Il cacao amaro, derivato dai semi della pianta del cacao (Theobroma cacao), è un alimento ricco di nutrienti e composti bioattivi che lo rendono un'aggiunta preziosa a una dieta equilibrata. Ma cosa si intende esattamente per cacao amaro e quali sono le sue proprietà?
Cos'è il Cacao?
Il cacao è una sostanza estratta dai semi di alcune piante del genere Teobroma, originarie dell'America tropicale. Il frutto di questa pianta ha una forma che ricorda quella di una grossa mandorla e contiene fino a 40 semi disposti in 5 file, avvolti da una polpa mucillaginosa. Il cacao in polvere si ottiene dalla macinazione dei semi precedentemente essiccati e viene utilizzato nella fabbricazione del cioccolato e nella preparazione della cioccolata. Il burro di cacao, invece, è una sostanza grassa di colore bianco-giallastro che si estrae dai semi del cacao.
Cacao Amaro: Definizione e Tipologie
Il cacao amaro si distingue principalmente per l'assenza di zuccheri aggiunti e, in genere, per una maggiore concentrazione di cacao rispetto ad altri tipi di cioccolato. Esistono principalmente due forme di consumo:
- Cacao amaro in polvere: Ottenuto dalla macinazione dei semi di cacao tostati e privati del burro di cacao.
- Cioccolato fondente: Contiene una percentuale variabile di cacao (solitamente dal 70% in su), burro di cacao e una minima quantità di zucchero. Si suddivide in tre categorie: fondente classico (con pasta di cacao dal 55 al 70%), cioccolato fondente extra fondente (con percentuale sopra il 70% e fino all’85%) e cioccolato fondente extra amaro (dall’85 al 90%).
Etichetta del Cioccolato: Come Leggerla per Scegliere un Prodotto di Qualità
Complice una sempre maggiore consapevolezza che la salute passa da ciò che si mangia, i prodotti confezionati sono tra i più scandagliati dall’occhio del consumatore, che arriva al momento dell’acquisto con una preparazione maggiore rispetto al passato. Sotto questa lente di ingrandimento finisce anche il cioccolato, il guilty pleasure per eccellenza, tanto amato dai gourmet quanto dai più piccoli, gustato come cioccolatino o snack o utilizzato in chiave ingrediente per dolci golosi, dalle torte alle mousse. Ma come capire se un cioccolato è di qualità ed è quello corretto da scegliere per la nostra mission in cucina?
Le risposte sono contenute nell’etichetta, che deve descrivere in modo esaustivo tutte le caratteristiche che definiscono il prodotto: in Italia, le informazioni sono regolate dal Decreto Legislativo 178/03, del 12 giugno 2003, dove viene disciplinata la vendita di cacao e cioccolato destinati all’alimentazione umana.
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Indicazioni Obbligatorie e Facoltative
Attraverso l’etichetta è possibile conoscere le peculiarità di un prodotto, dagli ingredienti alla provenienza, anche se non sempre si rivelano di facile lettura. Per il cioccolato, ecco le regole generali che distinguono le informazioni obbligatorie in tutte le tipologie, da quelle opzionali:
- La denominazione di vendita, ovvero l'aspetto merceologico del cioccolato, quindi se si tratta di una tavoletta, di cioccolato in polvere o di cioccolatini.
- La percentuale (%) di cacao minimo, che si riferisce alla quantità di sostanza secca contenuta.
- La lista degli ingredienti, che devono essere trascritti in ordine decrescente (dal maggiore al minore).
- Il nome e la sede del produttore o confezionatore o venditore del prodotto.
- La data di scadenza, quindi il termine fino al quale il prodotto mantiene le sue proprietà specifiche se conservato in modo adeguato.
- La quantità del prodotto al netto dell’imballaggio.
- La tabella nutrizionale, che contiene i valori energetici con le ripartizioni in percentuale dei diversi nutrienti (grassi, carboidrati, fibre etc…).
- Le modalità di conservazione, con consigli su come preservare al meglio il prodotto (es. in luogo fresco e asciutto).
- Il termine “puro”, che può essere posto per indicare che nel prodotto non ci sono grassi vegetali diversi dal burro di cacao.
- Altre espressioni che indicano la qualità del cioccolato, come superiore, fine, extra fine o finissimo.
