Visione di Tom King: Un'analisi approfondita del fumetto Panini Comics

Tom King, uno sceneggiatore di talento, ha creato qualcosa di speciale con la sua serie Visione, un'opera unica che si avvicina più al fumetto autoriale che a quello mainstream statunitense. Panini Comics porta in Italia la serie regolare di Visione, offrendo ai lettori un'esperienza di lettura angosciante, complessa e straziante.

La premessa: una famiglia di sintezoidi alla ricerca di normalità

Visione, figlio di Ultron creato per distruggere i Vendicatori, ha sempre cercato di evidenziare il proprio lato umano. In questa serie, il suo tentativo di ottenere una parvenza di umanità e normalità è estremo: si trasferisce in una tranquilla cittadina della Virginia con la sua famiglia, composta dalla moglie sintezoide Virginia e dai figli Viv e Vin, creati combinando le onde cerebrali di Visione e Virginia.

La premessa solleva subito interrogativi: perché Visione decide di rimuovere le proprie emozioni? Perché costruirsi una famiglia? La narrazione di King si basa sul "non detto", suggerendo ma non spiegando, lasciando aperti altri interrogativi. Visione è a caccia della propria umanità e del significato di qualcosa che è ultimamente insondabile anche a chi umano già lo è.

Temi centrali: paura del diverso, difficoltà di integrazione e problemi familiari

King analizza temi sempre attuali: la paura di ciò che è diverso, la difficoltà di integrarsi in un ambiente già costituito e diffidente e le problematiche che si vivono all'interno di una famiglia. I figli di Visione, ad esempio, vivono una difficile situazione di emarginazione a scuola, dove vengono visti come diversi in quanto androidi, mentre essi si sentono normali ragazzini. Si chiedono chi sono realmente, quale sia il proprio scopo, cosa li distingua dagli esseri umani e se possano raggiungere quel livello di umanità che Visione desidera ardentemente per loro. L'umanità è qualcosa che possono davvero ottenere o solo fingere di avere?

La storia mantiene un equilibrio sottile tra calma e dramma, bilanciato nel migliore dei modi da King. Tuttavia, il tutto scorre in maniera molto lenta ed alcuni passaggi sono parecchio complessi, richiedendo un'ulteriore lettura per essere assimilati.

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La narrazione: un romanzo di formazione per robot

King approfitta dell'opportunità datagli da un personaggio "formattato" e pronto all'uso per allestire un romanzo di formazione per robot. Non assistiamo a eventi di portata straordinaria narrati sopra le righe, ma a una sceneggiatura antitetica a quella del fumetto supereroico classico.

La cura per i dettagli funge da magnete per gli occhi del lettore: il linguaggio del corpo di Virginia ci dice quanto sia fragile la sua situazione emotiva; l'espressività dei volti, anche in quelli privi di pupille dei sintezoidi, ci avvicina ai personaggi; la verosimiglianza degli ambienti ci proietta in mezzo alla storia.

King separa sottilmente la trama su tre binari distinti: le peregrinazioni della moglie di Visione, che non si controlla e si lascia vincere dalle emozioni (benché sintetiche) e deve pagarne il prezzo; il marito supereroe, che per vivere a pieno questa nuova esperienza opta per delle scelte senza ritorno; i bambini che si scontrano con un'adolescenza complicata, in cui le domande restano quasi sempre senza una risposta precisa.

Riferimenti letterari: Il Mercante di Venezia

Un riferimento letterario centrale è Il Mercante di Venezia di William Shakespeare, che si interroga sul senso e l'esistenza del sentimento di vendetta e dell'amore così assoluto da provocare il sacrificio. Questo tema ritorna più volte nel corso della serie, offrendo spunti di riflessione sulla natura umana e sulla possibilità di replicarla in esseri artificiali.

L'aspetto visivo: un connubio di realismo e inquietudine

Il reparto grafico, curato da Gabriel Hernandez Walta ai disegni e Jordie Bellaire ai colori, è perfettamente adatto alla storia. La coppia riesce a declinare con estrema naturalezza in immagini la difficoltà di far apparire delle emozioni in una famiglia di androidi, donando una forte espressività ai personaggi tramite giochi di ombre e un attento uso del linguaggio del corpo. Walta delinea dei volti dai quali traspare sempre una forte tristezza, grazie soprattutto ai grandi occhi bianchi dei quattro sintezoidi.

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Walta traduce in meraviglia visiva quanto previsto in sceneggiatura da King. La follia e l’imprevedibilità narrative fanno da perfetto contrasto all’impaginazione spesso statica, tradizionale e rigida del layout, che si alterna a tavole illustrative di una potenza artistica allibente e scioccante. Nelle vignette troviamo spesso scene crude, violente, che minano strutturalmente quanto fatto nel fumetto mainstream negli ultimi anni. Il lavoro svolto da Walta sulle micro-espressioni, sull’incertezza che si cela nei volti dei personaggi, sull’incapacità di comprendere a priori le idee e le intenzioni dei protagonisti, sono perfette per rendere il comportamento di androidi che cercano di emulare la natura umana, di confarsi all’attuazione di una facciata che mima l’idea di perfezione da rivista patinata, da catalogo espositivo, quando invece la vera umanità sta nelle tribolazioni interne, psicologiche, comportamentali e emotive che vengono celate agli occhi degli altri, tranne a quelli del lettore.

Bellaire utilizza tonalità pastello e leggeri cambi di tonalità per creare ombre e tridimensionalità, dando l'impressione di trovarsi in una cittadina americana perfetta, uscita da una pubblicità di qualche decennio fa, aumentando la sensazione di disagio perenne.

Un'opera che colpisce al cuore e allo stomaco

Visione di Tom King è una storia forte, densa e veramente coinvolgente, che vi terrà in uno stato di tensione emotiva anche quando avrete finito di leggerla. È una delle più belle produzioni targate Marvel dell’ultimo decennio, un fumetto di supereroi colto eppure ricco di colpi di scena, come un thriller ambientato in quei sobborghi perfettini da Peyton Place a Breaking Bad che sono il correlativo oggettivo dell’American Dream, il tutto innervato di elementi fantascientifici e speculazioni filosofiche.

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