A che temperatura muoiono i lieviti? Una guida completa

In questi tempi in cui molti si dedicano alla cucina casalinga, una domanda sorge spontanea: a che temperatura muoiono i lieviti? Questo articolo esplorerà a fondo questo aspetto cruciale per la panificazione e la pasticceria, fornendo informazioni dettagliate e consigli pratici per ottenere risultati ottimali.

Introduzione al mondo dei lieviti

I lieviti sono microrganismi unicellulari appartenenti al regno dei funghi. Essi hanno la capacità di trasformare gli zuccheri in alcol etilico e anidride carbonica attraverso un processo enzimatico. Questa proprietà li rende indispensabili per la lievitazione del pane e per la fermentazione di bevande come il vino e la birra. Esistono diversi tipi di lievito, tra cui il lievito naturale (lievito madre), il lievito di birra fresco o secco, il lievito istantaneo e il lievito chimico.

I diversi tipi di lievito e le loro caratteristiche

  • Lievito naturale (lievito madre): Si ottiene da un impasto di acqua e farina fermentato da microrganismi presenti nell'aria o in alcuni alimenti. Richiede cure costanti, ma conferisce al pane aromi e sapori unici, oltre a una maggiore digeribilità.
  • Lievito di birra: È un organismo unicellulare (Saccharomyces cerevisiae) che si nutre di carboidrati semplici, producendo anidride carbonica e etanolo. Si trova in commercio fresco (in cubetti) o secco (in polvere).
  • Lievito istantaneo: Si tratta di un lievito chimico, composto da sostanze che reagiscono tra loro con il calore, liberando anidride carbonica. Non richiede tempi di lievitazione prolungati.
  • Lievito chimico (per dolci o per preparazioni salate): È una miscela di un elemento acido e uno alcalino che, reagendo con il calore, produce anidride carbonica, facendo aumentare il volume dell'impasto.

La scienza dietro la lievitazione

La lievitazione è un processo fondamentale nella panificazione e nella pasticceria. Consiste nell'aumento di volume di un impasto grazie alla produzione di gas (anidride carbonica) da parte dei lieviti o attraverso reazioni chimiche.

  • Lievitazione microbiologica: I lieviti, nutrendosi degli zuccheri presenti nella farina, producono anidride carbonica, che rimane intrappolata nell'impasto sotto forma di bollicine. Questo processo conferisce al pane o alla pizza la sua tipica struttura alveolata.
  • Lievitazione chimica: Sostanze chimiche, come il bicarbonato di sodio o il cremor tartaro, reagiscono tra loro quando esposte al calore, liberando anidride carbonica e facendo lievitare l'impasto.
  • Lievitazione fisica: In alcuni preparati, come la pasta sfoglia, l'aumento di volume è dovuto all'evaporazione dell'acqua contenuta nell'impasto, che viene intrappolata negli strati di grasso.

Temperature critiche per i lieviti

La temperatura è un fattore cruciale per l'attività dei lieviti. Ogni tipo di lievito ha una temperatura ottimale in cui si sviluppa al meglio. Tuttavia, superate certe temperature, i lieviti muoiono, interrompendo il processo di lievitazione.

  • Temperature basse: Tra i 2 e i 6 °C, il metabolismo del lievito è praticamente bloccato. Questa è la temperatura ideale per conservare il lievito fresco in frigorifero per circa 3-4 settimane.
  • Temperature ottimali: L'attività del lievito di birra (Saccharomyces cerevisiae) è massima tra i 26 e i 28 °C. Per il lievito madre, la temperatura ideale varia a seconda del tipo e delle condizioni, ma generalmente si aggira intorno ai 20-25 °C.
  • Temperature elevate: A temperature superiori a 38° C, le cellule del lievito iniziano a morire rapidamente, riducendo drasticamente l'attività lievitante fino a cessare completamente.
  • Temperature letali: Superati i 50-60°C, i lieviti muoiono in brevissimo tempo. Durante la cottura in forno, la temperatura al cuore dei prodotti da forno supera i 90°C, assicurando la completa inattivazione dei lieviti.

