La somministrazione di farmaci ai bambini è una questione delicata che richiede un'attenta valutazione. Un interrogativo frequente tra i genitori riguarda la possibilità di mescolare il Nurofen sciroppo, un farmaco a base di ibuprofene comunemente utilizzato per alleviare febbre e dolore nei bambini, con il latte. Questo articolo si propone di esaminare a fondo questa pratica, analizzando i potenziali rischi e benefici, fornendo informazioni basate su evidenze scientifiche e offrendo consigli utili per una somministrazione sicura ed efficace.
Cos'è il Nurofen Sciroppo e a Cosa Serve?
Il Nurofen sciroppo è un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS) contenente ibuprofene. L'ibuprofene agisce inibendo la produzione di prostaglandine, sostanze coinvolte nei processi infiammatori e nella percezione del dolore. È indicato per il trattamento sintomatico di:
- Febbre nei bambini (si parla di febbricola se la temperatura è compresa tra i 37.5° e i 38.5°)
- Dolori lievi o moderati, come mal di testa, mal di denti, dolori muscolari, dolori mestruali
- Dolore post-vaccinale
È importante sottolineare che il Nurofen sciroppo non cura la causa della febbre o del dolore, ma ne allevia i sintomi. Poiché la febbre rappresenta un meccanismo di difesa nei confronti delle infezioni, va abbassata per alleviare il disconfort del bambino, se presente. Pertanto, è fondamentale consultare un medico per identificare e trattare la causa sottostante. Lo sciroppo di IBUPROFENE rappresenta un'alternativa al paracetamolo. Può essere somministrato ogni 8 ore. Deve essere evitato assolutamente nel primo trimestre di vita. Va comunque usato con cautela nei bambini sotto i 2 anni, specie in condizioni di possibile disidratazione (vomito, diarrea), poichè può dare problemi renali. Ne è anche sconsigliato l'uso in caso di varicella.
Nurofen Sciroppo nel Latte: Cosa Dice la Scienza?
La pratica di mescolare farmaci con alimenti o bevande è comune, soprattutto nei bambini, per facilitarne l'assunzione. Tuttavia, non tutti i farmaci sono adatti a essere miscelati con il latte. Nel caso del Nurofen sciroppo, non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino un'interazione negativa diretta tra l'ibuprofene e il latte. Tuttavia, è necessario considerare diversi aspetti:
Assorbimento del Farmaco
Il latte contiene calcio e altre sostanze che potrebbero teoricamente interferire con l'assorbimento dell'ibuprofene. Sebbene non ci siano studi specifici che lo dimostrino per il Nurofen sciroppo, è noto che alcuni farmaci possono essere meno efficaci se assunti con il latte. L'assorbimento dell'ibuprofene potrebbe essere rallentato, il che significa che l'effetto del farmaco potrebbe manifestarsi più lentamente.
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Gusto e Appetibilità
Mescolare il Nurofen sciroppo con il latte potrebbe alterarne il gusto, rendendolo meno gradevole per il bambino. Questo potrebbe portare il bambino a rifiutare l'intera dose, compromettendo l'efficacia del trattamento. Inoltre, se il bambino non finisce l'intera tazza di latte, è difficile stabilire con precisione la quantità di farmaco effettivamente assunta.
Stabilità del Farmaco
Alcuni farmaci possono essere instabili in presenza di determinati alimenti o bevande. Sebbene l'ibuprofene sia generalmente considerato stabile, è sempre consigliabile evitare di miscelarlo con il latte per lunghi periodi di tempo, in quanto potrebbero verificarsi alterazioni nella sua composizione.
Rischi Potenziali
Anche se non ci sono controindicazioni assolute, la somministrazione di Nurofen sciroppo nel latte comporta alcuni rischi potenziali:
- Riduzione dell'efficacia: Come accennato, il latte potrebbe rallentare o ridurre l'assorbimento dell'ibuprofene, diminuendone l'efficacia.
- Difficoltà nel dosaggio: Se il bambino non beve tutto il latte, è impossibile sapere con certezza la dose effettiva di farmaco assunta.
- Alterazione del gusto: Il sapore del latte potrebbe essere alterato, causando il rifiuto del bambino.
- Potenziali interazioni: Anche se rare, non si possono escludere interazioni tra l'ibuprofene e alcuni componenti del latte.
