Il Profumo della Pizza: Storia, Tradizione e Preparazione di un'Icona Gastronomica

La pizza è uno dei simboli gastronomici più amati al mondo, un piatto che unisce tradizione e semplicità, un'icona della cucina italiana. La sua storia affonda le radici in tempi antichi, evolvendosi nel corso dei secoli fino a diventare il fenomeno globale che conosciamo oggi.

Dalle Antiche Focacce alla Nascita della Pizza

Le radici della pizza affondano in tempi antichi, ben prima che Napoli le donasse la sua forma più celebre. Già nell’antichità, civiltà come gli Egizi, i Greci e i Romani consumavano focacce cotte su pietra, simili a una base per pizza. Questi antenati della pizza erano semplici impasti di farina e acqua, cotti su pietre calde o braci.

Nel Medioevo, la parola "pizza" appare per la prima volta in documenti ufficiali risalenti all’anno 997, in un contratto trovato nella città di Gaeta. Queste prime "pizze" erano probabilmente focacce rustiche, condite con erbe aromatiche e olio. Il termine "pizza" deriva probabilmente dal gotico-longobardo "bizzo" o "pizzo", che significa "morso" o "boccone". Le prime testimonianze del vocabolo sono di poco precedenti all’anno mille e l’area di distribuzione include tutta l’Italia centro-meridionale.

L'Arrivo del Pomodoro e la Pizza alla Mastunicola

Il pomodoro, portato in Europa dalle Americhe nel XVI secolo, inizialmente veniva considerato tossico e utilizzato solo come pianta ornamentale. Solo nel XVII secolo, i napoletani iniziarono a utilizzare il pomodoro come condimento per le loro focacce, dando vita a nuove varianti di pizza.

Nel 1535, nella sua “Descrizione dei luoghi antichi di Napoli”, il poeta e saggista Benedetto Di Falco dice che la “focaccia, in Napoletano è detta pizza”. Così diventa ufficiale: anche in Campania l’evoluzione della pizza non si è mai fermata. E la tradizione neanche. Come quella della tipica schiacciata di farina di frumento impastata e condita con aglio, strutto e sale grosso continua a incontrare il favore delle popolazioni del Meridione. In poco tempo, però, l'olio d'oliva prende il posto dello strutto, si aggiunge il formaggio e si ritrovano le erbe aromatiche. E così, agli albori del XVII secolo, fa la sua apparizione una ricetta dal maestoso profumo di basilico, la pizza “alla Mastunicola” (in dialetto, del maestro Nicola).

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Una delle prime pizze documentate è la "pizza alla Mastunicola", condita con strutto, formaggio e basilico. Questa pizza, semplice ma saporita, rappresentava un'evoluzione rispetto alle focacce medievali.

L'Invenzione della Pizza Margherita: Storia e Leggenda

La pizza margherita, come la conosciamo oggi, vide la luce nel 1889, quando il pizzaiolo napoletano Raffaele Esposito preparò una pizza speciale in onore della regina Margherita di Savoia. I suoi ingredienti, pomodoro, mozzarella e basilico, rappresentavano i colori della bandiera italiana.

Si narra che nel 1889 il cuoco Raffaele Esposito della pizzeria Brandi, in via Chiaia inventò una pizza speciale in onore della Regina Margherita di Savoia. Alcuni dicono che la scelta ricadde su di lui perché era il pizzaiolo più famoso di Napoli. Altri dicono che Esposito ci aveva visto lungo chiamando la sua pizzeria “Regina d’Italia”, quasi come se avesse previsto una futura visita dei coniugi reali, per ingraziarseli. Esposito si recò alla reggia con la moglie Maria Giovanna Brandi, anche lei figlia di pizzaioli. Lì cucinò tre pizze che presentò alla regina: una con olio, formaggio e basilico (versione rivisitata della mastunicola, la pizza più famosa all’epoca); un’altra con i cecenielli; e un’altra ancora con pomodoro e mozzarella, a cui la moglie aggiunse una foglia di basilico. Pare che la regina apprezzò particolarmente quest’ultima per il sapore, ma soprattutto per i colori che le ricordavano la bandiera italiana. Il giorno dopo Camillo Galli, capo dei servizi di tavola della Real Casa, inviò a Esposito una nota di ringraziamento da parte della regina.

