La Storia e la Produzione delle Cialde di Caffè: Un Viaggio nel Mondo dell'Espresso Monodose

Il caffè, una delle bevande più popolari al mondo, ha una storia ricca e affascinante che si intreccia con culture e tradizioni diverse. Dalle sue origini leggendarie in Etiopia, il caffè ha conquistato il mondo, diventando un elemento imprescindibile delle nostre vite quotidiane. In questo articolo, esploreremo la storia e la produzione delle cialde di caffè, un'innovazione che ha rivoluzionato il modo in cui gustiamo l'espresso a casa e in ufficio.

Le Origini del Caffè: Una Leggenda Etiopica

La storia del caffè è avvolta nella leggenda. Si narra che nel IX secolo in Etiopia, un pastore di nome Kaldi notò che le sue capre diventavano energiche dopo aver mangiato le bacche di una pianta sconosciuta. Curioso, Kaldi assaggiò le bacche e sperimentò lo stesso effetto stimolante. Questa scoperta segnò l'inizio della storia del caffè come bevanda.

La conoscenza del caffè si diffuse rapidamente nella regione del Mar Rosso e della penisola arabica. Nell'XI secolo, gli arabi iniziarono a coltivare e ad apprezzare il caffè, scoprendone le sue proprietà energizzanti. I caffè, chiamati "qahwa", divennero luoghi di incontro sociale e discussioni intellettuali.

La Diffusione Globale e l'Impatto Culturale

La conoscenza del caffè raggiunse l'Europa nel XVII secolo. I mercanti veneziani portarono il caffè ad Amsterdam, dove aprirono il primo caffè europeo nel 1645. Presto, i caffè si diffusero in tutta Europa, diventando luoghi di ritrovo per scrittori, intellettuali e commercianti. In Inghilterra, i caffè erano chiamati "penny universities" e divennero centri di attività intellettuale e sociale.

La storia del caffè si espande nel Nuovo Mondo con l'introduzione delle piantagioni nelle colonie americane. Nel XVIII secolo, le colonie olandesi iniziarono a coltivare il caffè nelle colonie di Suriname e Curaçao.

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Durante la rivoluzione industriale, la diffusione delle macchine a vapore e delle ferrovie permise un notevole aumento della produzione e del commercio del caffè. Il caffè divenne una merce di scambio internazionale e le grandi aziende iniziarono a controllare l'intero processo di produzione e distribuzione.

Il caffè ha avuto un profondo impatto sulla società e la cultura. I caffè stessi divennero centri di dibattiti politici, letterari e filosofici, alimentando l'illuminismo e la nascita di nuove idee.

La Pianta del Caffè: Origini, Varietà e Coltivazione

La pianta del caffè, conosciuta scientificamente come Coffea, ha origini che affondano nella regione dell'Etiopia, in Africa orientale. Fu nella regione montuosa di Kaffa che i primi abitanti iniziarono a notare l'effetto stimolante dei semi della pianta, quando consumati sotto forma di bevanda.

Le due varietà principali di caffè coltivate per scopi commerciali sono l'Arabica (Coffea arabica) e il Robusta (Coffea canephora). La pianta dell'Arabica è la più pregiata, apprezzata per il suo profilo aromatico complesso e la bassa acidità. Cresce meglio ad altitudini elevate, tra i 900 e i 2000 metri sul livello del mare, in ambienti con temperature fresche e umide. La varietà Robusta, d’altra parte, è più resistente alle malattie, cresce a altitudini inferiori e ha un sapore più deciso, spesso descritto come più amaro e con un corpo più pieno.

Il caffè cresce in una fascia geografica che va dai Tropici del Cancro ai Tropici del Capricorno, chiamata "Cintura del Caffè". Questa zona comprende paesi come Brasile, Colombia, Etiopia, Guatemala, Costa d'Avorio e Vietnam, dove le condizioni climatiche sono ideali per la crescita delle piante di caffè. Il Brasile è il più grande produttore mondiale, seguito dalla Colombia e dall'Indonesia.