Occhio agli Ingredienti: Quali Sono i Principali
La lista degli ingredienti è sempre un’ottima cartina di tornasole per capire il livello di pregio di un prodotto. L’ordine in cui sono elencati è importante, in quanto rivela il peso specifico che ogni elemento ha nella ricetta, dal maggiore al minore. Per esempio, prendendo una tavoletta fondente, quindi che ha alla base cacao e zucchero (senza aggiunta di latte, nocciole o spezie), gli elementi che generalmente la compongono sono i seguenti:
- Pasta di cacao: Verifica che sia sempre inserito come primo ingrediente, altrimenti diffida del prodotto. Questo elemento, infatti, è determinante per definire le caratteristiche peculiari del cioccolato, in quanto è il frutto della lavorazione della materia prima, le fave di cacao, tostate e macinate finemente, che dà come risultato un composto fluido. Si compone di polvere di cacao e di burro di cacao, il grasso contenuto all’interno dei semi.
- Zucchero: È il secondo elemento che si trova nella lista. Da definizione normativa, il cioccolato è un composto di cacao e zuccheri, che devono essere quindi presenti almeno all’1%. Il più impiegato è lo zucchero bianco raffinato, ma per connotare un prodotto si usano anche zucchero di canna, integrale o muscovado. Nella tabella nutrizionale la quantità di zuccheri è scomposta all’interno di quella dei carboidrati.
- Burro di cacao: Si tratta della sostanza grassa estratta dai semi di cacao, che varia a seconda del paese di origine, e che può essere ulteriormente aggiunta. Per legge, all’interno del cioccolato, è obbligatorio un minimo di sostanza secca di cacao (35%) di cui il 18% deve essere burro di cacao: allo stesso tempo, però, la normativa stabilisce che si possono impiegare altri grassi vegetali, a patto che non si riducano i due valori precedenti e che questi in totale non siano superiori al 5%. Queste alternative sono il burro d’illipè, sego del Bomeo o Tengkawang, l’olio di palma, il grasso e stearina di Shorea robusta, il burro di karitè, il burro di cocum e il nocciolo di mango: in più, è consentito l’uso dell’olio di cocco nel cioccolato che serve a ricoprire i gelati o prodotti congelati analoghi. Essendo varianti molto più economiche del burro di cacao, la loro presenza indica un prodotto di minore qualità. Nei valori nutrizionali riportati in etichetta, gli unici grassi inclusi nel cioccolato fondente sono quelli del burro di cacao che corrispondono in prevalenza ad acidi grassi saturi (oleico e stearico). Nelle tavolette al latte i lipidi sono più alti, comprendendo anche quelli del latte o dei suoi derivati, così come aumentano in quelle bianche, le più grasse in assoluto.
- Lecitina: Siamo di fronte a un additivo alimentare naturale con funzione emulsionante. Si usa solitamente per stabilizzare i diversi ingredienti, in particolare per sciogliere gli zuccheri nei grassi, dando consistenze setose e dense: comporta una riduzione del burro di cacao per abbattere i costi di produzione.
- Vaniglia: Tra gli ingredienti è possibile scorgere anche diversi aromi: il più frequente è quello alla vaniglia. Di per sé la sua unione non è un difetto, in quanto la bacca di vaniglia ha un costo elevato: potrebbe quindi enfatizzare l’aroma del cioccolato.
Cosa Significa la Percentuale di Cacao Indicata sulle Confezioni?
Negli incarti delle tavolette di cioccolato ci si imbatte spesso in una cifra percentuale riportata in grande sul fronte della confezione, soprattutto quando si tratta di fondente. Il numero rappresenta la quantità di sostanza secca di cacao utilizzata rispetto a quella di zucchero. Ciò significa che un cioccolato al 35% sarà più dolce, mentre uno al 99% più intenso e amaro: ma non c’entra con una questione di qualità, dato che i fattori per stabilire l’eccellenza di un cioccolato sono molteplici. E se la verità sta nel mezzo, anche in questo caso gli esperti tendono a concordare che un fondente al 70% ha la giusta percentuale tra acidità e delicatezza, come ribadito più volte dal “re” Ernst Knam.
