Sirolo, perla del Conero nelle Marche, è rinomata per le sue spiagge incantevoli e i panorami mozzafiato, ma anche per una gastronomia che celebra i sapori del territorio con un tocco di innovazione. Tra le specialità locali, spicca il panino gourmet, un’esperienza culinaria che invita a scoprire gli ingredienti freschi e genuini della regione.
Vicolo Urbani: Un Bistrot Dove la Musica Incontra il Gusto
Nel cuore di Sirolo, si trova Vicolo Urbani, un bistrot con un concept unico che fonde la passione per la cucina mediterranea d'autore con una raffinata selezione musicale jazz, blues, soul e cantautorato italiano. L'atmosfera è curata in ogni dettaglio, con boiserie verde pastello, luci soffuse e quadri fiamminghi alle pareti.
Edoardo Ippoliti, classe 1995, ha trasformato le sue passioni in una professione, inaugurando questo locale che si distingue per l'attenzione alla qualità degli ingredienti e alla ricerca di abbinamenti unici. La musica non è un semplice sottofondo, ma parte integrante dell'esperienza gastronomica.
«Abbiamo voluto trasportare la musica nei piatti, la semplicità delle materie prime che sono alla base delle nostre ricette aggiungendo quei due, massimo tre ingredienti che potessero risaltarle al meglio, senza stravolgerle» spiega Edoardo.
In cucina, lo chef Alessio Quattrini reinterpreta i sapori tradizionali del territorio con una sinfonia di tecnica, gusto e leggerezza. Un esempio è rappresentato dalle "Alici impanate nel panko con maionese al tartufo nero del Montefeltro", un piatto che unisce il mare all'entroterra con un tocco di originalità.
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L'intera carta prosegue tra tradizioni e sinestesie gastronomiche attraverso proposte come i bottoni di pasta tirata a mano ripieni di baccalà e sugo di rana pescatrice, la polenta rossa ai bombi, bombetti e bumbarelli o la capasanta affumicata su gel di limone.
A completare l'opera, una cantina composta da 95 etichette minuziosamente selezionate, tra vini e champagne, e la piccola pasticceria inclusa nel coperto.
Gli Ingredienti Chiave del Panino Gourmet di Sirolo
La ricetta del panino gourmet di Sirolo si basa su ingredienti freschi, genuini e di alta qualità, provenienti dal territorio marchigiano. Tra i protagonisti troviamo:
- Pane artigianale: preparato con farine locali e lievito madre, per un sapore autentico e una consistenza fragrante.
- Salumi e formaggi tipici: ciauscolo, salame rosso Conero, pecorino di fossa, caciotta di Urbino sono solo alcune delle eccellenze del territorio.
- Verdure di stagione: pomodori, melanzane, zucchine, peperoni, finocchietto selvatico, per un'esplosione di freschezza e colore.
- Olio extravergine d'oliva: rigorosamente marchigiano, per esaltare i sapori e conferire un tocco di eleganza.
- Salse e condimenti artigianali: maionese al tartufo nero, colatura di alici, pesto di basilico, per un tocco di originalità e personalità.
Dove Gustare il Panino Gourmet a Sirolo e Dintorni
Oltre a Vicolo Urbani, sono molti i locali a Sirolo e nei dintorni dove è possibile assaporare un ottimo panino gourmet. Ecco alcuni suggerimenti:
- La bottega dei sapori nostrani (Sirolo): per acquistare i migliori prodotti della regione e preparare il tuo panino gourmet a casa. Qui Stefano, il titolare, propone i migliori prodotti della regione, dal ciauscolo (una tipologia locale di salume spalmabile), anche nella sua versione con il tartufo, al salame rosso Conero. Ma sugli scaffali si trovano anche, ad esempio, gli spaccasassi sott’olio (il finocchietto di mare) e il vino di visciole.
- Da Silvio (Sirolo): famoso ristorante di pesce con i tavoli proprio sotto i pini del bosco che si affacciano sul mare.
- Anguì (Ancona): locale che offre gustosi panini a base di pesce fresco a "miglio zero".
- Panino Marino (Ancona): new entry con panini di qualità a base di pesce, dal merluzzo alla trippa di rospo, con opzioni gluten-free.
Il Panino Marino: Una New Entry da Non Perdere ad Ancona
Restando in tema marino, ad Ancona è possibile provare due interessanti locali: Anguì presso la Banchina Nazario Sauro ed il nuovissimo Panino Marino. I primi, hanno ideato ,con successo, il paradigma del "miglio zero", offrendo a tutti gli amanti del pesce non poche prelibatezze, iniziando questo percorso proprio con dei gustosi panini basandosi sul pescato del giorno.
