Sushi Da Vinci: Un Viaggio Gastronomico Attraverso Esperienze Indimenticabili

Un anno di scoperte gastronomiche, un mosaico di sapori e sensazioni. Questo articolo vi guiderà attraverso alcune delle migliori esperienze culinarie del 2025, raccontate dalle voci appassionate di esperti del settore. Dalle trattorie tradizionali ai ristoranti innovativi, dai piatti semplici ma autentici alle creazioni audaci e sofisticate, preparatevi per un viaggio indimenticabile nel mondo del gusto.

Omakase a Milano: Un Rito Giapponese di Fiducia

La mia migliore esperienza gastronomica del 2025 è stata da Sushi Matsu Omakase, un ristorante minuscolo in zona Porta Venezia, a Milano, interamente dedicato al rito giapponese dell’omakase. Il termine significa letteralmente "mi affido a te" e indica un percorso in cui è lo chef a decidere cosa servire, seguendo stagionalità, qualità del pescato e sensibilità del momento, in un rapporto di fiducia totale con il commensale. Lo spazio è essenziale e minimale: un bancone in legno a ferro di cavallo che accoglie soltanto 12 persone, tutte rivolte verso la cucina. Al centro dell’esperienza ci sono Takamatsu, fondatore del progetto, insieme agli chef Hirohiko Shimizu e Daigo Wakui, che guidano il percorso con grande precisione. Qui la qualità straordinaria delle materie prime è solo una parte del racconto: ciò che colpisce è il ritmo del servizio, il silenzio concentrato che accompagna le preparazioni, l’attenzione ai tempi e ai dettagli. Una sequenza di atti calibrati da osservare e ascoltare.

Napoli: Un'Immersione nell'Autenticità di Mimì alla Ferrovia

Non è un semplice viaggio, è un richiamo. Quando la voglia di cucina vera inizia a diventare pressante, la mia cura è una sola: prendere un treno direzione Napoli, verso uno dei maggiori templi della ristorazione italiana. Mimì alla Ferrovia dal 1943 presidia via D’Aragona e tutta la zona della stazione centrale con la fierezza di chi sa di aver fatto la storia. Come se fosse una repubblica indipendente all’interno della città. Una Trattoria con la "T" maiuscola, dove ritrovo l’essenza più profonda di un luogo che non ha bisogno di trucchi per incantare. Ti conquista mettendosi semplicemente a nudo e mostrandosi senza filtri. L’atmosfera di Mimì è quella delle trattorie di una volta, con pareti gialline tappezzate di foto storiche che raccontano decenni di convivialità, tavoli in legno con tovaglie bianche e finestre verdi. In cucina Sasà Giugliano che, dopo tante esperienze in giro per il mondo, è tornato a casa portando con sé una visione cosmopolita che regala alle antiche ricette di famiglia una spinta innovativa e una nuova linfa che le rende vitali, senza snaturarle. Meritano il viaggio il leggendario puparuolo ‘mbuttunatu, le candele alla genovese, gli ziti “allardiati”, la pasta mista patate e provola, il taco bao ripieno di genovese, le alici ‘mbuttunate farcite di provola affumicata, con zucchine alla scapece e mayo al wasabi. La carta dei vini? All’altezza della cucina, con etichette ricercate anche nel mondo dei naturali. Nella repubblica di Mimì il tempo segue regole proprie. Non si prenota, ci si mette in fila con pazienza e si respira l’attesa, tra i profumi che scappano dalla cucina e le voci della strada.