La sostanza secca di cacao non è altro che l’insieme delle parti della fava utilizzati, che però non sono sempre uguali: può infatti contenere solo la pasta di cacao o avere in aggiunta anche dell’altro burro di cacao, oltre a quello già racchiuso nella massa. Questo porta a una composizione differente del cioccolato, distinguibile proprio dall’etichetta, dov’è indicato l’uso esclusivo di pasta di cacao ottenuta dalla tostatura e macinazione della fava, sia l’eventuale addizione di burro di cacao: due prodotti entrambi con l'80% di cacao, per esempio, non sono la stessa cosa. Quello che non è possibile distinguere sono le percentuali precise di polvere di cacao e burro di cacao prese separatamente: semplificando, un aiuto arriva sempre dall’etichetta, in quanto, come visto, nel cioccolato fondente i grassi corrispondono a quelli del burro di cacao, mentre è impossibile compiere questa operazione nel cioccolato al latte, dato che sono presenti anche i grassi del latte appunto.
Percentuali Minime di Cacao e Burro di Cacao nelle Diverse Tipologie di Cioccolato
Riassumendo, ecco le percentuali minime di cacao, burro di cacao (ed eventuali altri ingredienti necessari) contenuti nelle varie tipologie di cioccolato che trovi in commercio:
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- Cioccolato fondente: cacao totale 35%, burro di cacao 18%.
- Cioccolato extra fondente o dark: cacao totale 43%, burro di cacao 26%.
- Cioccolato finissimo fondente: cacao 43%, burro di cacao intorno al 30%;
- Cioccolato finissimo al latte: cacao 30%, burro di cacao intorno al 25%;
- Cioccolato al latte: cacao totale 25%, burro di cacao 25%, latte in polvere o concentrato 14%.
- Cioccolato bianco: burro di cacao 20%, latte in polvere o concentrato 14%, zucchero 55%.
- Cioccolato di copertura: cacao totale 35%, burro di cacao 31%.
- Gianduja: cacao totale 35%, nocciole 20%, burro di cacao 18%.
- Cioccolato a basso contenuto di grassi: cacao totale 35%, burro di cacao 5%.
Non Esiste il Cioccolato Senza Zucchero
L’etichetta del cioccolato è un alleato anche nei confronti di claim che giocano sul benessere, per esempio quando una tavoletta è sponsorizzata come senza zucchero. Come succede per altri prodotti, dalle marmellate alle bevande, dietro questa sigla si celano delle ambiguità: nel cioccolato, in particolare, la presenza di zuccheri è inevitabile, in quanto per definirsi tale ne deve contenere almeno l’1% altrimenti siamo in presenza di massa di cacao, che ha il 100% di cacao. Alla dicitura solitamente corrisponde l’assenza del saccarosio, ma ciò implica la presenza di altri dolcificanti ed edulcoranti, dalla stevia al maltitolo, alternative a zero calorie, che però è bene ricordare non rendono automaticamente il cioccolato più sano.
Dose Giornaliera Raccomandata: Un Approccio Graduale
La dose giornaliera raccomandata di cacao amaro è un argomento che merita un'analisi sfaccettata. Non esiste una risposta univoca, poiché dipende da diversi fattori individuali e dalle modalità di consumo. Tuttavia, possiamo delineare delle linee guida generali basate su evidenze scientifiche e raccomandazioni di esperti.
Raccomandazioni Generali
L'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha stabilito che un consumo giornaliero di 2,5 grammi di cacao amaro in polvere o 10 grammi di cioccolato fondente con un'alta percentuale di cacao (almeno 70%) può contribuire a beneficiare delle proprietà cardioprotettive e antiossidanti del cacao.
Tuttavia, è importante sottolineare che queste sono solo raccomandazioni di base. Un approccio più personalizzato prende in considerazione i seguenti aspetti:
- Calorie: Il cacao amaro, pur essendo ricco di nutrienti, apporta anche calorie (circa 350 kcal per 100g di polvere e circa 500 kcal per 100g di cioccolato fondente). È quindi fondamentale integrarlo in una dieta equilibrata, tenendo conto del proprio fabbisogno calorico giornaliero.
- Sensibilità individuale: Alcune persone potrebbero essere più sensibili agli effetti stimolanti del cacao (contenente caffeina e teobromina) e dovrebbero quindi limitarne il consumo, soprattutto la sera.
- Condizioni di salute preesistenti: In caso di patologie specifiche (es. problemi cardiaci, ipertensione, reflusso gastroesofageo), è consigliabile consultare un medico prima di aumentare significativamente il consumo di cacao amaro.