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Panino Marino è invece una new entry. Infatti, ha inaugurato la sua sede (in Piazza Don Minzoni, 11/A), lo scorso 2 gennaio. Questi ultimi offrono panini di qualità, a base di pesce, dal merluzzo alla trippa di rospo, il tutto abbinato anche a delle opzioni gluten-free.
Il Ritorno del Cibo di Strada ad Ancona
Oggi, a tanti anni di distanza, le vie di Ancona sono tornate a riscoprire il cibo di strada, partendo dalle periodiche fiere dedicate. Ovviamente non si propongono più gli stessi piatti di una volta, anzi si punta ad offrire un mix di sapori differente, unendo tradizione, innovazione e, di tanto in tanto, un tocco esotico.
Da questa volontà di portare sulle tavole (o sulle strade) queste novità culinarie, sono nate non poche interessanti realtà.
Festival Street Food a Pesaro
Decine di truck da tutta Italia, cucine itineranti provenienti dall’estero, cooking show dei migliori chef d’Italia, laboratori gastronomici, approfondimenti su gusto e alimentazione, presentazioni di libri, concerti e un appetitoso omaggio (lungo 600 metri) a Gioachino Rossini, nell’anno del 150° anniversario.
Questi gli ingredienti dell’edizione.
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Tanti gli chef che si alterneranno sul palco principale dell’evento, a pochi passi dalla Sfera di Armando Pomodoro, in un piazzale della Libertà ridisegnato dalle geometrie di una cucina di design (Cookeat, concept di Pedini Cucine): Stefano Ciotti, chef del ristorante Nostrano di Pesaro, una stella Michelin che presenterà “’Rossini meat balls’, Marco Vegliò, chef de Il Galeone di Fano, Andrea Urbani, Maestro Pasticcere AMPI Accademia Italiana Maestri Pasticceri, Roberto Dormicchi di TrigliadiBosco.it, Federico Delmonte, chef ristorante Acciuga di Roma, Daniele Patti, chef de Lo Scudiero di Pesaro, Errico Recanati, chef del ristorante Andreina di Loreto, una stelle Michelin, Luca Zanchetti, dell’omonima Osteria di Fossombrone.
Altri grandi ospiti: Alessandro Bonjo Bartumioli, bartender, Giuliano Pediconi, Direttore Nazionale Accademia Pizzaioli, Raffaele Papi, Delegato AIS Delegazione Urbino-Montefeltro, Fabio Lopez formatore consulente e pizzaiolo, Annalisa Calandrini naturopata e foodblogger, Luciano Passeri, vincitore del programma Cuochi d’Italia, Francesco Falasconi, di Sculturedighiaccio.it.
Tutti pronti a raccontare come la cucina gourmet possa essere “street” e possa, raccontare i lasciti di Rossini, compositore e gourmand, e presentarli con gli occhi contemporanei della cucina italiana. Rossini sarà protagonista anche dei piatti presenti nelle cucine su ruote.
Per districarsi al meglio nella città del gusto, 3 aree tematiche: la “Truck Food Italia” (lungomare Nazario Sauro e piazzale della Libertà); la “Street Food Europa” (viale Trieste - lato nord) in cui curiosare tra i fornelli provenienti da decine di stati europei, e l’area “Eventi” nella quale si svolgeranno gli spettacoli (piazzale della Libertà).
Manifattura di Mare: Un'Esperienza Gastronomica a Portonovo
Il Ristorante “Manifattura di Mare” si trova nell’incantevole baia di Portonovo. Il locale, annesso all’Hotel Internazionale, permette di mangiare tra la natura e godere di una bellissima vista sul mare.
Il Ristorante “Manifattura di Mare” si trova nell’incantevole baia di Portonovo. Il servizio è stato impeccabile e veloce. Il coperto di 5,00 euro, copre anche questo benvenuto. Per chi vuole scoprire la cucina del ristorante, è possibile ordinare una degustazione completa, il “Menù del Saraceno”, che varia giornalmente e che propone anche piatti non compresi nel menù standard. Per la cena è possibile optare per due degustazioni di antipasti di mare, che comprendevano crudità, antipasti freddi e antipasti caldi: pesce freschissimo e saporito, con anche un ostrica. In seguito abbiamo ordinato un primo, Gnocchi con vongole e funghi, e un secondo, Frittura di calamari e gamberi. Le porzioni sono state abbondanti. La frittura, fornita su richiesta senza verdure, morbida e non unta. Una squisita crema di zabaione con gelato e un orzo hanno completato la cena. Per i nostri gusti personali, la cena è stata ottima.
