Gli spaghetti e i vermicelli sono due formati di pasta lunga spesso confusi tra loro. Questo articolo esplora le differenze tra questi due tipi di pasta, le loro origini, le varietà e gli abbinamenti culinari più adatti.
Introduzione
La pasta è un alimento fondamentale nella cucina italiana, con una vasta gamma di formati, ognuno con le sue caratteristiche uniche. Tra questi, gli spaghetti e i vermicelli sono due dei formati più popolari e versatili. Comprendere le differenze tra questi due tipi di pasta può aiutare a scegliere il formato giusto per ogni preparazione culinaria.
Spaghetti: Un Classico Italiano
Gli spaghetti sono un formato di pasta di fama mondiale, un'icona della cucina italiana. La prima volta che il nome "spaghetti" viene registrato è nel 1819, nel "Dizionario della lingua italiana" di Tommaseo e Bellini. La fama e la bontà di questo formato hanno rapidamente superato i confini italiani, diventando un simbolo dell'italianità nel mondo. Gli spaghetti sono lunghi circa 25 cm, lisci e molto versatili in cucina. Si abbinano bene a moltissimi tipi di sughi e condimenti, dal più semplice aglio, olio e peperoncino al più suntuoso sugo di mare con crostacei e molluschi.
Varietà di Spaghetti
Il diametro e le dimensioni degli spaghetti variano a seconda delle zone. Esistono diverse tipologie, tra cui:
- Spaghettini: Più sottili degli spaghetti classici, perfetti per ricette leggere a base di pesce o frutti di mare.
- Spaghetti classici: La versione più comune, versatile e adatta a una vasta gamma di condimenti.
- Spaghetti grossi: Conosciuti anche come spaghettoni, offrono una consistenza più corposa e si prestano a sughi ricchi come la carbonara o l'amatriciana.
- Spaghetti quadrati (alla chitarra): Dalla forma squadrata anziché rotonda, ideali per condimenti robusti.
- Spaghetti integrali: Caratterizzati da un gusto morbido e delicato, perfetti con condimenti a base di verdure o pesce.
- Spaghetti con lupini: Una proposta innovativa con farina di lupini per un apporto proteico vegetale.
- Spaghetti gluten-free: Ideali per chi soffre di intolleranze alimentari, preparati con mais, quinoa e riso integrale.
- Spaghetti biologici: Preparati con grano selezionato da agricoltura biologica certificata.
Vermicelli: Un Formato Robusto
Sempre di spaghetti si tratta, anche se i vermicelli hanno un diametro più grande, poco più di 2 mm contro i poco meno di 2 mm degli spaghetti. I vermicelli si prestano a sughi molto robusti, poiché sono più corposi, assorbono di più il sugo e mantengono bene la cottura. Si abbinano bene, ad esempio, a un ragù di selvaggina, di lepre o di cinghiale.
Leggi anche: Vermicelli vs Spaghetti: Cosa scegliere?
Confronto Dettagliato: Vermicelli vs Spaghetti
Per chiarire ulteriormente le differenze tra questi due formati di pasta, ecco una tabella di confronto:
| Caratteristica | Spaghetti | Vermicelli |
|---|---|---|
| Diametro | Meno di 2 mm | Poco più di 2 mm |
| Consistenza | Più sottile | Più corposa |
| Abbinamenti | Versatile, adatto a sughi leggeri e ricchi | Ideale per sughi robusti e ragù di carne |
| Cottura | Rapida | Mantiene bene la cottura |
Altri Formati di Pasta Lunga
Oltre a spaghetti e vermicelli, esistono molti altri formati di pasta lunga, ognuno con le sue peculiarità:
- Capellini: Ancora più sottili degli spaghettini.
- Linguine: Simili agli spaghetti ma con sezione appiattita, si abbinano bene a condimenti che ne sgrassino la consistenza, come buccia di limone grattugiata, pangrattato o granella di noci e pistacchi.
- Fettuccine: Simili alle tagliatelle ma più corte e appiattite, possono essere fatte in casa con uova e farina.
- Reginette: Simili alle fettuccine ma con bordi zigrinati, tipiche della Campania.