Cacao in Polvere: Un'Analisi Dettagliata
Il cacao amaro in polvere è una forma concentrata di cacao che offre diversi vantaggi:
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- Versatilità: Può essere aggiunto a bevande (es. latte, frullati), yogurt, porridge, dolci e altre preparazioni culinarie.
- Controllo del dosaggio: Permette di dosare con precisione la quantità di cacao desiderata.
- Basso contenuto di zuccheri: Rispetto al cioccolato fondente, il cacao in polvere è privo di zuccheri aggiunti.
Un'adeguata dose di cacao amaro in polvere, si aggira tra i 5g e i 10g al giorno. Tale quantità fornisce un buon apporto di antiossidanti e minerali, senza eccedere nell'apporto calorico. È bene iniziare con una dose più bassa e incrementarla gradualmente, valutando la propria tolleranza e gli effetti sul proprio organismo.
Cioccolato Fondente: Un Piacere Consapevole
Il cioccolato fondente, soprattutto quello con un'alta percentuale di cacao (70% o superiore), può essere un'ottima alternativa al cacao in polvere. Tuttavia, è importante prestare attenzione alla quantità di zuccheri aggiunti e al contenuto calorico.
Consumare un quadratino o due (circa 10-20 grammi) di cioccolato fondente al giorno può essere un modo piacevole per godere dei benefici del cacao, senza compromettere la propria dieta.
Benefici del Cacao Amaro: Un Tesoro di Nutrienti
Il cacao amaro è un vero e proprio tesoro di nutrienti e composti bioattivi che contribuiscono al benessere dell'organismo:
- Antiossidanti: Il cacao è ricco di polifenoli, potenti antiossidanti che proteggono le cellule dai danni causati dai radicali liberi, contribuendo a prevenire malattie croniche come malattie cardiovascolari, cancro e neurodegenerazione. Diversi studi hanno dimostrato che i polifenoli del cacao sono anche dotati di un’attività antinfiammatoria, esplicata attraverso un meccanismo d’azione che interferisce con la produzione di citochine pro-infiammatorie. Inoltre, le catechine del cacao possono migliorare il flusso sanguigno alla retina e al cervello.
- Minerali: Il cacao è una buona fonte di minerali essenziali come magnesio, potassio, calcio, fosforo, ferro, zinco e rame, che svolgono un ruolo importante in diverse funzioni fisiologiche, tra cui la funzione muscolare, la produzione di energia, la salute delle ossa e la funzione immunitaria. Il cacao è particolarmente ricco di fosforo, superando persino il pesce in termini di contenuto per 100g.
- Fibra: Il cacao contiene una buona quantità di fibra, che favorisce la regolarità intestinale, contribuisce a controllare i livelli di colesterolo e glucosio nel sangue e promuove il senso di sazietà.
- Effetti positivi sull'umore: Alcuni studi suggeriscono che il consumo di cacao può migliorare l'umore e ridurre i sintomi di depressione e ansia, grazie alla presenza di composti come la feniletilamina e l'anandamide, che hanno effetti simili agli endocannabinoidi. Il cacao contiene anche precursori della serotonina come il triptofano e la fenilalanina.
- Benefici cardiovascolari: I flavonoidi presenti nel cacao possono contribuire a migliorare la funzione endoteliale, ridurre la pressione sanguigna e prevenire la formazione di coaguli, riducendo il rischio di malattie cardiovascolari. L’azione vascolare del cacao è talmente importante che l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha accettato che alimenti o integratori contenenti antiossidanti del cacao (flavanoli) possono dichiarare in etichetta che questi prodotti influiscono positivamente sulla funzionalità endoteliale (ovvero sulla salute delle arterie). Il cacao inoltre è associato, sempre nell’uomo, ad una ridotta aggressività del colesterolo LDL, ad una migliore funzionalità del colesterolo HDL e ad un miglioramento del metabolismo degli zuccheri.
- Miglioramento della funzione cognitiva: Alcune ricerche suggeriscono che il consumo di cacao può migliorare la memoria, l'attenzione e altre funzioni cognitive, grazie all'aumento del flusso sanguigno al cervello e alla protezione delle cellule nervose dai danni ossidativi.