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Il caffè cresce come una "ciliegia" rossa che contiene i semi, i chicchi di caffè, che vengono estratti tramite un processo di lavorazione. Ogni frutto ha solitamente due chicchi, sebbene a volte si può trovare un singolo chicco, noto come "perla". Il frutto, inizialmente di un verde chiaro, matura in una bacca di colore rosso scuro o giallo, a seconda della varietà.

Dalla Raccolta alla Tazzina: Il Processo di Produzione del Caffè

La raccolta dei chicchi di caffè avviene manualmente o meccanicamente. Nel metodo manuale (picking), i lavoratori selezionano solo le bacche mature, raccogliendole a mano. Questo è il metodo più costoso, ma garantisce la raccolta di frutti di alta qualità. Un altro metodo, più veloce e meno selettivo, è lo "stripping", che prevede la rimozione di tutte le bacche, maturi o meno, attraverso il movimento delle piante o l'uso di macchinari.

Una volta raccolti, i chicchi di caffè devono essere separati dalla polpa attraverso vari metodi di lavorazione. Il metodo secco è il più tradizionale, in cui i frutti vengono essiccati al sole su grandi superfici. Una volta essiccati, i frutti vengono decorticati per rimuovere la buccia. Nel metodo umido, i chicchi vengono spolpati per rimuovere la polpa e successivamente fermentati per eliminare la mucillagine. Dopo la fermentazione, i chicchi vengono asciugati al sole o in essiccatoi meccanici.

La torrefazione del caffè è un passaggio fondamentale nel processo di preparazione della bevanda, e ha un impatto significativo sul suo gusto finale. Durante il processo di torrefazione, i chicchi di caffè vengono riscaldati a temperature che vanno dai 180 ai 230°C. Durante la tostatura, i chicchi sviluppano il loro caratteristico aroma, e i vari composti chimici si trasformano, influenzando il sapore del caffè. Il grado di tostatura può variare da chiara (light roast) a scura (dark roast), con diverse sottocategorie intermedie, come la tostatura media.

Il caffè, una volta tostato, deve essere confezionato immediatamente per preservare freschezza e aroma. Il caffè in grani, sebbene più stabile, viene comunque confezionato in sacchetti ermetici o con valvole di degassaggio per evitare che l'aria e l’umidità compromettono la qualità.

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Il caffè decaffeinato viene trattato per ridurre il contenuto di caffeina, rendendolo una scelta ideale per chi desidera evitare gli effetti stimolanti della caffeina. Ci sono vari metodi per decaffeinare il caffè, tra cui l'uso di anidride carbonica, solventi chimici o il metodo a base di acqua.

L'Invenzione della Macchina Espresso e l'Ascesa delle Cialde

L’espresso è nato in Italia all’inizio del Novecento, quando Luigi Bezzera, frustrato dal tempo invertito ogni mattina per preparare un caffè, ha aggiunto il vapore pressione per il caffè. In questo modo, non solo ha accelerato il processo di preparazione; Scoprì anche che si otteneva un caffè più forte e denso.

La tecnologia per preparare l’espresso perfetto si è evoluta nel corso degli anni, con contributi significativi come la macchina per caffè a pistone di Cremonesi e il pistone a molla di Achille Gaggia, che ha permesso di applicare una pressione al caffè senza la necessità del bollitore. Nel 1961, la società Faema inventò una macchina a pompa elettrica in cui l’acqua passava attraverso il caffè.

L'invenzione della capsula del caffè ha rivoluzionato il mondo del caffè, contribuendo così alla crescente popolarità di una delle bevande più distintive sul mercato: l’espresso, quella piccola tazza di caffè da sola e forte. Iniezione di acqua calda sotto pressione e per meno di 25 secondi in chicchi di caffè macinati finemente. Il risultato è una dose concentrata di caffè sormontata da quella delicata schiuma di una tonalità brunastra simile a quella del cioccolato.

