I migliori ristoranti di sushi ai Castelli Romani: una guida alle recensioni

Mangiare sushi è diventato un'abitudine popolare per il sabato sera. Che si tratti di uscire con amici, familiari o partner, le formule all-you-can-eat dei numerosi ristoranti giapponesi di Roma hanno conquistato tutti i clienti, oltre ad aver ormai spopolato in ogni quartiere della capitale. Per aiutarti a trovare il miglior sushi nella zona dei Castelli Romani, abbiamo compilato una guida basata sulle recensioni e sulle offerte dei ristoranti locali.

Sushi Sole: Un viaggio gastronomico tra i sapori orientali a Velletri

Situato in Via San Biagio 11 a Velletri, Sushi Sole è un ristorante di sushi giapponese che offre un'esperienza culinaria unica. Il ristorante propone piatti gustosi, preparati secondo le antiche ricette della tradizione orientale, accompagnando i clienti in un viaggio gastronomico alla scoperta dei gusti e dei sapori tipici della lontana Asia: un viaggio tra i sapori orientali passando dalla cucina giapponese e il suo sushi, ai migliori piatti della cucina cinese.

Formula All You Can Eat e qualità degli ingredienti

Sushi Sole offre la formula "All You Can Eat" a un prezzo di 15,90 € a pranzo dal lunedì al giovedì e 17,90 € dal venerdì alla domenica. Per cena, il prezzo è di 23,90 € dal lunedì alla domenica. Questa formula permette di mangiare a volontà, gustare e sperimentare la cucina e tutti i suoi piatti senza compromettere la qualità del servizio e delle pietanze, sempre realizzate con ingredienti e materie prime di eccellente qualità.

Recensioni e atmosfera

I clienti apprezzano la qualità del cibo e il servizio offerto. Sushi Sole si impegna a fornire un'esperienza culinaria autentica, offrendo piatti preparati con cura e attenzione ai dettagli.

Esplorando il panorama del sushi a Roma: alternative autentiche

Roma offre diverse opzioni per chi cerca una cucina nipponica più autentica, che va oltre le formule all-you-can-eat e le declinazioni più fantasiose del sushi.

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Sushisen: tradizione e creatività nella cucina giapponese

Da 18 anni, Sushisen è un punto di riferimento per la fine japanese cuisine, seguendo la filosofia dello chef Eiji Yamamoto, ed è segnalato dalla guida Michelin 2022. La cucina di Sushisen è al tempo stesso espressione di tradizione e creatività. Lo chef e il suo team, rigorosamente di origine giapponese, lavorano per valorizzare la qualità degli ingredienti, con estrema attenzione alla stagionalità, e rivisitare i piatti tradizionali del Sol Levante.

Ambiente e proposte culinarie

Il locale, in tipico stile zen, ideato da architetti giapponesi, si compone di due sale per due proposte differenti: una sala con posti a sedere attorno ai tavoli (per la quale è possibile prenotare) e la kaitenzushi con sedute al bancone di fronte al nastro dove scorrono le creazioni della cucina. Nella zona dining del ristorante lo chef consiglia esclusivi percorsi degustazione Omakase (significa “mi fido di te”) che includono pietanze ricercate. Dalla carta è possibile scegliere diverse tipologie di sashimi e sushi assortiti, mentre gli uramaki si dividono in cotti e crudi, come i roll con polpa di granchio, avocado, anguilla magra serviti con coda di gambero in tempura.

Alternative al sushi e dolci

Non solo sushi, ma anche carne che trova spazio nei bocconcini di pollo marinati in stile karaghe, pistacchi e zenzero shoga (13 euro). Sempre di carne c’è il filetto di suino con panatura al sesamo e salsa speziata di Hokkaido, accanto alle crocchette di manzo con salsa di soia (10 euro). I dolci si ispirano ai sapori di yuzu, mango e tè matcha. Punti di forza sono la carta dei sakè e la selezione di Shochu, il distillato giapponese, tra cui figura il pregiato Shiso Shochu realizzato con le foglie di Shiso.