Alternative Più Sicure
Considerando i potenziali rischi, è preferibile optare per alternative più sicure per la somministrazione del Nurofen sciroppo:
- Somministrazione diretta: Utilizzare il misurino o la siringa dosatrice fornita con il farmaco per somministrare la dose corretta direttamente in bocca al bambino.
- Diluizione in acqua: Se il bambino fatica ad assumere il farmaco puro, è possibile diluirlo in una piccola quantità di acqua.
- Somministrazione con succo di frutta: Alcuni bambini preferiscono assumere il farmaco con un cucchiaino di succo di frutta (assicurarsi che non ci siano interazioni note con l'ibuprofene). Nel caso, per mascherare il sapore sgradevole di un farmaco si può utilizzare il succo di arancia, ricordandosi però che succhi di frutta e bevande acide in generale non vanno utilizzati con alcuni antibiotici.
Consigli Utili per la Somministrazione del Nurofen Sciroppo
Indipendentemente dal metodo di somministrazione scelto, è importante seguire alcuni consigli utili per garantire la sicurezza e l'efficacia del trattamento:
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- Leggere attentamente il foglietto illustrativo: Prima di somministrare il farmaco, leggere attentamente il foglietto illustrativo per conoscere la posologia corretta, le controindicazioni e gli effetti indesiderati.
- Utilizzare il misurino o la siringa dosatrice: Utilizzare sempre il misurino o la siringa dosatrice fornita con il farmaco per misurare con precisione la dose. Non utilizzare cucchiaini o altri misurini domestici, in quanto potrebbero non essere accurati.
- Rispettare la posologia: Non superare la dose raccomandata e rispettare gli intervalli di tempo tra le somministrazioni.
- Consultare il medico: In caso di dubbi o domande, consultare sempre il medico o il farmacista.
- Conservare il farmaco correttamente: Conservare il farmaco in un luogo fresco e asciutto, lontano dalla portata dei bambini. Il farmaco Ibuprofene in tutte le sue formulazioni orali deve essere conservato a una temperatura inferiore ai 30°C al riparo dalla luce e dal calore. Tenere in luogo non accessibile ai bambini.
Quando Consultare il Medico
È importante consultare il medico nei seguenti casi:
- La febbre persiste per più di 24-48 ore nonostante la somministrazione del farmaco.
- Il dolore è intenso e non si allevia con il farmaco.
- Il bambino presenta altri sintomi, come difficoltà respiratorie, eruzioni cutanee, vomito o diarrea (Si considera diarrea un abnorme aumento del numero delle scariche e della quantità di feci che diventano decisamente acquose; tale sintomo si può accompagnare, a volte, a febbre e/o a vomito).
- Si sospetta una reazione allergica al farmaco.
Effetti Indesiderati Potenziali
Come tutti i farmaci, anche il Nurofen sciroppo può causare effetti indesiderati, sebbene non tutti i pazienti li manifestino. Gli effetti indesiderati più comuni includono:
- Disturbi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea, dolore addominale)
- Reazioni cutanee (eruzioni cutanee, prurito)
- Mal di testa
In rari casi, possono verificarsi effetti indesiderati più gravi, come:
- Ulcere gastriche o duodenali
- Emorragie gastrointestinali
- Reazioni allergiche gravi (anafilassi)
- Insufficienza renale
- Problemi epatici
In caso di comparsa di effetti indesiderati, è importante interrompere l'assunzione del farmaco e consultare immediatamente il medico. L'Ibuprofene può causare mal di stomaco, indigestione o bruciore di stomaco, diarrea, nausea e vomito. I sintomi di sovradosaggio più comunemente riportati sono nausea, vomito, dolore addominale, letargia e sonnolenza. Se si pensa di aver dato al bambino una dose eccessiva di Ibuprofene, bisogna attendere almeno 12 ore prima di somministrare un'altra dose. È importante informare il medico e il farmacista che il bambino sta assumendo Ibuprofene per verificare le interazioni farmacologiche con altri medicinali. Se il bambino salta una dose di Ibuprofene, è bene che assuma appena possibile la dose dimenticata.
Informazioni Aggiuntive dal Foglietto Illustrativo
Secondo il foglietto illustrativo del Nurofen Febbre e Dolore Bambini 100mg/5ml sospensione orale gusto arancia senza zucchero, ogni ml di sospensione orale contiene 40 mg di ibuprofene. Gli eccipienti includono maltitolo, propilene glicole e sodio. È importante tenere conto di questi eccipienti, soprattutto in caso di allergie o intolleranze.
