Giorgio Borrelli: Storia di un Artista del Panino

Introduzione

Il mondo del panino, elevato a vera e propria arte, trova in Giorgio Borrelli un interprete d'eccezione. Vincitore del concorso "Artista del Panino" e carismatico imprenditore, Borrelli ha fatto del gusto la sua professione, trasformando un semplice sandwich in un'esperienza culinaria unica. La sua storia è un percorso di passione, creatività e valorizzazione degli ingredienti del territorio italiano.

Gli Inizi: Caffè Valentina e la Passione per il Panino

La storia di Giorgio Borrelli è strettamente legata al suo locale, il Caffè Valentina a Cagliari. Nato nel 1998 da un'esigenza familiare, il Caffè Valentina è diventato ben presto il luogo in cui Borrelli ha potuto esprimere la sua passione per il panino. In un contesto in cui il panino non era ancora una consuetudine in Sardegna, Borrelli ha saputo innovare, proponendo abbinamenti originali e ingredienti di qualità.

"Caffè Valentina è un sogno che nel ‘98 ha inizio. Io e mia moglie avevamo bisogno di lavorare, eravamo giovani e con un figlio, per cui siamo partiti da questa necessità della famiglia. Il mio bar infatti si chiama Caffè Valentina perché Valentina è mia moglie. Il locale nasce insomma da una situazione disperata, da un lato, e felice al tempo stesso. Quasi da subito mi sono venuti in mente i panini: qui in Sardegna non ce n’erano, non era abitudine. Io sono arrivato sul territorio con la passione del panino (toast, sandwich, tramezzino, …): mangiavo il panino a pranzo o cena, anche in vacanza. Una volta il panino però si faceva in salumeria… Inizialmente ero visto come un marziano, ma con un panino poi, nel tempo, ho girato il mondo, e oggi mi dà la possibilità di tramandare un messaggio. Quando mi dicono “Grazie Giorgio, è meraviglioso”, ecco questo è quello che vivevo con il panino che mi dava mia mamma."

Il Concorso "Artista del Panino" e il Successo Nazionale

La consacrazione del talento di Giorgio Borrelli arriva con la vittoria del concorso "Artista del Panino". Il suo panino "Tu si che vale", un croissant salato a base di ricotta affumicata (mustìa), patè di fave, zucchine, miele di corbezzolo e fette di guanciale, conquista la giuria e lo proietta nel panorama nazionale.

Questo successo gli ha permesso di diventare Ambasciatore del Panino per conto di Accademia del Panino Italiano, diventando portavoce degli operatori del settore.

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"Un Panino per Tutti i Gusti": Il Libro che Celebra l'Arte del Panino

L'esperienza e la creatività di Giorgio Borrelli si concretizzano nel libro "Un panino per tutti i gusti", edito da Gribaudo-Feltrinelli. Il volume, presentato a livello nazionale a Milano alla fiera Tempo di libri, riscuote subito un grande successo.

Il libro svela i segreti del panino gourmet perfetto: la qualità degli ingredienti, l'equilibrio dei sapori e la capacità di offrire un prodotto adatto a tutte le esigenze.

"Un panino per tutti i gusti, cioè un panino mai banale, sempre creativo, a base di ingredienti regionali tipici della tradizione italiana, ma accostati fra loro in modo spesso sorprendente. Questa è la promessa di Giorgio Borelli, vincitore della prima edizione del concorso “artista del panino” e carismatico imprenditore che ha fatto del gusto il suo mestiere. Baguette, croissant, ciabatte, focacce … … Il tutto farcito con gli ingredienti più disparati, sotto la guida di un vero artista del panino."

Il Panino Perfetto Secondo Giorgio Borrelli

Per Giorgio Borrelli, il panino perfetto è un'esperienza che coinvolge tutti i sensi. La scelta degli ingredienti è fondamentale: devono essere freschi, genuini e di alta qualità. L'equilibrio dei sapori è altrettanto importante: ogni ingrediente deve esaltare l'altro, creando un'armoniaGustativa unica.

