Introduzione
La storia di Panini Durini rappresenta un esempio emblematico di successo imprenditoriale nel settore della ristorazione a Milano, seguito da un declino inaspettato. Fondata nel 2011 dall'imprenditore Stefano Saturnino, la catena di bar ha saputo conquistare rapidamente il cuore dei milanesi, diventando un punto di riferimento per colazioni, pranzi veloci e aperitivi. Tuttavia, una serie di eventi, tra cui il cambio di proprietà e la pandemia, hanno portato alla chiusura definitiva della catena nel 2024, lasciando un vuoto nel panorama gastronomico milanese e causando la perdita di posti di lavoro.
Nascita e Ascesa di Panini Durini (2011-2017)
Tutto ebbe inizio nel 2011, quando Stefano Saturnino, un ex avvocato con una passione per il cibo, decise di creare un locale che colmasse il divario tra il ristorante tradizionale e il bar-tabaccheria. Nasce così il primo Panini Durini in via Durini a Milano, un "lunch bar" dedicato al panino in tutte le sue varianti, caratterizzato dalla freschezza delle materie prime made in Italy.
L'idea di Saturnino era quella di offrire un format contemporaneo e replicabile, aperto tutto il giorno, dalle 8 del mattino alle 8 di sera, con un'offerta gastronomica adatta a ogni momento della giornata. Al mattino, i clienti potevano gustare brioches, lievitati da colazione, torte, pasticcini e un'ampia selezione di caffè, mentre a pranzo il menu offriva un'ampia scelta di panini, insalate, toast, tramezzini, focacce ripiene e bagel.
Grazie alla qualità dei prodotti, all'ambiente piacevole e alla formula innovativa, Panini Durini riscosse un successo immediato tra i milanesi. In pochi anni, la catena si espanse rapidamente, aprendo numerosi punti vendita nelle zone centrali di Milano e, successivamente, anche a Torino e Genova. Nel 2017, Panini Durini contava 14 negozi a Milano e altri tre all'interno di centri commerciali, raggiungendo un fatturato di 9,5 milioni di euro e una proiezione di chiusura prossima agli 11 milioni per il 2018.
Il Passaggio di Proprietà e i Nuovi Obiettivi (2018)
Nel 2018, Stefano Saturnino, che nel frattempo aveva investito in altri progetti nel settore della ristorazione, cedette le quote di Pancioc spa, proprietaria del marchio Panini Durini, alla società veicolo Bac Uno S.r.l. Nell'acquisizione co-investì il Fondo Impresa Italia gestito da Riello Investimenti Partners SGR, un club deal di imprenditori con l'obiettivo di promuovere un ulteriore sviluppo del brand.
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I nuovi proprietari avevano ambiziosi piani per Panini Durini, prevedendo l'apertura di 20 nuovi punti vendita in Italia e all'estero nel corso di un triennio, con un investimento di 5 milioni di euro. Tuttavia, questi progetti non si concretizzarono mai.
La Pandemia e il Declino Inesorabile (2019-2024)
Con l'arrivo della pandemia nel 2020, il settore della ristorazione subì un duro colpo. Anche Panini Durini risentì pesantemente delle restrizioni e dei cambiamenti nelle abitudini dei consumatori, come lo smart working, che ridusse drasticamente il flusso di clienti nei punti vendita.
Nonostante gli sforzi per adattarsi alla nuova situazione, investendo in tecnologie digitali e rafforzando le partnership con i fornitori, la catena non riuscì a superare le difficoltà. Nel marzo 2023, la Bac Uno srl cedette a sua volta la propria partecipazione, e un successivo tentativo di rebranding, con il cambio di nome in "Durini Milano", non sortì gli effetti sperati.
Nel novembre 2023, l'amministratrice delegata Maria Luisa Castiglioni lasciò il suo incarico, e la società rimase senza una guida fino alla comunicazione di chiusura delle attività, avvenuta il 3 marzo 2024.
L'Addio e le Reazioni
Il 3 marzo 2024, un post sui social media annunciò la chiusura definitiva di Panini Durini: "Ragazzi, siamo giunti alla fine di questo meraviglioso viaggio. Da domani, tutta la catena Panini Durini - Durini Milano, chiuderà le porte al pubblico. 12 anni di storia finiscono".
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L'annuncio suscitò incredulità e tristezza tra i clienti e i dipendenti, che appresero la notizia all'improvviso. Molti espressero il loro rammarico per la perdita di un marchio che aveva rappresentato un punto di riferimento nella ristorazione milanese.
Stefano Saturnino, il fondatore di Panini Durini, dichiarò di essere dispiaciuto per la chiusura della catena, sottolineando che, al momento della sua uscita, esistevano tutte le premesse per sviluppare ulteriormente un format che era stato il precursore di diverse catene contemporanee di fast food di qualità.
L'Eredità di Panini Durini
Nonostante la chiusura, Panini Durini lascia un'eredità importante nel panorama della ristorazione milanese. Il marchio ha saputo anticipare le tendenze del mercato, offrendo un format innovativo e di successo che ha ispirato molte altre catene.
Panini Durini ha contribuito a valorizzare i prodotti italiani, offrendo panini e altri piatti preparati con ingredienti freschi e di alta qualità. Inoltre, ha creato un'atmosfera accogliente e piacevole nei suoi locali, diventando un punto di incontro per i milanesi di tutte le età.
La storia di Panini Durini è un esempio di come un'idea brillante e una gestione oculata possano portare al successo, ma anche di come fattori esterni, come la pandemia, e scelte strategiche sbagliate possano compromettere un'attività fiorente.
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Stefano Saturnino e il Successo con Pizzium
Dopo aver ceduto Panini Durini, Stefano Saturnino si è dedicato ad altri progetti nel settore della ristorazione, tra cui Pizzium, una catena di pizzerie napoletane che ha riscosso un grande successo in tutta Italia.
L'idea di Pizzium nasce dalla volontà di rivisitare la tradizionale pizza napoletana, mantenendo la sua bontà e introducendo prodotti di eccellenza provenienti da diverse regioni d'Italia. Il format di Pizzium prevede un servizio veloce in un ambiente elegante, con un'attenzione particolare alla qualità degli ingredienti e alla tradizione napoletana.
La pizza di Pizzium è preparata con un impasto a lunga lievitazione, ingredienti regionali DOP e IGP, ed è caratterizzata da una consistenza soffice e fragrante. Gli chef di Pizzium sono sempre alla ricerca di nuove combinazioni di sapori e di modi per migliorare il prodotto, senza perdere la semplicità delle origini.
Oltre alla pizza, Pizzium offre anche una selezione di antipasti, dolci e bevande, con un'attenzione particolare ai prodotti artigianali e regionali.
Grazie alla qualità dei prodotti, all'ambiente accogliente e al format innovativo, Pizzium ha conquistato rapidamente il cuore dei clienti, espandendosi in tutta Italia con numerosi punti vendita. Nel 2021, il private equity Equinox ha rilevato il 40% dell'azienda tramite il fondo Equinox III, confermando il successo e il potenziale di crescita di Pizzium.