Salam Maman: Un Viaggio nel Cuore della Rivoluzione Iraniana Attraverso gli Occhi di un Bambino

"Salam, Maman" di Hamid Ziarati è un romanzo ambientato durante la rivoluzione iraniana che ha come protagonista il piccolo Ali e la sua famiglia. Un libro emozionante che riflette sulla famiglia, sulla crescita e sulle difficoltà di un mondo che cambia troppo in fretta. Il romanzo, scritto in prima persona dal punto di vista di Alì, esplora le difficoltà familiari, concentrandosi sui legami affettivi.

La Rivoluzione Iraniana Vista da un Bambino

"Salam, maman" racconta la Rivoluzione islamica del 1979, che trasformò l'Iran da una monarchia assoluta sotto lo Scià Mohammed Reza Pahlavi a una repubblica teocratica guidata dall'ayatollah Khomeini. Il lettore ha l'opportunità di riflettere meglio sugli eventi, poiché essi vengono riportati con gli occhi puri e innocenti di un bambino che cresce insieme alla storia che racconta. Alì vive la rivoluzione iraniana senza capirne peró tutti i dettagli, ma la sua innocenza ci mostra tutto quel caos (che per qualcuno è normalità) da un'angolazione completamente diversa.

Leggendo si percepisce tutta la violenza adoperata durante quegli anni, in particolare quando Alì e Puyan assistono al massacro dei manifestanti in piazza Djaleh: “La rigogliosa piazza Djaleh, che fino a pochi minuti prima era gremita di gente viva che sfidava il potere a colpi di slogan, era ricoperta di sangue e di cadaveri…”. Nonostante la promessa di democrazia e libere elezioni, anche il governo di Khomeini ha causato molte uccisioni, fucilando o impiccando chiunque fosse sospettato di aver appoggiato il regime dello Scià. Inoltre l'ayatollah non ha praticamente lasciato scelta nel referendum per stabilire quale forma di governo adottare in Iran, dando la possibilità alla popolazione di scegliere soltanto tra monarchia e repubblica islamica.

La storia è piena di emozioni, e anche se c'è molta sofferenza nella sua vita, si può vedere anche la speranza. Trovo interessante il fatto che la rivoluzione iraniana venga scritta attraverso gli occhi di un bambino, innocente e ignaro di ciò che gli sta accadendo intorno. Questo libro mi ha aperto gli occhi su un pezzo di storia che non conoscevo. Ho trovato affascinante vedere come la vita quotidiana di una famiglia iraniana sia stata influenzata dagli eventi politici.

La Famiglia di Ali: Un Nucleo Unito di Fronte alle Avversità

Ali e la sua famiglia vivono una vita umile, ma i cinque membri sono molto uniti. Ali è il figlio di mezzo tra i gemelli, Pari e Puyan, e la più piccolina, nata durante la vicenda, Parvin. Il romanzo parla di famiglia, crescita e delle difficoltà di un mondo che cambia troppo in fretta.

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Il fratello maggiore Puyan, appassionato di fotografia, si oppone al regime iraniano e per questo trascorrerà un periodo di tempo in prigione, che lo segnerà profondamente. Puyan legge libri proibiti, ha una mente libera e fa parte di un movimento di attivisti contrari alla monarchia. Manifesta contro l’ingiustizia sociale, contro la disoccupazione, contro la mancanza di libertà di espressione, contro il ritardo che il Paese dimostra nonostante l’immensa ricchezza rappresentata dai giacimenti petroliferi. Riuscirà a riprendersi solo grazie alla passione per la fotografia che lo porterà in Inghilterra. Poco dopo anche la gemella Parì si trasferisce negli Stati Uniti per motivi di studio. Dopo un po’ anche la minore Parvin, la raggiunge.

Questo libro racconta la storia di una famiglia i cui componenti si disperdono tra loro per riuscire a raggiungere i proprio obbiettivi e per sfuggire al regime iraniano. La famiglia è smembrata mentre le vicende politiche dell’Iran sembrano precipitare di violenza in violenza, passando dalle manifestazioni di piazza agli scontri a fuoco, dalle repressioni ai massacri culminando nella cacciata dello Scià e nell’avvento dell’ayatollah Khomeini. Alì è rimasto solo a casa con i genitori e vede e racconta cose che un ragazzino non dovrebbe mai vedere.