Tuttavia, alcuni storici mettono in dubbio questa versione dei fatti. Un articolo di BBC Food risalente al 2012 mette in dubbio l’intera vicenda del pizzaiolo convocato a palazzo, notando diverse incongruenze nelle fonti storiche. Prima di tutto, l’unico Raffaele Esposito che a Napoli abbia mai ricevuto un sigillo reale per un’attività era legato a un negozio di vini, nel 1871, e non a una pizzeria. Non solo, ma l’intera lettera è stata scritta a mano, intestazione compresa, e il sigillo di corte è stato apposto come fosse un timbro. Ma la casata reale aveva la sua carta intestata, con il sigillo stampato in alto a sinistra. Il ricercatore immagina che quella lettera sia un falso storico creato ad arte dai fratelli Brandi negli anni ‘30 per rinverdire la fama di una pizzeria che stava subendo la depressione economica e la concorrenza di pizzerie più famose. Ma, nonostante l’accurato lavoro di debunking, un’ipotesi del genere potrebbe essere scartata per un semplice motivo: la lettera, vera o falsa che sia, non menziona la famosa pizza in alcun modo.

Nonostante le incertezze sulla sua origine, la pizza margherita è diventata un simbolo dell'italianità e uno dei piatti più amati al mondo.

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La Pizza nel Mondo: Emigrazione, Innovazione e Globalizzazione

Con l'emigrazione italiana a cavallo tra il XIX e il XX secolo, la pizza cominciò a viaggiare nel mondo. Negli Stati Uniti, in particolare, la pizza trovò una nuova casa, adattandosi ai gusti locali e dando vita a nuove varianti.

Negli anni '50, con l’avvento dei forni elettrici e l’introduzione della pizza surgelata, il piatto divenne accessibile a un pubblico ancora più ampio. La pizza si è diffusa in tutto il mondo, diventando un fenomeno globale.

Grazie all’intraprendenza dei napoletani, a partire dai primi del Novecento la pizza si è diffusa in tutto il globo ed è diventata una bandiera italiana, a volte più conosciuta del tricolore. Ad oggi il vocabolo “pizza” è una delle parole italiane più note al mondo, tanto da essere adottata in almeno 60 lingue.

La Pizza Napoletana Tradizionale e le sue Regole

Nonostante la sua fama globale, la pizza tradizionale napoletana mantiene un rigido disciplinare per essere considerata autentica, definito dall’Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN). Questo disciplinare stabilisce le caratteristiche dell'impasto, degli ingredienti e del metodo di cottura, garantendo la qualità e l'autenticità della pizza napoletana.

Esiste, inoltre, il Regolamento della Commissione Europea accreditante l’inserimento della pizza napoletana nell’elenco delle specialità STG italiane.

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La Pizza: un Piatto in Continua Evoluzione

Allo stesso tempo, la pizza continua a evolversi, con nuove varianti e interpretazioni che nascono in tutto il mondo. Dalla pizza gourmet con ingredienti ricercati alla pizza fritta, le possibilità sono infinite.

Tra Ottocento e Novecento, parlare di pizza è ormai cosa normalissima. E nel tempo ne nascono varianti di qualsiasi genere, per tutti i gusti.

La Ricetta per una Pizza Fatta in Casa

Ti piacerebbe portare a casa tua una pizza dai profumi e sapori della tradizione? Abbiamo scritto qui di seguito una semplicissima ricetta, che potrai preparare per te e per la tua famiglia.

Ingredienti:

  • 300 g di farina 00
  • 200 g di farina di semola rimacinata
  • 300 ml di acqua tiepida
  • 10 g di lievito di birra fresco
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1 cucchiaio di sale
  • 4 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • Passata di pomodoro
  • Mozzarella fiordilatte
  • Basilico fresco
  • Olio extravergine di oliva

Preparazione:

  1. In una ciotola grande, mescola le due farine.
  2. Sciogli il lievito di birra e lo zucchero nell’acqua tiepida e lascialo riposare per 5 minuti.
  3. Aggiungi l’acqua alle farine poco alla volta, iniziando a impastare.
  4. Aggiungi il sale e l’olio e continua a impastare fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico.
  5. Dividi l’impasto in porzioni e stendilo su una superficie infarinata.
  6. Trasferisci le basi su teglie leggermente oliate.
  7. Condisci con passata di pomodoro, mozzarella e un filo d’olio.
  8. Cuoci in forno preriscaldato a 250°C per circa 10-12 minuti.
  9. Completa con foglie di basilico fresco e un filo d’olio extravergine di oliva.

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