Pasta in Bianco: Un'Analisi Completa tra Calorie, Benefici e Miti da Sfatare

La pasta in bianco, un piatto semplice e apparentemente innocuo, spesso associato a diete leggere o a un regime alimentare blando in caso di disturbi gastrici, suscita interrogativi sul suo reale impatto sulla salute e sul peso corporeo. Questo articolo si propone di analizzare a fondo la pasta in bianco, svelandone l'apporto calorico, i benefici, i potenziali rischi e fornendo consigli utili per un consumo consapevole e bilanciato.

Un Piatto Semplice con una Storia Antica

Nella cultura italiana, mangiare in bianco è spesso sinonimo di leggerezza e salute. Si sceglie spesso in caso di disturbi gastrici, per seguire un’alimentazione più digeribile o anche per perdere peso. Questa pratica ha origini antiche: già nel 1200, si servivano pasta o riso in bianco come simbolo di purezza.

Calorie Nascoste: Quante Calorie Apporta Realmente la Pasta in Bianco?

Quando ci si mette a dieta succede spesso di prediligere la pasta in bianco, poiché si crede che sia un pasto leggero. La pasta in bianco, infatti, potrebbe non essere così “innocua” per la bilancia come spesso si crede. Un piatto di pasta in bianco da 100 grammi circa, pesata a crudo, apporta 360 Kcal. E, se ci pensate, per essere un piatto privo di qualsiasi gusto, non è poi così leggero. In sostanza, la pasta in bianco fa ingrassare, esattamente come tutti gli altri alimenti che vantano un ricco apporto calorico. Ciò che sappiamo come dato di fatto è il suo apporto calorico, che è di circa 360 Kcal per 100 grammi (peso a crudo): insomma, per un alimento scondito, si parte già da una considerevole quantità di zuccheri.

Nonostante l’apparente semplicità, la pasta in bianco ha un apporto calorico significativo. Ogni 100 grammi di pasta cruda forniscono circa 360 kcal, un valore che aumenta con l’aggiunta di condimenti.

Carboidrati: Amici o Nemici della Linea?

I carboidrati, che nella semplice pasta in bianco rappresentano l’80 per cento del prodotto, non sono n’altro che zuccheri potenzialmente nocivi per la nostra salute. Tutta colpa dei carboidrati, allora? Pensare che i carboidrati siano “grassi” non è del tutto corretto, anzi. In realtà il quantitativo di grassi presenti nei carboidrati è praticamente nullo. Quale problema rappresenta allora una semplice pasta in bianco per la nostra salute? Semplice: la presenza di zuccheri. Come abbiamo già accennato, gli zuccheri presenti nei carboidrati vengono assorbiti dal nostro intestino causando un diretto aumento della glicemia, un dato significativo per comprendere quanti zuccheri sono presenti nel sangue. Un eccessivo consumo di carboidrati comporta quindi un elevato valore glicemico, che scatena nell’organismo l’innalzamento dell’insulina e che, a lungo andare, può davvero essere dannosa per la salute. Basti pensare alle patologie di insulino-resistenza o alla comparsa del diabete di tipo 2.

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Il Segreto Sta Nella Quantità: Porzioni e Frequenza di Consumo

Affermare che una semplice pasta in bianco sia dannosa è forse eccessivo, ma avendo illustrato le conseguenze dirette che i carboidrati hanno sull’organismo, è lecito affermare che il segreto stia nella quantità e nella frequenza con la quale si consuma la pasta. Consumando quantità ridotte e calibrate di carboidrati, quindi, saremo in grado di produrre la giusta energia da consumare nell’arco della giornata senza eccedere con gli zuccheri e senza pericoli per la salute. Al contrario, una quantità sopra la media - aggiunta al consumo di zuccheri presenti in altri alimenti - possono farci ingrassare considerevolmente.

Condimenti: Attenzione alle Calorie Nascoste

Sembrerebbe che il “segreto” stia tutto nelle quantità del nostro piatto di pasta in bianco, ma è bene analizzare anche le possibili criticità dettate dai condimenti. Per rendere più golosa la pasta bianca, che come abbiamo visto parte già da una base calorica alta, solitamente si opta per un po’ di burro, pensando di rimanere sul leggero. Niente di più errato: 25 grammi di burro e 80 grammi di pasta arrivano da soli a 470 kcal, ovvero 1/3 del fabbisogno calorico giornaliero di una persona adulta con vita sedentaria, come quella che si può avere lavorando in un ufficio.

Spesso, per rendere la pasta più gustosa, si aggiunge burro credendo di non appesantire troppo il piatto.

Bilanciare il Piatto: L'Importanza delle Proteine

Non serve, però, rinunciare ai carboidrati; semplicemente, sarà necessario imparare a bilanciare correttamente gli alimenti all’interno di un piatto, aggiungendo quelli che sono in grado di abbassare l’apporto glicemico: le proteine. Un piatto di pasta condito con pomodoro e macinato di bovino magro, ad esempio, ci regalerà una digestione più lenta e - soprattutto - un rallentamento dell’assorbimento degli zuccheri, non comportando quindi variazioni nella glicemia. Per ridurre l’impatto glicemico della pasta e renderla più equilibrata, il trucco è abbinarla alle proteine. Inserire un condimento proteico rallenta l’assorbimento degli zuccheri, migliorando la digestione e il senso di sazietà.

Ecco alcuni esempi perfetti per condire la pasta in maniera equilibrata e sana:

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  • tonno pomodoro
  • pollo e peperoni
  • funghi e zucchine
  • macinato di manzo magro e zucchine
  • salmone e prezzemolo

Il Circolo Vizio del Consumo Eccessivo di Carboidrati

Si dice che “i carboidrati rendano felici”, un detto popolare che è vero…solo in parte. Se il senso d’appagamento e di sazietà che fornisce un piatto di pasta in bianco è certamente superiore ad un’insalata, è altrettanto vero che subito dopo esserci fatti una scorpacciata di carboidrati ci sentiamo spesso stanchi, senza forze e sonnolenti. Non sono sensazioni da sottovalutare e, soprattutto, non sono casuali: il brusco calo della glicemia - anche detta ipoglicemia postprandiale - non solo ci fa sentire senza forze, ma aumenta anche il senso di fame. Ciò significa che, in conseguenza di un calo energetico importante, avremo anche voglia di mangiare di più. Un brutto circolo vizioso che rischia non solo di far ingrassare, ma anche di sviluppare patologie come arteriosclerosi e diabete. Il piacere di un piatto di pasta in bianco è spesso accompagnato da un senso di appagamento momentaneo, seguito da stanchezza e fame improvvisa.

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