In una recente intervista a Bargiornale.it, Giorgio Borrelli ha chiarito che “ci sono aspetti oggettivi che rendono un panino più o meno buono. Gli ingredienti, dunque, vanno scelti con cura e dosati con sapienza: l’equilibrio fra i sapori, infatti, è un’altra caratteristica del panino vincente. Secondo Borrelli, poi, bisogna saper offrire un prodotto adatto a tutte le esigenze, in grado di coniugare il gusto con la leggerezza, la digeribilità e il ridotto apporto calorico."

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Esempi di Creazioni di Giorgio Borrelli

Tra le creazioni più apprezzate di Giorgio Borrelli, spiccano:

  • "Tu si che vale": il panino vincitore del concorso "Artista del Panino", un croissant salato con ricotta affumicata, patè di fave, zucchine, miele di corbezzolo e fette di guanciale.
  • "Gennargentu": una baguette con zafferano, zucchine trifolate, prosciutto di cinghiale e crema di pecorino, classificato al quinto posto al campionato mondiale di sandwich 2008.
  • La focaccia ricoperta con topping di mozzarella e prosciutto crudo o con mortadella e pomodorini, un classico del Caffè Valentina.

Il Futuro del Panino Secondo Giorgio Borrelli

Giorgio Borrelli è un visionario che guarda al futuro del panino con ottimismo. Secondo lui, il panino del futuro sarà iper-proteico, salutare, semplice da comporre e da mangiare, con meno ingredienti ma sempre più qualitativi.

"Sarà iper-proteico e sempre più salutare, più semplice anche forse. Facile da comporre e da mangiare, con meno ingredienti ma sempre più qualitativi."

Il Panino Italiano: Un'Eccellenza da Valorizzare

Giorgio Borrelli è un fiero sostenitore del panino italiano, che considera un'eccellenza da valorizzare. Secondo lui, il panino italiano si distingue per la freschezza, la genuinità e l'utilizzo di ingredienti di qualità.

"Sul mercato, ho notato che il Panino Italiano ha un profumo di fresco, di genuinità. Fatto espresso. Sa di fresco. L’hamburger americano non ha questa sensazione. E vedo che molti attorno a me hanno quest’impressione. Basilico, limone, olio, pomodoro fresco, … ha un fresco genuino. Insomma, facciamo sempre bella figura!"

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Il Ricordo dell'Infanzia e la Convivialità Familiare

Per Giorgio Borrelli, il panino è anche un ricordo d'infanzia e un simbolo di convivialità familiare. Il panino che gli preparava la mamma era un momento di condivisione e di affetto.

"La convivialità familiare. Il panino è la merenda che ti preparava la mamma: a me preparava quello con formaggino o pomodoro. Si mangiava tutti insieme, come un culto."

Consigli per gli Operatori del Settore

Giorgio Borrelli offre un consiglio prezioso agli operatori del settore: puntare sulla costanza nella qualità, senza farsi ingannare da premi e riconoscimenti effimeri.

"È inutile mettere stellette e premi se non si ha idea di costanza nella qualità: è una strada impervia, però dà i migliori risultati, sia in senso sociale che economico."

Un'Intervista Esclusiva a Giorgio Borrelli

A cura di Laura Rizzato## Ambasciatore del Panino, già Artista del Panino, sei riconosciuto per quello che fai nel tuo locale di Cagliari; allora la prima domanda che ti facciamo è: qual è a prima cosa che ti viene in mente quando pensi al “panino”?

La convivialità familiare. Il panino è la merenda che ti preparava la mamma: a me preparava quello con formaggino o pomodoro. Si mangiava tutti insieme, come un culto.

Ci racconti un po' la storia del tuo locale? Come è nato? Da sempre volevi fare questo lavoro? Che cosa ti piace del fare i panini?