Il Territorio Marchigiano: Un'Esplosione di Sapori
Il paesaggio marchigiano del parco naturale del Conero è un’eccezione della costa adriatica, che dal Veneto al Molise è composta in prevalenza da spiagge di sabbia fine e mare bassissimo. L'itinerario vi porta a scoprirne i sapori, partendo da Loreto, dove ha sede la Basilica della Santa Casa (uno dei più antichi e importanti luoghi di pellegrinaggio mariano del mondo cattolico), e proseguendo con i comuni marittimi di Sirolo, Numana e Portonovo.
Il Picchio: Un Fornitore di Dolci Papale a Loreto
Con una torta di amaretto morbido, farcito con crema di vaniglia e perle di croccante alle mandorle (battezzata «Peccato di gola») hanno conquistato papa Wojtyla. Con la mimosa alla frutta invece papa Francesco, che l’ha assaggiata dopo una visita alla basilica della Santa Casa. La storia de Il Picchio - da quasi vent’anni fornitore di dolci della Santa Sede - è strettamente legata alla vita della città di Loreto e del suo santuario mariano, uno dei più importanti e visitati del mondo cattolico. A fondare questa pasticceria nel 1978 è stata Elisabetta Marcozzi, al tempo appena 27enne, seguendo le orme della mamma pasticcera, aiutata dalle sorelle Angela e Marisa. «Ho dedicato all’arte bianca tutta la mia vita», racconta. «Quarant’anni fa ero una delle poche donne a frequentare corsi in giro per l’Italia e partecipare ai concorsi, un orgoglio». Oggi nel laboratorio c’è il fratello Claudio Marcozzi e a gestire l’attività sono Roberto e Barbara, figli della fondatrice. Una delle sue specialità è la «Santasa», una torta frangipane morbida farcita con una marmellata aromatizzata all’arancia e decorata con un cerchio di mandorle. Ideata per celebrare la visita della regina di Svezia alla Santa Casa. C’è poi il babà in vasocottura, in cui l’unico conservante è il miele di acacia. Ma ci sono anche i cioccolatini, come quelli che ripercorrono i diversi momenti della vita del poeta Giacomo Leopardi (un cremino fondente al caffè, ad esempio rappresenta il periodo napoletano), oppure «Le Cupole», praline alla crema di pasta nocciola sovrastate da un’immagine stilizzata del santuario di Loreto: nate nel 1992 per creare un ricordo del cammino dei pellegrini e così battezzate dall’allora vescovo Pasquale Macchi. Tra le loro specialità vi sono anche dei cioccolatini fondenti realizzati come omaggio a papa Benedetto XVI in occasione di una sua visita. «Li ha amati moltissimo, tanto che abbiamo avuto il privilegio di poter aggiungere il suo stemma negli stampi», raccontano dal laboratorio.
