Poldo, un nome che evoca immediatamente l'immagine di succulenti hamburger e abbondanti panini, è un personaggio iconico che ha lasciato un segno indelebile nella cultura popolare italiana. Ma chi è veramente Poldo, e come è diventato un simbolo gastronomico così diffuso? Questo articolo esplora le origini del personaggio, la sua connessione con il mondo del cibo, e come il suo nome sia stato adottato da numerose attività ristorative in tutta la penisola, diventando sinonimo di panineria.
Le Origini Fumettistiche di un Goloso: Dalla Matita di Segar al Mito del Panino
Il personaggio di Poldo nasce dalla creatività del fumettista statunitense E.C. Segar, il geniale creatore del celebre Braccio di Ferro. Nella versione originale, Poldo si chiamava J. Wellington Wimpy, un personaggio che traeva ispirazione da J. William "Windy Bill" Schuchert, manager della Chester Opera House, noto per la sua abitudine di inviare i suoi dipendenti a comprargli dei panini. Nell'ideazione del personaggio, E C. Segar si ispirò al baffuto J. William “Windy Bill” Schuchert, manager della Chester Opera House, luogo in cui da adolescente lavorava come proiezionista. Tra una proiezione e l’altra, Schuchert era solito inviare i suoi dipendenti, tra cui Segar, a comprare per lui dei panini. Secondo il cartonista Bill Mauldin, il nome Wellington deriva invece dal pittore Wellington J. Reynolds, docente di Segar al Chicago Art Institute.
Poldo Sbaffini, come fu ribattezzato in Italia, è un personaggio iconico: un borghese decaduto, perennemente affamato di hamburger, che divora con voracità artistica. La sua immagine è diventata un simbolo del pantagruelismo moderno, tanto da ispirare il nome di numerose paninerie in Italia. Poldo fa la sua prima apparizione nel 1931, come arbitro, in occasione di ripetuti incontri pugilistici a cui Braccio di Ferro partecipa. Tranne che nelle storie di esordio, Poldo è disoccupato, ha una cultura vastissima e lascia intravedere che, prima di cadere in povertà, ha avuto una vita molto complessa e ricca. Sembra di fatto un nobile o un borghese medio-elevato decaduto (probabile il riferimento alla Grande Depressione). È furbo, scroccone, adulatore, manipolatore, imbroglione e perennemente affamato di hamburger da esser conosciuto da tutti per i grandi morsi che dà ogni volta che ne ha uno in mano; tuttavia dimostra di essere anche una persona dalle mille risorse. Si autodefinisce il migliore amico di Braccio di Ferro. Spesso risulta il personaggio più astuto della comitiva, tanto da essere in (quasi) buone relazioni con la Strega del mare (infatti, in una storia, lui e la comitiva sono intrappolati nella nave della strega, ma scopre una cassa di hamburger a bordo e, per mangiarseli, finge di essersi innamorato di lei).
Nei cartoni animati è banalizzato e anche il suo aspetto è semplificato. Nel cartone animato non ha quasi mai avuto un ruolo importante e, per lo più, è stato solo una spalla comica. Nei cortometraggi degli anni Trenta dello Studio Fleischer, Poldo è stato presente in quasi tutti gli episodi per interpretare almeno una piccola gag.
L'Ascesa di Poldo a Simbolo Gastronomico Italiano
Il nome "Poldo" è diventato sinonimo di panineria in Italia, evocando un'immagine di convivialità, gusto e tradizione. Da nord a sud, numerose attività ristorative hanno adottato questo nome, offrendo una vasta gamma di panini per soddisfare tutti i palati. Possiamo immaginare che se avessimo operato questa stessa ricerca anni fa, tra la fine degli Anni ’80, gli inizi degli Anni 90’ e ancora poco dopo, nei primi 2000, avremmo trovato ancora più referenze. Poldo è diventato un nome comune per indicare locali che vendono panini e birre. Intorno a questa proposta si sono sviluppati poi altri contenuti: le ricette di carne alla griglia, le patatine fritte, la gastronomia e la rosticceria, fino ad arrivare alla nostrana pizza. Il nome ha finito per diventare così intuitivo e ovvio da poter identificare tout court il concetto di panineria o paninoteca, un posto in cui si va a mangiare un panino in una sorta di prototipo più informale e meno standardizzato delle catene di burger.