Taormina: Un'Esperienza Sensoriale tra Cucina e Design

A Taormina, l’aura seducente ed elitaria amplificata dalla seconda stagione di The White Lotus avvolge ulteriormente il centro storico, tra boutique e strutture hospitality da capogiro che la rendono affascinante ma al tempo stesso impersonale. Il turismo d’alta fascia mordi e fuggi può facilmente allontanare dal contatto con la realtà; tuttavia esistono luoghi capaci di riconnettere chi arriva con i valori e le emozioni autentiche di questa terra. È il caso di Nunziatina, ristorante nato nel 2022, dal design iconico e con un’idea di cucina che porta in tavola il territorio in tutte le sue sfaccettature. Non sorprende che uno dei piatti più riusciti dello chef Dionisio Randazzo sia un fusillone con genovese di coniglio, rapa rossa, yogurt di capra e burro di fegatini: un equilibrio calibrato di dolcezze, acidità e note minerali che dimostra come a Taormina si possa cucinare con pensiero, senza affidarsi unicamente alla prossimità del mare. Si va ancora oltre quando il pairing dell’intera cena ruota attorno allo Chardonnay e al suo infinito mondo siciliano. La scelta del Tasca d’Almerita Vigna San Francesco 2023 risulta particolarmente azzeccata: elegante, con una concentrazione di frutta matura capace di bilanciare la grassezza del ragù bianco e dei fegatini; al tempo stesso, le sue note citriche incontrano e ripuliscono il palato, sovrapponendosi con precisione all’acidità dello yogurt. Tutto perfetto, come il dopocena al Morgana, progetto avanguardistico avviato dalla stessa proprietà nel 2001: molto più di un bar, un luogo in cui concept design, l’arte di Alessandro Florio e una drink list calibrata definiscono un universo site-specific unico nel suo genere. Quest’anno scegliere la migliore esperienza gastronomica è stato sorprendentemente difficile ma con Nunziatina è stato un vero colpo di fulmine. Il locale si trova a due passi dal Duomo di Taormina ed accoglie come una dimora siciliana opulenta e barocca, dove il culto del superfluo diventa identità e ogni dettaglio prepara al viaggio sensoriale che attende. In cucina c'è Dionisio Randazzo, tornato appositamente dall'Australia dopo 20 anni di esperienze lungo i cinque continenti. Nei suoi piatti ci sono influenze arabe, mediterranee e asiatiche ed i piatti che mi sono piaciuti di più riflettono la generosità di una cucina che celebra mare e terra. La seppia ripiena con ricci di mare apre con un’onda marina intensa; i tagliolini aglio e olio con anemoni e gambero rosso intrecciano audacia e tradizione; il risotto con cozze tarantine, tenerumi e cotica affonda nelle radici della memoria; il maialino al barbecue con mole al cioccolato di Modica chiude con una profondità seducente, i dolci golosissimi ed anche i vini curati da Alfio Cannavò. Da Nunziatina si mangia bene ma soprattutto si sta bene.

Fiumicino: Una Pizza Inaspettata sul Mare

La (breve) distanza che separa Roma da Fiumicino, a volte, non si vuole percorrere per pigrizia. Succede ai romani e anche a me, che lo sono d’adozione ormai da un po’. Le cose sono però effettivamente cambiate da quando sul porto canale è arrivata Clementina. Lo sanno tutti, Luca Pezzetta è uno dei migliori pizzaioli in circolazione, ma senza imbarazzi dico che non vado a trovarlo per la pizza. O almeno, non solo per quella, che generalmente ordino da condividere con chi mi sta davanti. Prima indulgo su antipasti che hanno così poco a che vedere con l’immaginario delle pizzerie, più vicini, come sono, al repertorio della lievitazione tecnica, italiana e francese. E pure dell’alta cucina di pesce. Ecco, a saltellare tra ricordi di assaggi di questo 2025 turbolento ce n’è uno che se non volessi attenermi a un vocabolario un poco più composto definirei tranquillamente ‘da sturbo’. Il croissant con cocktail di gamberi rossi: la stratificazione burrosa, per un attimo resistente poi cedevole del laminato, che si infrange sul crostaceo crudo e dolce, e infine al liquido colorato, sapido e cremoso che concentra la loro bisque. Mi fermo qui.

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Romagna: Un Tour Autentico tra Piadine e Cassoni

Non lo nego, la mia miglior esperienza gastronomica del 2025 è influenzata dal coronamento del sogno di una vita: regalarmi un tour di degustazione di piadine in giro per la Romagna. Da Cesenatico a Riccione, più spessa e farinosa o più sottile e sfogliata, ne ho assaggiate tante lungo la costa romagnola e nei chioschi fuori dagli stadi di periferia. Ma del cassone - o crescione, che non si dimentichi alcuna provincia - si parla ingiustamente troppo poco. Variazione sul tema della piada, ha lo stesso impasto ma è chiuso come un panzerotto. Fuori è leopardato e dentro è bollente e fumante, morbido o filante a seconda del ripieno. Quello alle erbe Da Claudia e Romina, in Viale Camogli a Riccione, è stato semplice e perfetto. Un sapore autentico e leggermente amaricante di erbe di campo fresche e verdissime. Senza formaggio, senza pomodoro, senza fronzoli. Pane e verdure, se lo vogliamo vedere nella sua forma primitiva, che convincono per l’essenzialità e la freschezza degli ingredienti, il ripieno abbondante e l’impasto sottilissimo e friabile. Lo mordi e ti senti in quella Romagna sospesa a metà tra il mare e le colline. È stato lo street food più autentico mai assaggiato, doppiamente buono perché fuori dalle strade turistiche e al riparo dalle farciture più grasse e stravaganti che, a volte, ci fanno dimenticare il vero sapore della tradizione.

