Il gioco della salsiccia, noto anche come "Numerino" o "Salsicciotto", è un passatempo semplice ma coinvolgente che affonda le sue radici nel passato. Questo articolo esplora la storia, le regole e il fascino di questo gioco, offrendo uno sguardo approfondito su un'attività che ha intrattenuto generazioni.
Origini e Diffusione
Il gioco della salsiccia ha origini relativamente recenti, risalenti agli anni '30. Tuttavia, ha guadagnato popolarità negli anni '60, quando Mordechai Meirovitz, un esperto di telecomunicazioni israeliano, ha convinto l'azienda Invicta a trasformarlo in un gioco da tavola nel 1965.
Come si Gioca a Salsicciotto
Il gioco della salsiccia è un duello che si svolge con regole molto semplici. Ecco come si gioca:
- Preparazione: I due contendenti scrivono su un foglio i numeri da 1 a 20.
- Scelta dei Numeri: Ogni giocatore pensa a tre numeri da far indovinare all'avversario.
- Annotazione: Entrambi i giocatori, su una pagina a parte, segnano i numeri già chiamati, per evitare di ripetere la scelta.
- Turni: A turno, i giocatori chiamano un numero.
- Obiettivo: L'obiettivo è indovinare i tre numeri pensati dall'avversario prima che lui indovini i propri.
L'Eredità dei Giochi di Carta e Matita
Il gioco della salsiccia fa parte di una tradizione di giochi semplici che richiedono solo un foglio e una matita. Questi giochi, come "Tris", "Nomi, cose e città", "Battaglia navale" e "L'impiccato", hanno un sapore di trasgressione, soprattutto quando praticati a scuola di nascosto dagli insegnanti. Sono momenti di spensieratezza che si sono tramandati di generazione in generazione e sopravvivono ancora oggi, nonostante l'onnipresenza degli smartphone.
Alcuni di questi giochi sono diventati app, mentre altri vengono persino "incoraggiati" dai docenti. Ad esempio, la "battaglia navale" viene utilizzata per prendere dimestichezza con le coordinate cartesiane. A dispetto della loro apparente semplicità, questi giochi stimolano l'ingegno e il vocabolario.
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La Villa Reale di Monza: Un Gioiello Neoclassico
Mentre il gioco della salsiccia offre un'esperienza di svago semplice e immediata, la Villa Reale di Monza rappresenta un esempio di grandiosità architettonica e culturale. Questo gioiello di architettura neoclassica, progettato da Giuseppe Piermarini, non ha nulla da invidiare alle più blasonate Regge di Caserta e di Versailles.
Storia della Villa Reale
La Villa Reale fu costruita tra il 1777 e il 1780 per volere dell'arciduca Ferdinando d'Asburgo e di sua madre Maria Teresa d'Austria. Fu adibita a residenza di campagna della dinastia reale fino al 1796, quando passò in mano a Eugenio di Beauharnais, figliastro di Napoleone Bonaparte.
Nella seconda metà del 1800, la Villa divenne proprietà dei Savoia e fu particolarmente amata da re Umberto I, che la elesse a sua residenza estiva e la sottopose a profonde ristrutturazioni. Dopo l'assassinio del monarca, la Villa cadde in disuso e Vittorio Emanuele II fece trasportare parte degli arredi nei palazzi del Quirinale, a Roma.
Architettura e Giardini
La Villa Reale ha la caratteristica forma ad U, tipica dei palazzi regali del 1700. Lo stile della facciata è lineare ed essenziale, con decorazioni semplici che le conferiscono un aspetto elegante ma rigoroso. Il primo piano è occupato dalle sale di rappresentanza, dalle sale delle feste e da quella adibita ai pranzi, mentre il secondo piano è dedicato alle camere da letto dei regali e degli ospiti. Le diverse sale e stanze sono decorate con stucchi dorati, dipinti e affreschi.
I Giardini della Villa Reale si estendono su una superficie di circa 40 ettari e sono organizzati all'inglese. Il Roseto della Villa Reale fu voluto da Nino Fumagalli e progettato da Vittorio Faglia e Francesco Clerici, e si divide in svariate sezioni, a seconda delle tipologie di rose che vengono coltivate.
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Visita alla Villa Reale
La Villa Reale si trova nella parte nord di Monza, non molto lontana dal centro storico. È visitabile il sabato e la domenica, con apertura alle ore 10,30 e chiusura alle ore 18,30. La Reggia ospita spesso eventi per adulti e bambini, dalle mostre d'arte alle iniziative legate al cinema.
Il Gioco del Pozzo: Una Tradizione di Montevarchi
Un'altra tradizione italiana è il Gioco del Pozzo di Montevarchi, in provincia di Arezzo. Questo gioco affonda le sue radici nel XII secolo, quando il castello di Montevarchi era possesso della famiglia Guidi.
Storia del Gioco del Pozzo
Il Gioco del Pozzo è legato alla festa del Perdono, che celebra l'arrivo a Montevarchi di una reliquia della Madonna donata da Guido Guerra, capitano generale della Santa Sede, alla chiesa di San Lorenzo. Durante la festa, i quattro gonfaloni del centro storico si sfidano per stabilire chi, per primo e per un anno, potrà attingere dal pozzo nei mesi di siccità.
Regole del Gioco del Pozzo
Il gioco si svolge in piazza Varchi, in un campo ovale delimitato tra tre cerchi. Una squadra difende il pozzo, mentre l'altra cerca di buttare la palla dentro il pozzo. Uno scontro fisico e cavalleresco che richiama il rugby, con tattica e movimenti simili al basket. Chi vince, vince la mezzina, un piccolo recipiente di rame, il contenitore tipico dell'epoca.
Il Gioco del Pozzo Oggi
Oggi, il Gioco del Pozzo è un evento sentito dalla comunità di Montevarchi. I giocatori si allenano in palestra da dicembre a fine marzo, poi all'aperto almeno due volte la settimana. La piazza è riservata alla festa delle finali nel mese di settembre.
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Il Lancio della Forma di Formaggio: Uno Sport Tradizionale
Un'altra attività tradizionale italiana è il lancio della forma di formaggio, regolamentato dalla Federazione Italiana giochi e sport tradizionali (FIGeST).
Origini del Lancio della Forma di Formaggio
L'origine di questa pratica è antichissima, risalirebbe addirittura al periodo etrusco. Ne abbiamo testimonianza in un affresco nella tomba dell'Olimpiade di Tarquinia in cui si scorge un uomo nella tipica posizione del lanciatore. I pastori erano soliti, per diletto, far rotolare le forme di pecorino lungo i pendii e i sentieri.
Regole del Lancio della Forma di Formaggio
Il lancio della forma di formaggio è un gioco itinerante che si svolge su strade campestri o piste in terra battuta. Il numero minimo di giocatori è due, ma si può giocare anche in singolo, in coppia o a squadre. Ogni gara prevede una specifica pezzatura della forma di formaggio; generalmente i campionati individuali hanno 5 categorie: 1, 3, 6, 9 e 20 chilogrammi.