Andreina: Una Stella Michelin a Loreto
Da oltre 50 anni a Loreto, appena fuori dal centro storico, c’è il ristorante Andreina. Il nome è un omaggio alla fondatrice ed è rimasto tale ancora oggi che la gestione è passata al nipote, lo chef Errico Recanati, 42 anni, grazie al quale l’attività si fregia di una stella Michelin. La sua è una cucina decisa, reale, basata sulla stagionalità, in cui il protagonista indiscusso è lo spiedo: tutti gli elementi di un piatto o la maggior parte di loro sono realizzati con questa tecnica di cottura ancora primordiale ma ancora poco esplorata. Il profumo della brace accesa tutto il giorno - alimentata con legna di castagno e pioppo e profumata con spezie - per cuocere lentamente carni e verdure si avverte appena si entra nel locale. Quella di Errico - che vanta nella sua carriera esperienze con chef del calibro di Vissani, Leeman e Dalsass - è una ricerca iniziata quattro anni fa, attraverso la quale, con l’aiuto e la complicità della moglie Ramona, sta lavorando su questo metodo di cottura per proporre piatti che non siano né tradizionali né innovativi, né antichi né moderni, ma semplicemente «unici». «Ci si deve rapportare con ciò che succede nel mondo, le tecniche e le materie prime, si deve cercare di essere al passo con l’evoluzione che ha la cucina, ma avendo però ben in mente la propria direzione: io la mia l’ho trovata nell’odore della cenere, partendo dal reinventare la cucina di mia nonna, chiedendomi e cercando di capire ciò che i marchigiani realmente vogliono». Nei menu degustazione si trovano così il baccalà cotto sotto la cenere, l’ostrica affumicata servita con una perla fatta della sua acqua. Il lollipop che tutti vorrebbero, fatto con pecorino e fava di cacao. «Il francese nelle Marche»: fegato grasso arrostito con visciole, lonzino di fico, gelatina al Varnelli e gelatina al vino cotto. Il ristretto di fagiano, ravioli di porro liquido e finto minestrone. Molti tipi di carni, tra cui la cacciagione. Ma anche il carciofo, preparato sulla brace con salsa all’aglio e erbette (adatto come molti altri piatti del locale anche per i vegetariani). O lo spaghetto cotto anch’esso sulla brace con cacio e sette tipi di pepe. Sulla lasagna nasce invece «Pensando al Vincisgrasso» una rivisitazione del conosciuto piatto marchigiano preparato alla rovescia, alleggerendo la ricetta cuocendo il pomodoro nell’olio per il ragù: viene ultimato al tavolo facendo sciogliere con una fiamma la besciamella essiccata che lo sovrasta. «Sprigionando così, in un attimo, tutto il profumo della domenica nelle Marche».
Clandestino Susci Bar: Il Susci Ribelle di Moreno Cedroni a Portonovo
Per arrivare al locale bisogna immergersi nei freschi boschi del Conero, fino a raggiungere il borgo marino di Portonovo. Qui, su una spiaggia di ciottoli bianchi, c’è una capanna di legno aperta sui lati, affacciata su un mare azzurro intenso. È il Clandestino susci bar dello chef Moreno Cedroni, due stelle Michelin alla Madonnina del Pescatore di Senigallia. Alla guida dello staff del locale, che deve il nome all’omonima canzone Manu Chau, in vetta alle classifiche ai tempi dell’apertura nel 2000, c’è Massimo Franzin, mentre il responsabile della cucina è il giovane chef Luca Naula. I pasti qui incominciano con un ghiacciolo di Lacrima di Morro d’Alba infuso di tè chai, zeste d’arancio e galanga per pulire il palato per poi addentrarsi alla scoperta del «susci» ribelle all’italiana di Cedroni. Si tratta di piatti sperimentali, che rinnovano il concetto di crudo, utilizzando ingredienti della nostra tradizione, come la colatura al poso della salsa di soia, il riso Carnaroli invece del di quello giapponese. Ora il menù degustazione del Clandestino si ispira a otto corti rinascimentali, fra cui i Gonzaga, gli Orsini, gli Sforza e i Malatesta. Alla Corte di Napoli è abbinato il piatto con mandorle, ricotta e alga nori, polpo, cipolla agrodolce e maionese di sesamo. A quella di Montefeltro invece la ricciola, pere, caciotta di Urbino, riduzione di sapa, melone e cedro candito. Fra i piatti alla carta invece, uno dei più celebri è il «Gioco del tonno», un percorso fra diverse tecniche e consistenze per preparare questo pesce, ideato da Cedroni nel 2000: si parte da un rotolino di bresaola di tonno con una salsa di zucchine e sesamo nero, per proseguire con del tonno rosso crudo con riso carnaroli e condito con cipolla, pomodori, colatura di alici e erba cipollina, poi tataki con salsa di fagioli cannellini e salsa tonnata con aceto di lamponi, e infine ventresca in porchetta con finocchietto, aglio, patate sbollentate condite con aceto di xeres.