Salento: Una Cucina di Mare d'Autore a Prezzi Accessibili

A Gallipoli, affacciato sulle mura della città vecchia, Mera è una delle aperture più interessanti dell’ultimo anno in Salento. Il ristorante propone un menu ben costruito, con i prodotti ittici locali al centro di ogni piatto, dove ciascuna portata mostra un equilibrio tra eleganza e concretezza. Si tratta di una cucina di mare contemporanea, costruita su idee chiare e un’identità ben definita, che riesce ad affermarsi grazie all’esperienza dello chef Nicolas Pisanello e alla solidità dell’esecuzione. La degustazione di antipasti, cinque assaggi che sintetizzano la visione della cucina (22€ pp), vede il mare al centro della tavola, senza strafare ma esaltando la freschezza della materia prima. Anche aggiungendo una portata tra primo o secondo, coperto e un calice, si rimane sotto le 50€: un rapporto qualità-prezzo notevole, soprattutto considerando la qualità e l’attenzione ai dettagli che caratterizzano il lavoro della brigata di sala e cucina.

Torino: Un'Osteria che Può Cambiare la Vita

Scannabue è un ristorante che può cambiare la vita sotto diversi aspetti. Capitarci nel giorno in cui l’intero gotha della cucina mondiale è qui riunito, fa il suo effetto. Un tavolino solitario in mezzo a Bruno Verjus, Rasmus Munk, Virgilio Martinez, Pia Leon, i fratelli Roca e molti altri, ha il suo perché. Non si può non notare il palese giubilo degli illustri ospiti durante l’assaggio delle pietanze servite. Da Scannabue va così, tutti, celebri chef pluripremiati e amanti della buona tavola, riescono a vivere la loro estasi tra piatti di vitello tonnato, agnolotti del plin ai tre arrosti serviti al beurre de Bresse e guancia brasata al Barbera. La vera sorpresa, quella che ti fa dimenticare di chi hai attorno in quel momento per farti concentrare solamente sull’assaggio, è il risotto. Burro, Parmigiano Reggiano 24 mesi, limone e midollo per un gusto che difficilmente si potrà scordare per via di un equilibrio perfetto, di una cremosità da manuale e di emozioni in grado di suscitare. Sarà l’atmosfera di festa, sarà la compagnia, ma sarà ancor più per il cibo che Scannabue è uno di quei posti dove andare per stare bene.

Tirana: Una Sorprendente Destinazione Gastronomica

Tirana è una capitale sorprendente. Non è la città più bella dei Balcani, ma ha l’energia di quelle località che stanno cercando di meritarsi un pin sulla mappa delle destinazioni di viaggio. Facendo una camminata piacevole dal centro si arriva al lago artificiale della città, molto frequentato durante la bella stagione e sulla cui riva si trova anche Mullixhiu, il ristorante farm to table dove ho assaggiato il piatto più buono dell’anno: la rosnica (piccoli pezzettini di pasta all’uovo) con quaglia e zucca. È un’interpretazione di un piatto delle nonne albanesi, difficilmente trovabile nei ristoranti, da mangiare al cucchiaio. Quintessenza del comfort food, umami, dolce per via della zucca, tenero e in parte croccante, non me ne dimenticherò mai perché mi ha fatto sentire a casa in un giorno freddo e piovoso dove avevo dormito troppo poco. Tutti i piatti dello chef e proprietario Bledar Kola, classe 1984, sono così: presi dai ricordi d’infanzia di molti albanesi, adattati un po’ per elevarli (senza snaturarli) e realizzati con gli ingredienti stagionali di provenienza locale.

