Il cacao, materia prima essenziale per la produzione del cioccolato, sta vivendo un periodo di forte instabilità dei prezzi. Questo articolo esplora le ragioni di questo aumento, analizzando i fattori reali e finanziari che contribuiscono a questa tendenza, e ne valuta l'impatto sul mercato italiano e sui consumatori.
Fattori Determinanti dell'Aumento dei Prezzi
L'aumento del prezzo del cacao è influenzato da una combinazione di fattori, che possono essere suddivisi in due categorie principali:
- Fattori "reali": Connessi all'effettiva disponibilità del bene, come eventi climatici estremi, malattie delle coltivazioni e invecchiamento delle piantagioni.
- Fattori di natura finanziaria: Legati alle dinamiche che si sviluppano sui mercati, come la speculazione attraverso i contratti futures.
Impatto dei Cambiamenti Climatici e delle Malattie
La produzione globale di cacao è concentrata principalmente in Africa occidentale, con Ghana e Costa d'Avorio che coprono circa la metà del totale. Negli ultimi anni, queste regioni sono state colpite da eventi climatici estremi, tra cui prolungate siccità e piogge irregolari, che hanno ridotto sensibilmente i raccolti. La coltivazione del cacao richiede condizioni climatiche molto specifiche, con temperature costanti tra i 21 e i 32°C, elevata umidità e precipitazioni annue comprese tra i 1.500 e i 2.000 millimetri. I cambiamenti climatici stanno alterando questi equilibri, con fenomeni come la desertificazione e l'intensificazione di eventi estremi che riducono la fertilità del suolo e aumentano l'incidenza di malattie delle piante. In Ghana, ad esempio, periodi prolungati di siccità hanno diminuito la produzione, mentre in Costa d'Avorio le forti piogge hanno provocato allagamenti nei campi, distruggendo interi raccolti.
Oltre ai cambiamenti climatici, le piantagioni di cacao sono state messe a dura prova da malattie delle coltivazioni, come il cacao swollen shoot virus (CSSV), chiamato anche "AIDS del cacao", che ogni anno distrugge una parte significativa della produzione in Costa d'Avorio e Ghana.
Speculazione Finanziaria e Contratti Futures
Il cacao è considerato una commodity sui mercati internazionali, ed è oggetto di scambi attraverso contratti futures. Questi strumenti sono nati per stabilizzare i prezzi, ma spesso vengono utilizzati a fini speculativi. Un contratto future sul cacao è un accordo tra acquirente e venditore per la compravendita di una certa quantità di cacao a una data futura e a un prezzo fissato al momento della stipula del contratto. Questo permette ai produttori e agli utilizzatori di limitare l'incertezza sui prezzi futuri.
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Tuttavia, i fondi speculativi possono utilizzare i contratti futures per scommettere sull'aumento o sulla diminuzione dei prezzi del cacao. Quando i prezzi sono in forte aumento, i fondi speculativi comprano una grande quantità di futures, nella speranza che l'aumento continui. Questa attività speculativa può amplificare le oscillazioni dei prezzi e contribuire all'aumento complessivo.
I contratti in "margine" sono contratti speculativi che consentono di fare acquisti sui mercati finanziari (ad esempio, l'acquisto di un contratto future sul cacao) senza impegnare subito tutto l'importo necessario all'acquisto, ma depositando solo una percentuale di esso (“margine”); il rimanente viene garantito dal broker che gestisce la compravendita del contratto. Questa operazione si può fare sia per speculare che per garantirsi contro eventi futuri, ma sempre “scommettendo” che il prezzo del contratto acquisito si muova in una direzione (aumenti o diminuisca).
Questi contratti vengono spesso usati dagli intermediari (importatori, distributori) come “doppia copertura” per i propri rischi. Ad esempio: anche in una fase di rialzo dei prezzi, gli intermediari acquistano dei contratti a margine “scommettendo” sul ribasso; con un deposito contenuto si “assicurano” che anche se i prezzi diminuissero, loro ci guadagneranno comunque. Questo funziona quando le oscillazioni sono contenute, ma quando i prezzi si imbizzarriscono come sta succedendo ora, gli intermediari ricevono una pioggia di “margin call, cioè i broker gli chiedono di versare altro denaro o affrontare perdite anche peggiori.