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Le compresse rivestite di Ibuprofene possono contenere lattosio e bisogna quindi riferire al medico eventuali intolleranze a questo eccipiente. Le capsule molli devono essere deglutite intere con un bicchiere d'acqua, latte o succo di frutta e assunte ai pasti. Al momento della somministrazione le compresse non devono essere masticate o frantumate. Questa formulazione farmaceutica contiene saccarosio, pertanto, non deve essere somministrata ai bambini affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio o diabetici. Per assumere Ibuprofene granulato in bustine, è possibile mescolare i granuli con una piccola quantità di cibi morbidi (ad esempio yogurt) con una piccola bevanda, oppure con un cucchiaio di acqua. Non si devono miscelare i granuli con cibi o liquidi caldi. Questa formulazione farmaceutica può contenere sodio, da tenere in considerazione in bambini che seguono una dieta a basso contenuto di sodio; contiene anche saccarosio, non adatto invece per i bambini intolleranti o diabetici.
Interazioni con Altri Farmaci e Alimenti
È bene non prendere certi farmaci insieme a determinati alimenti e condimenti perché questo potrebbe causare effetti indesiderati o annullare o diminuire l'efficacia del farmaco.
- i formaggi stagionati, gli insaccati, il vino e la birra non devono mai essere consumati in concomitanza con alcuni farmaci antidepressivi e per il morbo di Parkinson (i cosiddetti MAO-inibitori).
Molti credono che alcuni succhi di frutta possano influenzare gli effetti dei farmaci. In realtà sono molti gli alimenti e succhi di frutta che possono influenzare l’efficacia e l’effetto terapeutico dei farmaci amplificandone o riducendone l’effetto. L’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, raccomanda di leggere sempre con attenzione le interazioni degli alimenti descritte nei bugiardini dei farmaci - sottolinea l’esperto. - In merito ai succhi di frutta, il succo di pompelmo andrebbe evitato se si assumono farmaci come la ciclosporina (immunosoppressivo), antistaminici e farmaci per l’ipertensione perché l‘interazione con questi farmaci quasi ne dimezza l’assorbimento, mentre arance e banane o i succhi di frutta e verdura che contengono arance o verdure a foglie verde vanno evitati se si assumono farmaci ACE-inibitori somministrati in caso di disturbi cardiovascolari. Il succo di mirtillo o i prodotti a base di mirtillo vanno evitati durante l’utilizzo di anticoagulanti, il warfarin per esempio, perché possono modificare gli effetti dei farmaci anticoagulanti ma è nota anche l’interazione di zenzero, ginseng e ginko contenuti in molti succhi di frutta energizzanti che possono interferire con questi farmaci aumentando il rischio di sanguinamento. In caso di assunzione di farmaci per l’ipotiroidismo è importante avvisare il proprio medico se si assumono bevande a base di soia, come il latte di soia per esempio, perché, in quel caso, potrebbe essere necessario modificare la dose del farmaco. I farmaci antibatterici e antibiotici che si assumono in presenza di un’infezione vengono influenzati dall’assunzione di bevande come latte e yogurt o succhi di frutta arricchiti con calcio. Gli antinfiammatori infatti possono danneggiare la mucosa dello stomaco e provocare irritazioni (sensazioni di bruciore) che possono anche diventare gastrite e in certi casi ulcere (lesioni che possono anche sanguinare e necessitare di ricovero ospedaliero). Tranne questi casi particolari, altri farmaci di uso comune come gli antibiotici andrebbero assunti a stomaco vuoto. In questo caso si raccomanda l’uso di acqua naturale povera di minerali per assumere il farmaco.
La naringenina però è anche in grado di ridurre la funzionalità di alcuni enzimi del fegato. L’inibizione del citocromo causa perdita dell’effetto atteso del farmaco o addirittura può causare tossicità. Questo può essere il caso di farmaci anticoncezionali, farmaci per l’apparato cardiovascolare o per il diabete, per disfunzioni della tiroide o ancora per l’epilessia.
La maggior parte degli antibiotici utilizzati nei bambini possono essere tranquillamente diluiti nel latte, sia che si tratti di latte materno, in formula o vaccino. L’importante è che la quantità di latte sia comunque piccola (ad esempio 10-20 ml), per essere certi che il bambino riesca ad assumerla tutta. Esistono però degli antibiotici che NON vanno mai somministrati con il latte, perché l’elevata quantità di calcio presente in questa bevanda può interferire con il loro assorbimento.
