo di un'epoca in cui la televisione era più spensierata e irriverente, e in cui la satira aveva un ruolo importante nella società.
Il Cacao Meravigliao continua a essere un punto di riferimento per chi apprezza l'umorismo intelligente e la critica sociale. La sua longevità testimonia la sua capacità di superare le mode e di rimanere rilevante nel tempo.
Il Cacao Meravigliao: Oltre la Satira, un Inno alla Creatività
Al di là della satira e della critica al consumismo, il Cacao Meravigliao rappresenta anche un inno alla creatività e all'originalità. Dimostra che un'idea semplice, se ben sviluppata e presentata, può avere un impatto enorme sul pubblico. Il Cacao Meravigliao ci invita a pensare fuori dagli schemi, a sperimentare e a non aver paura di essere irriverenti.
Considerazioni Finali: Il Valore del Cacao Meravigliao Oggi
Oggi, in un'epoca dominata dai social media e dall'iper-consumismo, il Cacao Meravigliao continua a essere un esempio prezioso. Ci ricorda l'importanza di essere critici nei confronti dei messaggi pubblicitari e di non lasciarci influenzare passivamente dalle mode. Ci invita a valorizzare la creatività, l'originalità e l'umorismo intelligente. Il Cacao Meravigliao è un simbolo di un'epoca in cui la televisione, pur con i suoi difetti, poteva anche essere un veicolo di satira e di riflessione sociale.
Riflessioni sul Contesto Culturale degli Anni '80
Tornando al contesto culturale in cui è nato il Cacao Meravigliao, è importante considerare come l'arte e la cultura fossero percepite e influenzate dai cambiamenti sociali ed economici. Negli anni '80, si assiste a un ripiegamento dell'arte verso una sua tradizionale autonomia, lontana da ogni interferenza con le questioni del mondo. Si archivia l'arte concettuale, attribuendo al termine "concettuale" una connotazione negativa, per tornare ad un uso tradizionale della pittura.
Filiberto Menna, in un intervento iniziale al convegno "Ipotesti d'artista" del 1984, notava come per parlare di cambiamento, di modificazione del mondo, si dovesse necessariamente considerare il “problema del rapporto tra la comunicazione artistica (e in genere intellettuale) e la comunicazione sociale di massa”; e rilevava che mentre le avanguardie erano nate “proprio con l’intenzione esplicita di mettere in crisi la logica dell’informazione corrente e di tagliare i fili della comunicazione borghese”, ed anche nel comportamentismo, nelle correnti analitiche e concettuali vi era stato un analogo rifiuto di certi modelli, in quegli anni la situazione era molto diversa in quanto per le più recenti espressioni artistiche il rapporto con la comunicazione di massa non era più oppositivo, bensì “di tipo mimetico e adesivo”, come in parte era già stato anche con Pop Art e Graffitismo. Quindi in quel nuovo contesto si poteva solo tentare di portare qualche “elemento di contraddizione”, oppure cercare di coinvolgere le Istituzioni.
Pierluigi Tazzi rilevava come l’arte nella cultura moderna fosse sempre stata sostanzialmente un’espressione di dissenso, e come questo ormai non fosse più possibile in quanto per dissentire ci si deve rifare a delle ideologie, ma le ideologie erano cadute: il “modello ideologico” era stato sostituito dal “modello economico”; così ci si poteva ancora contrapporre solo “in maniera obliqua, attraverso le stile”.
Claudio Costa, allargando la problematica a una più generale visione della condizione umana, notava che ci si trovava di fronte unicamente a “‘segni-messaggi’ elaborati grossolanamente da un sistema culturale legato al valore ‘scambio-denaro’, in cui l’unica molla esercitata sulla personalità degli individui è quella della competitività …”, mentre superando le contrapposizioni “non esisterebbero più poteri, ma solo il desiderio del ‘piacere felice’ e si potrebbe contemporaneamente ricevere e restituire, dare e prendere, costruire e ricostruire”.
In questo contesto, il Cacao Meravigliao, con la sua apparente leggerezza e il suo umorismo, si inserisce come un elemento di contraddizione, una critica al consumismo e alla società dello spettacolo, che però, paradossalmente, finisce per alimentare il desiderio di un prodotto inesistente.
Il Successo Inatteso e le Sue Conseguenze
Ricordo che sempre nel 1988 una popolarissima trasmissione televisiva, Indietro tutta!, che intendeva stigmatizzare programmi sempre più commerciali esibendo le ragazze Coccodé e pubblicizzando un inesistente Cacao Meravigliao, portò invece ad effetti indesiderati dagli autori, in quanto per quegli stessi condizionamenti che già la televisione e la pubblicità avevano attivato, molte ragazze hanno ambito a ruoli di quel tipo ed a lungo nei supermercati e nelle drogherie la gente ha chiesto di acquistare il Cacao Meravigliao.
Questo episodio dimostra come gli effetti di un messaggio satirico possano essere del tutto opposti a quanto previsto, e come la cultura di massa possa trasformare una critica in un oggetto di desiderio. La "critica" ha perso molte sue potenzialità.
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