Come la temperatura influisce sulla lievitazione

La temperatura non solo influisce sulla sopravvivenza dei lieviti, ma anche sulla velocità e sul tipo di fermentazione.

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  • Freddo: Il freddo inibisce l'azione del lievito, rallentando notevolmente la lievitazione fino a quasi fermarla. Temperature più basse favoriscono lo sviluppo di acido acetico, che conferisce un sapore più acido al pane.
  • Caldo: Il caldo accelera l'attività del lievito, ma temperature eccessive possono portare alla sua morte. Temperature più alte favoriscono lo sviluppo di acido lattico, che conferisce un sapore più delicato al pane.

Consigli pratici per la lievitazione

  • Utilizzare acqua tiepida: Sciogliere il lievito di birra fresco in acqua tiepida (circa 30°C) con un pizzico di zucchero per favorirne l'attivazione. Evitare acqua troppo calda, che potrebbe uccidere il lievito.
  • Controllare la temperatura dell'ambiente: Durante la lievitazione, mantenere l'impasto in un luogo tiepido e al riparo da correnti d'aria. In inverno, si può utilizzare il forno spento con la luce accesa per creare un ambiente favorevole.
  • Evitare sbalzi di temperatura: Evitare di esporre l'impasto a sbalzi di temperatura durante la lievitazione, in quanto ciò potrebbe compromettere il risultato finale.
  • Non usare il lievito freddo di frigorifero: Prima di utilizzare il lievito, riportarlo a temperatura ambiente per permettere alle cellule di rivitalizzarsi e riattivarsi.
  • Non aggiungere sale o zucchero direttamente al lievito: Mettere il lievito direttamente a contatto con alte concentrazioni di sale o di zucchero determina la morte dello stesso a causa dell'elevata pressione osmotica.

Miti e realtà sul lievito e il gonfiore addominale

Molte persone attribuiscono al lievito la causa del gonfiore addominale. Tuttavia, non ci sono evidenze scientifiche che supportino questa tesi. Il gonfiore addominale è più spesso causato da una lievitazione incompleta, da una cottura insufficiente del prodotto o dalla quantità di pane, pizza o altri lievitati che si consumano. Ogni persona ha una quantità di farina e quindi di glutine che tollera e che riesce a digerire facilmente.

Tecniche avanzate di lievitazione

  • Poolish: Un pre-fermento liquido ottenuto miscelando acqua, farina e una piccola quantità di lievito. Viene preparato diverse ore prima dell'impasto definitivo e conferisce al pane un sapore e una consistenza particolari.
  • Biga: Un pre-fermento solido ottenuto impastando farina, acqua e lievito. Viene lasciato lievitare per diverse ore e conferisce al pane una maggiore struttura e un sapore più intenso.

Gestire la lievitazione in inverno

La lievitazione in inverno può essere più difficile a causa delle basse temperature. Ecco alcuni consigli per superare questo problema:

  • Utilizzare acqua tiepida per impastare.
  • Creare una camera di lievitazione: Riscaldare il forno al minimo per pochi minuti, spegnerlo e inserire l'impasto coperto con un telo.
  • Non aumentare il dosaggio del lievito: Nella maggior parte dei casi, aumentare il dosaggio del lievito non è utile.
  • Assicurarsi che l'impasto sia ben maturato: La maturazione del glutine è importante per una buona lievitazione.

Cose da non fare

  • Prolungare i tempi di lievitazione: Se il lievitato non si è gonfiato, prolungare i tempi di lievitazione non risolverà il problema.
  • Sottovalutare l'ambiente di casa: Umidità, freddo, caldo e spifferi possono compromettere la lievitazione.
  • Aggiungere il sale direttamente al lievito: Il sale inibisce o blocca l'azione del lievito.
  • Trascurare la forza della farina: La quantità di glutine nella farina influisce sulla lievitazione.

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