Servizi aggiuntivi

Sushisen offre anche un servizio di asporto e delivery tramite Moovenda.

  • Indirizzo: Via Giuseppe Giulietti 21A, Roma.

Hasekura: autenticità e rispetto per la tradizione

Dal 1993, Franca, assieme al figlio Jun Kobayashi, porta avanti la tradizione e la passione per la cucina giapponese in questo ristorante di pochi coperti nel rione Monti. Non vi sono contaminazioni e proposte fusion: il rispetto per le ricette originali è massimo e vale la filosofia per cui “la qualità della cucina giapponese vale più della quantità”. Per questo non si offrono modalità all you can eat.

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Ingredienti freschi e proposte culinarie

Il pescato è locale e arriva freschissimo dalla Sardegna, da Civitavecchia, da Anzio. Viene proposto nel Chirashi, la bowl di riso marinato con pesce misto in base alla disponibilità del giorno, nel sushi e nelle tartare, arricchite da frutta fresca e salse artigianali. Non mancano hosomaki e nigiri di granchio, gambero cotto e crudo, anguilla e uova di salmone. Il negitoro è avvolto da alga nori, fatto poi con riso, cipolla fresca e ventresca di tonno rosso. Tra i piatti forti c’è la Soba, la zuppa con spaghetti di grano saraceno, e il Sukiyahi, la pietanza tipica giapponese a base di carpaccio di manzo tagliato a fettine, funghi, cipollotto, tofu, noodles condita con brodo di mirin.

Formule pranzo e servizi

Per il pranzo Hasekura suggerisce diverse formule lunch, valide dal martedì al venerdì, che vanno da 18 a 20 euro, ma ci sono menu fissi anche per la cena, dai 35 ai 40 euro. Birre, vini e sakè accompagnano il pasto. Possibilità di delivery all’interno dell’anello di Roma e di asporto.

  • Indirizzo: Via dei Serpenti 27, Roma.

Umami: la trattoria giapponese con un tocco sperimentale

Umami, nata da un’idea di Marco Pucciotti, ha raddoppiato con l’apertura di una nuova sede in via Menghini (zona Caffarella) per differenziare la sua proposta. Nella trattoria originaria di via Veio (San Giovanni) ha fatto recentemente ingresso il nuovo chef Claudio Farinelli con l’obiettivo di alzare l’asticella della sperimentazione mantenendo sempre alto il rispetto per la tradizione giapponese.

Materie prime e proposte culinarie

La materia prima è centrale nella ricerca di Umami e il pesce che arriva sulla tavola è accuratamente selezionato, come la ricciola ikejime, trattata secondo il metodo di macellazione giapponese che preserva la qualità della sua carne. Tra gli zensai, antipasti giapponesi, si può scegliere la wakame e l’edamame, insieme alla sunomono a base di cetrioli. Si servono qui i tipici gyoza alla piastra (4 pezzi 5 euro) con verdure e tofu, con gamberi o con maiale, e i bun tra cui il tipico bun con pancia di maiale brasata nella salsa teryaki, shiitake e cavolo nero (6 euro). Polpo e carne compongono alcuni dei piatti dal grill o in pastella, accanto a ramen e udon: l’Umami Ramen è con manzo, maiale, pancetta arrotolata e brasata, noodles, shiitake, alga nori, cipollotto e sesamo., mentre gli Yakiudon sono con verdure di stagione saltati in salsa di soia. Nella parte sushi non mancano nigiri, hosomaki e tataki e i dessert includono dolci tipici come mochi, doriaki e cotton cake.

Umami Izakaya & Pub

Spostandoci a via Veio, Umami diventa una vera e propria izakaya, la tipica locanda o pub giapponese. La cucina offre poche proposte da street e comfort food nipponico, come gyoza, onigiri, zuppa di miso, fino ai fagioli di soia cotti al vapore. La perla è la sezione beverage che spazia dai sakè ai whisky giapponesi. In carta troviamo la kombucha, bevanda a base di tè zuccherato fermentato e leggermente frizzantina, l’umeshu, liquore ottenuto dalla fermentazione della ume (prugne) nell’alcol (o sakè o shochu) fino a gin tonic, rum e distillati giapponesi.

