Il Furgoncino del Panino: Normativa e Aspetti Fondamentali

L'attività di vendita di panini tramite furgoncino, o più in generale lo street food mobile, rappresenta un'interessante opportunità imprenditoriale nel settore della ristorazione. Tuttavia, per operare in modo corretto e nel rispetto delle normative vigenti, è fondamentale conoscere gli aspetti legali, fiscali e igienico-sanitari che regolamentano questo tipo di attività.

Definizione di Street Food Mobile

Con street food mobile si intende la vendita itinerante di alimenti e bevande pronti al consumo o preparati al momento. Questa attività si svolge in strada, aree pubbliche, fiere, eventi, tramite un mezzo allestito come un furgone, un carretto o un banchetto attrezzato.

Requisiti e Adempimenti Burocratici

Per avviare un'attività di street food mobile, è necessario adempiere a una serie di requisiti burocratici:

  1. Apertura Partita IVA e Iscrizione al Registro Imprese: Questo è un passo fondamentale per qualsiasi attività commerciale.
  2. Presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune: La SCIA deve essere presentata nel comune in cui si intende operare.
  3. Possesso dei Requisiti Professionali: È necessario possedere i requisiti professionali previsti dall’articolo 71, comma 6 del d.lgs. n. 59/2010 (es. SAB o titolo equivalente). Questi requisiti devono essere posseduti solo da chi effettivamente gestisce l’attività.
  4. Autorizzazione/SCIA Commerciale per il Commercio su Aree Pubbliche: Questa autorizzazione è rilasciata secondo i regolamenti comunali/regionali.
  5. Idoneità Igienico-Sanitaria ASL: È necessario ottenere l'idoneità igienico-sanitaria da parte dell'ASL per la vendita/manipolazione di alimenti, in conformità a quanto previsto dall’ordinanza Ministero della Salute 17/05/2002 e dal Pacchetto Igiene (Reg. CE 852/2004).
  6. Conformità del Veicolo/Banchetto: Il veicolo o banchetto utilizzato per la vendita deve rispettare specifici requisiti, tra cui:
    • Acqua potabile e lavello con erogatore
    • Impianto elettrico a norma
    • Frigorifero o sistemi di refrigerazione per i deperibili
    • Piani e scaffali in acciaio inox o materiale lavabile
    • Serbatoio per reflui
    • Piani di lavoro rialzati
    • Cappa su piastre, friggitrici o forni
    • Attrezzature antincendio (estintori) con manutenzione

Aspetti Fiscali

Ai fini delle imposte dirette, la vendita di prodotti alimentari tramite furgoncino viene considerata come cessione di beni. Se i prodotti venduti e consumati rientrano nell’elenco previsto dal D.M. 13/02/2015, le relative cessioni devono ritenersi ricomprese nel reddito agrario. Ai fini IVA, se i beni venduti e consumati rientrano nella tabella A, parte prima del D.P.R. 633/1972, è possibile l’applicazione del regime speciale IVA (ex art. 34 del D.P.R. 633/1972).

Normativa Igienico-Sanitaria

Il rispetto della normativa in materia di igiene dei prodotti alimentari è fondamentale per la sicurezza dei consumatori. Questa normativa è necessaria se si effettuano operazioni più o meno complesse di produzione, trasformazione (o manipolazione) e successiva distribuzione (o somministrazione) di alimenti (cd. sistema HACCP). Un allegato obbligatorio alla SCIA o alla richiesta di autorizzazione, se si effettuano operazioni di produzione, trasformazione (o manipolazione) e successiva distribuzione (o somministrazione) di alimenti, è costituito dalla notifica sanitaria, richiesta dal Regolamento CE n. 852/2004 per la cd. registrazione da parte dell’ASL ai fini della idoneità in materia di igiene dei prodotti alimentari.

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Trasporto del Pane: Un Esempio Pratico

Il trasporto del pane, ad esempio, richiede particolare attenzione all'igiene. Il pane deve essere contenuto in recipienti chiusi (contro la polvere) e facilmente lavabili. Il mezzo più idoneo è un furgone coibentato, con un vano di carico lavabile, impermeabile e non deperibile a disinfezioni. In base alla normativa HACCP, il furgone deve essere allestito con una cover in vetroresina con certificazione ISO9001.

