Spezzare gli spaghetti, un gesto apparentemente banale, cela in realtà un enigma che ha affascinato scienziati e fisici per decenni. Perché uno spaghetto crudo, se piegato, si rompe quasi sempre in tre o più parti, e non in due come ci si aspetterebbe? La risposta a questa domanda, tutt'altro che ovvia, affonda le radici nella fisica e nella meccanica della frattura, e ha portato a scoperte sorprendenti e persino a un premio IgNobel.
Un Dilemma Cul-Scientifico
L'abitudine di spezzare gli spaghetti prima della cottura divide da sempre gli appassionati di cucina. Per alcuni, si tratta di un vero e proprio "oltraggio" alla tradizione culinaria italiana, un gesto "becero" che altera il gusto e la consistenza della pasta. Altri, invece, lo considerano una pratica innocua, un modo pratico per far entrare gli spaghetti in pentole più piccole o per preparare minestre e brodi. Ma al di là delle preferenze personali, resta il fatto che spezzare gli spaghetti è un'azione che ha suscitato l'interesse di scienziati e fisici, incuriositi dal comportamento apparentemente anomalo di questa pasta.
Feynman e l'Enigma Irrisolto
Tra i primi a interrogarsi sul mistero degli spaghetti spezzati vi fu il celebre fisico Richard Feynman, premio Nobel nel 1965. Si racconta che Feynman, insieme al collega Danny Hillis, trascorse un'intera serata a spezzare spaghetti in cucina, nel tentativo di elaborare una teoria che spiegasse perché si rompessero sempre in più di due parti. Nonostante il suo ingegno e la sua vasta conoscenza della fisica, Feynman non riuscì a risolvere l'enigma, lasciando il problema in sospeso.
La Soluzione Francese: Onde Flessurali e "Snap-Back Effect"
La svolta arrivò nel 2005, quando i fisici francesi Basile Audoly e Sébastien Neukirch pubblicarono uno studio sulla rivista Physical Review Letters in cui fornivano una spiegazione scientifica del fenomeno. Audoly e Neukirch dimostrarono che lo spaghetto si rompe in tre o più parti a causa delle cosiddette "onde flessurali" che si propagano lungo la sua lunghezza al momento della prima frattura. Queste onde, generate dall'energia elastica rilasciata dalla rottura, provocano una cascata di fratture secondarie, rendendo impossibile ottenere solamente due frammenti.Il termine inglese per spiegare il fenomeno è “snap-back effect”, effetto rimbalzo: è dovuto alle onde flessurali e ha a che fare con la meccanica della frattura.
In sostanza, quando si piega uno spaghetto, la tensione si concentra nel punto di massima curvatura, causando la prima rottura. Questa rottura, però, non è sufficiente a dissipare l'energia accumulata nello spaghetto, che viene quindi rilasciata sotto forma di onde flessurali. Queste onde si propagano lungo lo spaghetto, causando ulteriori flessioni e rotture in altri punti, fino a quando l'energia non viene completamente dissipata.
Leggi anche: Sapori Mediterranei in un piatto di pasta
Il Premio IgNobel e la Ricerca Continua
La scoperta di Audoly e Neukirch fu accolta con grande interesse dalla comunità scientifica, e valse loro un premio IgNobel per la fisica nel 2006. Gli IgNobel sono riconoscimenti parodistici che vengono assegnati ogni anno a ricerche scientifiche "che prima fanno ridere e poi fanno pensare". Nel caso degli spaghetti spezzati, la ricerca di Audoly e Neukirch aveva il merito di affrontare un problema apparentemente frivolo con rigore scientifico, aprendo nuove prospettive sulla meccanica della frattura e sulla scienza dei materiali.
Il MIT alla Riscossa: Come Spezzare gli Spaghetti in Due
Nonostante la spiegazione di Audoly e Neukirch fosse convincente, restava aperta un'altra domanda: è possibile spezzare uno spaghetto in soli due pezzi? La risposta a questa domanda è arrivata nel 2018, grazie a uno studio condotto da un team di fisici del MIT (Massachusetts Institute of Technology). I ricercatori del MIT, guidati dal professor Jörn Dunkel, hanno scoperto che è possibile spezzare uno spaghetto in due parti applicando una torsione allo stesso durante la piegatura.
Attraverso una serie di esperimenti condotti con un apposito macchinario in grado di piegare e torcere gli spaghetti con precisione, i ricercatori hanno scoperto che la torsione inibisce la formazione delle onde flessurali, impedendo la cascata di fratture secondarie. In pratica, la torsione "smorza" le vibrazioni dello spaghetto, consentendo una rottura netta e precisa in due soli frammenti.
Torsione e Controllo delle Fratture
I risultati dello studio del MIT, pubblicati sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, hanno dimostrato che la torsione è un fattore chiave nel controllo delle fratture nei materiali simili a barre. Questa scoperta potrebbe avere importanti applicazioni in diversi campi, dalla progettazione di strutture più resistenti ai danni alla creazione di nuovi materiali con proprietà meccaniche personalizzate. "Sarà interessante vedere se e come la torsione potrebbe essere utilizzata in maniera simile per controllare le dinamiche di frattura nei materiali bi e tridimensionali", spiega Jörn Dunkel.
Implicazioni Culinarie e Non Solo
Al di là delle implicazioni scientifiche, la scoperta del MIT ha anche un valore pratico per gli amanti della cucina. Sapere come spezzare uno spaghetto in due parti potrebbe essere utile per preparare porzioni più piccole o per adattare la lunghezza della pasta alle dimensioni della pentola. Tuttavia, è importante ricordare che spezzare gli spaghetti in due richiede una certa abilità e l'utilizzo di un'apposita tecnica. Nella maggior parte dei casi, è più semplice e veloce cuocere gli spaghetti interi, lasciandoli ammorbidire gradualmente nell'acqua bollente.
Leggi anche: Frittata Napoletana di Spaghetti
Spaghetti Spezzati: Tradizione, Gusto e Comodità
La decisione di spezzare o meno gli spaghetti è, in definitiva, una questione di gusti personali e di abitudini familiari. In alcune regioni d'Italia, spezzare gli spaghetti è una pratica comune, soprattutto per preparare minestre e brodi. In altre regioni, invece, è considerato un tabù, un'eresia culinaria da evitare a tutti i costi.
Indipendentemente dalle preferenze individuali, è importante ricordare che la cucina è un'arte in continua evoluzione, che si adatta ai tempi e alle esigenze delle persone. Se spezzare gli spaghetti rende più semplice e piacevole la preparazione di un piatto, non c'è motivo di sentirsi in colpa. L'importante è utilizzare ingredienti di qualità, seguire le ricette con cura e condividere il cibo con amore e passione.
Alternative e Consigli per una Cottura Perfetta
Se si desidera evitare di spezzare gli spaghetti, esistono diverse alternative per cuocerli in modo perfetto:
- Utilizzare una pentola alta: Una pentola alta consente di immergere completamente gli spaghetti nell'acqua bollente, senza doverli spezzare.
- Attendere che si ammorbidiscano: Si può adagiare gli spaghetti fino alla metà; dopo alcuni secondi inizieranno a piegarsi. Basta solo accompagnarli girandoli delicatamente ed entreranno anche in pentole non tanto capienti.
- Scegliere formati di pasta più corti: In alternativa agli spaghetti, si possono utilizzare altri formati di pasta lunga, come gli spaghettini o i capellini, che sono più corti e più facili da cuocere in pentole di dimensioni standard.
Leggi anche: Ingredienti Spaghetti San Giuannid