La storia dei biscotti bizantini si intreccia con le tradizioni culinarie di diverse regioni italiane, dalla Calabria alla Romagna, fino ad arrivare alla Sicilia. Un viaggio attraverso sapori antichi, ricette tramandate di generazione in generazione e l'ingegno di chi ha saputo riscoprire e valorizzare un'eredità gastronomica unica.
L'Eredità Bizantina nella Cucina di Gerace
La cucina di Gerace, borgo calabrese ricco di storia millenaria, offre un affascinante spaccato delle influenze culturali che hanno plasmato il territorio. Strettamente legata al calendario liturgico e alle tradizioni locali, la gastronomia geracese rivela una profonda continuità con il mondo orientale e, in particolare, con l'epoca bizantina.
I sapori tradizionali di Gerace sono un'esperienza culinaria che spazia dai salumi ai formaggi, dall'olio al vino, e include antiche ricette a base di carne, verdure e pesce stocco. Tra le specialità locali, spiccano le melanzane 'mbuttunate, un piatto dalle origini antiche che celebra l'utilizzo di questo versatile ortaggio.
Un'altra prelibatezza è la pasta tirata in casa al sugo di capra, un piatto che risale al IX secolo e che testimonia il dominio bizantino nella regione. La preparazione artigianale della pasta, tirata a mano con cura e maestria, è la caratteristica distintiva di questa ricetta.
La cucina vegetariana è molto diffusa a Gerace, con l'utilizzo di erbe di campo locali per creare piatti gustosi e salutari. Un'importante eredità culinaria di origine greca è rappresentata dalla Frisa, un pane raffermo ammorbidito con acqua e condito con pomodorini, olio extra vergine di oliva, origano e sale.
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L'olio extravergine di oliva di Gerace è un altro prodotto di eccellenza, estratto dalla varietà di oliva chiamata Grossa, un cultivar antico e pregiato. La cura delle piante coltivate, il trattamento biologico e le modalità di raccolta e molitura contribuiscono a creare un olio di alta qualità, fatto decantare naturalmente nelle cisterne di acciaio per preservare le sue caratteristiche organolettiche.
Il territorio di Gerace è anche rinomato per la produzione di vino, ottenuto da ceppi antichi e seguendo pratiche biologiche. La maggior parte dei vini prodotti sono rossi, con una gradazione alcolica di circa 13-14 gradi, ma non mancano eccellenti vini rosati e bianchi prodotti da alcune cantine vinicole locali.
La ricca tradizione dolciaria di Gerace offre diverse specialità. Le Sammartine sono dolci natalizi di origine greca preparati con fichi, vino cotto e frutta secca. Sono privi di burro, latte e uova, richiamando i piatti bizantini del periodo che precede la festa della Natività. Le Sgute sono dolci pasquali a base di uova, a forma di ciambella o 8, con un uovo sodo al centro. Questi dolci richiamano produzioni simili in Grecia e simboleggiano la fine del periodo di Quaresima e la possibilità di consumare nuovamente prodotti di origine animale. Un'altra prelibatezza dolce sono le Rafiole, biscotti di pan di Spagna molto morbidi a base di uova, con una decorazione superficiale fatta di albume. Questi dolci hanno origini napoletane e sono tradizionalmente associati ai matrimoni.
La Riscoperta dei Biscotti Bizantini a Ravenna
La storia dei "Biscotti Bizantini" di Ravenna è un esempio di come una vecchia ricetta di famiglia possa essere riscoperta e trasformata in un'eccellenza gastronomica. Jacopo Randi e Lorenzo Sirotti, due giovani ravennati, hanno intuito il potenziale di un biscottino diverso dagli altri e gli hanno dato una nuova veste, omaggiando i sapori, la tradizione e il patrimonio culturale della loro città.
Tutto è iniziato durante il lockdown, quando Jacopo Randi ha riscoperto una ricetta che sua nonna aveva trovato tanti anni fa nella libreria di famiglia a Marina di Ravenna. Si trattava di una sfoglia sottile, quasi un cracker, realizzata con ingredienti semplici come farina, olio, zucchero, acqua, un pizzico di bicarbonato e uvetta. Una ricetta vegana e super contemporanea, lavorata con cura al mattarello per assottigliare l'impasto il più possibile.
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Insieme a Lorenzo Sirotti, Jacopo ha deciso di brevettare il marchio "Biscotti Bizantini", un nome che richiama immediatamente le origini e i gioielli della città di Ravenna. Dopo i primi test casalinghi, i due giovani hanno iniziato a produrre i biscotti in un laboratorio di un amico, confezionandoli in sacchetti con il nastrino e portandoli in giro per forni.
L'incontro con Elisa Leonardi, titolare della bottega Leonardi Dolciumi, è stato fondamentale. Elisa ha suggerito di affinare la ricetta e lavorare su nome e packaging, intuendo il potenziale di questo prodotto unico.
I "Biscotti Bizantini" si distinguono per la leggerezza, il morso croccante e il sapore delicato. Dalla versione originale con uvetta sono nate diverse interpretazioni, sia dolci (all'arancia candita e al caffè) che salate (con semi di zucca). La forma e la consistenza li rendono perfetti anche per una versione gastronomica.
Il piccolo sogno di Jacopo e Lorenzo ha preso così forma, con una produzione di circa 4mila kg l'anno e tante occasioni per presentare i biscotti in giro per l'Italia. Jacopo ha persino lasciato il lavoro in azienda per dedicarsi completamente al progetto, che oggi ha un e-commerce che spedisce in poche ore in tutta Italia e diverse idee ancora in cantiere.