Tradizioni e Usanze Persiane: Uno Sguardo su un Mondo Sconosciuto

Il libro mi piaciuto per la sua unicità: quest'ultimo mi ha dato la possibilità di vedere la mia cultura o il mio mondo contrapposto a quello di un qualunque ragazzo iraniano nel 1978-79. Mi ha fatto scoprire una parte della storia di un paese che non conoscevo, la caduta della Monarchia e l'ascesa della Repubblica Rivoluzionaria Islamica, ma anche diverse usanze o termini che non conoscevo.

Ad esempio ho scoperto quando è dove si festeggia il capodanno persiano, anche detto Nowruz, oppure cos'è il korsi ovvero un tavolino sul quale si dorme d'inverno perchè al di sotto vengono poste delle braci. Tra le tante descrizioni di cose a me sconosciute mi è rimasta impressa una stravagante interpretazione che maman Parvaneh racconta ad Ali per spiegargli “Come fanno a sapere il momento esatto in cui finisce l'inverno e inizia la primavera”: la mamma gli risponde che “La terra è una sfera grande. Come un pallone. […] La terra sta sulla punta di una delle due corna di un toro e sta lì tutto l'anno, e nell'istante del passaggio dall'inverno alla primavera il toro, stanco del peso della terra su un corno, con un colpo del collo la passa sull'altro, e in quell'istante c'è un piccolo terremoto impercettibile che indica il passaggio dall'inverno alla primavera.”. Questa spiegazione mi ha colpito per l'incanto che provo nel visualizzarla nella mia mente, dove riesco a immaginare questo toro gigante nel cosmo che fa saltare la terra da un corno all'altro. Sono rimasta affascinata dalle descrizioni di alcune consuetudini e tradizioni islamiche e persiane, ad esempio la descrizione del Noruz, il Capodanno persiano.

Lo Stile Narrativo e l'Autore

Personalmente ho trovato questo libro molto coinvolgente. Mi è piaciuto lo stile narrativo semplice, la capacità dell' autore di mescolare dramma e umorismo. Lo stile è semplice ma profondo, e ti fa entrare nella mente del protagonista, facendoti sentire le sue emozioni e le sue paure.

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Nonostante i temi duri e non allegri, ho trovato questo libro scorrevole e molto piacevole. All’inizio la narrazione è un po’ lenta, quasi si fa fatica ad entrare nella storia, ma in un’intervista all’autore ho letto che è una cosa voluta, per permettere al lettore di “entrare in Iran” e prenderne confidenza. E’ un paese totalmente diverso dal nostro, più calmo e meno frenetico. Mi è capitato spesso, leggendo, di pensare a quanto fosse autobiografico questo romanzo; a quanto l’autore abbia davvero vissuto tutto quello che ha descritto. Per la maggior parte di noi occidentali è sempre faticoso comprendere un mondo così diverso dal nostro. Così come sono rimasta fortemente colpita dalle descrizioni del massacro di piazza Djaleh.

Hamid Ziarati è nato a Teheran nel 1966 e vive a Torino dove si è trasferito nel 1981 per motivi di salute. È un ingegnere. Scrive in italiano. Grazie a “Salam, maman”, Ziarati ha vinto i premi Giuseppe Berto, Marisa Rusconi, Fortunato Seminara e Rhegium Julii. Dopo aver letto “Il meccanico delle rose” e “Quasi due” ho letto anche il terzo libro di Hamid Ziarati: “Salam, maman”.

La Ricerca della Conoscenza e la Perdita dell'Innocenza

L'infanzia è uno spazio di scoperte continue e sconvolgenti, e al piccolo Ali non basta attraversarla da spettatore: lui vuole partecipare e sapere. Nella Teheran di Reza Pahlavi, tra posti di blocco, polizia segreta e roghi di libri proibiti, Ali cerca prima di tutto di capire i fatti fondamentali della vita. Come nascono i bambini? In quale istante esattamente inizia la primavera? E perché Mina è muta? E perché il pasticcere Mammad ha dodici dita? E perché i cugini non si possono sposare tra loro? Per ognuna di queste domande che spesso si perdono nell'allegro caos famigliare, Ali elabora risposte tanto strampalate quanto geniali.

Dopo aver letto “Il meccanico delle rose” e “Quasi due” ho letto anche il terzo libro di Hamid Ziarati: “Salam, maman”. E’ un bimbo curioso e attento a quello che gli succede intorno. Fa mille domande a tutti, ricevendo spesso risposte che non lo soddisfano, per cui viaggia molto con la fantasia. Dopo aver letto “Il meccanico delle rose” e “Quasi due” ho letto anche il terzo libro di Hamid Ziarati: “Salam, maman”.

Ma poi il fratello maggiore Puyan viene arrestato e da quel momento in casa di Ali comincia a regnare il silenzio.

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