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Paninerie Poldo in Italia: Un Viaggio Gastronomico
Una ricerca su TripAdvisor e Google rivela la presenza di numerose paninerie chiamate "Poldo" sparse in diverse località d'Italia. A Lecce, a Genova, a Locorotondo, a Siracusa, a Messina, Parma, Catania, Firenze, Siena, c’è un Poldo. Non mancano nemmeno riferimenti nei dintorni di Roma. A Tivoli si trova infatti un Poldo molto famoso, aperto nel 2003 da due fratelli, Mauro e Francesco Teodori, che nel 2023, 20 anni dopo, hanno deciso di aprire un locale gemello a Via del Pellegrino, nel centro di Roma (lo abbiamo raccontato qui).
Ecco alcuni esempi:
- Poldo Forever (Taranto): La panineria più recensita su TripAdvisor in Italia. Poldo Forever è la panineria con questo nome in Italia più recensita su TripAdvisor e si trova a Taranto.
- Poldo 2 (Mondello): Una storia che inizia con un chiosco negli anni '60 e si evolve in una panineria nel 1987. A Mondello la storia di Poldo 2 è lunghissima: comincia con un chiosco che vendeva cartocci e panini con i wurstel verso la fine degli Anni ’60. Da qui fu aperta dalla stessa famiglia che lo gestiva una Panineria Poldo nel 1987, negli anni d’oro dell’epica dei panini di Poldo, e poi da qui nacque un secondo locale a cui fu dato il nome didascalico di Poldo 2, che lavora ancora oggi ed è molto frequentato.
- Poldo (Ovindoli): Una panineria abruzzese aperta dal 1983, rinnovata nel tempo ma fedele al suo nome e alla sua offerta di panini, taglieri e arrosticini. Nella piazzetta centrale di Ovindoli, località di montagna abruzzese, c’è una panineria Poldo aperta fin dal 1983. Il locale si è rinnovato negli anni, senza cambiare nome e offrendo agli avventori panini, taglieri e arrosticini.
Questi sono solo alcuni esempi della diffusione del nome "Poldo" nel panorama gastronomico italiano. Ogni panineria Poldo ha la sua storia, la sua identità e la sua offerta culinaria, ma tutte condividono un elemento comune: la passione per il panino.
Poldo Panino League: Un Omaggio al Calcio e al Gusto
Un esempio particolare di come il nome "Poldo" sia stato reinterpretato è Poldo Panino League, una paninoteca nata nel 2009 a Tivoli Terme e approdata a Roma nel 2023. Questo locale unisce la passione per il calcio alla qualità degli ingredienti, creando un'esperienza unica per i suoi clienti. Il riferimento con Poldo, amico del personaggi dei cartoni e dei fumetti Braccio di Ferro, è così interiorizzato da risultare quasi scontato.
Un Format Consolidato
Poldo Panino League ha saputo crearsi una clientela fidelizzata grazie alla sua offerta di panini con nomi ispirati ai campioni del calcio, all'arredamento a tema e alla qualità degli ingredienti. I fratelli Mauro e Francesco Teodori, ideatori del progetto, hanno creato un tempio del gusto e del calcio, amato da tifosi e non solo.
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Ingredienti di Qualità e Ricette Creative
La forza di Poldo Panino League risiede nella qualità degli ingredienti e nella creatività delle ricette. Tra i panini più famosi troviamo:
- Il Poldone: Un panino gigante di quasi 1,3 kg.
- Lo Special One: Salsa rosa, gamberetti, bresaola, insalata, polpa di granchio, parmigiano, funghi e fesa di tacchino.
- Er Pupone (Roma): Salsiccia, broccoletti, salsiccia di cinghiale, pomodori secchi e salsa ai funghi porcini.
- L'Ibra Catabra: Insalata, pomodoro, pancetta croccante, edamer, hamburger e salsa bbq.
Oltre ai panini, Poldo Panino League offre anche una selezione di birre artigianali, vini e soft drinks, per accompagnare al meglio l'esperienza gastronomica.