Controindicazioni e Precauzioni
Nonostante i numerosi benefici, il consumo di cacao amaro presenta anche alcune controindicazioni e precauzioni da tenere presente:
- Caffeina e teobromina: Il cacao contiene caffeina e teobromina, sostanze stimolanti che possono causare insonnia, ansia, nervosismo e palpitazioni in persone sensibili. È quindi consigliabile limitarne il consumo, soprattutto la sera. Poiché contiene caffeina e teobromina, due sostanze neurostimolanti, il suo consumo è sconsigliato in caso di tachicardia.
- Allergie: Alcune persone possono essere allergiche al cacao o ad altri ingredienti presenti nel cioccolato (es. latte, soia, frutta a guscio). In caso di reazioni allergiche, è necessario interrompere immediatamente il consumo e consultare un medico.
- Interazioni farmacologiche: Il cacao può interagire con alcuni farmaci, come anticoagulanti, antiaggreganti piastrinici e antidepressivi. È quindi importante informare il proprio medico se si consuma regolarmente cacao amaro e si stanno assumendo farmaci.
- Reflusso gastroesofageo: Il cacao può peggiorare i sintomi del reflusso gastroesofageo in persone predisposte.
- Calcoli renali: Il cacao è ricco di ossalati, che possono favorire la formazione di calcoli renali in persone predisposte.
- Bambini sotto i tre anni: Il cacao non è sconsigliato a chi è a dieta ma ai bambini sotto i tre anni sì, visto che potrebbero avere reazioni allergiche.
Come Integrare il Cacao Amaro nella Dieta
Integrare il cacao amaro nella dieta è semplice e versatile. Ecco alcuni suggerimenti:
- Aggiungere cacao in polvere a bevande: Un cucchiaino di cacao in polvere nel latte caldo, nel caffè o in un frullato è un modo semplice per godere dei suoi benefici.
- Utilizzare cacao in polvere in ricette dolci: Il cacao in polvere può essere utilizzato per preparare torte, biscotti, muffin, brownies e altri dolci, riducendo la quantità di zuccheri aggiunti.
- Consumare cioccolato fondente come snack: Un quadratino o due di cioccolato fondente con un'alta percentuale di cacao può essere un modo soddisfacente per placare la voglia di dolce, ottenendo al contempo i benefici del cacao.
- Preparare una bevanda al cacao fatta in casa: Sciogliere cacao in polvere in acqua o latte, aggiungere un dolcificante naturale (es. stevia, eritritolo) e spezie (es. cannella, zenzero) per creare una bevanda calda e confortante.
Glossario del Cacao e del Cioccolato
Per saper raccontare il cacao e il cioccolato è importante conoscerne il glossario. Ecco i termini più utilizzati quando si parla di cacao e cioccolato:
- Acidità: L’acidità nel cioccolato è dovuta alla presenza di acidi organici nel cacao. Sulla lingua si presenta come una sensazione pungente, che spinge la salivazione.
- Affioramento: Il burro di cacao affiora sulla superficie del cioccolato a causa di uno sbalzo termico. Questa circostanza dà origine alla classica patina bianca, che non influisce sulla commestibilità del cioccolato.
- Amarezza: Le note amare compaiono quando le fave di cacao hanno subito una tostatura prolungata. L’amarezza, spesso spiacevole per le nostra papille gustative, può rappresentare un difetto per il cioccolato.
- Antiossidanti: Il cacao contiene antiossidanti, sostanze che combattono i radicali liberi (principali responsabili dell’invecchiamento delle cellule).
- Astringenza: L’astringenza si manifesta con una sensazione di mancanza di saliva in bocca, come se lingua e palato fossero coperti da una patina sottile. Ad esempio, quando si beve un vino piuttosto tannico, se ne percepisce l’astringenza.
- Bean to Bar: Significa dalla fava (di cacao) alla barretta (di cioccolato). Definisce il processo di lavorazione che dalla fava di cacao porta al cioccolato in tavoletta.
- Burro di cacao: È il grasso presente nel seme del cacao ed è essenziale per la produzione del cioccolato.
- Cabossa: È il frutto del cacao. Ha la particolarità di crescere direttamente sul tronco della pianta.
- Cacao: È il temine che viene utilizzato per indicare in generale sia le fave che alcuni loro derivati (come il cacao in polvere o la massa).