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  • Indirizzi:
    • Umami - Trattoria Giapponese: Via Mario Menghini 99, Roma.
    • Umami Izakawa & Pub: Via Veio 2, Roma.

Kiko Sushi Bar: unione tra tradizione giapponese e newyorkese

Kiko Sushi Bar nasce nel cuore di San Lorenzo per esaltare la cucina del maestro Atsufumi Kikuchi, conosciuto per aver unito negli anni la tradizione della cucina giapponese a quella newyorkese.

Ambiente e menu

Il locale ospita 45 coperti con la possibilità di mangiare al bancone del sushi bar, ai tavoli o nella sala riservata paradise, arredata in stile minimal. Per il pranzo ci sono 5 diverse tipologie di menu fissi a 25 euro che ruotano intorno al sushi, al sashimi, al salmone, alla tempura o all‘insalata di Kiko che consiste in verdure arricchite da pesce crudo e frutti di mare, condite con una salsa al sesamo. Il menu alla carta è suddiviso per tipologia di pesce, secondo il vocabolario del sushi, e declinato nei formati di nigiri, temaki e sashimi: abbiamo il toro, ovvero ventresca di tonno rosso, unagi (alga laccata), tako (polpo), hotate (capesante), saba (sgombro), suzuki (branzino). Ci sono anche menu di tempura, sushi e sashimi misto dai 9 pezzi in su, come l’ Hana (38 euro) il mix con 10 pezzi di sushi e 1 makimono da 6 rotoli. Presenti anche due percorsi degustazione.

Servizi speciali

La consegna a domicilio può essere una vera propria deluxe delivery con tanto di esperienza sushi a casa: si può scegliere il menu o lasciar fare allo chef in base ai gusti e alle preferenze comunicate. Il format “Kiko sushi bar a casa tua” prevede la consegna diretta con il Kiko Sushi Van e l’arrivo della chef Chiho Mikami che si occuperà di preparare il menu espresso e allestire la tavola per il momento sushi della serata.

  • Indirizzo: Piazzale del Verano 90, Roma.

MaMa-Ya Ramen: il tempio del ramen senza glutammato di sodio

Dall’incontro tra lo chef Kotaro Noda di Bistrot 64 e la food coordinator Mariana Catellani nasce MaMa-Ya Ramen. Il nome del locale parla da sé: qui a farla da padrone è il Ramen, preparato senza aggiunta di glutammato di sodio, conservanti o altri additivi.

Ingredienti e preparazione del ramen

I tre componenti del ramen sono: la zuppa, estratta dal pollo, manzo, maiale o anche pesce e insaporita con salsa di soya, sale, miso; i noodles a base di acqua e farina; il topping di chashu (maiale), tamago (uova) o yasai (verdure), cotto e insaporito secondo la filosofia della personal chef Mariana.

Proposte culinarie

In menu troviamo l’omonimo MaMa-Ya ramen, a base di brodo di pollo con spaghetti freschi, pollo e uova marinate in cottura, alghe nori e cipollotto fresco (13 euro). Più particolare il Gyukotsu ramen, con brodo di manzo, pancia di maiale stufata, zenzero agrodolce e yuzukoshu (14 euro). Per arricchire i piatti, la selezione di topping gourmet: dall’uovo al pollo marinato con cottura sottovuoto, al pesto rosso e verde, fino allo yuzu. Tra i zensai, gli antipasti, si possono scegliere diversi tipi di panini al vapore come il Butaniku Chuka Pan con stracotto di maiale glassato, zenzero e daikon marinati, cipollotto fresco e semi di sesamo (7 euro) o varietà di onigiri con ripieni insoliti: alga kombu caramellata, prugna giapponese sotto sale, basilico rosso (2,5 euro).

  • Indirizzo: Via Ostiense 166/A, Roma.