L'Importanza della Corretta Alimentazione durante la Terapia Farmacologica
In genere, una volta nel corpo i farmaci che prendiamo prima di essere eliminati sono resi inattivi, compito che spetta essenzialmente al fegato. Questo succede perché l'organo si pone di fronte a qualsiasi sostanza chimica estranea all'organismo come strumento di difesa e di bersaglio. Quando un farmaco viene immesso sul mercato così come quando il medico lo prescrive, queste informazioni sono chiare e condizionano, per esempio, la scelta della dose consigliata per curare questa o quella malattia. Ma se il funzionamento del fegato è alterato da un'alimentazione inappropriata, troppo ricca di grassi o povera di vitamine, le previsioni fatte sulle dosi utili dei farmaci non sono più utili.
Evitare le porzioni abbondanti, i bis, i fuori- pasto ( merendine, snacks, caramelle, dolciumi, cioccolato, patatine fritte), le bevande dolcificate. E importante consumare unadeguata prima colazione (non scarsa e di fretta ) a base di latte intero fresco o yogurt naturale e di cereali ( pane, fiocchi di cereali, fette biscottate) con leventuale aggiunta di frutta fresca, che può essere eventualmente assunta anche nello spuntino di metà mattina. Per il pranzo e per la cena è importante avere una regolare alternanza sia per i primi piatti (asciutti, in brodo, minestre di verdure, piatti unici con legumi) sia per i secondi, integrandoli sempre con una buona porzione di verdura fresca o cotta. Si suggerisce la seguente rotazione settimanale: carne 4 volte pesce 4 volte legumi 3 volte come piatto unico con pasta o riso uova 1-2 volte formaggi 1-2 volte Sono da preferire le carni magre (pollo tacchino coniglio cavallo) e il pesce. E da limitare il consumo di carni grasse, di insaccati, di uova. E da limitare lassunzione di formaggi preferendo quelli meno grassi (crescenza ricotta caprino mozzarella). Aumentare il consumo dei legumi alternando tutti i prodotti del gruppo ( fagioli piselli lenticchie) utilizzandoli preferibilmente come piatto unico insieme a pasta o riso. Non fare uso eccessivo di sale da cucina sia nella cottura degli alimenti sia come aggiunta alle pietanze; usare olio extravergine di oliva preferibilmente CRUDO sugli alimenti.
Pasta o riso possono essere consumati in brodo di carne, in brodo vegetale, o passato di verdure. La pasta asciutta è ottima con pomodoro, con poco olio d'oliva extravergine, con aromi (es: basilico). Se pasta con ragù di carne o di pesce è già un piatto unico e il pasto si può completare con la frutta. "CHE LA NUTRIZIONE SIA LA TUA MEDICINA."
Considerazioni sull'Ondata Pandemica di Covid-19
Durante l'ondata pandemica di Covid-19, si è verificata una carenza temporanea di Nurofen a causa dell'aumento delle vendite, poiché l'ibuprofene è stato tra i farmaci comunemente utilizzati per alleviare i sintomi del virus. È importante essere consapevoli di queste fluttuazioni nella disponibilità dei farmaci e consultare il medico o il farmacista per alternative appropriate, se necessario.
Come Comportarsi Durante la Somministrazione di Farmaci ai Bambini
I bambini non sono adulti in miniatura, per questo è necessario prestare particolare attenzione quando si devono somministrare farmaci a un bimbo. È sempre meglio chiedere consiglio al pediatra, anche se si tratta di un farmaco che non richiede la prescrizione del medico (da banco o da automedicazione), in particolar modo se il bambino ha meno di 2 anni di età o se è la prima volta che usa quel medicinale.
Molte delle malattie dei bambini guariscono spontaneamente senza dover ricorrere ai medicinali. Se, però, il pediatra dovesse valutare come necessario un trattamento farmacologico, questi sono alcuni consigli su cosa fare.
