Memorie di un Cuoco d'Astronave: Un Viaggio Gastronomico nella Fantascienza Italiana

Il romanzo "Memorie di un cuoco d’astronave" di Massimo Mongai, vincitore del Premio Urania 1996, offre un'esperienza di lettura unica, intrecciando fantascienza, umorismo e gastronomia in un contesto spaziale inaspettato. L'opera narra le avventure di un cuoco a bordo di un'astronave, Rudy "Basilico" Turturro, in un viaggio interstellare costellato di incontri con culture aliene e sperimentazioni culinarie audaci.

Trama e Temi Principali

Come si evince dal titolo, il romanzo narra di un cuoco su di un astronave. La trama si sviluppa attraverso le peripezie di Rudy, un personaggio che pare in parte autobiografico, impegnato a preparare piatti per una variegata clientela aliena. Uno degli elementi distintivi del romanzo è l'uso di un linguaggio "alieno" che, a differenza di altre lingue immaginarie, si rivela essere un italo-romanesco traslitterato in inglese, rendendo la decodifica dei nomi dei piatti un gioco divertente per il lettore (es: Tuk-kkhee-no = tacchino).

Nel romanzo sono esposte varie idee dell’autore, tra cui il principio di tolleranza e di uguaglianza di tutte le razze del cosmo.

L'Originalità dell'Opera

Tra i tanti meriti del racconto lungo di Mongai c'è l'originalità della trama per cui non è annoverabile tra la fantascienza tecnologica, catastrofica o filosofica, ma costruisce un grande gioco di immaginazione per cui nella prefazione viene avvicinato al famoso Guida galattica per autostoppisti di Douglas Adams. Soprattutto si capisce che è il divertimento colto dell'autore, di uno che sa mangiare bene, sa cucinare e si interessa alla gastronomia e la tiene in buon conto.

L'originalità di "Memorie di un cuoco d'astronave" risiede nella sua capacità di fondere elementi disparati come la fantascienza e la gastronomia. Il romanzo si distingue dalla fantascienza tecnologica o catastrofica, proponendo un'avventura immaginifica che ricorda "Guida galattica per autostoppisti" di Douglas Adams. Mongai crea un universo in cui la cucina diventa uno strumento per esplorare e comprendere culture aliene, offrendo al lettore un'esperienza di lettura divertente e stimolante.

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Il Protagonista: Rudy "Basilico" Turturro

Rudy Basilico, il protagonista, cuoco di un’enorme astronave, difatti, si trova a cucinare per alieni diversissimi, per forma, gusti e modo di intendere il cibo, dalla specie umana a cui appartiene.

Rudy, il cuoco del racconto, descrive ricette spesso non dissimili da quelle che in modo abitudinario invadono la nostra vita. Ma ogni volta inserisce una variante, un elemento della cucina aliena del pianeta in cui si trova in quel momento con la sua astronave nello spazio esterno della nostra galassia. Per quanto possibile, nelle ricette ben descritte, rispetta il luogo comune del chilometro zero. Questo procedimento le rende più godibili e credibili, facendo trapelare la competenza dell'autore.

Il protagonista, Rudy "Basilico" Turturro, è un cuoco che, durante il suo viaggio interstellare, sperimenta e adatta ricette terrestri agli ingredienti alieni disponibili. Questa pratica richiama la filosofia del "chilometro zero", rendendo le ricette più credibili e godibili. Rudy è un personaggio curioso e aperto alle novità, come dimostra la sua disponibilità ad assaggiare lo stufato di Talpone di Altair e a sperimentare abbinamenti tra cibo e sesso con diverse specie aliene.

Il Rapporto tra Cibo e Scrittura

Mentre il tema del cibo e della gastronomia è ampiamente presente nei libri gialli e noir, anzi direi che è addirittura abusato, nella fantascienza si presenta solo incidentalmente. Il tema è interessante perché in questo genere vengono narrati universi immaginari in cui il cibo potrebbe essere pensato in modi assolutamente insoliti e originali.

Il romanzo esplora il rapporto tra cibo e scrittura, un tema spesso trascurato nella fantascienza. Mongai dimostra come il cibo possa essere un elemento narrativo potente, capace di rivelare aspetti culturali e sociali di civiltà aliene.

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Influenze e Riferimenti

Il romanzo presenta un ricco tessuto di citazioni e riferimenti letterari e gastronomici. Mongai cita Rudy Basilico Turturro, suo immaginario autore di riferimento, che "Non solo l'uomo sa mangiare. Anche gli alieni" E come non vederci la parafrasi di Brillat-Savarin "Gi animali si nutrono. L'uomo mangia. Solo l'uomo di gusto sa mangiare".

Il cuoco dell'astronave, durante il suo vertiginoso viaggio ben oltre la nostra galassia, in prima persona o attraverso il gioco di citazioni immaginarie, tra un vero e un falso di borgesiana memoria, costruisce una sua teoria della cucina che ci dimostra come l'autore si sia ben documentato, perché spesso tra le righe richiama alla memoria classici della gastronomia.

L'opera è intessuta di citazioni e rimandi alla letteratura e alla gastronomia. Il protagonista, Rudy, cita un suo immaginario autore di riferimento, parafrasando Brillat-Savarin per sottolineare l'importanza del cibo e del gusto anche per le specie aliene.

Le Ricette

Una curiosità è che una delle ricette contiene quella che sulla terra è la Cannabis sativa, volgarmente detta marijuana. Le altre ricette spaziano da quelle più comuni, come la carbonara, a quelle più esotiche.

Le tante ricette riportate sono credibili, perché l'autore ne capisce di cucina, ci gioca con ironia ma sempre in chiave possibile. Nella sua Carbonara Multietnica offre una ricetta e una descrizione esemplare, divagando sulle alternative con il pesce e con le verdure in un omaggio politicamente corretto nei confronti dei musulmani. Concede una variante solo con il ricorso a spezie varie come curry, curcuma, anice stellato, aneto e cumino. Il cuoco e l'autore ci stupiscono ancora, perché nel 1997, data della prima edizione, ben prima che si scatenasse la chiacchiera sulla carbonara, apre una bella e documentata digressione storica sull'origine del piatto. "Non esiste peggior dittatore di chi ti vuol far mangiare per forza ciò che ha deciso lui. ….Ma anche chi sostiene la necessità di rispettare una ricetta nei minimi particolari, e se a te non piace il cumino te lo devi mangiare lo stesso."

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Il romanzo include una serie di ricette, sia comuni che esotiche, adattate agli ingredienti alieni. Tra queste, spicca una ricetta contenente Cannabis sativa. L'autore dimostra una profonda conoscenza culinaria, offrendo ricette credibili e ironiche. Un esempio è la "Carbonara Multietnica", una rivisitazione del classico piatto italiano che include ingredienti alieni e spezie esotiche.

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