Eric Favre: Il Pioniere della Capsula

Nel giugno 2010, Eric Favre, un prolifico inventore e pioniere del caffè in dosi, ha condiviso le sue riflessioni e le sue esperienze di inventore e imprenditore. Figlio di un inventore agricolo, Favre sapeva dell’importanza di inventare qualcosa che potesse essere venduto. Con questa idea in mente, nel 1975 è entrato nel reparto packaging della sede Nestlé in Svizzera. A metà degli anni ’70, il caffè istantaneo era molto popolare, ma quello che ha davvero acceso la scintilla dell’avventura del caffè di Favre era il suo desiderio di preparare e gustare comodamente da casa il miglior espresso italiano.

Favre e sua moglie, italiana, girarono l’Italia alla ricerca del perfetto espresso, che pensavano di aver trovato a Roma, presso il Caffè Sant’Eustachio, dove i romani facevano la fila per provare una tazza di barista, specialità Eugenio. “Grazie a Eugenio ho capito che, per ottenere un buon espresso, è necessario immettere la massima quantità d’aria nell’acqua prima che entri in contatto con il caffè. L’aria ha il 20% di ossigeno. In questo modo, gli aromi o gli olii essenziali sono ossidati e possono essere estratti più rapidamente - spiega -. L’espresso è una miscela di aria, acqua e oli di caffè. È molto semplice, ma nessuno l’aveva considerato fino ad allora."

Dopo questa rivelazione nella sua casa in Svizzera, Favre ha deciso di mettere alla prova la sua idea. Quasi istantaneamente, capì che “il caffè filtrato è quello che l’acqua ha espresso con l’acqua”. L’espresso è un caffè molto più aromatico e saporito perché “le piccole bolle d’aria del liquido esplodono nel palato e risvegliano le papille gustative”.

La Nascita delle Cialde di Caffè: Un'Alternativa Pratica e Sostenibile

Il mondo del caffè è in continua evoluzione. Se fino a qualche anno fa gli italiani preferivano preparare il caffè in casa con la tradizionale moka, oppure sorseggiare un espresso al bar, negli ultimi tempi il trend è cambiato. Sempre più persone preferiscono preparare il caffè tra le mura domestiche ma con una macchina da caffè in cialde. Il motivo? Il caffè in cialde offre tantissimi vantaggi come la qualità, la rapidità e la praticità di utilizzo.

La cialda è nata prima della capsula. La sua storia non inizia in Italia ma negli Stati Uniti d’America, da un’idea di Cyrus Melikian, un pioniere dell’industria del caffè. Negli anni ’40 del Novecento Melikian conobbe Lloy Rudd, ingegnere specializzato in ordigni esplosivi, e insieme inventano una macchina automatica in grado di preparare un caffè alla volta, con il caffè in polvere confezionato in una carta filtro, proprio come le bustine da tè. Entrambi fondano nel 1948 la Kwik-Kafe, il primo distributore automatico per preparare caffè, che funzionava con caffè liquido congelato. Nel 1959 Melikian fondò l’azienda Automatic Brewers& Coffee Devices (ABCD), attiva ancora oggi, inventò la prima macchina da caffè e anche la prima cialda al mondo.

Fu Illy, nel 1974, a lanciare per prima un metodo per preparare e gustare un buon caffè espresso a casa e in ufficio, con un sistema monodose. L’idea della cialda da caffè è semplice ma sofisticata. Il caffè macinato viene compresso tra due veli di carta filtro che, una volta attraversato da acqua bollente, rilascia il caffè direttamente in tazzina, cremoso e omogeneo. Il termine cialde fu poi accompagnato dall’acronimo ESE che sta per Easy Serving Espresso, che significa “espresso facile da servire”. Infatti, le cialde ESE sono costituite da un involucro di carta in cui si inserisce il caffè in polvere pronto da preparare.

Il nuovo trend del caffè in cialde si è diffuso soprattutto negli ultimi dieci anni grazie alla sua capacità di essere erogato in pochi istanti e di essere di ottima qualità. Caratteristiche apprezzate soprattutto da chi ha l’esigenza di prepararlo in casa in poco tempo e nei luoghi di lavoro, dove si svolgono tante pause caffè tra colleghi. Il caffè in cialde non fa rimpiangere quello del bar perché l’involucro di cui è composta è interamente in carta.