Aumento della Domanda Globale
Oltre ai problemi di offerta, l'aumento della domanda di cacao ha inciso profondamente sugli aumenti. La domanda è trainata dai mercati asiatici emergenti, in particolare Cina e India, dove il consumo di prodotti a base di cioccolato è in rapida crescita. Questo squilibrio tra domanda e offerta ha esercitato una pressione significativa sui prezzi.
Non secondari, infine, sono stati gli aumenti dei costi di fertilizzanti, energia e trasporto che hanno ulteriormente complicato la situazione, influenzando il prezzo del cacao all’origine.
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Impatto sul Mercato Italiano
L'aumento del prezzo del cacao ha un impatto significativo sul mercato italiano, che è uno dei maggiori importatori europei di cacao e un importante produttore di cioccolato. Il settore dolciario italiano rappresenta una componente fondamentale dell'industria alimentare nazionale, con un tessuto produttivo costituito da circa 4.300 imprese, prevalentemente piccole e medie aziende, diffuse in tutto il Paese. Il comparto include produzioni diversificate: pasticcerie e gelaterie costituiscono il 49,4% delle attività, seguite dai laboratori di dolci tradizionali e industriali (42,1%) e da produttori di biscotti e cioccolato (8,6%).
L'impennata dei costi all'origine del cacao ha portato rincari anche sul prezzo al consumo del cioccolato. Tuttavia, gli aumenti dei prezzi al dettaglio sono stati più contenuti rispetto agli aumenti della materia prima, segno che una parte dell'impatto è stato assorbito lungo la filiera.
Analisi dei Prezzi al Dettaglio
Altroconsumo ha condotto un'analisi su 93 tavolette di cioccolato fondente vendute nella grande distribuzione italiana, rilevandone i prezzi ogni anno a marzo, in oltre mille punti vendita. I dati mostrano che solo 4 prodotti su 93 hanno registrato un calo di prezzo nell'ultimo anno, e si tratta di ribassi modesti, tra l'1% e il 6%. Tutti gli altri - ben 89 tavolette - hanno subito aumenti compresi tra il 2% e il 90%. L'incremento medio del prezzo al chilo è stato del 17% solo nell'ultimo anno.
Inoltre, la distribuzione per fascia di prezzo ha subito un cambiamento radicale: nel 2021, il 24% delle tavolette costava meno di 10 euro al chilo. Oggi questa fascia rappresenta appena il 3% dell'offerta. Al contrario, i prodotti con prezzo superiore ai 20 euro al chilo sono saliti dal 17% al 47% in cinque anni.
Strategie delle Aziende Dolciarie
Di fronte all'aumento dei costi, le aziende dolciarie italiane hanno adottato diverse strategie per mitigare l'impatto sui consumatori. Alcune aziende hanno assorbito parte dell'aumento lungo la filiera, riducendo i propri margini di profitto. Altre hanno optato per la "sgrammatura" delle confezioni, riducendo la quantità di prodotto mantenendo invariato il prezzo. Altre ancora hanno semplificato le gamme di prodotti, concentrandosi sui prodotti più redditizi.
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Inoltre, le promozioni continuano a svolgere un ruolo importante nel contenere i rincari. Il risparmio medio garantito dagli sconti è rimasto stabile nel tempo, passando dal 15% nel 2021 al 18% nel 2025.
Il Futuro del Mercato del Cacao
Dopo aver toccato i massimi storici a inizio anno, il miglioramento delle prospettive di raccolta delle fave di cacao per la stagione 2025-2026, soprattutto in Costa d'Avorio, ha portato a una nuova discesa dei prezzi. Sebbene entrambe le quotazioni in dollari nella media del 2025 siano previste registrare un aumento rispetto alla media 2024, nel 2026 i prezzi per consegna a New York e Londra sono previsti registrare rispettivamente una riduzione annua pari al -21% e al -12.5%. Il miglioramento dell'offerta globale, sostenuto dalle prospettive di aumento della produzione in Ecuador e da condizioni climatiche più favorevoli in Africa Occidentale, è previsto portare verso un graduale riequilibrio del mercato.