La collana Marvel Integrale di Panini Comics si propone di riproporre cicli narrativi significativi legati a specifici autori, offrendo ai lettori la possibilità di riscoprire o scoprire per la prima volta pietre miliari del fumetto americano. Questa iniziativa editoriale ha visto la pubblicazione di opere come il Devil rivoluzionario di Frank Miller, con archi narrativi iconici come l'arrivo di Elektra e Rinascita, lo Spiderman disegnato da Todd McFarlane con l'introduzione del suo arcinemico Venom, e storie sceneggiate da J.M. DeMatteis.
Pur riconoscendo che il formato bonelliano potrebbe non essere ideale per apprezzare appieno i dettagli delle tavole americane, concepite per un formato più ampio, la collana Marvel Integrale rappresenta un'opportunità accessibile per i lettori di tutte le tasche di entrare in possesso di materiale di grande valore.
Marvel Integrale: Gli Incredibili X-Men di Claremont e Byrne
Un esempio emblematico di questa collana è rappresentato dalla riproposizione delle storie degli Incredibili X-Men firmate dalla leggendaria coppia creativa composta da Chris Claremont e John Byrne. In particolare, il volume 11 della serie Marvel Integrale: Gli Incredibili X-Men offre un assaggio del lavoro di questi due maestri del fumetto.
Chris Claremont: Un Narratore Visionario
Parlare di Chris Claremont significa inevitabilmente affrontare il suo impatto duraturo sulla testata Uncanny X-Men. Molti ritengono che le storie scritte da Claremont in quel periodo rappresentino l'apice qualitativo della serie. Il suo contributo è indiscutibilmente legato alla saga mutante, grazie alla sua capacità di costruire trame complesse e coinvolgenti che interessano non solo i membri del team, ma anche figure esterne che influenzano le loro vicende.
Claremont si distingue per il suo stile narrativo in cui gli eventi si sviluppano su più numeri, pur mantenendo una certa autonomia narrativa in ogni albo. Il lettore viene costantemente aggiornato sugli eventi precedenti attraverso riepiloghi che permettono di seguire la trama anche senza aver letto tutti i numeri consecutivamente. Questo approccio narrativo si traduce spesso in lunghi viaggi e missioni che portano gli X-Men lontano dal loro quartier generale per diversi numeri.
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Un aspetto che potrebbe sorprendere i lettori moderni è l'eccessiva verbosità del fumetto, caratterizzata da un gran numero di balloon contenenti dialoghi e pensieri introspettivi. Tuttavia, è importante ricordare che questo stile era tipico della Marvel degli anni '80, quando i fumetti si rivolgevano principalmente a un pubblico di adolescenti e bambini, in un'epoca in cui il fumetto non cercava ancora di emulare le serie televisive.
In linea con le prime storie della Marvel, in alcuni numeri di questa raccolta compare l'Osservatore, che introduce gli eventi successivi e interagisce direttamente con gli X-Men, un evento piuttosto raro rispetto ad altre produzioni del periodo.
Un'altra caratteristica distintiva delle storie di Claremont è l'elevato turnover dei membri del gruppo, dovuto a problemi personali, morti improvvise e altri eventi inaspettati. Questo stile narrativo ha contribuito a creare un senso di realismo e imprevedibilità che ha fatto la storia del fumetto.
Inoltre, alcuni numeri si concentrano su specifici personaggi, offrendo approfondimenti sulla loro psicologia e sulle loro relazioni. In questo volume, ad esempio, si assiste a un'importante evoluzione nel rapporto tra Jean Grey e Scott Summers, una relazione travagliata e segnata da separazioni e difficoltà. Allo stesso tempo, viene delineato in modo sempre più chiaro l'amore non corrisposto di Logan per Jean.
Il volume esplora anche le conseguenze del potere della Fenice che risiede in Jean Grey, un elemento chiave nella mitologia degli X-Men.
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John Byrne: Un Maestro dell'Arte Sequenziale
Accanto a Claremont, John Byrne rappresenta un altro pilastro fondamentale di questo ciclo narrativo. All'epoca, Byrne era all'apice della sua carriera, un periodo di grande creatività e talento che si sarebbe protratto anche nel suo successivo lavoro per la DC Comics.
Byrne è un maestro nel disegnare volti e anatomie espressive, capaci di comunicare le emozioni e i tormenti interiori dei personaggi. La sua capacità di rendere visivamente le vite tormentate degli X-Men permette al lettore di identificarsi con i loro momenti di difficoltà e di comprendere appieno la loro sofferenza.
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