- Cioccolato: È un prodotto derivato dalla massa di cacao.
- Criollo: È la varietà più rara e pregiata di cacao, rappresenta solo lo 0,01% della produzione totale. La varietà criollo si trova soprattutto nel Centro America, in alcune zone dell’Asia e in Madagascar. Trattandosi di una varietà di pianta delicata e preziosa, i prodotti che utilizzano cacao Criollo sono i più costosi e apprezzati dagli intenditori.
- Decorticazione: A seguito della tostatura del cacao si procede alla decorticazione. Il processo separa i semi - o fave - di cacao dalla sottile membrana che li ricopre.
- Degustazione: È l’analisi del cacao o del cioccolato attraverso i sensi. Se ne valutano l’aspetto e le proprietà organolettiche (odore, sapore, consistenza).
- Essiccazione: È il processo che segue alla fermentazione del cacao.
- Fave di cacao: Sono i semi del frutto (la cabossa) della pianta del cacao. Vengono estratte, fermentate, essiccate ed infine tostate.
- Fermentazione: Dopo l’estrazione dal frutto i semi (fave di cacao) vengono portati alla fermentazione. Questo processo dura fino a una settimana. Nel corso dei giorni, i microrganismi agiscono sulle proteine e gli zuccheri del cacao formando calore, acido acetico e alcool.
- Forastero: È una varietà di pianta di cacao originaria dell’area Amazzonica e che oggi si coltiva anche in Africa del Nord, Sud-Est Asiatico e Brasile.
- Lecitina: È un grasso emulsionante derivato dalla soia o dal girasole. Aiuta la miscelazione tra zuccheri e grassi del cioccolato.
- Lucentezza: È tipica del cioccolato ben temperato. Quando hai in mano un cioccolato lucido e liscio significa che è stato temperato correttamente.
- Macinazione: È il processo durante il quale la granella di cacao viene lavorata fino a formare una pasta liquida (o liquor). Le particelle di cacao diventano più piccole di 20 micron, praticamente impalpabili.
- Massa di cacao: Ha origine dai semi di cacao tostati, macinati fino a diventare una pasta. Non vengono aggiunti altri ingredienti.
- Modellaggio: Segue il temperaggio.
- Monorigine: Si definisce monorigine un cacao che provenga da un solo Paese o da una sola regione dello stesso.
- Mucillagine: È la polpa di colore biancastro che ricopre i semi nel frutto del cacao.
- Note aromatiche: Sono percepite dal gusto mentre assaggiamo un cacao o un cioccolato (e respiriamo). Non si tratta di aromi aggiunti e sono propri della materia prima. Si sviluppano durante la fermentazione e la tostatura.
- Persistenza: È la sensazione percepita da gusto e olfatto che rimane dopo la degustazione del cacao e del cioccolato.
- Rotondità: È la sensazione di cremoso che viene percepita dal nostro palato.
- Selezione: La selezione delle fave di cacao precede la lavorazione. Vengono scartati i semi danneggiati, troppo piccoli o interessati da difetti.
- Temperaggio: È il processo che permette di produrre un cioccolato lucido, scioglievole in bocca e che alla rottura produce il tipico “snap” (il rumore associato al cioccolato ben temperato che si spezza). Quando il temperaggio non è fatto a dovere, il cioccolato può presentare difetti alla vista (es. affioramenti o macchie) e alla consistenza.
- Theobroma cacao: È il nome dell’albero del cacao.
- Tostatura: È il processo che permette al cacao di sprigionare gli aromi. Le fave di cacao vengono tostate ad una temperatura tra i 110 e i 140 gradi centigradi dai 15 fino ai 40 minuti. Tempi e temperatura della tostatura possono cambiare in base al tipo di cacao utilizzato e alle caratteristiche che si desiderano esaltare. Una tostatura eccessiva viene spesso utilizzata nei processi industriali per nascondere i difetti del cacao, lasciando una sensazione di forte amarezza.
- Trinitario: È una varietà di cacao che nasce nell’isola caraibica di Trinidad. La varietà indica la classificazione genetica del cacao.
- Xocoatl o Xocoātl: Definisce l’antichissima bevanda consumata da Maya e Aztechi durante i cerimoniali religiosi. Gli ingredienti erano fave di cacao tostate e macinate, farina di mais e acqua.