- Ziti: Come enormi bucatini, generalmente spezzati prima della cottura e spesso cotti al forno con ragù e mozzarella.
- Bucatini: Spaghettoni con un piccolo foro centrale, perfetti con l'amatriciana.
Noodle e Spaghetti Asiatici: Un Mondo a Parte
È importante distinguere gli spaghetti italiani dai noodles asiatici. Anche se possono sembrare simili, hanno origini, ingredienti e metodi di cottura diversi.
Noodle: Origini e Varietà
I noodle sono nati in Cina 4mila anni fa e si sono diffusi in altri paesi asiatici. Si preparano con un impasto di farina (di riso, grano saraceno, fagiolo mungo, mais o alghe), acqua e uova. Alcuni esempi includono:
- Spaghetti di riso: Friabili e dal colore bianco, si utilizzano in insalate, zuppe o saltati al wok.
- Spaghetti di soia (vermicelli): Elastici e consistenti, ottimi saltati nel wok o come ripieno degli involtini.
- Udon: Noodle giapponesi a base di farina di grano tenero, spessi e versatili.
- Ramen noodles: Spaghetti istantanei, precotti o aromatizzati.
Vermicelli di Soia: Un Ingrediente Chiave nella Cucina Asiatica
I vermicelli di soia, conosciuti anche come glass noodles, sono spaghetti traslucidi realizzati con amidi come i fagioli di soia, i fagioli mung, le patate, le patate dolci o la tapioca.
Leggi anche: Sapori Mediterranei in un piatto di pasta
Storia e Curiosità sugli Spaghetti
Gli spaghetti italiani hanno spesso “dato spettacolo”. Il diametro e le dimensioni di questo formato variano al variare delle zone, tanto che in alcune regioni del Sud Italia, e in particolare nel napoletano, è usato spesso il termine “vermicelli” per intendere gli spaghetti. I primi spaghetti erano chiamati "vermicelli", e da secoli si discute se siano stati inventati dai cinesi o dai siciliani: oggi si ritiene che si siano diffusi indipendentemente, in entrambe le aree geografiche. Quello che invece è certo è che a portare in Sicilia l'usanza di cucinare pasta secca sono stati gli Arabi. Una delle prime testimonianze scritte sui vermicelli secchi commestibili risale infatti a una sorta di "guida turistica" arabo-siciliana del 1154. Prima di allora c'era la tradizione, tutta romana, di mangiare pasta fresca, come la lagana, una specie di grande lasagna: una sfoglia di farina di grano impastata con lattuga, aromatizzata con spezie e fritta nell'olio di oliva. Il termine "spaghetto", invece, è più recente: si è diffuso in America nell'800 insieme all'abitudine di mangiare la pasta: l'espressione "little worms" ("piccoli vermi", traduzione di "vermicelli") non era molto invitante.
Ci sono ingredienti che definiscono una cultura, e gli spaghetti sono senza dubbio uno di questi. Lunga, sottile e flessibile, questa pasta ha attraversato secoli, continenti e cucine, trasformandosi da cibo semplice e popolare a simbolo riconosciuto dell’Italia nel mondo. Gli spaghetti non sono solo un formato di pasta. Sono parte della memoria collettiva, dell’immaginario cinematografico, delle tavole della domenica. Evocano ricette che parlano di famiglia, di creatività, di regionalismi forti e identitari.
Come si fanno gli spaghetti
Gli spaghetti industriali sono realizzati principalmente con semola di grano duro e acqua. La qualità della semola influisce sulla tenuta in cottura e sulla capacità della pasta di trattenere il condimento. Un aspetto fondamentale della produzione è la trafilatura: nel caso della trafilatura al bronzo, l’impasto passa attraverso matrici in bronzo che conferiscono alla superficie della pasta una leggera rugosità, ideale per trattenere i sughi. L’essiccazione avviene a temperature e tempi variabili. Nella produzione artigianale viene fatta a basse temperature (sotto i 50 °C) per molte ore, anche fino a due giorni, preservando al meglio le proprietà nutritive e il gusto della semola. Negli ultimi anni si sono diffuse versioni integrali, di farro, senza glutine e persino arricchite con spirulina o legumi, a dimostrazione di quanto questo formato continui a evolversi.