A rafforzare la diffusione del caffè in cialde è anche la sensibilità che sempre più consumatori hanno nei confronti dell’ambiente e della natura. Possiamo affermare con certezza che la cialda in termini di ecosostenibilità non ha rivali: è ad oggi l’unico metodo di preparazione di caffè a impatto zero sulla natura perché non produce sprechi.

Cialde vs Capsule: Un Confronto

La differenza tra kapselit e cialde per il kahvia che per prima salta all’occhio è sicuramente quella che riguarda forma e materiale. Infatti, la kapseli è un involucro di plastica di forma cilindrica, generalmente prodotta in plastica o alluminio. Sul mercato troviamo molti tipi diversi di kapselit per il kahvia: solitamente in ognuna troviamo una quantità di kahvia compresa tra i 5 e i 7 grammi. La maggior parte di esse viene confezionata seguendo la stessa procedura, ovvero in un’atmosfera protettiva che serve ad assicurare la massima igiene per il kahvia posto all’interno. Inoltre, la struttura di alluminio o plastica serve ad impedire l’aggressione da parte di agenti esterni come, per esempio, l’umidità, il caldo oppure l’aria. Il risultato è che la qualità del prodotto e l’integrità dell’aroma vengono così preservate e garantite.

Le kapselit di plastica sono sicuramente quelle più complicate da smaltire. Fortunatamente non esistono solo le kapselit in plastica, ma anche in alluminio. Infine, abbiamo le kapselit kahvia biodegradabili che possono essere gettate direttamente nell’umido. Si tratta di kapselit in bioplastica, il Mater-Bi, un materiale biodegradabile e compostabile.

Spinel Caffè: Un'Eccellenza Salentina

Non poteva che parlare così, Vincenzo Spinelli, capitano coraggioso dell’impresa che nel 1963 ha portato nel Salento la pausa caffè in automatico. Se infatti il Tacco d’Italia conosce il significato del termine Vending, il merito è proprio di questo pioniere originario di Parabita. Distributori di bevande calde, ma non solo: nel tempo, Spinel Caffè ha letteralmente chiuso la filiera produttiva, grazie alla torrefazione in proprio del caffè a marchio Spinelli, al confezionamento delle cialde e alla produzione delle macchine per cialde e capsule a marchio Spinel. Dal 2020, poi, ci sono anche le nuove miscele Aroma a Gusto di Caffè Spinelli in cialda e macinato per moka, pronte per essere degustate in casa.

Il coraggio, anche dopo la scomparsa di papà Vincenzo avvenuta nel 2014, continua a essere il valore cardine che anima i figli Giovanni, Cesare, Marcella e Carla, entrati nel management aziendale da ormai un trentennio: perché oggi la vera sfida è continuare a produrre nella propria terra. In altre parole, non cedere alla tentazione della delocalizzazione.

Ed è grazie a questa visione appassionata e responsabile che nel 2024 è nata a Tuglie, sempre nel Salento, la prima “fabbrica intelligente” per la produzione di macchine da caffè in Italia. «Il nuovo stabilimento industriale - spiega Cesare Spinelli - ci consentono innovazione di processo, automazione ed efficientamento delle attività produttive con l’impronta di “sartorialità meccanica” di tradizione Spinel. Sono queste le direttrici che ci consentiranno di affrontare al meglio le sfide del made in Italy. Per poter continuare a produrre in Italia e vincere la concorrenza proveniente da Paesi emergenti, infatti, occorre puntare sulla continua innovazione. Il management dell’azienda, nel solco degli insegnamenti di nostro padre Vincenzo, è fermamente determinato a offrire prodotti e servizi made in Salento, perché rappresentano il valore aggiunto delle nostre produzioni. Non è un caso che Spinel abbia conquistato anche i mercati internazionali: il 35% della produzione è venduto in più di 50 Paesi esteri.

