Introduzione
La storia delle figurine Panini è un racconto di ingegno, passione e successo imprenditoriale tutto italiano, che ha saputo conquistare il cuore di milioni di persone in Europa e nel mondo. Partendo da una piccola edicola a Modena, l'azienda Panini ha trasformato un'idea semplice in un fenomeno culturale di massa, diventando sinonimo di collezionismo, sport e ricordi d'infanzia.
Gli Inizi Modenesi: Dalla Rivendita all'Intuizione Geniale
La storia inizia con Giuseppe Panini, nato a Pozza di Maranello (MO) il 9 novembre 1925. Dopo aver conseguito la licenza di avviamento professionale all'Istituto Fermo Corni di Modena e superato le difficoltà familiari, nel gennaio del 1945, la famiglia Panini acquistò un'edicola nel centro di Modena. L'edicola, gestita dalla madre e da alcuni dei figli, tra cui Benito e Franco Cosimo, rappresentò il punto di partenza per l'avventura imprenditoriale dei fratelli Panini.
Nel 1960, Giuseppe ebbe un'intuizione che avrebbe cambiato per sempre il mondo del collezionismo. Acquistò dall'editore Nannina di Milano un lotto invenduto di figurine dei calciatori del campionato italiano. Decise di confezionarle in bustine da quattro l'una. La vendita di tre milioni di bustine, con un utile di circa 10 milioni di lire, diede il via alla produzione industriale delle figurine Panini.
Il Progetto Editoriale e il Successo Inaspettato
Il progetto editoriale di Giuseppe era ambizioso: creare un album che raccogliesse le figurine di tutti i calciatori del campionato italiano. Acquistò le fotografie dei calciatori dall'agenzia fotografica Olympia, che lavorava per La Gazzetta dello Sport, e ne commissionò la riproduzione agli stampatori Paolo Artioli e Ivo Bertolini di Modena. La stampa dell'album fu affidata alla tipografia Giola di Milano.
Le figurine venivano stampate in fogli di formato 50×70, ciascuno di 90 figurine. I Panini tagliavano e mescolavano le figurine con una zangola, un recipiente tradizionalmente utilizzato per fare il burro. Successivamente, le figurine venivano consegnate a lavoranti a domicilio che le imbustavano.
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Il successo fu immediato e travolgente. Le vendite quintuplicarono rispetto all'anno precedente e gli utili sfiorarono i 30 milioni di lire. L'iniziativa continuò negli anni seguenti con una fortuna crescente, consolidando la posizione di Panini nel mercato delle figurine.
L'Organizzazione Aziendale e l'Innovazione Tecnologica
Il capitale sociale fu equamente distribuito tra i quattro fratelli: Giuseppe, Franco Cosimo, Umberto e Benito. Giuseppe fu presidente e amministratore delegato; Franco Cosimo vicepresidente e responsabile amministrativo; Umberto direttore tecnico-produttivo e Benito responsabile della distribuzione.
Con il trasferimento in una nuova sede, l'attività si concentrò sul core business delle figurine. L'agenzia di distribuzione dei giornali fu venduta e l'edicola data in affitto. Negli anni seguenti, il portafoglio prodotti fu ampliato proponendo, accanto alle raccolte dei calciatori, collezioni legate ai programmi televisivi e al filone scientifico e culturale.
La crescita dell'azienda fu accompagnata da importanti innovazioni tecnologiche, opera di Umberto. La più importante fu, alla fine degli anni Sessanta, una macchina imbustatrice che consentì di integrare in fabbrica questa fase del processo produttivo, evitando il ricorso al lavoro a domicilio.
L'Espansione Internazionale e il Dominio del Mercato
Nel 1969 iniziarono le vendite all'estero, prima in Belgio e in Svizzera, poi negli altri paesi europei, costituite da raccolte dei calciatori dei rispettivi campionati nazionali. Altre cinque filiali estere furono aperte negli anni Ottanta, con la Panini ormai in forte crescita, capace di controllare il 70% del mercato mondiale delle figurine.