Caffè Valentina è un sogno che nel ‘98 ha inizio. Io e mia moglie avevamo bisogno di lavorare, eravamo giovani e con un figlio, per cui siamo partiti da questa necessità della famiglia. Il mio bar infatti si chiama Caffè Valentina perché Valentina è mia moglie. Il locale nasce insomma da una situazione disperata, da un lato, e felice al tempo stesso. Quasi da subito mi sono venuti in mente i panini: qui in Sardegna non ce n’erano, non era abitudine. Io sono arrivato sul territorio con la passione del panino (toast, sandwich, tramezzino, …): mangiavo il panino a pranzo o cena, anche in vacanza. Una volta il panino però si faceva in salumeria… Inizialmente ero visto come un marziano, ma con un panino poi, nel tempo, ho girato il mondo, e oggi mi dà la possibilità di tramandare un messaggio. Quando mi dicono “Grazie Giorgio, è meraviglioso”, ecco questo è quello che vivevo con il panino che mi dava mia mamma.

Ripartiamo dai ricordi dell’infanzia: qual è il primo panino che ricordi di avere mangiato?

Panino con il formaggino, poi evoluzione con il pomodoro e olio.

Invece, qual è l’ultimo che hai mangiato?

Ieri sera con salmone norvegese, zucchina e crema di formaggio dolce, passata con limone e erba cipollina. Fatto da Valentina, ovviamente. Invece, l’ultimo panino mangiato fuori dal mio caffè, è stato domenica sera al ristorante: eh sì, perché anche al ristorante cerco sempre un panino in menu, e se c’è prendo quello. Visto che domenica c’era, ho preso quello. Il panino è rapido, leggero, rapido… E poi che gusto! Addentare insieme tutti gli ingredienti, è veramente una bontà.

Qual è panino che non mangeresti mai?

Non mi piace la frutta nei panini. Ci ho provato, ho realizzato qualche ricetta, ma non mi piace. Limone a parte, perché quello lo uso spesso.

Il panino italiano è diverso dagli altri? Perché?

Mi piace molto guardare e curiosare chi lavora bene, anche fuori dall’Italia. Per me è molto stimolante, davvero. Sul mercato, ho notato che il Panino Italiano ha un profumo di fresco, di genuinità. Fatto espresso. Sa di fresco. L’hamburger americano non ha questa sensazione. E vedo che molti attorno a me hanno quest’impressione. Basilico, limone, olio, pomodoro fresco, … ha un fresco genuino. Insomma, facciamo sempre bella figura!

Una ricetta per un panino ambasciatore del made in Italy? C'è qualche specialità o ingrediente che ti sembra fondamentale inserire?

Il più difficile, ma più banale: il pomodoro e mozzarella. Selezionando dei prodotti di prima scelta un panino semplice non è più ovvio, anzi quasi difficile. È come per la pizza margherita, che va nelle pubblicità come esempio di pizza, così per il panino, l’esempio perfetto è pomodoro e mozzarella.

Come immagini il panino tra 20 anni? Quale sarà il panino del futuro?

Sarà iper-proteico e sempre più salutare, più semplice anche forse. Facile da comporre e da mangiare, con meno ingredienti ma sempre più qualitativi.

Se fossi un panino, che panino saresti?

Probabilmente pecorino e prosciutto, abbastanza grasso.

Cosa vuoi suggerire, che messaggio vuoi dare a chi come te fa questo lavoro?

È inutile mettere stellette e premi se non si ha idea di costanza nella qualità: è una strada impervia, però dà i migliori risultati, sia in senso sociale che economico. Solo oggi, in questo momento storico particolare, ho comunque venduto 250 panini: certo, non sono i 500-600 di prima, perché non c’è gente in giro. Le poche persone che ci sono in giro oggi a Cagliari sono venute qui, questo vuol dire qualcosa.

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