Waraku: un bistrot giapponese con specialità ramen

Maurizio e la moglie Miwako gestiscono il bistrot giapponese Waraku, trattoria da circa 40 coperti in zona Prenestina. La cucina di Waraku è stata tra le prime a Roma a scegliere la via del ramen, specialità della casa.

Proposte culinarie

Troviamo i classici come lo Shoyu Ramen con zuppa a base di soia, topping di uovo, carne di maiale, mais, cipollina e il Miso Ramen con soia fermentata (12 euro). I piatti forti sono i ramen speciali, in particolare il Karai Miso e il Tantanemen, ramen con zuppa piccante a base di burro di arachidi, peperoncino, sesamo e salsa tobanjang impreziosito dal topping di carne macinata piccante, uovo, mais e cipollina (13 euro). Per i più impavidi, si possono scegliere fino a quattro livelli di piccantezza. Oltre al ramen, Maurizio consiglia l’okonomiyaki, un pancake di mais con carne e verza, saltato in padella e servito con salsa dolce, maionese, alghe “Aonori” e Katsuobushi (12 euro).

Teishoku e dolci

Diversi sono i Teishoku, piatti completi che includono la pietanza principale, riso bianco, alghe Wakame, rapa giapponese Takuan, Edamame e mini Soba fredda. I dolci sono profumati al tè verde, presente nella cheesecake, nel tiramisù e nei mochi di pasta di riso. Ad accompagnare il pasto o come digestivo è ancora proposto il tè asiatico servito in teiera: vi sono almeno 10 tipologie da assaggiare, dal verde speziato al blend di tè verde “Sencha” e Uji Maccha servito freddo, fino al tè con Ginseng rosso. Un menu a parte e più ridotto è previsto per l’asporto.

  • Indirizzo: Via Prenestina 321, Roma.

Ramen Bar Akira: il tempio dello street food giapponese

Design contemporaneo, cucina a vista e un dehors che può ospitare fino a 35 coperti. Ramen Bar Akira è il tempio di uno dei piatti simbolo dello street food del Sol Levante: il Ramen.

Preparazione del ramen

Molto più di una semplice zuppa, il Ramen di Akira segue la scuola dello “Iekei Ramen” le tagliatelle di frumento sono rigorosamente home-made e la pasta è servita in un brodo con oltre 10 ore di cottura per preservare tutte le proprietà organolettiche dei suoi ingredienti. Il brodo, di carne o pesce, con soia o miso, può essere arricchito da guarnizioni come chashu (carne di maiale marinata), alghe nori, uova marinate in salsa di soia e altre verdure, come nei due Ramen Black Shoyu e Ramen White Shio, a base di brodo di maiale, carne di maiale, spinaci e alga nori (13 euro).

Proposte culinarie e servizi

Nel Ramen Red Spicy si aggiunge la salsa piccante, mentre il Tori Paitan è con brodo di pollo o di cavolo nella versione vegetariana. Per i mesi più caldi dell’anno c’è anche una proposta più fresca, lo Hiyashi Ramen, sempre con noodles fatti in casa ma serviti freddi, con pomodori, cetrioli, uovo, fettina di carne di maiale, salsa di soia con zenzero, sesamo e alga nori (12 euro). I Ramen si possono personalizzare con topping aggiuntivi tra cui shitake (funghi giapponesi), tofu e kakiage (verdure in pastella) o affiancare ad una serie di contorni e antipasti giapponesi. Non mancano infatti gyoza, onigiri, takoyaki, wakame e edamame. Da bere birre, sakè freddi e altre bevande frizzanti giapponesi. Attivi i servizi di delivery e take away.

  • Indirizzi:
    • Via Ostiense 73F, Roma.
    • Akira Lab: Via Arcione 71 (Fontana di Trevi), Roma.

Taki Ristorante Giapponese: un'esperienza immersiva nella cultura del Sol Levante

La parola d’ordine per Taki è esperienza: i patron Yukari e Onorio Vitti donano infatti agli ospiti un’esperienza immersiva nella cultura e nella cucina del Sol Levante.