Ricerca costante della qualità del prodotto/servizio, spirito di sacrificio e onestà rappresentano costanti linee guida che hanno accompagnato negli anni il percorso di crescita aziendale. Prestigiose Certificazioni di Qualità (UNI EN ISO 9001, Top Quality Standard Vending) sono riconoscimenti ufficiali della completa integrazione di tutti i processi: approvvigionamento, stoccaggio, produzione, vendita ed erogazione del servizio di distribuzione automatica presso il cliente. I Rating di Legalità rilasciati dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato attestano il rispetto da parte delle aziende del gruppo di elevati standard etici e di legalità.

Trasformare un termos di caffè in un espresso caldo erogato al momento da un distributore automatico è stata una vera e propria magia che solo Vincenzo avrebbe potuto fare: siamo negli anni Sessanta e il giovane fondatore di Spinel Caffè si trovava a Milano, città in cui si recava periodicamente per visionare le anteprime dei film che successivamente venivano proiettati nel cinema del padre Giovanni, “Il Modernissimo” di Parabita. Passeggiando tra gli stand della Fiera Campionaria milanese, s’imbatté nell’oggetto che avrebbe rivoluzionato la pausa caffè di tutta Italia: la E61 della Faema, il primo distributore automatico italiano per la somministrazione di caffè espresso nelle fabbriche. Vincenzo, che, all’epoca lavorava come elettricista al Petrolchimico di Brindisi, capì immediatamente quanta felicità avrebbe potuto distribuire ai suoi colleghi, sorso dopo sorso, attraverso quel nuovo marchingegno. Fu così che seguì il primo corso per riparare i distributori automatici in Italia.

Il percorso imprenditoriale di Vincenzo fece una seconda tappa nel 1974, con la produzione di un proprio caffè per i distributori installati: acquista un impianto per la torrefazione, puntando alla selezione dei chicchi di caffè arabica e robusta, provenienti dell’America Latina e dagli altopiani africani.

A partire dagli anni Novanta, entrano a far parte dell’azienda Giovanni, Cesare, Marcella e Carla, figli di Vincenzo, che ricoprendo varie funzioni strategiche aziendali danno un notevole impulso all’attività paterna.

Nel 1994, il business si amplia ancora: il management comprende le potenzialità di mercato di un nuovo prodotto/servizio, ovvero il caffè in cialda e l’installazione di una rete di macchine da caffè nel settore Office Coffee Service (negozi, uffici, aziende) e nel settore Ho.Re.Ca. (hotel, ristoranti, catering).

Ma è nel 1998 che l’azienda dà vita a un distretto di filiera per la produzione di macchine da caffè a marchio Spinel che si possono trovare non solo negli uffici pubblici e privati, ma anche nei ristoranti, negli hotel e nei bar. Si crea una specializzazione fino a quel momento sconosciuta nel territorio, scelta che ha permesso di creare nuovi posti di lavoro nel Salento e che oggi impiega circa 120 addetti.

Costantemente aggiornato sui trend del marcato nazionale, il management è anche sensibile al rispetto degli standard etici e di salute: nel 2007 Spinel Caffè condivide le linee guida del programma “Guadagnare Salute” promosso dal Ministero della Salute e lancia la linea “FrescoBenessere”, una selezionata gamma di prodotti freschi e a valenza salutista, per favorire scelte alimentari consapevoli ed equilibrate tramite i distributori automatici. Nel 2009, inaugura il nuovo stabilimento industriale a Parabita, pensato e costruito per garantire la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ottimizzare i processi nel rispetto dei più alti standard qualitativi e di servizio. Anche la tutela dell’ambiente è un fattore importante che guida le scelte aziendali: nel 2011, lo stabilimento raggiunge l’autosufficienza energetica mediante l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Nel 2013, un’altra importante rivoluzione targata Spinelli: il lancio della catena di Self Store “Spinelli Caffè h24”, luoghi di ristoro moderni, confortevoli e immediatamente riconoscibili, dalle porte sempre aperte, dove gustare un buon caffè espresso, dissetarsi con una bevanda fresca, consumare un panino o un piatto caldo e acquistare beni di prima necessità in un ambiente confortevole, che ti fa sentire a casa.