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Da un fatturato di 2,4 miliardi di lire nel 1972, quasi interamente assorbito dal mercato interno, era salita a 165 miliardi nel 1986, di cui il 70% all'estero, con oltre 600 addetti. Il vantaggio competitivo risiedeva in una capacità produttiva superiore ai concorrenti e nell'esclusiva dei diritti editoriali dei soggetti riprodotti (calciatori e altri).
La Leadership di Giuseppe Panini e il Passaggio Generazionale
Giuseppe gestì l'azienda in prima persona sino all'inizio degli anni Settanta. Nel 1986 una partecipazione di minoranza fu acquisita dal finanziere Carlo De Benedetti. Alla fine degli anni Ottanta, Giuseppe Panini desiderava rientrare da alcune esposizioni nel settore immobiliare, mentre gli altri fratelli stavano maturando nuovi progetti imprenditoriali. Inoltre, per l'azienda si profilava un delicato passaggio generazionale dai fondatori ai loro numerosi figli.
L'Impegno di Giuseppe Panini nello Sport e nella Cultura
Nel 1966 Giuseppe aveva fondato il Gruppo Sportivo Panini, divenuto in seguito una delle più importanti società al mondo nella pallavolo maschile, ceduta nel 1993 all'industriale Giovanni Vandelli. Nel corso dei 27 anni di gestione Panini, il club vinse otto campionati italiani, sei coppe Italia, una coppa dei campioni, due coppe delle coppe e tre coppe confederali.
Nel 1973 Giuseppe fu tra i fondatori della Lega Italiana Pallavolo, della quale fu presidente per otto anni. Dal 1985 al 1992 fu presidente della Camera di Commercio di Modena. Inoltre, creò una scuola per dirigenti d'azienda e un liceo linguistico. Poco prima della morte aveva donato alla città di Modena le sue collezioni fotografiche e di figurine.
Franco Cosimo Panini: Dall'Edicola all'Editoria di Qualità
Franco Cosimo nacque a Maranello (MO) l'8 ottobre 1931. Dopo la seconda guerra mondiale iniziò a lavorare all'edicola della famiglia e a frequentare un corso serale all'Enal che gli consentì, nel 1953, di diplomarsi in ragioneria. Nel 1989 fondò una propria casa editrice dallo scorporo della Divisione Libri delle Edizioni Panini dopo la vendita alla Marvel Comics.
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Sin dal 1978 era stata infatti costituita nella Panini una divisione che aveva sviluppato una produzione di libri di buon livello nel campo dell'archeologia, dell'architettura, delle arti figurative e della cultura umanistico-rinascimentale e che, con la nuova proprietà, sarebbe stata chiusa. L'attività fu presto diversificata includendo l'editoria per ragazzi e quella di evasione. Nel 1990 fu acquisita la Malipiero di Ozzano Emilia (BO), specializzata nella produzione di articoli cartotecnici, divenuta in seguito la Franco Panini Scuola. Nel 2000 Franco Cosimo ricevette la laurea honoris causa in geologia dall'Università di Modena e Reggio Emilia.
Le Figurine Panini Oggi: Un Fenomeno Che Resiste al Tempo
Nonostante le sfide del mercato e la concorrenza digitale, le figurine Panini continuano ad essere un fenomeno di successo. La passione per il collezionismo, lo scambio di figurine e il completamento degli album rimane viva in milioni di persone di tutte le età.
Tuttavia, il successo delle figurine Panini ha anche attirato l'attenzione dei contraffattori. Nel 2013, la Guardia di Finanza di Modena ha scoperto un traffico illecito di figurine Panini contraffatte, sequestrando milioni di immagini e bustine.
Panini e la Cultura: Oltre lo Sport
L'impatto di Panini si estende oltre il mondo dello sport. Le figurine sono diventate un simbolo culturale, un elemento di nostalgia e un veicolo per la trasmissione di valori e tradizioni. Mostre ed eventi dedicati alle figurine Panini vengono organizzati in tutta Europa, testimoniando il loro ruolo nella cultura popolare.
Come dimostra l'evento a Stoccarda, dove il collettivo modenese Mo' Better Football ha riscosso successo, il calcio e le figurine Panini possono essere un tramite per promuovere la cultura e l'integrazione.