Prima di somministrare il farmaco, leggere attentamente il foglietto illustrativo. Per prima cosa controlla quale è il principio attivo contenuto nel farmaco (è riportato all’inizio del foglietto, sotto il nome commerciale). Lo stesso principio attivo può essere presente in farmaci con nomi diversi e usati per malattie differenti. Se tuo figlio sta già assumendo medicinali, è importante che tu sia sicuro di non somministrare più volte lo stesso principio attivo. Se il bambino è già in terapia con altri farmaci è necessaria maggiore prudenza prima di somministrare una nuova medicina. Controlla sul foglietto illustrativo se ci sono interazioni tra il nuovo farmaco e gli altri medicinali. In caso di dubbi consulta il pediatra o il farmacista. Segui attentamente le indicazioni scritte sul foglietto o che ti ha fornito il pediatra o il farmacista. In particolare per quanto riguarda l’età in cui il farmaco può essere utilizzato; la dose del farmaco da somministrare; il numero di volte al giorno e la durata della terapia; i possibili effetti indesiderati a cui bisogna fare attenzione; le controindicazioni. Se hai dubbi sulla possibilità di dare quel farmaco a tuo figlio o se hai paura che possa fargli male, chiedi consiglio al pediatra o al farmacista. Ricordati che per la maggior parte dei farmaci la dose deve essere calcolata in base al peso e all’età del bambino. I farmaci in forma liquida (sciroppi, soluzioni, etc…) possono contenere la stessa sostanza in concentrazioni differenti. Quando compri una nuova confezione, fa attenzione: anche se ha lo stesso nome di un farmaco già usato o se contiene lo stesso principio attivo, leggi sempre il foglietto e rispetta la dose indicata. Non diminuire la dose del farmaco per paura di effetti indesiderati, perché potrebbe non essere sufficiente per dare beneficio. Allo stesso modo non aumentare la dose perché ti sembra che tuo figlio stia molto male: potrebbe essere eccessiva e causare effetti collaterali.
Dover assumere un farmaco per un bambino è spesso un’esperienza spiacevole. Quando si devono somministrare dei farmaci ai bambini sono necessarie perciò, pazienza, fermezza e un po’ di fantasia. A seconda dell’età del bambino e della sua capacità di comprendere e comunicare, si può cercare di capire quali sono le sue paure e tentare, per quanto possibile, di coinvolgerlo, spiegando perché è importante prendere la medicina e chiedendo quali sono le sue preferenze. Per esempio su quando prendere il farmaco, su quale dosatore utilizzare (vuoi la siringa o il bicchierino?) o se preferisce stare seduto o in piedi. Le coccole, avere vicino un giocattolo preferito o i giochi di ruolo, come per esempio fingere di dare il farmaco anche alla bambola, possono aiutare a diminuire l’ansia. È importante far capire al bambino che la medicina non è una punizione perché è stato cattivo. Chiedi al medico o al farmacista se il farmaco può essere mischiato con un succo di frutta, o somministrato con qualcosa dal sapore dolce (budino, gelato) così da mascherare l’eventuale gusto amaro. Nei bambini più grandi far bere un sorso di acqua fredda prima di prendere la medicina può aiutare a rendere meno sgradevole il gusto. In alternativa, si può far bere la bibita preferita subito dopo per eliminare il sapore del medicinale.
La maggior parte dei farmaci è già pronta per l’uso; solo le sospensioni degli antibiotici spesso devono essere preparate al momento. Se l’antibiotico si presenta in polvere, va aggiunta una precisa quantità d’acqua fino al livello indicato sul flacone. Prima di ogni somministrazione è necessario ricordarsi di agitare per alcuni secondi il flacone in modo da mescolare bene il farmaco. Consulta il foglietto illustrativo per le informazioni sulla durata e temperatura di conservazione.
Per calcolare la dose dei farmaci informa liquida usa il dosatore (cucchiaio, bicchierino o siringa) che sono contenuti nella confezione del medicinale. Se non ci sono, chiedi al pediatra o al farmacista in che modo va misurata la dose. Controlla bene che il volume da somministrare sia quello giusto. Somministra il farmaco lentamente per evitare che vada di traverso o che provochi tosse. Se subito dopo il bambino vomita o sputa la medicina, somministra nuovamente la quantità rigettata; se vomita dopo mezz’ora dalla somministrazione, non è necessario ripetere la dose.
Chiama il tuo pediatra se il bambino dovesse avere mal di pancia, vomito, diarrea, macchie sulla pelle o se è particolarmente irrequieto o, al contrario, se ha molto sonno. Tieni un diario dei farmaci che hai dato a tuo figlio.