Dal 2014 l’azienda dispone di un innovativo impianto di torrefazione completamente automatizzato, con sistema di combustione ad aria pulita, che esalta la qualità delle miscele e salvaguarda l’ambiente mediante il recupero del calore per il riscaldamento delle aree di lavoro.

Nel 2020, lo sbarco nel settore domestico: la linea “Spinelli Caffè Aroma e Gusto“, sia in cialda, sia macinato per moka. Nei suoi primi anni, il logo di Spinelli Caffè era semplice ma elegante. Presentava il nome “Spinel Caffè” scritto in una tipografia curata ma molto in voga negli anni 60. Questo logo classico incarnava l’autenticità e la passione del marchio per il caffè italiano tradizionale.

Con l’espansione nazionale, Vincenzo il suo fondatore ha sentito la necessità di aggiornare il suo logo per riflettere una sensibilità più moderna. Il nome “Spinel Caffè” è stato reso più audace e contemporaneo, con una nuova palette di colori che riflettevano l’eleganza e l’energia dell’esperienza creata negli anni. Il logo rappresentava un fiore da cui i petali sbocciavano in un chicco di caffè di colore rosso.

Durante gli anni Il logo di Spinelli Caffè ha subito ulteriori modifiche per incorporare elementi che richiamavano il nome dell’azienda, fino ad arrivare all’attuale marchio, un chicco di caffè dove al suo interno si può intravedere la lettera S, iniziale dell’omonima azienda.

Bussy: Maestri nella Produzione di Cialde Dolci

Bussy nasce dalla passione per l’arte pasticcera del giovane milanese Luigi Vandone, che nel 1967 acquista un piccolo laboratorio specializzato nella produzione di cialde da decorazione. Luigi Vandone è ancora un giovane pasticcere milanese quando decide di rilevare la società Bussy Bricelets de Vevey.

Nasce il cannolo in cialda, un prodotto inedito che Luigi Vandone vuole proporre alle pasticcerie e gelaterie come “semilavorato” per la preparazione di veloci ricette di dolci riempiti di panna, creme, ganache o gelato. La produzione del Cannolo Bussy, chiamato semplicemente il Bussy, viene automatizzata con la messa in moto di una macchina appositamente realizzata in Austria che consente di soddisfare la maggiore richiesta.

Bussy si afferma come specialista nelle cialde non solo nel mercato italiano ma anche in quelli esteri, a partire dai paesi in lingua tedesca e del nord Europa. Già in azienda dal 1988, la figlia minore di Luigi, Vittoria Vandone prende la guida dell’azienda. Il catalogo Purpurry dedicato alla decorazione si affianca al catalogo tradizionale fornendo ulteriore servizio ai clienti che richiedono prodotti per la decorazione e non solo in cialda.

Il 2020 è l’anno in cui Bussy festeggia la “nascita” di una nuova cialda: Le Quadrotte, piccole coppe in cialda in forma quadrata. Bussy dal 1967 produce cialde d’autore, con l’obiettivo di portare l’eccellenza ai propri clienti, certa di poter soddisfare anche i palati più esigenti.

Bussy ha costruito la sua storia ispirandosi a dei valori imprescindibili, come la grande attenzione al capitale umano e la professionalità. Altro segreto made in Bussy è racchiuso in un know-how consolidato e nella scelta di ingredienti semplici, ma con standard qualitativi elevati, interamente lavorati e confezionati da mani esperte nello stabilimento alle porte di Milano.

Oggi Bussy è presente sul mercato offrendo un pacchetto prodotti di oltre 150 referenze, con una capacità produttiva giornaliera di 700 mila pezzi che da qui partono in oltre 20 paesi nel mondo. Bussy vanta un elevato know how e una grande specializzazione, e proprio queste caratteristiche le consentono oggi di deliziare i palati del mondo.

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