Somministrazione di Alimenti e Bevande: Ulteriori Considerazioni

Per somministrazione al pubblico di alimenti e di bevande si intende una forma di commercio al dettaglio caratterizzata dal consumo dei prodotti alimentari nei locali dell’esercizio, o in superfici aperte al pubblico a tal fine attrezzate annesse all’esercizio, come i c.d. dehors. L'attività di somministrazione è soggetta a diverse normative, tra cui quelle derivanti dagli articoli 11, 92 e 131 del cd. TULPS (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773), dall’articolo 67 del cd. Codice delle leggi antimafia (decreto legislativo 6 settembre 2011 n. 159) e dall’articolo 71 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59.

Requisiti di Sorvegliabilità

Un aspetto importante è la sorvegliabilità dei locali, ai sensi del decreto ministeriale 17 dicembre 1992, n. 564. Questo decreto stabilisce i criteri per garantire la sicurezza e l'ordine pubblico nei locali adibiti alla somministrazione di alimenti e bevande.

Autorizzazione Unica Ambientale (AUA)

Se l'attività comporta l'utilizzo di impianti di diffusione sonora che superano i limiti previsti dalla zonizzazione comunale o una autorizzazione allo scarico, potrebbe essere necessario acquisire l'autorizzazione unica ambientale (AUA), di cui al decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 2013, n. 59. In questi casi, il SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive) indice, ed eventualmente convoca, la conferenza di servizi per l’acquisizione del provvedimento autorizzativo.

Scarichi in Fognatura

Con riferimento agli scarichi in fognatura, quelli provenienti da attività di ristorazione, anche self-service, come trattorie, rosticcerie, friggitorie, pizzerie, osterie e birrerie con cucine, che abbiano un numero di posti a sedere inferiore a 200, sono assimilati agli scarichi domestici e pertanto non necessitano di autorizzazione. Se invece il numero di posti a sedere è pari a 200 o più, occorre presentare, per il tramite del SUAP, all’Autorità d’Ambito competente per territorio istanza di assimilazione.

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Obblighi, Sospensione e Cessazione dell'Attività

L'imprenditore è tenuto a rispettare gli obblighi previsti dalla normativa vigente. In caso di forza maggiore o di gravi e circostanziati motivi non imputabili all’operatore, è possibile chiedere la proroga del termine di inizio dell’attività, purché la richiesta venga presentata prima della scadenza. L’erede, qualora non possieda i requisiti per l’esercizio dell’attività, ha la facoltà di continuare l'attività del dante causa provvisoriamente e improrogabilmente per sei mesi, previo inoltro della SCIA. Qualora possieda i requisiti, può presentare la SCIA entro un anno dalla data di acquisto del titolo e alla scadenza dell’anno può trasferire ad un terzo soggetto in possesso dei requisiti l’azienda di somministrazione.

Food Truck: Un'Opportunità Innovativa

Aprire un food truck può essere un'opportunità innovativa per chi vuole avviare un'attività nel mondo della ristorazione ma cerca un'alternativa all'apertura di un ristorante vero e proprio. Un food truck è un furgone attrezzato con una cucina professionale, utilizzato per la preparazione e la vendita di alimenti.

Vantaggi e Svantaggi

I vantaggi di un food truck non sono solo di natura economica: con un “ristorante mobile” c’è la possibilità di spostarsi e andare a cercare da sé nuovi clienti. Tuttavia, è fondamentale informarsi sulle normative vigenti e ottenere i permessi e le licenze necessarie per operare in regola.

Budget e Attrezzature

Se siete dei neofiti, per prima cosa fissate il budget, sapendo che l’allestimento di un mezzo certificato varia dai 20.000 ai 40.000 euro. Per un equipaggiamento di un veicolo bisogna avere chiaro in mente cosa, come e dove vendere.