Wimpy: Il Poldo Internazionale
Quello che sembra, dal nostro punto di osservazione, un fenomeno nostrano, fu però un trend internazionale. Wimpy, nome originale di Poldo, fu infatti anche il nome di diversi locali che facevano riferimento a una catena nata negli anni ’30 in Sudafrica che vendeva, ovviamente, burger. Il format Wimpy fu introdotto nel Regno Unito dove ebbe un discreto successo riuscendo anche a competere con colossi come Burger King e McDonald’s fino ad aprire più di 1500 negozi nel mondo. Il primo Wimpy in Europa fu probabilmente quello aperto a Londra nel 1954. Da lì è probabile che il nome e il formato abbiano influenzato anche i locali italiani che furono sviluppati con formule più vicine a quelle nostrane, introducendo piatti e ingredienti italiani. Ci furono anche aperture in altri paesi europei di locali Wimpy. Qualche anno fa Business Insider ha pubblicato un video in cui viene recensito un pasto da Wimpy in Inghilterra considerata “una catena di fast-food dimenticata” che aveva raggiunto una certa popolarità in un momento della sua storia, fino ad essere schiacciata da altre catene ancora più grandi e diventare a suo modo residuale.
Oltre il Panino: Poldo come Simbolo di Generosità e Amicizia
Il nome "Poldo" non è solo legato al mondo del cibo, ma anche a valori come la generosità, l'amicizia e la solidarietà. A Formentera, Alessio Mosconi, soprannominato Poldo, è ricordato per il suo carattere generoso, amichevole e solare.
L'Associazione Poldo: Un Esempio di Solidarietà
Dopo la sua prematura scomparsa nel 2019, i suoi amici e familiari hanno creato un'associazione no profit per onorare la sua memoria e continuare ad aiutare gli altri, come Poldo ha sempre fatto. L'associazione raccoglie fondi per finanziare progetti di solidarietà, trasmettendo il suo spirito generoso e amichevole.
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Il Panino nel Mondo: Un Viaggio tra Tradizione e Innovazione
Il panino è un alimento versatile e amato in tutto il mondo, con infinite varianti e interpretazioni. Dalle tradizionali ricette italiane alle creazioni innovative degli chef stellati, il panino rappresenta un simbolo di convivialità, gusto e tradizione.
Street Food: Un'Esplosione di Sapori
Lo street food è diventato una vera e propria arte, in cui si cimentano persino gli chef stellati, un inno alla cucina autentica e genuina locale.
Panini Romani: Un Viaggio nei Sapori della Capitale
A Roma, il panino è un'istituzione, con numerose paninoteche che offrono una vasta gamma di panini per soddisfare tutti i gusti. MORDIE VAI al mercato di Testaccio offre un esempio di cucina romana in un panino, con ricette tradizionali come la trippa, le polpette di bollito e lo stracotto di vitello.
Kebab: Un Successo Internazionale
Il kebab è un esempio di come un piatto tradizionale possa diventare un successo internazionale. Originario della Turchia, il kebab si è diffuso in tutto il mondo, con diverse varianti e interpretazioni. A Berlino, il kebab è particolarmente popolare, grazie alla presenza di numerosi immigrati turchi che gestiscono i chioschi dove viene servito.
Il Pane: Un Ingrediente Fondamentale
Il pane è l'ingrediente fondamentale di ogni panino, e la sua qualità è essenziale per la riuscita del piatto. In Italia, esistono numerose varietà di pane, ognuna con le sue caratteristiche e peculiarità.
La Michetta Milanese: Un Pane Soffiato dalla Storia Antica
La michetta è un pane tipico milanese, caratterizzato dalla sua forma a stella e dalla sua consistenza leggera e croccante.
Il Poldino: Un Omaggio Bolognese
Il cuore (e l'essenza) di Bologna in un panino: il piccolo burger è realizzato con il ripieno dei tortellini piastrato come fosse una polpetta d’oltreoceano, la salsa è il tradizionalissimo friggione, utile per simulare l'acidità del ketchup e la dolcezza caramellata delle cipolle, le croste di Parmigiano soffiate prendono il posto del Cheddar, la salsa verde completa il tutto. Non c’è sfoglia tirata a mano per contenere i sapori emblematici della città, ma un soffice bun. Quello che abbiamo descritto è il Poldino. Il nome è un evidente richiamo, e omaggio, a Poldo Sbaffini, il curioso personaggio amico di Braccio di Ferro, il più famoso ingurgitatore di hamburger della storia dei fumetti.