Mérida: L'Autentica Cucina dello Yucatan

A Mérida, in Messico, c’è un luogo in cui la cucina yucateca smette di essere folklore e trova una voce contemporanea davvero interessante. È Huniik, il progetto più personale di Roberto Solís - chef con esperienze internazionali che in città ha altri tre ristoranti - e quello in cui la sua ricerca appare più nitida. Studio della tradizione e rilettura attuale passano attraverso materie prime curate, storia e ricette, insieme a una grande attenzione per le tecniche antiche: dalla cottura pib sotto terra al relleno negro (uno stufato tipico a base di tacchino), fino al rapporto profondo con il peperoncino, sempre presente ma perfettamente equilibrato…

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La Storia della Pizza Romana: La Montecarlo

Le foto di Fabrizio Corona, quelle di Elio e le Storie Tese e le pose di Morrisey che è tornato a fotografarsi sotto l’insegna dopo 30 anni, incorniciano le sale della Pizzeria La Montecarlo. Che sembrano più dei corridoi di una macelleria che gli ambienti di una pizzeria in pieno centro. Qui si è fatta e si fa la storia, a colpi di gomitate, tovaglioli disegnati e tovaglie di carta che ti devi apparecchiare da solo. I camerieri fanno giochi di prestigio per incastrare i numerosi clienti che fanno la fila fuori dal locale dove le prenotazioni sono bandite come la peste, portando pile di vassoi di alluminio bollente che sfidano la fisica. “Io? Lavoro qui da 29 anni” racconta un simpatico dipendente con il cravattino rosso. A La Montecarlo la pizza non la compri, te la devi guadagnare. E com’è questa pizza? Anarchica, generosa nelle imperfezioni, qualche volta pare uscita dalla lavatrice. Il folklore regnerà pure sovrano ma il posto ha continuato a parlare ai romani e non solo ai turisti, attirandoli tra le viuzze del centro di Roma altrimenti abbandonato a gabbiani, preti ed Airbnb. Se abbiamo chiarissimo qual è il presente della pizza, in particolare di quella romana, di quali particolari evoluzioni sia stata protagonista e capace, non bisogna comunque sciogliere il filo sottile che lega tutto questo al passato. La Montecarlo, come le sue simili, non è solo un posto da romanticizzare, da vedere con occhi sognanti, ma in modo vigile, partecipato, qualche volta anche critico. Le insegne che hanno fatto la storia della pizza sono la chiave per leggere anche il presente. “Se voi na pizza dillo” recita un cartello sopra la frenetica cucina. Se non tutto, molto è cominciato proprio da qui.

Il Capriccio: Un Sogno che Diventa Realtà

Da piccolo alla classica domanda “cosa vuoi fare da grande?”, mentre gli altri rispondevano l’astronauta, l’ingegnere o il calciatore, io ero già certo della mia strada: il cuoco. Dopo aver sperimentato cucine e lavori differenti è nato in me “un capriccio”, il desiderio di creare un luogo in cui le persone potessero mangiare e stare bene. Chiudete gli occhi e immaginate di mangiare in mezzo al mare, con lo sguardo puntato sull’orizzonte, spezzato solo dai pescatori che rientrano dalla battuta di pesca, il bottino passa direttamente dalla banchina alla cucina. Il Sushi Bar del Capriccio, una proposta rivisitata dallo chef che combina gusto e tradizione. Il Capriccio, con la sua ampia sala ristorante e la terrazza sul mare, diventa il luogo ideale per festeggiare i momenti speciali. Non c’è nulla di più bello che realizzare i sogni ed i desideri delle persone. Non c’è nulla di più bello che realizzare i sogni ed i desideri delle persone. È il pensiero di Barbara Corso, Event Creator per Il Capriccio.

Chupa Chups: Un Classico Intramontabile

Enric Bernat, l’inventore di Chupa Chups, pensò: sai di che cosa ha bisogno il mondo? Il mondo ha bisogno di un prodotto che “sia come mangiare un dolce con una forchetta”. Chupa Chups unisce all’inconfondibile gusto ciliegia il bubblegum più apprezzato dai bambini: Big Babol. Un’esplosione di sapori con il mix Chupa Chups, Goleador e Fruittella. FAI ESPLODERE IL TUO TALENTO MUSICALE CON MELODY POPS! Morbide Jelly ai gusti di frutta che non contengono ingredienti di origine animale ma vero succo di frutta, solo aromi naturali e nessun colorante artificiale! In buste da 150g. l’integratore IMMUNO+RICARICA, integratore di vitamine B, in deliziose gelée gusto fragola, mirtillo e mora. Le vitamine Niacina, B12 e B6 contribuiscono alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento. La Biotina contribuisce al normale metabolismo energetico.

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