Ambiente e specialità

Dallo spazio esterno con piante di bambù, al mobilio tradizionale, dalle ceramiche nipponiche originali alla componente “naturale”, con la flora del ristorante che asseconda il corso delle stagioni: Taki è un angolo di Giappone a Prati. Aperto dal 2007, si distingue sulla piazza per un’attenzione particolare alla carne Hida Wagyu Exclusive, il pregiato manzo giapponese dalla fine marezzatura.

Proposte culinarie

La Wagyu si può provare come steak o nello Shabu Shabu, nel quale ci sono sottili fette di Wagyu Hida da scottare al momento per pochi secondi in un brodo caldo di verdure miste. In alternativa, si può ordinare il Wagyudon, un piatto unico ideale per un “fast lunch” con Gohan (riso bianco semplice) sormontato da sottili fette di Wagyu e cipolla cotte insieme nel brodo di tonno su una base di salsa di soia e sakè. Oltre alla carne, il menu offre piatti caldi e freddi della cucina giapponese tradizionale. Gli antipasti comprendono tartare, carpacci e ovviamente sushi e sashimi. Tra le specialità, il Kamo Roast, petto di anatra cotto a bassa temperatura e scottato con tre salse giapponesi (soia, aceto di riso e yuzu) e le sfere di sushi, le Temari Zushi, disponibili solo su prenotazione.

Formule pranzo e dolci

C’è poi la possibilità di usufruire di formule veloci e light per il pranzo: il Lunch Salmon o il Lunch Chicken prevedono zuppa di miso, insalata giapponese, riso al vapore, salmone o pollo in salsa teriyaki (15 euro). Ampio spazio anche ai dolci: il gelato è un sempreverde in carta, declinato in diversi gusti come sesamo, zenzero, tè verde e fagioli rossi azuki. Come dessert anche la Matcha cake, un pan di Spagna al tè verde, e il Sakura Mochi, un dolce di riso e fagioli rossi azuki ricoperto da foglie di ciliegio. Asporto e delivery disponibili entro il GRA.

  • Indirizzo: Via Marianna Dionigi 54-62, Roma.

Hamasei: il primo ristorante giapponese della capitale

Il primo e storico ristorante giapponese della Capitale. Hamasei è ormai un’istituzione a Roma, aperto nel 1974 come filiale del ristorante di Tokyo, Kaiseki Hisagoan, e citato ogni anno dalla Guida Michelin.

Ambiente e menu

All’interno del locale che si sviluppa per tre vetrine lungo via della Mercede, Hamasei offre 140 coperti al tavolo, qualche posto al bancone e una sala esclusiva in tradizionale stile giapponese. Per il pranzo è possibile scegliere uno dei quattro menu lunch a 15 euro che comprendono un piatto principale di pesce alla griglia nella formula Yakizakana, oppure sushi e sashimi. C’è poi un antipasto, riso o zuppa di miso e verdure in salamoia. Nel menu principale, il sushi misto si declina in una serie di formati e numerosità di pezzi.

  • Indirizzo: Via della Mercede, Roma.

Ristorante Hokkaido: un'esperienza sensoriale giapponese

Il Ristorante Hokkaido offre una speciale miscela tra qualità e prezzi di cui chiunque potrà beneficiare. Lo chef seleziona personalmente gli ingredienti, considerando solo i prodotti migliori al fine di creare i piatti deliziosi.

Cucina e ambiente

Il ristorante fornisce un'esperienza sensoriale completamente giapponese, a partire dalla cucina tradizionale, con numerose pietanze da poter scegliere, ed interni eleganti. Il ristorante è uno dei pochi che servono cibi ad alta qualità della miglior cucina giapponese considerando anche una vasta varietà di vini. Un’altra cosa che rende speciale il ristorante Hokkaido è il suo ambiente innovativo. Il suo design è ben ponderato, semplice e funzionale e si basa su uno stile tradizionale (incluso il ben noto tatami). Animali ammessi, Climatizzato, English spoken, Wi-Fi.

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