La storia dei Biscotti Bizantini è un omaggio alla tradizione ravennate e alla capacità di innovare partendo da un'antica ricetta. Un prodotto di qualità che vuole rappresentare Ravenna anche al di fuori dei suoi confini.
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Un'Edizione Speciale per i Reali
In occasione della visita a Ravenna di Re Carlo e della Regina Camilla, Jacopo Randi e Lorenzo Sirotti hanno creato un'edizione speciale dei "Biscotti Bizantini". Una confezione di latta con un marchio che riporta la data del 10 aprile 2025 e un'illustrazione dell'artista lughese Elisa Lanconelli che rappresenta alcuni simboli della città, dai personaggi come Byron e Dante ai luoghi, i monumenti e la pineta.
Un omaggio alla città in un'occasione così importante, un souvenir per i reali che ricorda la loro tappa nella città dei mosaici. Le confezioni sono state prodotte in un centinaio di esemplari e sono disponibili sul sito biscottibizantini.com e da alcuni rivenditori, tra cui Leonardi Dolciumi.
La Ricetta Ritrovata nel Libro di Cucina Ebraica
La storia dei Biscotti Bizantini affonda le sue radici negli anni '70, quando il professor Umberto Randi, padre di Jacopo, trovò un antico libro di cucina ebraica nella sua libreria a Marina di Ravenna. In questo libro era riportata la ricetta di questi biscotti, che la moglie Franca per quasi 50 anni sfornerà facendo felici amici e parenti.
Durante la pandemia, un laboratorio di pasticceria di Ravenna ha chiuso i battenti, e da qui è nata l'idea di iniziare a fare i biscotti per un maggior numero di persone. Al momento la produzione viene effettuata in un laboratorio "amico" ed è concentrata sui Biscotti Bizantini, battezzati anche "Tessere dolci di Ravenna" in onore ai celebri mosaici cittadini.
I Biscotti Bizantini: Un Legame con la Storia e la Tradizione
I Biscotti Bizantini sono più di un semplice biscotto: sono un legame con la storia e la tradizione di Ravenna, un omaggio ai mosaici che rendono unica questa città. Realizzati con prodotti semplici e genuini, senza ingredienti di origine animale, questi biscotti racchiudono il sapore di un'antica ricetta e la passione di chi ha saputo riscoprirla e valorizzarla.
La ricetta originale, quella della nonna Franca, prevede l'uso dell'uvetta sultanina. Ma nel corso degli anni sono state sviluppate diverse varianti, sia dolci che salate, per soddisfare tutti i gusti. La sottigliezza dei biscotti, ottenuta attraverso una lavorazione artigianale, li rende croccanti e saporiti.
Jacopo e Lorenzo hanno saputo mantenere inalterata la lavorazione artigianale anche con il forno con cui collaborano, il Laboratorio Pasticceria Mazzoni di Ravenna. Il loro sogno è quello di sviluppare altri gusti particolari e di consolidarsi nel mercato nazionale e internazionale.
La Sicilia e le sue Dolci Tentazioni: Un Paradiso di Sapori
La Sicilia, terra ricca di contraddizioni ma con luoghi meravigliosi, offre un patrimonio di tradizioni culinarie unico al mondo. Le dominazioni subite, le invasioni barbariche e la commistione di popoli hanno lasciato un'impronta indelebile nella gastronomia siciliana, in particolare nella pasticceria.
I dolci siciliani sono un tripudio di forme e colori, un mix di cultura e tradizione di diversa provenienza. Vengono prodotti per le festività religiose e sono anche bene auguranti, con una tradizione che affonda le sue radici nella famiglia contadina.
La composizione di molti dolci è a base di pasta reale o martorana, fatta con farina di mandorle, zucchero, acqua e vaniglia. La frutta martorana è una tradizione ancora in uso in Sicilia, specialmente a novembre per la festa dei morti, con un tripudio di frutti e verdure forgiati con grande maestria e dipinti a colori vivaci.
La brioches della colazione siciliana è più grande del croissant milanese, e all'aeroporto di Catania si può scegliere tra la versione tradizionale e quella "milanese". Il cannolo, simbolo della pasticceria siciliana, viene farcito con ricotta di pecora e spolverato con zucchero a velo. La cassata, un altro dolce iconico, è stata migliorata nel periodo normanno dalle monache del Convento della Martorana, che hanno inventato la pasta reale.
Un altro dolce importante del periodo pasquale è l'agnello di pasta reale, una tradizione in cui i pasticceri siciliani danno il meglio del loro talento ed estro per fare il manto lanoso e abbellirlo con fiocchi, bandierine e abbobbi colorati. Le prime a prepararlo pare siano state le suore del Collegio di Maria del quartiere "Batia" di Favara.
In Sicilia vige ancora la tradizione dei dolci fatti in casa, specialmente per Pasqua, con le donne siciliane che si cimentano in questa nobile arte con maestria e orgoglio. Parlare di dolci in Sicilia è un tutt'uno con l'identità dell'isola.
Oltre agli arabi, anche i pasticceri svizzeri hanno avuto una forte influenza sulla pasticceria siciliana. Luigi Caflisch, alla fine del '700, e Alessandro Caviezel, agli inizi del '900, hanno contribuito a creare una tradizione dolciaria unica.
In estate, la mitica colazione siciliana è a base di granita e "brioscia col tuppo" oppure farcita di gelato. Il Monastero di Santa Caterina, riaperto da poco, prepara dolci squisiti.
Dolci dopo dolci, la Sicilia si conferma un paradiso di sapori, un punto strategico per i commerci e le guerre tra Oriente e Occidente, terra di conquista, colonia di civiltà variegate e teatro di importanti eventi storici.