Lo gnocco fritto, una delizia della tradizione emiliano-romagnola, è un vero e proprio simbolo di convivialità e gusto. Croccante fuori e soffice dentro, questo scrigno di pasta fritta è perfetto per accompagnare salumi, formaggi e un buon bicchiere di vino. Scopriamo insieme la ricetta originale, i trucchi per un risultato perfetto e le varianti più golose.
Le Origini dello Gnocco Fritto: un Viaggio nella Tradizione Contadina
Lo gnocco fritto affonda le sue radici nella tradizione contadina dell’Emilia-Romagna, in particolare nelle province di Modena e Reggio Emilia. Nato dalla necessità di trasformare ingredienti semplici come farina, acqua e grassi animali in un pasto sostanzioso, era il cibo ideale per accompagnare i salumi pregiati della zona e renderli un piatto completo e saziante. Originariamente veniva fritto nello strutto stesso, conferendogli un sapore ancora più intenso.
Gnocco Fritto vs Crescentine: Chiarezza Terminologica
È importante fare chiarezza sulla terminologia: le crescentine modenesi sono chiamate tigelle, focaccine cotte in apposite piastre di terracotta o pietra refrattaria. Lo gnocco fritto, invece, è la "crescentina fritta", un rombo di pasta che si gonfia magicamente in olio bollente.
La Ricetta Originale dello Gnocco Fritto: Segreti e Consigli
Quella che vi presentiamo è una ricetta di famiglia, tramandata di generazione in generazione, perfezionata nel tempo per ottenere un risultato impeccabile. Esistono infinite versioni, con o senza strutto, con latte o panna, con o senza lievito. Questa, però, è quella che garantisce un gnocco fritto gonfio, morbido e dorato.
Gli Ingredienti Chiave
- Strutto: È l’ingrediente che regala al gnocco la sua caratteristica morbidezza interna e la consistenza friabile. In alternativa, si possono utilizzare 70 g di burro o 60-65 g di olio extra vergine d’oliva.
- Farina: La combinazione di Farina 0 (di forza media) e Manitoba (farina forte, ricca di glutine) garantisce la struttura necessaria per le bolle in frittura.
- Lievito: Utilizzare lievito di mastro fornaio per una lievitazione ottimale.
Il Procedimento Passo Passo
- In una ciotola, mescolare la farina 0 e la farina Manitoba.
- Aggiungere il lievito di mastro fornaio.
- Aggiungere lo strutto morbido e il sale.
- Impastare energicamente fino ad ottenere un impasto morbido e che non attacca.
- Lasciare lievitare l'impasto.
- Stendere la pasta e ricavare dei rombi.
- Friggere i rombi in olio bollente, pochi alla volta, fino a doratura.
Il Segreto per un Gnocco Fritto Perfetto
- Temperatura costante: Mantenere la temperatura dell'olio costante durante la frittura.
- Pochi pezzi alla volta: Immergere 1 o 2 pezzi alla volta per non abbassare la temperatura dell'olio.
- Attesa e pazienza: Attendere che lo gnocco si gonfi prima di girarlo.
La Magia della Lievitazione: la Scienza Dietro il Gonfiore
Vi siete mai chiesti perché un Gnocco Fritto perfetto si gonfi tanto da creare una tasca vuota all’interno? Il segreto non è magia, ma chimica! Durante la lievitazione, i gas prodotti (anidride carbonica) restano intrappolati nella maglia glutinica robusta dell’impasto (rinforzata dal mix di farine). Quando l’impasto entra nell’olio bollente, l’umidità interna si trasforma istantaneamente in vapore e la rete di glutine, che è diventata elastica grazie al calore, permette a questo vapore di espandersi velocemente.
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Varianti Golose: Gnocco Fritto per Tutti i Gusti
- Gnocco Fritto al Latte: Sostituire circa metà dell’acqua (100 g) con 100 g di latte intero tiepido. Questo renderà l’impasto ancora più morbido e il sapore leggermente più dolce, perfetto per abbinamenti dolci.
- Gnocco Fritto Integrale: Sostituire 150 g di farina 0 con 150 g di farina integrale. Necessiterà di più acqua (aggiungere poco alla volta) e potrebbe lievitare più lentamente.
Conservazione e Consigli Utili
- Impasto Lievitato: L’impasto pronto per la stesura può essere conservato in frigo, ben coperto con pellicola, per 24-48 ore (maturazione).
- Gnocco Fritto Cotto: Il Gnocco Fritto va consumato appena fritto, ancora caldissimo. Una volta freddo, perde la sua croccantezza e leggerezza.
Tigelle o Crescentine: un'Alternativa alla Frittura
Se preferite una versione più leggera, potete optare per le tigelle o crescentine modenesi. Si tratta di focaccine tipiche della cucina modenese, realizzate con un impasto di farina, acqua, lievito e strutto, che vengono cotte in apposite tigelliere (dischi di terracotta o pietra refrattaria) o in padella o al forno. Il risultato è simile alle piadine, ma più spesse e soffici, ideali da farcire con salumi e formaggi.
Ricetta Tigelle: Consigli e Trucchi
- Impastare farina, acqua, lievito e strutto fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico.
- Lasciare lievitare l'impasto.
- Stendere la pasta e ricavare dei cerchi con un coppa pasta di 10 cm.
- Cuocere le tigelle nella tigelliera o in padella, pressandole leggermente. Se non si possiede la tigelliera, si può utilizzare il trucco della doppia padella: appoggiare sopra le tigelle in padella una carta da forno e una padella più piccola che fa pressione sulle focaccine.
- Cuocere per circa 1 minuto a fuoco moderato-alto per lato.
Conservazione delle Tigelle
Le tigelle si possono conservare subito appena sono fredde, sigillate in una pellicola per alimenti per circa 3 giorni. Si possono anche congelare e scongelare piano piano.
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