“Un posto dove sarei voluto andare - così lo descrive uno dei due soci, quello dedito alla sala e alla cantina - Un locale in cui potermi divertire fra piatti e bottiglie”. Con questo intento nasce l’impresa che sancisce il passaggio da amici a soci di Francesco Tonelli e Dario Picchiotti. Due ragazzoni cresciuti, adulti sui documenti e negli impegni ma giovani nella testa e negli entusiasmi. Quando il primo sedeva alla tavola dell’Antica Trattoria di Sacerno era un cliente, appassionato e curioso. Il secondo, alle porte di Bologna, portava il suo eclettismo ai fornelli pensando e realizzando una cucina di pesce dove ci si aspetterebbero invece gnocchi fritti e tagliatelle. Con piatti cucinati e goduti, bicchieri provati e bottiglie condivise, questi due futuri soci dalla esse sibilante e il fare godereccio sono diventati amici, tanto da confidarsi la voglia di portare sotto le due torri un progetto condiviso.
Portare una cucina diversa sotto i portici non è una banalità, ma è anzi una sfida che pochi hanno il coraggio di azzardare. La città ha dei canoni a tavola, e in cucina, difficili da scalfire e ancor meno da scardinare con le provocazioni. Che non mancano, ma funzionano e appagano i sensi. I rimandi alla città non finiscono, anzi continuano a trovarsi in una delle tre proposte in cui è suddiviso il menu. "La Tradizione" è la sezione che Dario Picchiotti ha pensato per dichiarare amore alla città e ai piatti che la hanno resa celebre, dalle tagliatelle al ragù ai tortellini serviti in tavola in cocotte fumanti di brodo, fino alla cotoletta di vitello alla bolognese. Eppure, al di là della tradizione ben fatta, il divertimento arriva con "Quello che piace a noi", la parte del menù immaginata come ciò che i due amici e soci avrebbero voluto trovare in un ristorante. Ecco qui che Omaggio a Silverio rievoca nella memoria, e nel gusto, lo storico chef Cineri con un’interpretazione del suo bombolone con crema di Parmigiano e tartufo bianco che a suo tempo furoreggiava. E poi ecco la rievocazione di piatti diventati icone degli anni ’80. Nel ricordo di quelle ricette, spesso negli ultimi anni sbeffeggiate, emerge il divertimento. E la capacità. Spaghetto Bologna / Meatballs suona provocante? Beh, la Ruota alla Vodka non è da meno. Quel sugo che tanto è stato deriso assurge a nuovo condimento, dimostrando a sé stesso e a chi lo mangia che se le cose sono ben fatte avevano, e hanno, un senso che travalica il ricordo. Così come il pollo croccante con purè che parrebbe nell’immaginazione piatto da rosticceria o da casa, dimostra che la succulenza del pennuto sotto la pelle dorata si trattiene grazie alla sensibilità ai fornelli. O ancora il cervello fritto, che racchiude setosi pensieri sotto un velo croccante di frittura a regola d’arte. Indole fanciullesca fatta concretezza, i due soci continuano a divertirsi fino alla fine del menù. Anche passando dalla poderosa carta dei vini che spazia dallo Champagne (vera e propria passione della casa) a piccoli artigiani, alcuni anche direttamente importati dalla Francia (da dove però arrivano anche bottiglie importanti e blasonate che fanno da gioia di appassinati danarosi), dai Colli bolognesi fino ai vitigni meno indagati del nostro Paese. La stessa indole giocosa e volutamente/velatamente irriverente serra i ranghi con il dolce. Al di là della pasticceria, c’è il gelato mantecato espresso con cui giocare a tavola. Si pesca da soli e si compongono i topping a piacere, a caso, a sentimento direbbero a Napoli. Amarene in sciroppo ("rigorosamente Fabbri", precisa il menù) cioccolatini confettati e variopinti, cereali croccanti, scaglie di cioccolato e chi più ne ha più ne metta.