Emilia: Un Ristorante Storico a Portonovo
Sono vari i locali adagiati sulla spiaggia di Portonovo, c’è quello il ristorante dell’Hotel Fortino Napoleonico, Da Giacchetti, ma il più antico è quello fondato nel 1929 da Emilia, al secolo Giulia Palmira Gasparoni. Emilia è stato il primo punto di ristoro nato per accogliere i turisti della baia, ed è un riferimento indiscusso nella zona. Oggi è Maria Luisa Dubbini, Marisa per gli amici, la figlia di nonna Emilia, a gestire il locale insieme ai figli, Federica e Edoardo, e lo chef Lorenzo. Dal retro del locale, ogni giorno, entrano ed escono i pescatori per portare pesce freschissimo. «Tutto proviene dal mare che ci circonda», racconta Marisa, che da sua madre ha imparato la passione per gli ingredienti semplici e per le ricette tradizionali. «Non mi importa di servire piatti esteticamente belli né di usare pesci ricercati. Non ho mai cucinato il pesce spada, ad esempio. Preferisco invece pesce locale, come cefali, sogliole, seppie, pannocchie, rombi o spigole». Qui la specialità sono i moscioli selvatici di Portonovo (Presidio Slow Food), un tipo di cozza che grazie alla tipologia di scogliera rocciosa che caratterizza questo tratto di costa del Conero, vive e si riproduce spontaneamente in quantità tali da poter essere pescata e venduta. «Fino agli anni ‘50 nessuno li raccoglieva. Un giorno, un gruppo di ragazzi di Ancona prese alcuni moscioli e li diede a mia madre perché li cucinasse. Lei li batté fini con il coltello e ne fece un sugo per la pasta molto saporito. E capì subito di aver creato un piatto speciale. Lo stesso di cui il principe Carlo d’Inghilterra chiese il bis nel 1988», spiega. Altra caratteristica di questo locale è la cucina del tutto priva di aglio. «Come piaceva a Giorgio Albertazzi», dice la titolare. Uno dei tanti clienti celebri del ristorante che, come ricordano le foto alle pareti, negli anni ha ospitato personaggi come Fausto Coppi, Walter Chiari, Virna Lisi o Lucio Dalla.
La Torre: Un Ristorante con Vista a Numana
Uno dei monumenti naturali più romantici e affascinanti del Parco del Conero è la spiaggia delle Due Sorelle, due scogli raggiungibili solamente in barca o avventurandosi per sentieri montani scoscesi. Su questo luogo le leggende raccontano epiche storie di sirene, una delle quali con il suo canto seduceva i marinai e li imprigionava nella grotta degli Schiavi. Alleato della sirena era un demone marino, che per la sua crudeltà venne mutato in pietra e diviso in due, divenendo gli scoglii delle due Sorelle. D’estate le escursioni in barca partono da Numana. Qui, tra il porto turistico e la spiaggia c’è il ristorante La Torre, a picco sul mare, in cui è possibile mangiare con una vista a 360 gradi sulla costa. Lo chef è Paolo Gioacchini e il suo ingrediente principe è il pesce. Fra i suoi piatti più richiesti c’è lo scampo adriatico con burrata, uova di salmone e acciuga di Cantabrico, colorato e profumato da fiori eduli. «Un omaggio allo chef Antonino Cannavacciuolo di cui ammiro molto la tecnica e l’inventiva», racconta Gioacchini. Lui, marchigiano, 37 anni, di cui dodici passati in questo locale, propone ingredienti del territorio reinterpretando ricette della tradizione sia dal punto di vista del sapore che da quello visivo: come il baccalà all’anconetana, mantecato al latte con patate, pomodori, olive e sgombro affumicato o il carpaccio di ricciola, servito accompagnato da finocchietto marino, seppioline e chips di carciofi. Fra i primi i più richiesti sono gli spaghetti ai ricci di mare e ostriche e le linguine di calamaro dell’Adriatico al frutto della passione.
Il Bassotto: Gelateria Artigianale a Sirolo
A pochi passi dall’inizio della discesa fra gli alberi che conduce alle spiagge di San Michele e a quella dei Sassi Neri, che prende il nome dalle rocce scure che si intravedono nei suoi fondali (dove si trova Da Silvio, famoso ristorante di pesce con i tavoli proprio sotto i pini del bosco che si affacciano sul mare), c’è una delle gelaterie più amate e frequentate del litorale: Il Bassotto. Ad aprirla sono stati quattro anni fa Stefania Lombardi, Barbara Serrani e Michele Serrani. Qui si trovano gusti originali preparati solo con ingredienti selezionati. Uno di questi è il variegato al fico, realizzato con ricotta fresca di pecora della zona di Jesi, mandorle e noci tritate, anice Varnelli e stracciatella di fichi. Un altro è «Il Bassotto», un fiordilatte bio locale a strati con crema di nocciole e cacao. C’è poi anche una rivisitazione del gusto caffè chiamata «Amor Perfetto». Fra i più particolari e adatto a tutti i palati è il pistacchio salato col sale di Cervia, in cui non vengono utilizzati grassi animali, ma solo olio d’oliva.