Licenze e Autorizzazioni

In Italia la burocrazia non aiuta: i food truck sono regolati dal “commercio al dettaglio su area pubblica”, ovvero strade, canali, piazze, comprese quelle di proprietà privata gravate da servitù di pubblico passaggio. Anche ogni altra area di qualunque natura destinata ad uso pubblico. Si tratta di commercio ambulante (disciplinato dal Decreto Legislativo n. 114 del 31 Marzo 1998 (artt. 27-30). Per le ditte individuali è richiesta iscrizione al Rec, dimostrando la frequenza di un corso riconosciuto dalla Regione. E’ sufficiente anche provare di aver esercitato per 2 anni, nell’ultimo quinquennio, analoga attività, in qualità di titolare, socio, dipendente qualificato o collaboratore. La licenza di tipo “A” è per il commercio ambulante con posteggio fisso: è concessa per un preciso giorno in un specifico mercato o fiera. L’autorizzazione viene rilasciata dal municipio in cui si svolgerà l’attività, insieme al contratto di concessione del posteggio. Tale autorizzazione consente anche la vendita in forma itinerante nell’ambito della Regione e la partecipazione alle fiere in tutto il territorio nazionale. Il commercio ambulante in forma itinerante, invece, prevede la licenza di tipo “B” : viene rilasciata, su richiesta dell’interessato, con lettera raccomandata, dal Comune di residenza e consente il commercio in tutto il territorio nazionale, comprese fiere e mercati, limitatamente ai posteggi non assegnati o provvisoriamente non occupati per assenza dei titolari. Si svolge con mezzi mobili e con soste limitate a 120 minuti. L’autorizzazione del Comune è sempre gratuita. I veicoli utilizzati per la vendita dei prodotti alimentari devono rispondere anche ai requisiti indicati dal Ministero della Sanità. La Asl rilascia l’autorizzazione sanitaria.

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Promozione e Tecnologia

Per promuovere un food truck in modo efficace, è fondamentale combinare strategie online e offline. Sui social media, ad esempio, si possono pubblicare contenuti accattivanti con foto e video del cibo, aggiornamenti sulle location e offerte speciali. Anche la collaborazione con influencer locali può aiutare ad aumentare la visibilità della propria attività. Oggi, la tecnologia supporta e contribuisce a facilitare il lavoro delle attività itineranti come i furgoncini di street food. Grazie al Kit Cassa in Cloud, è possibile vendere i propri prodotti da qualunque luogo, anche se non è disponibile un collegamento a internet fisso o alla corrente elettrica. Grazie al Kit Cassa in Cloud è possibile effettuare facilmente tutte le operazioni legate alla vendita: dall’inserimento dell’ordine alla generazione della comanda fino alla scelta della modalità di pagamento preferita dal cliente e all’emissione dello scontrino elettronico, che può essere inviato anche per via telematica.

Alimenti Deperibili e Non Deperibili

È importante distinguere tra alimenti deperibili e non deperibili. Appartengono agli alimenti deperibili tutti quelli che privi di conservanti hanno una bassa durata di conservazione. Il loro deterioramento può essere dovuto a microrganismi (batteri e muffe), enzimi, macrorganismi (insetti, larve) e a condizioni quali luce, temperatura, umidità e ossigeno. Per evitare lo sviluppo di tali condizioni è necessario che tali alimenti siano conservati in contenitori refrigerati. Il pane non è un alimento deperibile da conservare a temperatura controllata, anche se un luogo fresco ma asciutto ben gli si addice.

Prodotti Agricoli Trasformati

Un altro aspetto importante riguarda la delimitazione del concetto di prodotto agricolo trasformato. La legge (D.M. 13/02/2015) ha stabilito un elenco di quali possano essere considerati tali. Tra i più noti si possono annoverare: la produzione di carni e prodotti della loro macellazione, la produzione di succhi di frutta e di ortaggi, quella di grappa, di aceto, di malto, erba medica disidratata, sciroppi di frutta e a seguire le altre categorie merceologiche stabilite dal decreto. Ebbene, ogni tipo di attività che preveda una ulteriore trasformazione dei prodotti sopra elencati, non può essere considerata attività agricola connessa e quindi il bene così ottenuto non può diventare oggetto di vendita diretta con le agevolazioni concesse al settore agricolo. Ad esempio, è ammessa la cessione della carne macinata per preparare hamburger, ma la cottura della medesima, che venga fatta sul posto oppure no, configura la cessione di un prodotto non più agricolo, con conseguenti problemi dal punto di vista amministrativo per le licenze di vendita, e fiscale per quanto concerne la tassazione.

Utilizzo di Beni Mobili Registrati

L’imprenditore agricolo può utilizzare qualsiasi bene mobile registrato che rientra nella sua disponibilità, pertanto non è necessaria la proprietà (ad esempio del classico furgoncino che si vede ai lati delle strade), ma è sufficiente anche un noleggio. Viene esclusa nel modo più assoluto la cottura sul luogo.

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