Abbinamenti culinari con gli spaghetti
Quando si parla di cucina italiana, gli spaghetti sono sempre al centro della scena. In ogni regione del Paese, esiste almeno una ricetta che li vede protagonisti. Semplici o elaborati, marinari o contadini, i condimenti sono innumerevoli e cambiano di valle in valle, di città in città. Alcune ricette sono ormai celebri in tutto il mondo, mentre altre restano gelosamente custodite nel repertorio familiare. L’aglio, olio e peperoncino è forse la preparazione più essenziale e diretta. Bastano tre ingredienti per trasformare un piatto di spaghetti in qualcosa di aromatico e soddisfacente. Un altro pilastro è la carbonara, simbolo della cucina romana. Uova, guanciale, pecorino e pepe nero. Nient’altro. Nessuna panna, nessuna cipolla. La crema che si forma grazie all’amido della pasta e al tuorlo è l’elemento che ha reso questo piatto famoso ovunque. Poi ci sono gli spaghetti al pomodoro. Un classico che sembra semplice, ma che richiede ingredienti di qualità: pomodori maturi, basilico fresco, un buon extravergine. Al Sud, gli spaghetti alle vongole sono una delle massime espressioni della cucina marinara. Freschi, sapidi, avvolti in un filo d’olio e prezzemolo, rappresentano la sintesi tra terra e mare. In Campania si trovano gli spaghetti alla puttanesca, con olive nere, capperi, acciughe e pomodoro. Dal gusto deciso e pungente, hanno un'origine popolare e un nome curioso, legato - secondo alcuni - alla velocità della preparazione nei bordelli del dopoguerra. A Venezia non è raro trovare versioni con nero di seppia, mentre in Puglia si condiscono con cime di rapa e alici.
Con la cucina contemporanea sono arrivate anche le interpretazioni più audaci. Negli Stati Uniti gli spaghetti hanno preso strade del tutto nuove. Il caso più celebre è quello degli “spaghetti with meatballs”, spaghetti con polpette di carne in salsa di pomodoro. Questo piatto, sconosciuto in Italia, è diventato emblema della cucina italoamericana. In Giappone, gli spaghetti sono diventati protagonisti della cosiddetta “wafu pasta”, ovvero pasta all’italiana con condimenti giapponesi: funghi shitake, uova di merluzzo, alghe nori, salsa di soia. In Brasile si mangiano spesso con salse a base di pollo o crema di latte.
Leggi anche: Frittata Napoletana di Spaghetti
Consigli per la cottura degli spaghetti
La cottura è uno degli aspetti più importanti per apprezzare davvero gli spaghetti. Vanno calati in acqua bollente e salata - circa 10 grammi di sale ogni litro d’acqua - e mescolati nei primi minuti per evitare che si attacchino. Non vanno mai risciacquati: l’amido presente in superficie è prezioso per legare i condimenti. Anche l’acqua di cottura può essere utile per rendere i sughi più cremosi. Una tendenza recente è la cottura risottata: gli spaghetti vengono cotti direttamente in padella, con il condimento e poca acqua, aggiunta gradualmente. La scelta del formato è altrettanto importante: gli spaghettini si usano per preparazioni leggere e veloci, mentre gli spaghettoni reggono meglio sughi densi o grasse consistenze.
Valori nutrizionali degli spaghetti
Nonostante la pasta sia spesso al centro di discussioni alimentari, gli spaghetti - se consumati con criterio - rappresentano un alimento completo, digeribile e adatto a una dieta equilibrata. Il loro valore nutrizionale varia a seconda della tipologia (raffinata, integrale, arricchita, senza glutine), ma anche del metodo di lavorazione e della qualità della semola impiegata. Gli spaghetti integrali contengono fino a 6-7 g di fibre, aiutano la regolarità intestinale e producono un senso di sazietà più duraturo. Uno dei luoghi comuni più diffusi è che la pasta “faccia ingrassare”. In realtà, ciò che incide maggiormente sul bilancio calorico di un piatto di spaghetti è il condimento. Un aglio e olio ben dosato può contenere meno calorie di un’insalata con troppa maionese o di una focaccia con salumi. Gli spaghetti, come tutti i carboidrati complessi, forniscono energia a rilascio graduale, indispensabile per chi ha una vita attiva o pratica sport. Il modo in cui vengono cotti incide anche sull’indice glicemico. Una cottura al dente aiuta a ridurre i picchi glicemici, mantenendo stabile il livello di zuccheri nel sangue. Il mercato ha ampliato l’offerta con versioni pensate per esigenze alimentari diverse. Gli spaghetti integrali sono realizzati con semola integrale, cioè non privata della crusca e del germe di grano. Gli spaghetti senza glutine sono invece realizzati con farine alternative: riso, mais, quinoa, grano saraceno. Negli ultimi anni si sono diffusi anche spaghetti arricchiti con proteine (ad esempio con farina di legumi come lenticchie rosse, piselli o ceci). Il modo migliore per integrare gli spaghetti in una dieta sana è abbinarli a verdure di stagione, condimenti leggeri e proteine magre. Un piatto di spaghetti con zucchine e ricotta, oppure con pomodorini e tonno al naturale, è nutriente e ben bilanciato. È buona norma evitare condimenti troppo ricchi di grassi saturi o sale (panna, burro in eccesso, salsicce), soprattutto se consumati frequentemente.
Curiosità sugli spaghetti
Al di là delle ricette e dei valori nutrizionali, gli spaghetti sono protagonisti di una lunga serie di aneddoti, record, tradizioni e modi di dire. Questo formato ha ispirato artisti, divertito il pubblico e fatto nascere stranezze culinarie in tutto il mondo. Una delle questioni più discusse a tavola è se sia accettabile spezzare gli spaghetti prima di cuocerli. In Italia, la risposta è quasi sempre un secco no. Lo spaghetti va calato intero nell’acqua bollente: man mano si ammorbidisce, scivola nella pentola senza spezzature. Gli spaghetti hanno ispirato anche i record più improbabili. In Giappone è stata registrata la “ciotola di spaghetti più grande del mondo”, oltre 13.000 chili di pasta servita durante un evento collettivo. In Italia, una delle sfide più classiche è la “gara di spaghetti piccanti”: chi riesce a mangiarli più velocemente senza bere. Gli spaghetti sono entrati nella cultura popolare in ogni forma. Il celebre bacio tra Lilli e il Vagabondo davanti a un piatto di spaghetti con polpette è forse una delle scene più romantiche mai disegnate. Non mancano neppure i modi di dire: “essere uno spaghetto” per indicare una persona magrissima, o “fare lo spaghetto” per chi si muove con esitazione o lentezza. Il termine “spaghetti western”, usato per definire i film western prodotti in Italia negli anni ’60 e ’70, nasce proprio dal legame tra questo formato di pasta e l’identità nazionale. Un’etichetta inizialmente ironica, poi diventata distintiva.
Domande frequenti sugli spaghetti
- Come si cuociono gli spaghetti?Gli spaghetti vanno cotti in abbondante acqua salata, portata a ebollizione prima di calarli. La proporzione consigliata è di 1 litro d’acqua e 10 grammi di sale ogni 100 grammi di pasta. Non vanno mai spezzati né risciacquati dopo la cottura.
- Gli spaghetti sono stati inventati da Marco Polo?No. Nonostante la leggenda di Marco Polo, gli spaghetti hanno origini ben più complesse e mediterranee.
- Da dove deriva il nome "spaghetti"?Il termine deriva dal diminutivo italiano di spago, che significa “corda” o “filo”.
- Gli spaghetti fanno ingrassare?Se consumati in quantità moderate e con condimenti bilanciati, no. Forniscono energia, saziano e - se integrali o al dente - hanno un impatto glicemico più contenuto.
- Gli spaghetti alla bolognese esistono?In Italia no. A Bologna si prepara il ragù, ma viene servito con tagliatelle, non con spaghetti.
- Esistono spaghetti senza glutine?Sì. Esistono spaghetti senza glutine realizzati con farine alternative come riso, mais, quinoa o grano saraceno.
- Qual è la differenza tra spaghetti e linguine?Gli spaghetti sono cilindrici. Le linguine sono piatte, simili a nastri sottili.
tags: #vermicelli #o #spaghetti